Terna vota rinnovabili: “Sempre più convenienti, almeno del 20%”

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Terna vota rinnovabili, l’unica leva per contenere il costo dell’energia nel breve-medio termine, rafforzando l’indipendenza energetica.

Terna vota rinnovabili: “La leva più efficace per l’indipendenza energetica”

Terna vota rinnovabili

 

Nel breve e medio termine le fonti rinnovabili rappresentano la leva più efficace. Non solo per la sostenibilità ambientale, ma soprattutto per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e contenere il costo dell’energia per famiglie ed imprese”. Non è un’associazione ambientalista a parlare, ma la top manager di una grande azienda pubblica come Terna, Giuseppina Di Foggia.  “Le evidenze economiche lo dimostrano. Oggi il costo medio di produzione di fotovoltaico ed eolico, anche considerando gli oneri di rete e di accumulo necessari per la loro integrazione nel sistema, è strutturalmente inferiore di almeno il 20% rispetto al prezzo medio dell’elettricità. Prezzo che nel 2025 si è attestato a circa 115 euro/MWh“. Di Foggia è intervenuta all’evento celebrativo dei 70 anni del Gruppo Cesi. “In questo contesto, le infrastrutture di rete sono decisive perché abilitano l’integrazione delle rinnovabili. Consentendo di trasportare l’energia dalle aree di produzione ai centri di consumo in modo efficiente“, ha aggiunto.

“Serve una penetrazione delle rinnovabili fino all’80%”

Gli scenari di medio-lungo termine mostrano che un sistema elettrico basato esclusivamente su fonti non programmabili è possibile, ma economicamente poco sostenibile”, ha proseguito l’ad di Terna. “La soluzione più efficiente prevede un mix equilibrato tra eolico e solare e una penetrazione delle rinnovabili intorno all’80%. Oltre la quale i costi di integrazione diventano superiori a quelli di soluzioni programmabili a basse emissioni”. Di Foggia è stata nominata dall’attuale governo, che però non sta facendo nulla per sostenere la crescita della produzione da rinnovabili. Con le imprese del settore ad accusare l’esecutivo di bloccare gli investimenti. All’evento del Cesi è intervenuto anche il n.1 dell’Enel, Flavio Cattaneo: “In futuro il problema dell’energia non sarà il prezzo ma la sua disponibilità. Si stima che al 2035 in Italia la domanda energetica crescerà del 20% rispetto al 2025 e del 40% a livello globale. Spinta dalla digitalizzazione e dallo sviluppo dell’Intelligenza artificiale e della robotica”, ha detto

Terna vota rinnovabili
Flavio Cattaneo, ad di Enel Group.

Anche Cattaneo (Enel) vota rinnovabili: “Ma non siamo la Spagna…”

In un Paese come il nostro, con un sistema energetico ancora fortemente dipendente dal gas, per il 95% importato, e dalle forniture estere, è prioritario aumentare significativamente la generazione”, ha aggiunto l’ad dell’Enel. “Per questo occorre puntare sulla crescita delle rinnovabili, accelerando gli iter autorizzativi, sullo sviluppo dei sistemi di accumulo. E sul repowering dell’idroelettrico, attualmente bloccato dalla scadenza delle concessioni. Oltre che sul nucleare come fonte complementare. Dobbiamo considerare, però, che non potremo mai avere un incremento di rinnovabili uguale a quello della Spagna, a causa della nostra conformazione geografica. In Italia è più difficile realizzare impianti perché è un Paese stretto e lungo, con catene montuose e paesaggi da tutelare. Di tutto questo sarebbe stato necessario tenere conto prima di accettare, all’epoca, il meccanismo dell’ETS nella stessa maniera di altri Paesi”.

 

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Visualizza commenti (11)
  1. Ragazzi puntualmente mettiamo giù numeri che dimostrano come una penetrazione delle rinnovabili all’80% e oltre è non solo possibile ma benefica per l’economia e urgente vista la situazione geopolitica.
    Poi però non succede nulla, né con questo governo e dubito anche con il prossimo, qualunque colore sia. Come mai?
    Semplicemente perché i governi decidono sotto pressione delle lobby, e ad oggi non c’è nessun tipo di lobby abbastanza grossa e potente per spingere sulle rinnovabili.
    Delle aziende controllate dal MEF tramite CDP l’unica che ha un minimo di interesse è appunto Terna, che più aumentano le connessioni e le necessità di bilanciamento più vede aumentare i capex e quindi i ricavi che sono calcolati a. RAB. Discorso opposto per Snam, più rinnovabili, meno gas, meno investimenti sulla rete. Le altre controllate di CDP (Ansaldo, Fincantieri, Italgas, Valvitalia) hanno anch’esse principalmente da perderci o quantomeno neutre (Poste). Poi c’è Eni che sappiamo tutti dove spinge.
    Nel campo delle rinnovabili chi c’è? Tanti piccoli operatori, qualche associazione di settore, qualche grosso produttore straniero (Vestas) e poco altro. Cosa vi aspettate quindi?
    Purtroppo finché non si risolve questa asimmetria non mi aspetto grandi azioni dall’alto. Tutto sarà lasciato alla perseveranza degli operatori e paradossalmente al fatto che i prezzi alti dell’energia elettrica attirano investitori, altrimenti non si spiegherebbe perché vengano ancora da noi e non puntino tutto sulla Spagna che ha iter molto più rapidi

  2. Da oggi possiamo tranquillamente considera il costo degli impianti aumentato del 40~80% per i prossimi 5 anni….
    Possiamo già salutare 👋👋 le previsioni di 13 Miliardi per il ponte sullo Stretto RC_ME e pure i reattori $MR 💸💸 tanto sognati dalle lobby
    Pure i progetti F.E.R. + B.E.S.S ovviamente aumenteranno…ma in fin dei conti saranno quelli che FORSE potremmo ancora permetterci di realizzare…

  3. Ciao, parto dalla tua stima di 200 TWh energia annua per 160 GW potenza nominale di picco, cioè una resa media di 1250 ore annue (su 8765 ore annue totali) e aggiungo:

    === 1100 ore – parco solare italiano attuale
    ha una resa media abbastanza bassa, circa 1100 ore, perchè contiene impianti sui tetti (minore resa) e ancora relativamente pochi impianti a terra (alta resa), e perché contiene impianti obsoleti, con più perdite di energia negli inveter, pannelli con minore resa in condizioni di bassa luminosità, e con maggiore degrado annuo e calo di resa con la temperature rispetto ai panneli recenti

    === 1050-1100 ore – impianti sui tetti futuri
    stimerei una resa media di 1050-1100 ore effettive, cioè incluso installazioni con orientazioni non ottimali, degrado panneli, manutenzione incompleta, depositi di sporcizia e polvere

    === 1500 ore – media per gli impianti a terra
    stim una resa media effettiva di circa 1500 ore, usando questo modello:
    — resa teorica 1476 media tra nord e sud per pannelli monofacciali e fissi (20% installazioni);
    — resa aumentata del 7% a 1570 ore per pannelli bifacciali (30% installazioni)
    — resa aumentata del 18,5% a 1738 ore per bifacciali con inseguitore solare (50% installazioni)
    — applico una penalità del -5.5% per il degrado medio atteso dopo i primi 12 anni dei nuovi moduli (più durevoli dei precedenti, e ipotizzando che dopo 25 anni sranno ancora in ottimo stato, ma verranno sostituiti per montare pannelli di nuovo tipo con rese più alte)
    — un’altra penalità del -3% per depositi di polvere non rimossi prontamente durante l’anno

    === proporzione tetti vs impianti terra
    questo per dire che se avremo più impianti a terra rispetto a quelli sui tetti, ad esempio in proporzione 3 a 1, oppure 2 a 1, la resa media del parco solare italiano aumenterà a circa 1400-1350 ore annue

    === vantaggio costo
    già che ci siamo: gli impianti a terra costano circa la metà in spese di intallazione e di gestione rispetto a un impianto sui tetti di pari potenza nominale; considerando poi la maggiore resa il vantaggio economico diventa circa triplo

    combinando costo dimezzato, una maggiore resa quasi del +50%, velocità di installazione in grandi quantità, gli impianti a terra sono gli impianti che potrebbero risolvere l’emergenza prezzi energia inondando in fetta (idealmente anche meno di 12 mesi) la rete di elettricità molto economica, anche considerando le spese attuali per aggiungere gli accumuli a batteria BESS

    === diverse strategie nei vari paesi
    purtroppo fotovoltaico a terra (e agrivoltaico nel tipo specifico a basso costo, cioè interfilare a pannelli bassi, tipicamente adatto per terreni messi a pascolo) sono anche gli impianti su cui più si è accanito il nostro governo con i decreti recenti per rallentarne al massimo la diffusione, oltre all’ eolico

    in Germania sono partiti prima con le installazioni sui tetti, e solo adesso stanno spingendo di più anche sulle installazioni a terra; in Spagna hanno fatto il contrario, e anche per questo (oltre che per migliore insolazione) hanno avuto prima e in modo più evidente una discesa del prezzo PUN, che era appaiato al PUN italiano nel 2020, mentre adesso la metà del nostro

  4. Un altro vantaggio di cui non si tiene conto, è che se le rinnovabili conprissero una quota molto maggiore del fabbisogno nazionale di energia elettrica, potremmo usare gli stoccaggi di gas come riserva strategica in caso di crisi, e comunque riempirli con calma nei momenti più convenienti, contribuendo indirettamente ad abbassare il prezzo anche dell’energia elettrica prodotta dalle centrali a gas.

  5. qui secondo me urge un po’ di discussione alla visione proposta sui media dai due manager sul tema delle energie rinnovabili, perchè vi sono inserite delle “polpette avvelenate”

    — in letteratura scientifica (recente, con dati di costo aggiornati) non è stato trovato questo “limite di convenienza economica” a 80% del mix per le rinnovabili più accumuli; sembra piuttosto una riedizione della bufala storica per cui le rinnovabili non avrebbero potuto superare 30%, poi 50%, poi 70%, etc;

    nella quasi totalità di tanti studi recenti risulta che 100% rinnovabili più accumuli sarà la soluzione più economica e adottata quasi ovunque; NB: esiste un 3% di studi che sostengono il contrario (studi fallati e meno autorevoli) ma è il tasso normale di falsificazione su ogni tema, vale per il terrapiattismo, il negazionismo climatico, l’opposizione ai vaccini, il nucularismo

    — idem non ci sono limitazioni dovute al paese Italia “stretto a lungo”, perchè il potenziale di installazioni è comunque enorme anche in Italia, anche limitandosi a minime aree giudicate idonee, si parla lo stesso di potenziale per centinaia di GW di fotovoltaico ed eolico su terra e in mare, molto più del necessario; un ragionamento si può fare sul grado di gradimento o meno dell’eolico su terra, da cui forse deriverà che una quota di eolico la realizzeremo in mare, anche se nei primi anni le installazioni in mare saranno più costose che su terra

    — gli scenari nuculari proposti dal governo, prevedono comunque mix ricchi di rinnovabili, perchè il nuculare nonè scalabile, è cosi costos e lento che anche volendosi fare del male sarebbe impossibile installarne più di qualche centrale in 20-30 anni; guardando ai numeri, persino Fratin e soci prevedono mix ad oltre il 90% rinnovabili, per cui non si capisce come verrebbe meno il supposto problema di inserimento sul territorio se andranno lo stesso realizzati 9 impianti rinnovabili invece che 10

    I due manager secondo me non possono parlare liberamente, devono assecondare le posizioni antistoriche e terrapiattiste nuculari del governo, cercare qualche appiglio per giustificare il tentativo di piazzare questa gigantesca “sola” nuculare non conveniente al paese;

    secondo gli analisti si parla di energia che per le centrali verrebbe a costare sui 180-240 € al MWh; e guardando ai costo veri di cantiere in Europa e in America, sono appalti da 40-50 mliardi già solo per la fase di costruzine di una singola centrale con due reattori… questo quando la trasmissione giornalistica PresaDiretta di settimana scorsa mostra che il governo sta silenziosamente tagliando di nuovo le spese di sanità, manutenzione strade, ponti, infrastrutture, scuola, etc.. per finanziare scelte e progetti molto dubbi se non apertamente speculativi a favore di aziende favorite.. qua anno su anno si stanno “rubando anche le piastrelle” e avendo occupato anche buona parte degli spazi di informazione ci vorrebbero pure “convincere” che siano scelte positive

    Però mentre Cattaneo i pare non si fa problemi a “spararle grosse”, ho già notato altre volte imbarazzo nei manager di Terna, che cercano di divincolarsi da questo onbbligo di propaganda facendo dichiarazioni più ambigue

    ad es. in questa intervista Di Foggia secondo me lascia intendere che al momento dovremmo concentrarci con urgenza sul far crescere le rinnovabili Italiane, ora quota circa 42-43%, e che ci vorrà molto tempo giò solo per far crescere questa quota; e andrebbe rimandata al futuro, usando dati tecnici ed economici futuri aggiornati, la scelta delle migliori tecnologie per arrivare poi a 100%;
    inoltre usa un giro di parole per non nomina apertamente il nuculare; un domani, se cambierà il governo, Terna forse potrà correggere le dichiarazioni spiegando che stava includendo come ipotesi di sviluppo di più sorgenti di energia programmabili per es la biomassa, il biometano e la geotermia

    idem negli scenari di previsione energetica di Terna per l’Italia; erano da tempo scenari 100% rinnovabili; ma il nuovo Pniec del governo aggiornato nel 2024 ha introdotto a forza il “piano Fratin” che prevede una quota di nuculare; Terna deve strutturare le reti seguendo le indicazioni del Pniec, allora formalmente ha dovuto adeguarsi modificando i suoi scenari di piano; ma anche lì, leggendoli ho percepito l’imbarazzo, la modifica nuculare è aggiunta in forma ipotetica in un paragrafo quasi come un corpo estraneo nel resto del documento, che deriva dal precedente piano 100% rinnovabili, e viene giustificata con questa teoria della non convenienza economica oltre l’80% o 90%, di cui viene mostrato un grafico, ma non vengono mostrati i dettagli del modello e dei calcoli, che dagli studi scientifici si sa essere sbagliato

    1. Il nucleare di questo governano, a mio modesto parere, è un modo per raggiungere due obiettivi:
      1. Far pagare ai più poveri (ovvero il 90% degli italiani con le tasse) gli extra costi del nucleare e far garantire la vita bella ai pochi che ci mangeranno
      2. puntare ad avere materiale per l’atomica, come la maggior parte dei governi di dx nazionalista e guerrafondaia
      Poi chi se ne frega delle scorie che non sappiamo come smaltire e delle evidenze scientifiche che mostrano come i tassi di cancro/tumori siamo più alti per chi vive nei 5-15 km che circondano le centrali

    2. Ciao, ringrazio in anticipo per il commento esaustivo, Ma ti chiedo che se riusciresti ad indicare è meglio le fonti poiché anche parlando con dei amici/ conoscenti in vari gruppi (qui anche qualche ingegnere sui quali però ho qualche dubbio che abbiano competenze in materia per non dire altro) preferirei rispondere, potendo avallare meglio con dei dati. Anche se di per sé è ragionamento che trovo corretto? Cioè, Salvo di prendere per buono ipotesi che sono contro totalmente alle rinnovabili per cui anzi dovrebbero persino tolte e fatto tutto con nucleare, andando anche ad ascoltare che è favore del nucleare, ma senza voler modificare ogni tipo di dato come minimo, si riesce a fare un 80% e a quel punto una rete che deve gestire 80% di traduzione elettrica in maniera dislocata come dici tu non è così diversa che un 100%. Però per la questione dei costi se hai delle fonti che posso girare che dicono che col 100%. Comunque si risparmia e mi farebbe piacere. Tra l’altro pure uno dei maggiori sostenitori del nucleare o se l’avvocato dell’atomo, perlomeno quando l’ascoltavo un paio di annetti fa, diceva che qualcosa tra 70 e 90 per cento di rinnovabili è possibile farlo .

      Altra domanda , sento sempre parlare solo di fotovoltaico ed eolico tutto al più di idroelettrico. Ma le altre fonti ? Tipo geotermico o anche energia prodotta dalle dal moto ondoso? Per energia termico so che abbiamo solo una zona ad alto potenziale , comunque sarebbe meglio di nulla, però in altre zone si potrebbe utilizzare per il teleriscaldamento Se non erro che implicherebbe, quindi non usare energia elettrica prodotta diversamente per scaldarsi, poi forse costerebbe troppo Non saprei.

      1. il tema è un po’ tecnico e molto vasto; manca del materiale divulgativo, in italiano e aggiornato (il settore rinnovabili si evolve rapidamente, specie sui costi), ma se vuoi curiosare:

        — testo divulgativo e in Italiano, del 2023, con uno studio di mix 100% rinnovabili per l’Italia
        libro cartaceo “L’urgenza di agire” dell ‘Ing Marco Giusti;
        su youtube ci sono delle conferenze

        — studio del 2025 mix 100% rinnovabili per Italia ( 5,5 cents al kwh) :
        parte tecnica: https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1734743
        parte economica: https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1747061

        — studio del 2025 mix 100% per area grande come una provincia italiana ( 5,5 cents al Kwh)
        https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666955224000352

        — studio del 2025 mix 100% rinnovabili per ogni paese di Europa ( 3,5 – 7 cents al Kwh )
        https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0196890425009239

        figura 6 mostra la scomposizione dei costi del kwh:
        https://ars.els-cdn.com/content/image/1-s2.0-S0196890425009239-gr6_lrg.jpg

        — studio 2026 Gencost Csiro (Australia) mix 100% rinnovabili vs mix con reattori
        https://www.csiro.au/en/research/technology-space/energy/Electricity-transition/GenCost

        == annotazioni

        — mix 100% rinnovabili+accumuli al 2050 sono previsti portare a un costo all’ingrosso elettricità di circa 3,5 – 7 cents al Kwh a seconda del paese considerato; il costo comprende gli accumuli giornalieri (batterie sodio e lfp, pompaggi idroelettrici, acc. termici) e stagionali (chimici, cioè gas o liquidi)

        — nel caso dell’italia un mix reale, potrebbe avere meno eolico su terra (per basso gradimento) di quanto sarebbe l’ottimale, allora il costo al kwh sarà leggermente più alto, es 6 cents invece di 5

        — rinnovabili principali nei mix sono fotovoltaico a terra e sui tetti, eolico a terra e in mare, biomasse, pompe di calore, biometano, idroelettrico, geotermia

        — accumuli stagionali possono essere biometano, Power-to-X (elettrolizzatori per fare idrogeno, ammoniaca, metanolo, dme, metano verdi, etc), biocarburanti; e anche scambi energia tra nazioni, i paesi nord europa hanno un ecceso di energia eolica in inverni, i paesi del sud un eccesso di energia fotovoltaico in estate, se non viene usata per il elettrolizzatori

        PS: la discussione sugli accumuli stagionali è un pò’ inutile visto non serviranno finché non saremo a 95-97% di rinnovabili (caso Italia); quando ci arriveremo sceglieremo la soluzione che costa meno in quel momento; in ogni caso dovendo funzionare solo per brevi periodi dell’anno, si useranno tecnologie con basse “spese fisse” e invece più “costi variabili” (l’opposto del nuculare)

        — aggiungere poco o tanto nuculare alza il costo dei mix se il costo di costruzione delle centrali supera circa 4 miliardi € per ogni GW potenza nominale (considerando come data di consegna il 2040; se la centrale fosse magicamente pronta oggi, che ancora abbiamo un prezzo PUN alto, sarebbe accettabile anche circa 7-8 miliardi); i costi di costruzione attuali in Europa sono tra 15 e 20 miliardi € per ogni GW potenza nominale, negli ultimi decenni con un trend a crescere

        attenzione che un nucularista (ma anche i nostri ministri, e per trascuratezza spesso anche i giornali) citerà i costi di costruzione medi mondiali secondo IEA (in pratica sono i costi in Cina), mentre in Europa e in Usa i costi sono più che tripli; inoltre citerà il costo teorico “overnight”, mentre il costo vero a cantiere e compresi gli oneri di finanziamento è circa il doppio quando va bene; e spesso non avrà aggiornato le cifre in moneta di oggi (inflazione monetaria)

        ==== grafici più semplici
        stesso discorso per il costo dell’energia generata, va referenziata all’area geografica e aggiornata in euri attuali, e va anche specificato che si tratta del costo per il caso di centrali da costruire nuove (gestire quelle vecchie “ereditate” ha invece un costo energia minore, come in Francia)

        — grafico con i costi aggiornati delle varie fonti di energia energia stimati dagli analisti economici Bloomberg per impianti in Occidente e in Oriente, pubblicato in un articolo del giornale il Guardian:
        https://i.guim.co.uk/img/media/087f87dc3632acedfe3190f014b4f0e84c5b26a1/0_0_902_801/master/902.jpg?width=1140&dpr=2&s=none&crop=none

        — grafico con i costi aggiornati delle varie fonti di energia stimati per l’Europa dagli analisti del Fraunhofer Institute, l’immagine è presa dal loro sito dove c’è il report completo dei calcoli:
        https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity/jcr:content/contentPar/sectioncomponent/sectionParsys/imagerow/imageComponent1/image.img.4col.large.png/1728050961342/Levelized-Cost-of-electricity-2024.png

  6. Carlo Ombello

    Commenti positivi, particolarmente dall’improbabile Cattaneo. Detto questo, con il solo fotovoltaico e le nuove batterie a ioni di sodio (costi <20 €/kWh installato), possiamo tranquillamente raggiungere ampi traguardi in pochi anni con costi inferiori al fossile.

    160 GWp di fotovoltaico darebbero circa 200 TWh l'anno, contro 310 della attuale domanda. Oltre il 60%. Certo, oltre i 50 GWp di installato, un enorme quantità di batterie va installata a complemento. Almeno 100 GW di potenza – 400 GWh di capacità, per assorbire 4 ore al giorno di picchi estivi e ridistribuirli nel resto del giorno, garantendo un FV programmabile. Più batterie installeremo, più potremo spalmare il solare nell'arco di giorni o settimane per seguire la domanda. Più eolico, idroelettrico, geotermico aiuterebbero a coprire il resto, a loro volta aiutati da una enorme e crescente flotta BESS.

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