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Terna, auto elettrica e V2G: l’energia c’è e la distribuiremo così

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V2G

Anche Terna guarda all’auto elettrica come a una risorsa per lo stoccaggio e lo scambio dell’energia, capace di immagazzinare e restituire energia  in modalità V2G. Per concretizzare questa visione c’è però bisogno di un ulteriore passo avanti nelle infrastrutture.

Il Gruppo Terna gestisce la trasmissione nazionale in alta tensione con oltre 74mila km di linee, garantisce il corretto funzionamento del sistema elettrico nazionale ed è al centro del processo di transizione energetica verso fonti rinnovabili. Per quanto non direttamente coinvolto, Terna rappresenta per l’auto elettrica  la controparte fondamentale.

Un rendering dei futuri parcheggi con ricarica di Mirafiori

L’Hub V2G di Mirafiori con FCA e Engie EPS

Insieme a Fca e Engie Eps ha presentato in settembre nell’Heritage Hub di Mirafiori a Torino, il progetto pilota Vehicle-to-Grid (V2G) di mobilità elettrica. Vi si sperimenta una soluzione di ricarica bidirezionale che consente ai veicoli di scambiare energia in maniera intelligente con la rete (leggi anche).

Al momento la prima fase di costruzione dell’impianto ha previsto l’installazione di 32 colonnine V2G in grado di connettere 64 veicoli. Ma si prevede un’espansione entro la fine del 2021 per consentire l’interconnessione fino a 700 veicoli elettrici, risultando l’infrastruttura più grande al mondo di questo tipo mai realizzata.

Terna auto elettrica
Fabia Gasparotto

Di questo progetto e di altro abbiamo parlato con Fabia Gasparotto, Responsabile Innovation Factory System Operator di Terna. Ci ha spiegato come Terna sia già a lavoro sull’auto elettrica per supportarne la diffusione sulle nostre strade.

Questo l’impatto degli EV sulla rete

Quanto aumenterà il fabbisogno energetico a fronte della maggiore diffusione delle auto elettriche? Questa crescita (leggi) sarà sostenibile per il sistema?

Quello della mobilità elettrica è un settore in evoluzione che già sta registrando uno sviluppo molto importante e ancor di più lo farà nei prossimi anni. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima ha stimato circa 6 milioni di vetture ad alimentazione elettrica nel 2030. L’insieme di questi nuovi mezzi avrà certamente il suo impatto sulla rete elettrica. Terna ha già analizzato diversi scenari pubblicando anche uno specifico studio.

Alla data del 2030, ha stimato un impatto sui consumi elettrici italiani dovuto alla diffusione delle e-car tra i 5 e i 10 TWh. Un impatto significativo ma che possiamo definire sicuramente gestibile in sicurezza. Anche la velocità con cui verrà sostituita l’attuale flotta di autovetture avrà un ruolo determinante. In termini di profili di potenza per la ricarica, l’impatto sulla domanda elettrica può invece risultare estremamente variabile e potenzialmente preoccupante per il sistema elettrico se non opportunamente gestito attraverso un mix di azioni quali l’implementazione di logiche di ricarica intelligente e il trasferimento agli utenti finali dei corretti segnali di prezzo che variano in modo significativo nell’arco della giornata.

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Gli obiettivi di del Gruppo Trena

Le ore di punta e le batterie su ruote

Questa crescita come si traduce in termini di approvvigionamento energetico? È sostenibile per la rete elettrica italiana?

Le auto elettriche non rappresenteranno un problema in termini di disponibilità di energia elettrica. Ma, se non opportunamente gestite, potrebbero avere un impatto significativo sui profili orari di prelievo. In particolare nelle ore del tardo pomeriggio, in cui la fonte di produzione solare crolla rapidamente proprio quando molti cittadini tornano a casa e mettono l’auto in ricarica. Bisogna quindi trasformare una potenziale criticità in una opportunità.

ùCome? Utilizzando in maniera intelligente le vetture elettriche in ricarica collegate a colonnine “smart”. Le auto diventeranno un potenziale ‘accumulatore’. La batteria presente all’interno del veicolo, infatti, può essere un vero e proprio “deposito” per lo stoccaggio di energia rinnovabile, creando valore per il sistema e per il cliente anche quando la vettura è ferma in ricarica. Terna ha stimato che ogni milione di auto elettriche equivale a circa 40-60 GWh di accumulo potenziale. Una fonte di flessibilità importante considerando che i 6 milioni di veicoli ad alimentazione elettrica previsti nel Pniec equivalgono a circa 300 GWh di volume di accumulo.

terna auto elettrica

Strada spianata al 55% di rinnovabili

La maggiore energia richiesta per il settore della mobilità elettrica potrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili?

Gli obiettivi del Pniec e anche i target a livello europeo parlano chiaro: a tendere la domanda di energia elettrica dovrà essere soddisfatta da una quota sempre crescente di energia prodotta da fonti green come, soprattutto, eolico e fotovoltaico. Già oggi in Italia tutte le fonti rinnovabili rappresentano circa il 40% dei consumi in crescita nei primi 9 mesi dell’anno rispetto al 36% del 2019. A livello mensile, invece, abbiamo anche superato il 50%: è successo a maggio quando la produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 52,1% della domanda elettrica italiana, un valore record.

Al 2030, però, la quota dovrà superare il 55%, mentre il target per l’elettrificazione dei trasporti è il 22%. Per raggiungere questi obiettivi è necessario investire nelle reti elettriche. Nel suo Piano di Sviluppo, Terna ha previsto un impegno economico superiore ai 14 miliardi di euro per accompagnare, abilitare, guidare la transizione energetica verso un sistema sempre più decarbonizzato, flessibile e caratterizzato da una massiccia presenza di fonti rinnovabili.

La conversione della mobilità da fonti fossili convenzionali a quella elettrica contribuisce alla decarbonizzazione sia consentendo una riduzione dei consumi di energia primaria a parità di chilometri percorsi (efficienza) sia abilitando la progressiva decarbonizzazione della fonte energetica primaria (rinnovabili).

terna auto elettricaArriviamo dunque a quello che secondo Terna e altri operatori rappresenta il vero obbiettivo, cioè una rete “smart” che gestisca le auto elettriche come deposito di energia, cedendola o recuperandola quando serve. A fronte dell’ avveniristico progetto di Mirafiori con FCA ed Engie viene il dubbio che la transizione oggi in atto e le attuali  infrastrutture di ricarica  nascano già superati.

Dagli EV un supporto all’energia green

Bisognerebbe puntare da subito sui V2G? Qual è la fattibilità di questa soluzione?

La tecnologia V2G rappresenta sicuramente uno dei più forti incentivi alla diffusione di una mobilità elettrica realmente sostenibile. I progetti V2G che stiamo sperimentando, tra cui quello con Fca ed Engie, si inseriscono in una più ampia strategia. Prevede di sviluppare tecnologie necessarie affinché nei prossimi anni la rete elettrica possa sostenere la diffusione dei veicoli elettrici, traendone al contempo benefici per la sua stabilizzazione.

Con il progressivo sviluppo delle fonti rinnovabili non programmabili sarà sempre più necessario cambiare il paradigma elettrico tradizionale. Si tratta di strutturare un sistema in cui anche nuove risorse di flessibilità – tra cui proprio le autovetture elettriche – siano in grado di “adattarsi” alla disponibilità di sole e vento. Solo così si può garantire l’adeguatezza e la sicurezza di un sistema elettrico sempre più complesso.

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Presto insomma le nostre auto elettriche saranno una componente importante di tutto il sistema. Scambiare energia potrebbe anche offrire opportunità di reddito per l’utente che verrebbe ricompensato per l’energia che cede alla rete, o perlomeno per la sua funzione di  bilanciamento.

 

 

 

18 COMMENTI

  1. Saremo i primi al mondo per il V2G è una gran bella cosa… aggiungerei perchè davvero non sfruttare questa tecnologia per bilanciare la rete da subito cioè investire nella rete, che quando avrà un numero importante di auto elettriche, bilancerà il tutto non creando nessun problema alla rete, sempre se non aumenteremo molto la quota d’energia prodotta da energia rinnovabile 😀 😀

  2. Ottimo….solo che pagare l energia dalle colonnine 0,40 € è un furto…considerando che la rete è sempre quella e già paghiamo nella bolletta domestica 15-20 centesimi per i servizi di distribuzione ecc..quindi xché far pagare quasi il doppio?

    • È vero. Solo non scordiamo che questo discorso non c’entra con Terna, che è il gestore della rete, non il fornitore del servizio all’utente.

    • Non dimentichei, Giuseppe, che installare una colonnina può costare anche 50 mila euro se fast e 3-4 mila se quick. Aggiunga l’allacciamento, la manutenzione, il servizio di assistenza h24, la gesione della App e dei pagamenti. E tenga conto che ogni colonnina, oggi, è occupata si e no per il 10% del tempo. Per gli operatori è un investimento a lunghissimo termine. Costi fissi elevati e ricavi quasi nulli significano perdite per molti e molti anni. Definire un furto queste tariffe non le pare ingeneroso?

  3. Blablabla!! All’italiana al momento, a parte la ricarica casalinga, se fai un viaggio lungo l’auto elettrica nn sai dove ricaricarla, non dimentichiamo poi , che in Italia per certi “investimenti” ci vuole sempre il benestare del sistema mafioso istituzionale, che deve riciclare e tangentare.

  4. Articolo molto interessante e che risponde ad alcuni dubbi ancora diffusi tra chi non conosce la mobilità elettrica. Ci sono tutte le possibilità per una mobilità sostenibile e per un miglioramento generale della qualità di vita. Bisogna solo superare la mentalità ristretta di chi l’arretratezza la ha nel DNA

  5. Perdonatemi ma io non ho capito una cosa: ma se la mia macchina ad un certo punto cede energia alla rete perché la rete ne ha bisogno….potrei trovarmi con la batteria più o meno scarica quando mi serve l’auto????

    • Certo che no. Imposteremo da una semplice app il livello minimo di carica che vogliamo mantenere. Più è basso, più soldi la rete ci pagherà in caso di prelievo.
      Per esempio, se sai che domani devi solo andare al lavoro e ti serve il 10% della batteria (valore a caso) e altrettanto per il ritorno, potresti impostare un 50% di carica minima.
      Se invece sai di dover andare a fare la gita fuoriporta, gli dici di caricare al massimo. Se invece lavorerai da casa, gli dici di scendere anche al 25%, tanto ricaricherai di giorno. Solo un esempio

  6. Mah, in un paese dove neanche una applicazione telefonica che permetterebbe di arginare la pandemia prende piede, aggiungendo lo storico dei contatori casalinghi che avrebbero dovuto “restituire” soldi a chi installava un impianto fotovoltaico, regolarmente disattesa dai fornitori energetici, vedo questa prospettiva futura decisamente ottimistica per non dire fantasiosa, forse sarebbe utile ridimensionare gli obbiettivi tipo risolvere la povertà, abilire il denaro, sconfiggere i tumori, giusto per raggiungere i target nel secolo in corso…

    • Non capisco il suo accenno al fotovoltaico. Per esperienza personale, le assicuro che il rimborso dell’energia in eccesso ceduta alla rete arriva puntualmente. Certo, il prezzo riconosciuto è inferiore a quello di acquisto, ma questo è un altro discorso.

  7. È grazie a gente “fantasiosa e ottimista” che abbiamo PC, smartphone, telemedicina, banking online, fotovoltaico, eolico, ecc, ecc.
    Le assicuro che gli italiani non sono da meno rispetto ad altri popoli, nonostante tutti i problemi del nostro paese.
    Peraltro il V2g permette di gestire lo spostamento di elettricità da una batteria a una casa per esempio e questo può avvenire anche senza passare dalla rete (per esempio dalla macchina parcheggiata in box). In alcuni posti è già realtà. Sarà che sono più fantasiosi.

  8. Temo di non aver capito questo passaggio:

    “In particolare nelle ore del tardo pomeriggio, in cui la fonte di produzione solare crolla rapidamente proprio quando molti cittadini tornano a casa e mettono l’auto in ricarica. Bisogna quindi trasformare una potenziale criticità in una opportunità.
    Come? Utilizzando in maniera intelligente le vetture elettriche in ricarica collegate a colonnine “smart”. Le auto diventeranno un potenziale ‘accumulatore’. […] ”

    Se nel tardo pomeriggio la maggior parte delle auto elettriche sarà bisognosa di ricarica, in che modo il V2G potrebbe aiutare a fronteggiare questo picco di prelievo?

    • In questa fase, scaglionando i prelievi in base alla disponibilità di altre fonti rinnovabili non legate direttamente al sole, come idroelettrico ed eolico. Tenga presente che non tutte le auto saranno con le batterie a zero. Molte, rientrando da luoghi di lavoro dotati di ricarica, potrebbero addirittura rientrare a casa con la batteria praticamente piena. Idem per chi si è oranizzato per ricaricare in casa di giorno con l’impiato fotovoltaico.

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