Terna in una scuola? Per i No Watt è complotto. E scatta la sassaiola social

No Watt





I No Watt prendono di mira l’Istituto Tecnico “Lorenzo Mossa” di Oristano per un incontro di orientamento rivolto a famiglie e docenti. Il motivo dell’attacco è la presenza, tra i relatori, di un professionista di Terna. I comitati sardi contrari alle rinnovabili pubblicano la circolare dell’iniziativa su Facebook e da lì parte la consueta sassaiola virtuale: accuse alla dirigente,  alla scuola intera per aver permesso l’ingresso di un rappresentante dell’azienda. Secondo la narrazione dei gruppi No Watt, l’incontro serve a “lavare il cervello”. Siamo al ridicolo. 

I comitati accusano la scuola di “indottrinamento” energetico sugli adolescenti

Nel loro post, il comitato – Gruppo Tutela Territorio Sardo – Gruttes Oristano – arriva a sostenere che «la scelta di coinvolgere psicologi per dialogare con i genitori sui silenzi dell’adolescenza è una mossa comunicativa sottile che rende l’indottrinamento quasi invisibile». Parlano di “leva emotiva”, di “pressione ideologica”, insinuano che Terna voglia creare fiducia sfruttando le fragilità giovanili per rendere “più accettabili” le proprie attività sul territorio. Sono parole ridicole, che trasformano un normale incontro educativo in un complotto psicologico degno della peggior propaganda social.

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Il post prosegue con toni apocalittici: «non si tratta di essere contro il progresso e l’innovazione, ma di tutelare l’integrità educativa dei nostri figli». Accusano Terna di aver «già dimostrato di poter agire con modi terribili contro la nostra comunità», invitano i genitori a «riflettere profondamente prima di partecipare» e citano come esempio i ragazzi del liceo scientifico di Siniscola.

Questo episodio merita una citazione visto che si è trattato di un sit-in contro la presenza di esperti di rinnovabili nella scuola. Gravissime le parole del sindaco del paese Gianluigi Farris, : «Colpo basso, reagiremo per difendere i nostri figli. Perché l’assedio è ricominciato e dobbiamo difenderci. Dobbiamo difendere i nostri figli».  Sarebbe utile sapere come Farris difende i ragazzi dall’inquinamento del gas di scarico delle auto, dell’inquinamento delle due centrali a carbone sarde, di quello della raffineria Saras e dal progetto sulla metanizzazione. Per di più proprio a Siniscola nel cementificio Buzzi Unicem si è realizzato un impianto fotovoltaico in un’area naturale per decarbonizzare le attività industriali. E’ pericolosa anche questa iniziativa?

Appello al boicottaggio di Terna

I comitati chiudono con un appello a «lasciare che queste multinazionali orientino una sala vuota», sostenendo che «i valori dei nostri figli non sono in vendita», e invitano a condividere il messaggio perché «il progetto Sliding Doors verrà proposto anche in altri istituti». Da notare che Terna è tutto tranne che una multinazionale. E’ l’azienda di Stato che gestisce in monopolio le grandi infrastrutture neaionali di trasmissione di elettricità in alta potenza

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Il culto dell’ignoranza

La reazione è sproporzionata e, purtroppo, coerente con il clima che da mesi circonda il movimento anti‑rinnovabili in Sardegna: tre attentati negli ultimi 2 anni, centinaia di commenti che inneggiano a incendi e intimidazioni, un linguaggio violento e polarizzato. In questo contesto, perfino un normale appuntamento scolastico diventa pretesto per attaccare chiunque non si allinei alla loro visione. Per di più in un’isola massacrata dalla disoccupazione e dalle persone che scappano in cerca di lavoro precludere ai ragazzi la possibilità di pensare ad un futuro in Terna è un atto ridicolo e contro gli interessi dei ragazzi.

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La circolare della scuola: cerchiato l’intervento del manager di Terna

Il  contenuto dell’iniziativa è quanto di più ordinario e utile si possa immaginare per una scuola superiore. La circolare del Mossa presenta l’incontro come un momento di confronto dal titolo “Accompagnare le scelte – Il ruolo di genitori e docenti nell’orientamento in uscita”, nato da domande molto semplici: come guidare i ragazzi nella scelta del loro futuro, se sia meglio dare consigli o lasciarli più autonomi, come trovare un dialogo in mezzo ai silenzi dell’adolescenza. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire spunti concreti per accompagnare gli studenti nelle loro decisioni, senza giudizio.

Il manager di Terna racconterà la sua esperienza

L’appuntamento, fissato per il 21 maggio nell’auditorium dell’istituto, prevede l’intervento dello psicologo Corrado Arrigoni, fondatore della rete “Accordi e Disaccordi” e con oltre venticinque anni di esperienza nell’orientamento scolastico, insieme a Roberto Gnudi, responsabile dello sviluppo e della pianificazione strategica in Terna. Gnudi racconterà il proprio percorso professionale e offrirà indicazioni su come costruire una carriera in un mercato del lavoro in trasformazione. L’incontro rientra nel progetto “Sliding Doors – imparare a scegliere”, realizzato da WeSchool in collaborazione con Terna e già seguito da alcune classi dell’istituto.

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Nulla di più: un normale evento di orientamento, gratuito e aperto a famiglie e docenti, con prenotazione tramite form e un contatto email per eventuali informazioni. Un’iniziativa che qualunque scuola italiana può proporre senza destare la minima polemica.

E invece, in Sardegna, basta che compaia il nome di Terna – accusata per il cavo che collega l’isola con la penisola per garantire sicurezza energetica –  perché si scateni l’ennesima ondata di ostilità. Un segnale preoccupante di quanto il dibattito sulle rinnovabili sia avvelenato, fino a trasformare perfino un incontro educativo in un pretesto per attaccare, delegittimare e intimidire.

  • LEGGI anche: Sardegna, festival di bufale contro le rinnovabili: dal virus bovino agli incendi e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (19)
  1. video dalla Sicilia che mi è piaciuto tanto, in pianura non ho questi panorami

    https://stream24.ilsole24ore.com/video/economia/european-energy-impianto-agrivoltaico-2255-mw-sara-i-piu-grandi-ue/AIAxAJ7C

    area ventosa, rurare, dolcemente collinare, con placide pale eoliche nello sfondo, non fastidiose, anzi forse persino belle da vedere, ben distanziate tra loro come si fa adesso; e inaugurazione festosa e carica di “futuro” per i lavori di installazione di un grande impianto agrivoltaico su terreno con pastorizia da 260 ettari

    che darà l’energia equivalente ai consumi dell’intera città di Catania, oltre a robuste rendite economiche ai Comuni e ai proprietari dei terreni; e posti di lavoro qualificati per gestire l’impianto, e posti di lavoro per l’azienda agricola stessa, che se vorrà ora avrà fondi per pagare stipendi per investire nella propria attività e non lasciar spopolare dai giovani i borghi circostanti

    a me spiace, è a questo che rinunciano in Sardegna, per colpa di una infelice narrazione e politica

    impianto agrivolatico già presentato nelle notizie anche qui su Vaielettrico:
    https://www.vaielettrico.it/taglio-del-nastro-a-vizzini-via-allagrivoltaico-con-pecore-piu-grande-ditalia/

  2. Sicuramente la Sardegna è una terra travagliata ha subito le invasioni dei Fenici, di Vandali, dei Saraceni … degli Spagnoli ma bisogna anche chiedersi perché nei tempi recenti ci sono state altre “invasioni”. Se non si è capaci di gestire il proprio territorio, se non si è in grado di fare una politica economica e industriale, di sfruttala turisticamente traendone benefici per gli abitanti, se non si sa gestire una politica energetica (ultimo degli esempi l’1% di aree idonee) è logico che non basta dire sempre no perché verrà qualcun’altra a fare quel che non si è capaci di fare. Poi, per carità, se si vuole tornare a zappare la terra a mano, a cacciare i turisti o a respirare i fumi della poca energia “imposta” bruciando carbone che si faccia pure, mi spiace solo per i Sardi a questo punto definirei “illuminati” che soffrono per questa miopia galoppante.
    Scusate la freddezza ma sono davvero stufo di leggere sempre le solite scuse insensate per non portare avanti uno sviluppo sacrosanto per tutti.

    1. comunque i nuovi vandali hanno invaso l’Italia da tanto tempo…. e se ne vedono tutti gli effetti…

    2. che poi, 1% aree idonee sarebbe sovrabbondante rispetto alle necessità: in Sardegna, con bassa densità abitativa e poche industrie, per decarbonizzare tutto basterebbe meno del solito, diciamo 2 (?) millesimi di territorio sull’isola e alcuni parchi eolici off-shore

      e invece 1% aree definite “idonee” non va bene, perchè a queste aree (scelte secondo il parere di commissione di umanisti e politici), va fatta molta “tara”, si sovrappongono solo in piccola parte con le aree “adatte” (secondo i criteri dei tecnici e degli economisti)

      per esempio aree a distanza ragionevole da una connessione di rete elettrica, oppure poste su terreni non proposti in affitto o vendita a prezzo di strozzinaggio (con fenomeni di rivendità dei progetti, in stile agenzia immobiliare o bagarinaggio che fanno la cresta facendo da intermediari) proprio grazie alla anomalia di questi piani regionali che restringono enormemente la scelta dei luoghi, causando speculazione sui terreni

      .. perché la Regione intendeva che l’altro 99% “non è idoneo”, ma già smentita dall’ennesimo tribunale Tar che invece ribadisce che le altre aree non possono essere automaticamente considerate aree vietate

      un piano Regionale serio, dovrebbe prevedere, esempio:
      — 5% aree “idonee”, dove le procedure saranno veloci-semplificate,
      — 30% (?) aree “normali”, dove le procedure sono ancora possibili anche se più lunghe e ipercritiche perchè ogni impianto dovrà ridimostrare tutto a livello paesaggistico etc partendo da principio ogni volta caso per caso;
      — aree invece protette, queste esplicitamente escluse per motivate ragioni;
      — eventuali quote massime sui terreni agricoli comune x comune, ma fatte con buon senso, non con la malizia attuale che in pratica vieta gli impianti

      avendo la pazienza di comunicare alla popolazione, che non è scema se la giunta regionale facesse lo sforzo di informarla correttamente, che partendo da questo 35% di aree “non vietate per principio”, poi verrà utilizzato giusto un 0,2% ( 2 millesimi)

      ..lasciando che i progetti selezionino questo 0,2% tra la aree permesse, scegliendo le aree anche tecnicamente-economicamente più adatte, e/o i Comuni più accoglienti che vogliano appoggiare un iter di autorizzazione rapido per nuovi impianti (o per l’up-grade di impianti vecchi)

  3. Ormai la situazione sarda si è incancrenita, non credo ci siano possibilità di dialogo o confronto, la maggioranza dei sardi è contraria a qualsiasi installazione rinnovabile utility scale, con sfumature che vanno dal fastidio alla completa chiusura in merito. Vanno lasciati al loro destino (che sarà forse anche il nostro), fatto di dipendenza dai fossili e bollette sempre più salate, per non parlare di tutti i disastri ecologici che hanno subito e continueranno a subire. Buona fortuna al glorioso popolo sardo, anche se si stanno facendo del male da soli

  4. Non c’è giorno in cui non pensi ai tempi della scuola e della pressoché totale assenza di nozioni sull’energia elettrica…la quale arrivò nella mia abitazione che avevo 7 anni…così come ogni giorno imparo qualcosa di nuovo su questo settore che mi affascina. Cercando di sfruttarne le potenzialità con fotovoltaico, batterie e auto elettrica. A suo tempo ci furono attentati anche con l’utilizzo del vapore…anche a me capita , spesso, di ricordare i Promessi Sposi “ e di come A. Manzoni narra della natura umana….poi ci sono gli “ interessi”…. E anche oggi mi è capitato di sentire , presente in ogni dove, il dott. Tabarelli…così x fare un esempio….ormai mi è insopportabile sentirlo ma…andiamo avanti…perché è il Mondo che va avanti

  5. Da quel che mi risultaa Terna è “solo” il proprietario dei pali e dei tralicci che trasportano l’energia elettrica, in Sardegna come nel resto d’Italia (ed in tantissimi Paesi, non solo europei). Ha costruito (o ricostruito) km e km di linee là dove non c’erano e non erano in grado di essere al passo con le attuali tecnologie. Non costruisce centrali elettriche, siano esse a carbone, gas o solari. Senza il lavoro di Terna non ci sarebbe energia elettrica nelle nostre case, neanche per accendere una lampadina o ricaricare il cellulare.
    Colpire Terna è come accusare Poste Italiane per il trasporto e la consegna delle cartelle esattoriali: il colpevole è qualcun altro, inutile prendersela con il portalettere.
    Le battaglie del popolo sardo le comprendo benissimo e hanno la mia completa solidarietà. Nel caso specifico mi pare però che gli strali siano fuori bersaglio: non ha senso prendersela con Tizio (Terna), perché senta Caio (Enel + altri) che lo comunichi a Sempronio (il Governo).
    Detto questo Terna (ma lo stesso vale per tantissime altre aziende) ha bisogno di giovani da inserire nei propri organici perché le linee che portano l’energia elettrica hanno costante bisogno di cura, manutenzione ed aggiornamento. Chi più di un dirigente di quella società può spiegare cosa fanno e come fare per entrare nella loro struttura? Chi meglio può speigare ai giovani che i mestieri tecnici, anche tradizionali come il trasporto e la distribuzione di energia, potranno avere un futuro, per di più senza essere obbligati a spostarsi dalla meravigliosa Sardegna?
    Smettiamola di usare i giovani per le nostre battaglie (ideologiche?), non è giusto per loro e danneggia anche coloro che giovani non sono più.

  6. Devono difendere i progetti a tutti gas!
    Il dco Arera parla di 1,45 miliardi di investimento, 157 milioni l’anno di costi operativi, 285 milioni l’anno in bolletta e un rincaro del 13-14% sulla tariffa di trasporto del gas.
    Depositi criogenici da realizzare, ampliamento dei porti interessati, rigassificatore, e probabilmente riconvertire a gas una delle centrali a carbone. Un lungo elenco di opere da mettere su terra, il quale impatterà pesantemente sul territorio. Il tutto per rimanere legati mani e piedi al fossile altrui.
    È evidente che a qualcuno quei soldi fanno comodo, a scapito di TUTTI i Sardi.

  7. mario milanesio

    personalmente mi sento contrastato
    tra lo stupore per la vicenda
    e la consapevolezza del periodo storico che viviamo qui in Italia
    fatto di spirito di rivalsa, frustrazione, ignoranza scientifica, furberia.
    sembra di leggere i Promessi Sposi, la descrizione che tra le righe del romanzo Manzoni da del Paese del ‘600!

    La pandemia ha scoperchiato definitivamente, dal mio punto di vista, il fenomeno anti-scientifico che poggia le sue basi su ignoranza crassa diffusa,
    la quale ignoranza poi deriva per lo più da una scuola fatta da docenti che
    piuttosto che cavalcare il cambiamento, qualunque esso sia e fosse,
    si è con protervia opposta e continua a farlo, adducendo motivazioni puerili e ridicole.
    Ricordo, nel 2011, un Collegio dei Docenti in cui un gruppetto nutrito di docenti boomer si oppose e fece la guerra al wifi dentro l’istituto dove lavoravo, adducendo questioni mediche fumose che però non sostenevano con nessuna prova scientifica, che fosse uno studio o una serie di articoli scientifici: scienza à-la-carte, per dire.
    e vedo tutt’ora una ignoranza imbarazzante rispetto all’utilizzo delle basi di MS Office.
    Questo rifiuto del cambiamento è probabilmente parte del nostro DNA di italiani, almeno in questa epoca
    è figlio del boom economico dei ’60, dell’edonismo degli anni ’80 e degli ’90,
    e scoraggia del tutto le nuove leve. Che appena capiscono l’antifona e appena possono se ne vanno (l’ultimo, 21 anni, me lo ha comunicato ieri, destinazione Copenaghen). Chi non può resta qui, frustrato e disilluso,
    e il sistema, retroazionato, si autoalimenta, abbassando ulteriormente il livello.
    E quindi vai di massimalismi ignoranti: nuova situazione, nuovo giro, nuovo regalo.

    ricordo quel leader di partito che a fine anni ’90 tolse la fiducia al governo perchè la sua idea massimalista di lavoro non era ancora stata attuata…dopo un anno di governo… Tolse la fiducia e il governo cadde, così poi si sorbì, e noi con lui, 20 anni di governo con il leader della fazione opposta ma soprattuto l’implementazione delle politiche del lavoro diametralmente opposte: veramente uno stratega, un genio della strategia!

    questi massimalisti ambientalisti fanno la stessa cosa: partendo da idee e teorie anche condivisibili, ma privi completamente di struttura e formazione, trasformano le idee in bandiere di cui non colgono altro che lo sventolìo, si inebriano dello sventolìo, come gli ignavi di Dante corrono corrono corrono…
    non sono cattivi:
    sono ignoranti,
    e come tali orientabili al fine di quegli stessi che combattono.
    per cui
    trasformarli in “gente contro tutto”
    permette agevolmente poi di convincere il resto della popolazione
    che “contro tutto” è brutto, è sporco, è comunista, mangia i bambini e picchia le nonnine,
    e quindi, per converso
    “a favore di tutto” è bello, quindi ci pensiamo noi, non ti preoccupare, continua pure a discutere quotidianamente di vicende di cronaca nera vecchi di 20 anni, lascia manovrare noi….

    Penso non serva portare esempi.

    Per quel che ho capito
    negli anni ’70 si accese il dibattito sulla TV a colori.
    Da destra e da sinistra si scagliarono contro, adducendo motivazioni al limite del puerile.
    Risultato: 10 anni dopo compravamo TV a colori provenienti dall’estero e l’industria italiana dell’elettronica scomparve.

    Stiamo facendo il bis con le rinnovabili, con le auto elettriche.

  8. I no-watt mi fanno scompisciare, ogni volta che sento quanto sono terrorizzati dai pannelli solari mi faccio una bella risata pensando ai miei consumi che sono passati da 350 kWh al mese a 350 kWh all’anno, azzerando di fatto, con l’auto elettrica, anche i costi per il trasporto

  9. Caro Nieddu,
    dal cognome che porta lei non è certamente di Udine.
    Mi meraviglia molto, quindi, che lei continui a scorazzare sulle pagine di questo spazio web in groppa al suo cavallo ammantato di verde, senza cercare di capire le ragioni del suo popolo; mi disgusta, invece, la sua pervicace abitudine di trattare i sardi come ignoranti.
    Io non sono sardo, ma ho lavorato in Sardegna per 10 anni e – se mi consente – qualcosa dei “villici” a cui lei solitamente si riferisce mi pare di aver capito.
    La Sardegna subisce la “colonizzazione” da parte del resto del nostro Paese da molto tempo. Per restare in epoca moderna, si parte dall’occupazione della Costa Smeralda da parte dell’Aga Khan (per farne un Paradiso artificiale in gran parte precluso ai sardi, che per decenni vi hanno fatto solo i servi dei padroni di Milano e dintorni) per finire – come dice lei – alle porcherie delle centrali a carbone e della Saras, che certamente non sono lì per soddisfare i fabbisogni dei sardi.
    Tutto quanto sin qui detto ha semplicemente sventrato una buona fetta di un territorio meraviglioso e ormai è lì e probabilmente ci resterà per sempre. Oggi i sardi combattono semplicemente per non permettere che una nuova tecnologia (sicuramente meno inquinante) devasti nuovamente altre aree importanti del loro territorio.
    E da questo singolo punto di vista, non creda si possa dare loro torto, visto che torri eoliche e pannelli solari alterano fortemente la “morfologia” del paesaggio e – malgrado ciò che lei continua a scrivere sulla possibile, pacifica “convivenza” di pecore, cavolfiori e impianti fotovoltaici – disincentivano fortemente agricoltura ed allevamento.
    A tal proposito, vada a farsi un giro in Toscana per ammirare lo scempio perpetrato sulle colline più belle del mondo, ormai devastate da centinaia di torri eoliche, oppure organizzi una bella gita sul Tavoliere delle Puglie, per vedere come decine e decine di ettari una volta coltivati da mani sapienti con viti ed olivi si sono trasformate PER PROFITTO in enormi distese di pannelli solari che – come detto – oltre ad alterare fortemente il paesaggio, hanno praticamente soppresso l’agricoltura.
    Detto questo, lei rimarrà sicuramente, saldamente ancorato alle sue idee, io e i suoi conterranei alle nostre.
    E quindi a me non resta altro che pregare vivamente lei e chi le dà spazio su questa testata di smetterla di offendere continuamente i sardi, trattandoli come dei cavernicoli ignoranti. È detestabile leggere ciò che si ostina a scrivere ad ogni suo intervento.

    1. Vedo proprio che non ci siamo. Passi per i beceri attacchi personali a me; ma non si permetta di usare lo stesso linguaggio con il nostro prezioso collaboratore Gian Basilio, di cui condividiamo in toto le posizioni. Abbiamo capito che lei sta dall’altra parte della barricata, qualunque sia il tema in discussione. Allora, perchè si ostina a sfogare qui, in casa nostra, le sue frustrazioni. Non potrebbe semplicemente smettere di leggerci?

    2. Molti dubbi sulla identità “continentale”. Io non scorrazzo denuncio e documento l’attacco anti costituzionale all’autonomia scolastica. Denuncio l’inquinamento della ex Saras (processo penale in corso), delle due centrali a carbone inquinanti, dipendenti da materia prima estera e le ultime attive in Italia. Denuncio il metanodotto dove sono partiti in questi giorni gli espropri della terra. Denuncio la desertificazione del 50% del suolo agricolo (dati degli enti strumentali della Regione) causata da una gestione non corretta delle attività agro/pastorali. Denuncio il probabile tonfo turistico di questa stagione – in calo le prenotazioni – a causa della dipendenza delle fonti fossili per il trasporto. Denuncio i siti contaminati da attività industriali inquinanti non bonificate: Ottana, Furtei, il Sulcis Iglesiente.

      E non si permetta di insinuare cose che non ho mai detto e pensato tipo che i sardi sono ignoranti. Accusa solo funzionale alla sua ignoranza. Puglia e Toscana non vedono cali del turismo, probabili quest’anno in Sardegna, anzi sono sempre in aumento e sarà il tema di un mio articolo. L’agricoltura in Puglia non è colpita dalle pale e dai pannelli ma dai cambiamenti climatici: meno 40% di ciliegie quest’anno e dalla frammentazione aziendale. A Noicattaro ci sono 700 aziende agricole e una lamentela continua rispetto a processi aggregativi di altre regioni italiane: vedi i consorsi melicoli in Trentino. E nonostante questo l’uva pugliese – oggi prodotta in gran parte con licenze estere per la qualità senza semi – ha visto un forte un balzo dell’export come tutta la filiera ortofrutticola nazionale, grazie anche ai droni, all’agricoltura 4.0 e l’agrivoltaico salva i bilanci aziendali. Io non offendo i sardi e lei che offende il confronto basato sui dati. Continui a scorrazzare, magari pagato da qualche lobby interessata a continuare l’inquinamento della mia terra, e prima di scrivere si documenti.

    3. Davide Isidoro P

      dovreste ringraziarlo l’Aga Khan che vi ha dato la possibilità di sfruttare le vostre risorse naturali: poi certo ci sono quelli a cui non va bene niente salvo poi lamentarsi che i giovani devono emigrare altrove…quanto al fare il servo dei ricchi, anche chi lavora in un’azienda privata come impiegato è sotto padrone: ma evidentemente ancora in molti permane l’idea che avere una scrivania e un pc da un senso di arrivato…

  10. La Sardegna non è l’unica regione a guida centro-sinistra contraria alle rinnovabili: adesso si è aggiunta l’Umbria dove il piano per le aree idonee ricalca, forse in peggio, quello della Sardegna. Inutile continuare a dire che al centro sinistra interessano le rinnovabili. Non è vero.

    1. no Kendric ,
      a livello regionale trovi opposizioni di ogni colore, ma con marcatissime differenze politiche; inoltre il grosso del problema, che condiziona anche gli iter regionali, sono le normative e le autorizzazioni a livello nazionale

      – PD e AVS (verdi)
      fortemente favorevoli alle rinnovabili, anche quelle di grande taglia

      – M5S è ambiguo,
      in Sardegna si è allienato, per opportunità, alla pluriennale campagna di disinformazione contro le rinnovabili di grande taglia, condotta sull’isola da esponenti di Forza Italia tramite giornale e Tv locali; esponenti di Forza italia vogliono gestire gli appalti della metanizzazione dell’isola, i cui espropri di terreni e lavori per una prima parte dei gasdotti stanno iniziando adesso

      – FDI, FI, Lega
      sono beceramente e ignobilmente contrari alle rinnovabili, nel 2024-2025 hanno fatto decreti per bloccare il settore e per dare alle Regioni quelle possibilità di opposizione che oggi complicano la situazione;

      sono partiti che preferiscono affossare l’intera nazione e fare invece gli interessi solo dei dividendi milionari di Eni e Snam,

      per me sono Traditori della Patria e Traditori dei Concittadini Patrioti

  11. Fa tristezza e rabbia vedere come combattono il “lavaggio del cervello” con altrettanto lavaggio del cervello.
    Eppure, le tecnologie rinnovabili, oltre a migliorare l’aria che respiriamo, aprono la porta a nuovi posti di lavoro a nuove figure professionali, con stipendi adeguati, e non da fame come ormai siamo colpevolmente abituati a vedere e subire. Ti rendono meno dipendenti da fonti energetiche estere. Una serie di vantaggi che va a minare lo status quo attuale, il quale si sta dimenando nella sua agonia in modo sempre più violento.
    Ma poi, invece, va benissimo scavare per un metanodotto da nord a sud dell’isola.
    Poi, cosa c’è di meglio di un dibattito in una scuola, dove i ragazzi hanno la possibilità di apprendere cose nuove, avendo la possibilità anche di un contraddittorio? Poi Terna, è il gestore della rete, e non una multiutility rinnovabile, a caccia di terreni da sfruttare, problema in effetti presente sull’isola.

    1. 👍🏼👍🏼concordo !

      tra l’altro Terna trasporta energia elettrica generata anche da centrali a carbone e gas… quindi non dovrebbero essere così terrorizzati..

      Oramai siamo al ridicolo…

      Se continua così vedremo in giro in Sardegna persone con bonette e berrita in alluminio per protegger la testa dalle pericolose emanazioni delle auto elettriche (che, tra l’altro, son più schermate delle auto tradizionali 😂😂) oltre che del 5G (che per altro usa le stesse frequenze prima utilizzate da operatori TV o comunicazioni militari) e…dalla lettura del pensiero dei rettiliani !!

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