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Teniamoci il diesel, il carbone, i morti…ce li meritiamo

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teniamoci il diesel

Teniamoci il diesel, il carbone, i morti… Ce li meritiamo. Lo dimostra il giubilo incontenibile con cui sui media e sui social è stato ripreso per l’ennesima volta uno studio tedesco. Che dimostrerebbe che cosa? Che guidare in Germania una Tesla Model 3 ha un effetto negativo sull’ambiente. Come emissioni di CO2, maggiore rispetto ad una Mercedes turbodiesel di analoghe dimensioni.

Teniamoci il diesel, sentenzia il solito studio tedesco

Teniamoci
La Tesla Model 3

Lo studio dell’IFO è datato, noi ce n’eravamo occupati ad aprile, evidenziandone tutte le fragilità. Ora lo riciccila il magazine francese AutoPlus, con il solito teorema. Ovvero: è innegabile che un’auto elettrica non inquini durante il suo uso,anche se freni e pneumatici rilasciano polveri e residui nell’aria“. Per calcolare l’inquinamento totale del veicolo è però necessario misurare anche la fonte che alimenta le batterie. Ebbene in Germania, con l’elettricità prodotta al 52,6% da combustibili fossili, in gran parte carbone, il ciclo vita completo di una Tesla Model 3 produrrebbe (secondo IFO) fra 156 e 181 g/km di CO2. Contro i 141 g/km di una Mercedes C220d.

Teniamoci il diesel
La Mercedes C220 D

Vi risparmiamo tutti i dettagli, che comunque trovate in una nota messa in rete dall’Ansa. E ripresa con grande enfasi dai principali giornali italiani. Lo studio prende anche in considerazione i motori a metano, che nelle auto della taglia della Tesla e della Mercedes comporterebbero emissioni di 99 g/km di CO2. Pertanto – conclude lo studio – il motore a metano sembra essere una fonte di propulsione senza rivali in termini di emissioni di CO2.

Teniamoci il diesel e ringraziamo  la Germania per la sua arretratezza

Questo studio (e chi lo riporta in questo modo) ha molti peccati originali. Il primo è di considerare solo la Co2, quando si tratta di emissioni, dimenticandosi allegramente le polveri sottili e tutte le porcherie che emettono i motori endotermici. E che sono una delle cause di centinaia di migliaia di morti in tutta Europa, Italia compresa. L’inquinamento, quello vero, è questo. Non che la Co2, clima alterante, non importi. È importantissima. Ma per le auto elettriche viene calcolata con un rigore sospetto, dalla fonte allo smaltimento. Per le auto diesel no: solo le emissioni causate circolando. Come se il gasolio sgorgasse in modo naturale  e pulito dal pozzo di casa. Senza bisogno di estrarre il petrolio, raffinarlo, trasportarlo. Quello sì in modo oggi sempre più impegnativo e inquinante. centrale a carboneLa produzione e lo smaltimento delle auto, poi, sono miracolosamente a emissioni zero, in fabbriche che probabilmente stanno sulla luna. Perché sul pianeta Terra, di questi impianti non ne esiste uno. E poi, come abbiamo scritto e ripetuto, questa ricerca è un processo alla Germania. All’arretratezza di un mix produttivo dell’energia (ora in via di miglioramento) di un Paese che pretende di dare lezioni su tutto all’Europa. E che invece dovrebbe essere processato per questo inescusabile ritardo.

L’elettrico porta con sé lo sviluppo delle rinnovabili

Nobel
Il Nobel Stanley Whittingham.

Teniamoci il diesel, sì, il carbone e tutto il resto. Nonostante fonti indipendenti, autorevoli, ci dicano da tempo che l’elettrico non ha rivali. Con studi veri, condivisi dalla comunità scientifica, come quello dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (clicca qui) sull’intero ciclo di vita delle vetture. No, si cerca il pelo nell’uovo per fermare il nuovo che avanza, per auto-convincerci che in fondo si stava meglio quando si stava peggio. Senza capire che l’elettrico è un’avventura agli inizi, che va giudicato non solo sull’oggi (peraltro già favorevole), ma sulle prospettive che apre. Stanley Whittingham, premio Nobel per la chimica per le sue ricerche sulle batterie al litio, spiega che i margini di miglioramento delle celle sono enormi. E che l’auto elettrica è fondamentale per indurre tutti i Paesi del mondo a un grande investimento sulla produzione da rinnovabili (qui l’intervista).

Al Volante
L’editoriale pubblicato su “Al Volante”.

E anche i nostri giornali d’auto…

Ovunque partono progetti di ricerca entusiasmanti, mentre le stesse Case auto, Volkswagen Group in testa, ammettono che il futuro è nell’elettrico. Ma purtroppo ci si attacca a ricerche dallo scarso valore scientifico per restare ancorati al passato. Peraltro senza capire che l’affermazione dell’auto elettrica sarà lenta, progressiva. E che quindi gli amati motori a benzina e a gasolio domineranno la scena ancora per molti anni. Nessuno obbliga ad acquistare un’auto a batterie. I giornali d’auto, poi, pubblicano editoriali sul fatto che l’elettrico costerebbe il sacrificio di un sacco di posti di lavoro. Improvvisamente scoprono un’anima sindacale mai vista in decenni di continue, drammatiche riduzioni del personale nelle fabbriche di automobili. Ma sì, teniamoci il diesel e tutto il resto, in fondo ce lo meritiamo.

— Leggi anche come Paolo Attivissimo, “il Disinformatico“, smonta questa ennesima bufala

191 COMMENTI

  1. I giornali d’auto, che si parli di ibrido o di elettrico, scrivono articoli con una distorsione dai fatti , per poi adattarli ad opinioni viziate da ignoranza e/o malafede.

    • Paolo, io non credo che il problema siano i giornali d’auto, sono i media in generale. Ho diretto Quattroruote per 10 anni e ti assicuro che ho potuto lavorare in libertà assoluta, con colleghi competenti e onesti. Poi, come in tutti i luoghi, trovi persone più disponibili ad aprirsi al nuovo e altre fedeli al motto “si è sempre fatto così, perché cambiare…?”. Adesso, nei media italiani, mi sembra prevalere nettamente questa seconda categoria, con la ricerca del pelo nell’uovo per dimostrare che l’elettrico non è poi questa gran novità. Ogni ricerca, anche la più farlocca, viene enfatizzata, purché insegua la solita teoria. E questa storia di tutelare i posti di lavoro, poi…

      • signor Mauro, non so se tal Gian Luca Pellegrini è colui che l’ha sostituita, assicuro che con le parole competenza e onestà con cui lei descrive i suoi ex colleghi nulla ha a che vedere, lo dico per esperienza personale, circa un anno fa conduceva una campagna denigratoria diffamatoria nei confronti di tesla e di Musk imbarazzante, idem il resto della redazione, gli ho fatto notare che quanto lui riportava riguardo la fabbrica di Fremont (la vendita terreni e quanto Musk acquistò da nummi) era falso e che questo aveva solo due giustificazioni, 1) manipolava consapevolmente le informazioni fornite da tesla o 2) non era in grado di leggere due righe in inglese

        il direttore bugiardo mi ha risposto così

        ‘Il Forum di Quattroruote
        Mi dispiace, sei stato bandito dal forum per il seguente motivo: Spam. Please contact the administrator if this was done in error..’

        troppo spesso la professione di giornalista in Italia non è onorata, troppi lisciano il padrone che li paga disonorando la funzione che dovrebbero svolgere, informare correttamente, credevo il malcostume fosse diffuso soprattutto riguardo la politica , mi sbagliavo

          • ……I documenti sec sono disponibili a tutti, basta cercarli, chi vuole può dilettarsi sul sito tesla , https://ir.tesla.com/sec-filings , o cercarli su edgar … ora io non posso rivedere il thread data la mia bannatura ma se ricordo bene lei sosteneva che tesla aveva acquisito UNA PARTE degli impianti produttivi NUMMI, ‘The purchase totaled 210 acres, or approximately 55% of the land at the site, and included all of the manufacturing facilities’ , mi baso su documento ufficiale presso sec , https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1318605/000119312513096241/d452995d10k.htm , chiunque (eccetto il sottoscritto) può leggere lo scambio di opinioni (a meno che le mie siano state cancellate, non vedendo non lo so) e farsi una opinione su CHI è l’incompetente e leggere il trattamento che 4R ha riservato a tesla ed Elon Musk negli anni

          • capisco che una azienda come tesla che da a 4R ZERO soldi di pubblicità e che lavori ad un futuro di auto condivise con la sostanziale sparizione dell’auto privata e del relativo interesse di potenziali lettori ad una rivista di informazione automobilistica non possa far piacere ma da questo a diffondere falsità e denigrazione gratuita in quantità industriali ce ne corre

          • ‘maniacalità nello stalkerare gli altri’ non mi sembra un dialogo amichevole , invitare a riportare notizie CORRETTE riguardo tesla per il direttore di 4R equivale ad essere un ‘maniaco Canale Tesla’ e quindi degno di bannatura, questa è la disponibilità al confronto in 4R
            non ha importanza per me, di 4R non so cosa farmene, dice di voler entrare nel merito della politica industriale, disponibilissimo e mi auguro ma non lo credo abbia almeno una minima infarinatura in materia, ha anche sentito nominare il fasb e conosce le differenze delle normative vigenti con le nostre dello ias ?

      • Tedeschini, noi ci siamo “conosciuti” tramite Quattroruote nel 2008 ed abbiamo sempre avuto scambi di opinioni più che onesti ed infatti eccomi qui a seguirla su Vaielettrico, però così come è vero che i giornali di auto non sono il problema, è anche vero che sono parte del problema, perchè secondo me la “disnformazione” fa più danni della “non informazione”. Una volta che uno si fa un’opinione, basata su articoli di testate del settore, più o meno autorevoli, diventa difficile fargli cambiare idea. Ed ecco che ad ogni vs, articolo arrivano commenti con i soliti luoghi comuni smontati più e più volte. Ed infatti non acquisto più giornali di auto e faccio molta fatica anche con molti siti dedicati, dove leggo prove che lasciano il tempo che trovano, ma con risultati negativi che vengono evidenziati anche se falsati dalle modalità del test.
        Io parlo di ibrida, perchè questa ho, e ritengo sia pure propedeutica al passaggio in elettrico, ma il discorso resta sempre valido. Ad esempio ho letto di test fatti tirando il collo alla Yaris, a 160 kmh in autostrada (peraltro ben oltre il limite) con la precisazione che “non è questo il modo di guidare un’ibrida”. Tuttavia fare un test in condizioni d’uso falsate, non mi sembra il massimo del servizio. Allora portiamo le Land Rover a girare in pista e per contro le Ferrari a fare fuoristrada e poi lamentiamoci che non superano buche e dislivelli. Ma se un giornale (di auto e non) non è attendibile e sopra le parti, a che serve?

        • Paolo, vedo solo “Quattoruote”, farei fatica a sostenere una discussione sui giornali d’auto. E poi sfoglio le pagine motori dei quotidiani, che ancora trasudano scetticismo nei confronti dell’elettrico. Preferisco dire quel che mi piace: mi piace la curiosità con cui Maira Leitner sul TG2 affronta il tema. Senza pregiudizi, né a favore né contro, ma con l’entusiasmo di chi affronta qualcosa di nuovo. E guarda che è una super-appassionata di motori tradizionali, da sempre.

          • Apprezzamento comune per Maria Leitner che è una professionista, per l’appunto, con passioni personali, che non influiscono sull’obiettività del suo lavoro, a dimostrazione che è fattibile.

    • Buongiorno, non seguo solitamente questo blog e mi scuso in anticipo qualora dovessi scrivere qualcosa già scritto da qualcun altro.
      Ho letto delle risposte quasi esilaranti se non fossero alquanto fuori contesto.
      Comprendo che è più facile leggere un articolo di giornale o la sintesi di un servizio giornalistico ma vi informo che la CO2 forse è “ l’ultimo dei problemi”.
      Particolati, nano particolati, gas serra( tra cui co2 e ch4) provocano il riscaldamento globale, depositandosi “ ovunque”, provocano lo scioglimento e distacco dei ghiacciai, uccidono gli esseri viventi sulla terra( piante, animali e uomo).
      Ci sono piani di trasformazione industriale siglati dal ‘97, aggiornati nel 2013, definiti adesso dalla conferenza mondiale.
      Sinceramente le critiche che ho letto evidenziano una mancata conoscenza dello stato attuale delle politiche mondiali.
      Se si vuole fare informazione bene, altrimenti ho letto davvero chiacchiere da bar.
      Suggerisco di andare a studiare il piano di decarbonizzazione messo a punto dall’Eni, oppure l’investimento della OMV per produrre ecofuel, oppure il piano di trasformazione della Total, insomma le petrolifere lo sanno, ne hanno preso atto e si stanno avviando all’eliminazione degli idrocarburi fossili; sono già 3 anni che si sta investendo e disinvestendo.
      Semplicemente, davvero, informatevi.
      Basta andare sul sito dell’Eni , ci sono video semplici per le persone non competenti in materia.
      Almeno eviterete di dire sciocchezze.
      Buon futuro ai nostri figli.

      • Solitamente si cercano principalmente informazioni a convalida delle proprie teorie e non é cosí difficile consolidare delle idee ulteriormente sbagliate vista la quantitá di disinformazione che si trova anche sui siti piú affermati, oggetto di questo articolo

      • Noemi, mi scusi: ha capito dove sta scrivendo? Questo non è un blog, è un sito, si chiama Vaielettrico e si occupa di sostenibilità da quando è nato. Ci legga e troverà tutte le informazioni che vuole su emissioni, crisi climatica, piani Onu e Ue per contrastarla. Non c’è nessun bisogno di spingere lettori a leggere la versione dell’Eni o della Total.

      • Che la CO2 uccida esseri umani al pari delle polveri sottili, è davvero simpatica. Occhio a lasciare la porta aperta in camera da letto la sera, non si sa mai che rimanga avvelenata

          • Massimo, ci sarebbe da aggiungere la e mancante a quel “dl” nella pagina del link che hai segnalato, esattamente qui:

            “E i derivati dl petrolio continuano a far la parte del leone nel settore dei trasporti, che resta quello più indietro nel contenimento delle emissioni clima alteranti.”

          • “Devo pensare che tutto il resto sia corretto?”

            No Massimo, non è obbligato a pensarlo… e non posso nemmeno garantire che tutto il resto sia corretto come battitura dei testi, non l’ho letto tutto, ero di passaggio la prima volta qui, portato da Google, e pochissimo tempo a disposizione per farlo. L’ho letto molto velocemente.
            Dal punto di vista tecnico non credo che al momento io possa esprimermi, devo solo imparare.
            Per questo confido sulla vostra competenza, anche se mi pare di aver visto che altri non concordano del tutto.

          • Era solo una battuta, Claudio. Ti assicuro: può rimanerci qualche “e” nella tastiera, ma sul contenuto scientifico e tecnico di quel che scriviamo cerchiamo di essere molto rigorosi. Raramente, infatti, chi ci contesta lo fa con argomentazioni plausibili.

  2. Articolo stupendo. Del pianeta non frega niente a nessuno, sono le economie a comandare e gli studi pilotati fanno parte di queste. Le case produttrici devono smaltire le automobili endotermiche per poter poi produrre le elettriche in scala e credo che elettrificare tolga inoltre un sacco di introiti allo stato in termini di accise, tasse etc etc… se avessi la possibilità comprerei un’auto elettrica anche stamattina e ne andrei in giro fieramente in barba ai cretini che “vogliono il V8 sutto il c..lo”. Anora complimenti per l’analisi svolta.

    • Articolo insulso ed evidentemente scritto da chi ha poche nozioni tecniche, non esiste nessun duello tra auto elettriche e diesel per i livelli di inquinamento, tutte e due producono CO2 (che non causa morti come sembra evidenziare l’articolo ma é stato scelto come indice di inquinamento solo perché facilmente quantificabile) altrimenti dovremmo considerare inquinante anche il fatto che respirando produciamo CO2, le auto elettriche attuali non sono il futuro basta considerare che sono nate prima delle auto a combustione interna ma non hanno avuto futuro proprio per le scomodità di utilizzo che permango tuttora, le auto elettriche soppianteranno quelle Diesel solo quando l’utilizzo sarà più economico ed efficiente in particolare autonomia tempo di ricarica e frequenza delle colonne di ricarica, non certo per motivi di inquinamento basta guardare le attuali bassissime emissioni delle auto diesel di ultima generazione, anche per un profano é chiaro che la sfida tra elettrico e diesel non può essere basato sui livelli di emissioni

      • Completamente d’accordo. Le Tesla sono ottime auto non perché sono solo elettriche ma anche per quello, sono automobili complete, competitive per design, servizi, prestazioni, prezzo ed hanno la caratteristica di essere anche elettriche. Le altre EV sono perlopiù giocattoli per ricchi con basse prestazioni. Poi passiamo alle emissioni. Pretendere che l’elettrico sia il futuro per abbattere la CO2 è una ovvia sciocchezza. La Germania sta aumentando sua l’uso di carbone, di lignite che di gas naturale per soppiantare il nucleare in via di dismissione. In Germania poi il solare non rende e l’eolico ormai è odiato ed osteggiato dalla popolazione che blocca tutti i nuovi progetti e porta a smantellare gli impianti vecchi. La Germania è il classico esempio in cui l’elettricità per le auto elettriche viene prodotto in modo inquinante più del trasporto a metano, diesel o benzina. Altri esempi? Cina, India, Russia, medio Oriente..

      • Da persona non studiata condivido questo commento al 100% e aggiungo pure che voglio vedere se tutti hanno la macchina elettrica quanta elettricità serve se tutti ricaricano nello stesso momento, l’elettrico è solo un cercare una soluzione per breve tempo, poi tutto crollerebbe come un castello di carte….la soluzione più duratura ed efficace è l’idrogeno sicuramente

      • Esatto !
        nessuno si chiede da che fonti e con quali risorse .. arriverà l’energia per queste auto elettriche

      • Riccardo, riguardo le BASSISSIME emissioni dei diesel moderni, si riferisce a quei motori per i quali manomettono i software per rientrare nei limiti di legge ? Però su una cosa sono d’accordo…ci si accanisce sul diesel..quando invece bisognerebbe parlare di qualsiasi motore termico: vogliamo parlare del sistema di raffreddamento delle valvole ? si raffreddano bagnandole con benzina che poi evapora. Il 10% dei consumi di un’auto è dato da quest’uso folle del carburante. Ci respiriamo 1 litro di benzina ogni 10 consumati.
        E questo lo ha ammesso la stessa Bosch qualche anno fa. l’endotermico ha goduto di 100 anni di sviluppo continuo mentre l’elettrico nello stesso periodo non se lo filava nessuno. Ora in 10 anni ha già recuperato quasi tutto lo svantaggio e ha margini di miglioramento enormi sotto tutti i punti di vista: non solo le batterie ma anche lo stesso motore. Concludo riprendendo l’editoriale delirante di Al Volante: si, è vero, molti perderanno il posto, come forse lo hanno perso gli allevatori di cavalli e i costruttori di carrozze 100 anni fa.

        • Esatto.

          Il nocciolo della questione si potrebbe riassumere con uno slogan parossistico

          “Basta bruciare! L’aria è finita.”

      • Provasse un Tesla X, S, 3 performance o la nuova Taycan, del V8 stock block con pistoni grossi come barattoli non saprebbe cosa farsene.

        Una cosa è certa: abbassando le emissioni nei motori a combustione si aumentano i costi, mentre le auto elettriche a batteria e a fuel cell aumentano l’autonomia, calano di prezzo e conservano costi di manutenzione limitati grazie alla loro semplicità ed essenzialità.

        Entro il 2025 la metà delle vetture prodotte al mondo sarà elettrificata, probabilmente molto prima se ci saranno le innovazioni previste alle batterie con elettrolita allo stato solido o struttura atomica in nanotubi di grafene.

        Le auto non verranno più acquistate, faranno parte di servizi offerti agli utenti: i nostri figli. Sarà una rivoluzione inevitabile, tutto cambierà.

        Oggi siamo già in una nuova era.

        Gli investimenti sono i ricercatori e i computer quantistici, per simulare le molecole per lo sviluppo di batterie ad alto rendimento: molecole litio-idrogeno e catene del carbonio. Una ricerca fondata sull’elaborazione di nuovi algoritmi con i quali si potrà ridurre peso ed ingombri e aumentare la densità delle celle.

        Le tecnologie della nuova economia dei trasporti sono: l’intelligenza artificiale e il quantum computing.

        Queste tecnologie consentono di digitalizzare l’intero processo di lavoro, rendendolo più semplice, sicuro ed efficiente, adatto a supportare immediatamente le nuove richieste.

        Per chi non se ne fosse accorto siamo nella quarta rivoluzione industriale, l’Industria 4.0, un fenomeno a livello mondiale che probabilmente cambierà in maniera radicale i processi produttivi di tutto il comparto manifatturiero e non solo. Le nuove tecnologie trasformeranno il modo di progettare, realizzare e distribuire i prodotti, mettendo in comunicazione tra loro, tramite la rete, semilavorati, macchine, fabbriche e prodotti finiti, che diventano intelligenti grazie a sensori e device.

        Finalmente è stata intrapresa dopo oltre un secolo, una ricerca tecnologica innovativa. C’è molto da pensare, da sperimentare e moltissimo da investire nella Green Economy e nel Green Deal europeo.

        • Scusa ma tu in che mondo vivi ?…..mi sembra di essere gia arrivato all’anno 3000. Allora dobbiamo cambiare tutto il mondo ambientale (riscaldamento di casa,navi, aerei ecc.) …..invece smettiamo di tagliare foreste in Amazonia cerchiamo di migliorare le fabbriche,le centrali atomiche ecc……..purtroppo siamo noi tutti che dobbiamo fermarci e riflettere…..il mondo è sempre andato avanti a causa del nostro futuro. Io penso che dobbiamo arrestare questo avanzamento disordinato e vivere tranquilli con quello che si ha.

          • Franco, sai che neppure “vivere tranquilli con quello che si ha” è più possibile?

            Quello che l’IPCC e altri gruppi di scienziati dicono ultimamente è non più che “c’è un problemino”. Ma che la situazione planetaria è completamente fuori controllo e, come saprai, attualmente risulterebbero circa 3.27 miliardi di “esuberi”. Chi glielo va a dire a questi che si debbono togliere di torno perché i restanti possano vivere tranquilli con quello che hanno? Poi, chi ci dà il diritto di dire a qualcuno che lui o lei è un esubero e che noi abbiamo più diritto a sopravvivere?

            Sai che questa acclarata impotenza della politica locale, continentale e mondiale si sta traducendo in vari slogan “acchiappa gente”, come “Make America Great Again”, “Take Back Control”, “Prima gli italiani” etc. che hanno come unico obiettivo l’isolamente, l’autarchia, spazzare via le democrazie, ovvero tentare di risolvere un problema globale con soluzioni locali? In pratica cerotti per combattere il cancro. Però “la gente” approva, perché il cerotto è una cosa concreta, che si tocca e nel credo popolare ogni problema ha una soluzione semplice, rapida, gratuita (ma sbagliata).

            Tutti pensiamo, se pensiamo, che non è possibile che tutto questo stia accadendo proprio a noi. Lo pensiamo con un misto di incredulità e orrore. Poi cancelliamo il cattivo pensiero e corriamo a investire qualche mamma con il passeggino sulle strisce pedonali, o sgasiamo in faccia al suo bambino con il nostro SUV V8 diesel mentre aspettiamo al semaforo.

            @Alberto: bella risposta!

  3. Ogni rivoluzione ha bisogno di tempo, la gente sicuramente è matura per passare all’elettrico, chi ci governa un po’ meno,ci sono ancora troppi interessi legati al petrolio ! Serve crederci un po’ di più, ora ci sono prodotti all’altezza e vetture per tutte le tasche.
    Io guido una Zoe da 3 anni 120.000 km percorsi con energia prodotta in casa con il fotovoltaico, ho già ordinato la nuova!

    • Ho un forte dubbio che la gente sia “matura” e chi ci governa “un po’ meno”.

      Forse intende che le elettriche stiano per diventare una moda di massa, come accadde per l’iPhone, e che chi ci governa, eletto dalla stessa gente di prima, sia quindi preso dalla stessa moda e rinunci a bustarelle, interessi degli amici e degli amici degli amici?

      Ossia che la gente capisca veramente l’essenza del problema?

      Rimango molto scettico su questo punto. Purtroppo la Storia ci porta numerosi esempi di periodi storici nei quali solo delle élites culturali colgono quello che accade e sono totalmente impossibilitate dall’intervenire significativamente sul decorrere degli eventi, vista la loro esiguità numerica. Anche in questi anni “la gente” infatti rumoreggia contro le élites e corre spedita verso la Brexit.

      Ad esempio della “gente”, basta il commento di Gianni Stranamore che, agitando il suo cappello, ci mette a parte del suo godimento cavalcando orgoglioso il suo V8 mentre si dirige a bomba verso i nostri polmoni.

      Confidiamo nelle mode! Confidiamo nel tempo galantuomo, anche se ne è rimasto veramente poco!

      Ah, compimenti per la ZOE!

      • Bravi compratevi la Zoe.
        E ricaricatela con le prese condominiali.
        Noi andiamo con le Quadrifoglio perché le automobili non servono solo per andare da un punto A a un punto B.
        Le automobili devono fornire emozioni! Non sono telefonini semoventi lenti!

        • Davide, l’umanità è varia, per fortuna.

          C’è chi considera emozionante osservare in silenzio un tramonto e chi ha bisogno di un’intravena. Da millenni questi due spiriti faticano a comprendersi per limiti d’entrambe le fazioni.

          Poi ci sono quelli che hanno solo quattro possibilità di scoprire se sono amati e questo struggersi melanconico li blocca completamente, impedisce loro di provare una sportiva elettrica.

          • Sig. Aliberti,
            Proverò volentieri una auto sportiva elettrica quando ne costruiranno una degna di questa definizione è che abbia effettivamente una autonomia paragonabile a quella dei veicoli a motori endotermici.
            Che sia la Taycan? Vedremo! Nessun pregiudizio.
            Non ne abbia Lei per cortesia su come ciascuno di noi si senta amato o meno… queste considerazioni nulla c’entrano con il tema che si voleva dibattere

          • Sig. Drov,
            sento una certa freddezza nella sua risposta. Non si addice a un alfista. Dov’è finita la passione che contrapponeva a noi frigidi guidatori di Zoe caricate alle prese condominiali? Io reputo la passione una buona cosa. Come ha ben detto Alberto Spriano, voi amanti del mitico biscione dovreste essere indignati con la Casa, non con i quattro gatti che in Italia comprano un’auto elettrica.

        • Alfa Romeo, la madre della Ferrari, l’Alfa rossa di Nuvolari, passion start here, la meccanica delle emozioni, cuore sportivo, la bellezza non basta, per chi guida senza lasciarsi guidare, only Alfa, l’auto disegnata dal vento e tanti altri slogan ancora.

          Non c’è dubbio, la mitologia Alfa Romeo è ricca e internazionale e i veri Alfisti sono dei veri e propri seguaci, si tramandano il loro credo di padre in figlio, generazione dopo generazione.

          Alfa Romeo si distinse copiando il motore a 8 cilindri in linea di Bugatti. Uno schema che era stato esplorato da Bugatti sin dal 1913, accoppiando in linea 2 motori della Tipo 13. L’Alfa Romeo 8C progettata da Vittorio Jano nel 1930 fu l’Alfa Romeo più ammirata negli anni ‘30.

          La mitologia Alfa iniziò con l’8 cilindri in linea bialbero con distribuzione a ingranaggi in cascata e compressori volumetrici, il cuore sportivo della più famosa Alfa Romeo di tutti i tempi, la P3 di Jano, l’Alfa rossa di Nuvolari.

          Con la P3 Alfa Romeo superò la stirpe delle Type 35, Type 37 e Type 39 di Ettore Bugatti e con Nuvolari divenne celebre per la rocambolesca vittoria del Gran Premio di Germania del 1935. E che dire della 512 Grand Prix di Wifredo Pelayo Ricart y Medina.

          Dopo la guerra iniziarono le imprese vittoriose delle Alfa Romeo da corsa più celeberrime dopo la P3 di Tazio, l’Alfetta 158 e la 159 di Gioachino Colombo la GTA Autodelta, le 33 Prototipo del Mondiale Marche di Carlo Chiti.

          Fino all’oblio di oggi. Si, perché oggi quegli uomini Alfa Romeo non avrebbero certo progettato un V6 90* biturbo con le vibrazioni degli scoppi irregolari 90*-150*-90* come dei doppi tre cilindri per bancata come quello dell’ing. Pivetti e neppure un equilibrato flat six boxer a doppia accensione, collettori a flusso incrociato che avrebbe consentito alla Quadrifoglio di abbassare il baricentro ed uguagliare almeno le prestazioni del V6 della GTR.

          Quegli uomini avrebbero realizzato una Quadrifoglio con trazione integrale, doppi motori sincroni Magneti Marelli a eccitazione permanente con inverter controllati a impulsi, cambio a più velocità, batteria da 800 Volt, ricarica in corrente continua fino a 270 kW per uguagliare gli oltre 760 cavalli, una coppia motrice di 1.050 Nm della Taycan.

          Questo avrebbero fatto oggi gli uomini Alfa Romeo.

    • Questa sua esperienza meriterebbe un articolo, ammesso che non l’abbiano già fatto.
      Dovrebbe informarci sull’impianto elettrico domestico adottato, la wall box, la superficie fotovoltaica, l’esposizione e il tipo di celle installate, il tipo e il tempo di ricarica della Zoe, i problemi emersi e come li ha risolti. Costi e benefici.
      Molti vorrebbero ripetere questo suo percorso e l’esperienza diretta aiuta tutti.

      https://www.youtube.com/watch?v=-j92h-gsEy8

  4. Greta Thunberg “Persona dell’Anno” di Time 2019 a parte, la notizia del giorno, forse del secolo è che la petrolifera Saudi Aramco che opera da sempre protetta in Arabia Saudita in regime monopolistico anticoncorrenziale e sovvenzionato dallo Stato, risulta dopo l’offerta pubblica iniziale del debutto azionario alla sola borsa di Rijad, la società azionaria più grande di sempre.

    Ora dobbiamo chiederci:

    – come si confronterà Saudi Aramco con le altre economie come quelle americana ed europea dove gli aiuti pubblici sono considerati vantaggi illegittimi in quanto ostacolano al libera impresa?

    – perché hanno deciso di capitalizzare la petrolifera Saudita e come impiegheranno il capitale ottenuto con la vendita azionaria?

    – capitalizzare per innovarsi con le fonti rinnovabili?

    Forse stiamo assistendo al crepuscolo del petrolio.

  5. Complimenti Mauro, bellissimo articolo.
    Pure io avevo letto lo studio tedesco….
    Non ho ancora capito se si tratta di mera ignoranza o di una voluta opposizione alle auto elettriche!!! (Pro diesel).

    • Oltre alla lettura dello studio penso che la discriminante sia chi ha effettuato lo studio, che è dichiarato studio dell’IFO ma non è realmente dell’IFO. Due dei tre relatori fanno parte dell’istituto ma hanno realizzato lo studio per conto loro e ora non ricordo ma uno era specializzato in economia e l’altro in altra materia che nulla ha a che fare con lo studio trattato (se non per il fatto che manipolare informazioni potrebbe avere risvolti sull’economia, e qui sarebbe il caso della mala fede)

      • Mi fa piacere che ne abbiate giá parlato a suo tempo, il link che riporti é quello per gli amministratori ma presumo che ti riferisci allo stesso collegamento ipertestuale di questo articolo in riferimento ad aprile.
        Comunque il link che riporto non é quello di un sito vostro competitor, ma dell´Organizzazione della Federazione Europea per il Trasporto e l´Ambiente, un organizzazione senza scopo di lucro cofinanziata dalla Commissione Europea che sostanzialmente avvalora ulteriormente le vostre valutazioni sullo ¨studio¨ IFO

        • Hai ragione Tiziano, ho corretto il link. Giustissimo il tuo riferimento all’organismo europeo, che consultammo già allora.

  6. Parlano propio i tedeschi i falsificatori dei valori degli inquinanti delle loro auto e chissà per quanti anni, e poi e stato dimostrato qualche anno fa che un’auto euro 6 inquina più di una euro 0, l’euro 6 non fa altro che rimpicciolire le particelle degli inquinanti il risultato molti più morti per cancro, ma anche questo per i tedeschi non è vero!!!

  7. Purtroppo l’elettrico è per pochi, ma quelli che comandano lo spingono come se fosse per tutti. Tassare chi ha un’auto vecchia o chi ha necessità dei motori a combustione per mille motivi è la via più sbagliata, è ovvio che poi i consumatori si arrabbino e che i giornalisti cavalchino l’onda

    • Christian, l’onda non si scavalca scrivendo sciocchezze. Ci sono modelli elettrici che, grazie agli incentivi, costano poco più di un’auto tradizionale. Ma poi, facendo i conti su quanto costa “mantenerle”, diventano addirittura più convenienti dopo solo un paio d’anni: l’energia costa mano della benzina o del gasolio, non c’è manutenzione o quasi, non si paga il bollo…Certo, se uno pretende una Tesla o una Jaguar deve pagarsela e tanto. E poi mi colpisce un aspetto nei media di oggi: grandi lamentele sull’inquinamento e il riscaldamento globale. Ma appena qualcuno propone qualcosa, viene subito linciato. Parli di mobilità elettrica e ti tirano le pietre. A Bologna l’assessora all’ambiente è stata addirittura minacciata per avere proposto di realizzare una tranvia che in una città normale si sarebbe fatta venti e trent’anni fa. Ma come ci siamo ridotti?

      • “Modelli che costano poco grazie agli incentivi”. Una Panda a metano o GPL, grazie agli stessi incentivi costerebbe solo 5000 euro. Propongo di incentivare questo tipo di veicolo. Grazie agli incentivi un VW Up arriva a soli 25000 euro… Anche no?

    • E chi non ha la possibilità di ricaricare la propria auto elettrica (niente box o colonnina sotto casa?

  8. Quando i tedeschi saranno pronti e competitivi sulle auto elettriche e avranno convertito la produzione allora ci diranno che dobbiamo passare all elettrico. Stanno solo prendendo tempo sulla scelta lungimirante intrapresa da Toyota, come sempre avanti a tutti.

    • Toyota, come FCA, ha trascinato i piedi finché ha potuto e ha perfino bullizzato gli automobilisti elettrici mettendoli alla berlina a livello planetario nelle sue pubblicità. Altro che avanti a tutti!

      Toyota vergognati.

      • Esattamente! Ibrido come migliore soluzione per continuare a non cambiare, a continuare a produrre endotermici ed andare a petrolio, spacciandoli per soluzione green comoda e con molti, a piú livelli, si vede chiaramente che la strategia ha funzionato perfettamente

        • Io guido una lexus ibrida e in città faccio 50 km/l… non è la soluzione definitiva ma è decisamente un passo nella giusta direzione..

          • Fino a qualche anno fa le elettriche per chi necessitava di una buona autonomia erano ridotte ad auto con costo molto importante e la scelta di acquisto di un ibrida poteva avere la sua logica.
            Ormai però produttori come Lexus non hanno valide ragioni tecniche per non produrre una gamma completa di auto elettriche (concepite dall’origine esclusivamente come tali) ed una elettrificata sembra proprio che la produrranno, ma sono chiaramente in ritardo rispetto a quanto avrebbero potuto offrire oggigiorno e cercano di fare apparire l’ibrido come scelta “green” quando ormai, per un nuovo acquisto, non lo è più

  9. Io vivo in Germania, questo è uno dei pochi studi tedeschi sfavorevoli all’ elettrico.

    La stragrande maggioranza degli studi è ovviamente a favore dell’ elettrico, ma i “disinformanti” qui, come all’ estero lo hanno sfruttato a dovere.

    Non trovo peró giusto generalizzare contro tutti i tedeschi.

    • Non preoccuparti, Niko.
      Nulla di personale.
      Normale odio di facciata tra popoli.
      Tanto sovranismo per nulla.

      Se ricordi, in Germania, anni fa, un settimanale ritenne provocatorio ma accettabile mettere una pistola come ragù sopra un piatto di spaghetti per annunciare uno speciale sulla mafia. Ora tocca agli italiani che vedono nascondersi dietro ogni tedesco un inquinatore della galassia che neanche Dart Fener. Salvo poi andare a Monaco in massa all’Oktoberfest con il SUV tedesco.

      Consiglio spassionatamamente una visita all’Atlante dei Pregiudizi di Yanko Tsvetkov, che trovi facilmente con Google, per allenarsi a distinguere le vere dichiarazioni di guerra termonucleare globale dai normali sterotipi che affliggono le pubbliche opinioni di tutto il mondo.

  10. Ma perché bisogna sempre fare una guerra tra due fazioni?! È inevitabile che le auto fra qualche anno saranno elettriche con tutti i pro e i contro del caso almeno nella fase iniziale. Secondo me andrebbero sviluppate di pari passo anche quelle a idrogeno che hanno parecchi vantaggi con caratteristiche diverse rispetto l’elettrico. Ma adesso siamo in una fase di transizione quindi c’è chi farà una scelta di un tipo e chi di un altro, questo vale sia per i consumatori sia per i produttori. Importante e che i costi di tutto ciò non ricadano sempre sui cittadini più poveri perché ad un benestante che spende 40/50 mila euro per una vettura tradizionale cambia poco spenderme altrettanti per una elettrica fra 1/2 anni invece al povero “Cristo” assolutamente si perché fa un sacrificio per svariati anni sperando che duri nel tempo con pochi problemi. Poi ultima cosa e concludo , elettrico ad oggi è eccezionale , a mio parere, nelle grandi città e Metropoli dove veramente da solo vantaggi. Discorso diverso nelle zone di provincia dove non esistono infrastrutture adeguate per creare un reale vantaggio tra elettrico e tradizionale. Ultimissima cosa, vi prego , quando menzionate i vecchi motori dite anche benzina perché sembra che ormai siate esente da ogni colpa…… ciaoooooooo

    • Alessio, purtroppo la filiera dell’idrogeno, anche quando fosse la più pulita possibile (idrolisi diretta alimentata da impianti fotovoltaici) è molto più lunga, pericolosa e meno efficiente di quella dell’immagazzinamento in quelle “grosse molle” che sono le batterie al litio (attualmente).

      Riguardo alle auto “ad idrogeno”, considera poi che tutti i progetti di quelle con il motore che veramente “bruciava idrogeno” sono stati abbandonati, mentre quele poche (3) che puoi comperare oggi sono delle elettriche con una batteria piccola che viene alimentata da una cella a combustibile. Quindi, ancora una volta, maggiore complessità, per un oggetto, l’auto a batteria, che ha veramente di suo bisogno solamente di tre sottosistemi: motore, controller, batterie.

      Clicca sul mio nome, per una rappresentazione grafica di questo aspetto del problema.

  11. Cambiata auto con nuova, diesel, euro 6d temp.
    Per le elettriche è solo un discorso commerciale.
    Le pile le uso per i giochi di mia figlia.
    Si, in città non inquino ma sulle Alpi, qualcuno brucia carbone per produrre l’elettricità che serve alla pesante auto.
    Sempre che non sia ibrida e vada quindi a benza..

    • Non può essere un discorso solo commerciale, le case automobilistiche farebbero volentieri a meno di investimento mastodontico del genere (vedi scelta di dyson di abbandonare l’idea, vedi le difficoltà della start up SoloMotor ecc ecc..) inoltre sai dove vive il 95% della popolazione? Proprio nelle città ormai avvelenate.
      La gente é comodona, non vuole cambiari abitudini!

  12. Il programma mondiale di sviluppo sulle auto elettriche é fallimentare così com’è impostato. L’uomo é abitudinario e si rifornisce di carburante nelle stazioni di servizio in modalità smart. Altrettanto andrebbe fatto con le auto elettriche. Basterebbe cambiare il concetto della personalizzazione delle case automobilistiche relativamente alle batterie. Standardizzare il pacco batterie potrebbe consentire uno sviluppo rapido con drago and drop facilitando la sostituzione rapida delle batterie e quindi un utilizzo più in linea con le nostre abitudini, e soprattutto senza limitazioni. Ciò consentirebbe anche una riduzione dei costi delle batterie e probabilmente manterrebbe l’occupazione che verrebbe dimessa dal pensionamento del diesel etc. Se non avviene un cambio di impostazione che metta in ordine le lobbies automobilistiche, i produttori batterie, gli operatori del settore carburante, difficilmente le auto elettriche prenderanno piede. Aggiungerei anche che i costi delle auto elettriche ad oggi sono ingiustificati dato il motore sottostante…

    • Caro sig Tedeschini, ho letto con interesse il suo articolo odoroso di incenso che come tutti quelli che alimentano la bolla speculativa delle auto elettriche e lacunoso e di parte.. Premetto che non ho nulla contro le auto elettriche ma ho i miei fondati dubbi che le batterie siano la soluzione alla mobilita elettrica. Vedrò di essere il più coinciso possibile: 1) la rete elettrica italiana già mal messa per alimentare il parco circolante se fosse convertito in toto all’elettrico dovrebbe raddoppiare cosa economicamente insostenibile ) allo stato delle cose nonostante le promesse e fanfaronate entusiastiche di questi e quelli le batterie richiedono ancora troppo tempo per ricaricarsi visto che i sistemi per ricaricarle velocemente ne aumentano i costi e ne riducono drammaticamente la durata , il mio paesino ha 6000 abitanti e altrettanto auto circolanti quante colonnine dovrebbero installare? 3500?? una follia figuriamoci le megalopoli..inoltre le soluzioni per lo smaltimento ecologico delle medesime che ricordo composte da metalli pesanti stanno a zero ! 3) le batterie possono permettere ad un auto di fare anche un milione di chilometri ma la vita delle batterie dei cellulari che sono allo stato dell’arte durano 4 anni.. facendo 10 000 km all’anno dopo 7 anni ci si ritrova con una macchina con la batteria esaurita che vale zero..Visto che nessuno cambierà la batteria ad un auto di 7 anni che costa più di un terzo della auto nuova e ricordo che con l’aumentare dell’età le batterie diminuiscono la loro capacità di accumulare energia 4) altro consumo ha fatto una serie di test risultato? la carica delle batterie dura il 60% di quello che dichiarano le case produttrici le quali omettono l’uso costante in estate dei climatizzatori e d’inverno del riscaldamento ve la figurate un auto elettrica ferma in coda in autostrada sotto la neve o il solleone senza contare l’uso di uno stereo ovviamente… e ovviamente omettono i consumi elettrici nel caso di una guida all’italiana…. la formula E caso pietistico se non ridicolo ma pur sempre emblematico.. hanno solo 200 kw limitata in gara per ovvi motivi di durata della carica a 150 kw(la mia macchina diesel ne ha 110..) per 225 km h, le gare durano durata di 45 minuti ma per concludere la gara è necessario cambiare tutta l’auto dati i tempi di ricarica ..grottesco.. 5) come verranno caricate le auto elettriche? Macron rilancia il nucleare come energia pulita geniale vero? la polonia ha appena avviato una centrale a carbone che scarica in atmosfera 180 MILIONI ti tonnellate di co2 all’anno per alimentare le sue industrie..la verità è che l’inquinamento con le auto elettriche viene trasferito o dislocato dalle citta alle periferie e NON ESISTONO altre fonti energetiche in grado di soddisfare la sete crescente di energia del mondo se non l’unica credibile cioè la fusione, pannelli solari pale eoliche sono antieconomiche , con capacita ridicole.. e di durata limitata a cui seguirà costoso smaltimento che fa rima con inquinamento 6) un prodotto nuovo che ha l’onere di sostituire quello vecchio deve essere non solo migliore ma anche più conveniente le auto elettriche arrivano a costare il doppio di quelle endotermiche ma gli stipendi subiscono costanti flessioni in tutta Europa 7) mezzi militari , aerei, treni a gasolio ,camion da 600 quintali , mezzi agricoli come li facciamo funzionare a batteria sono sogni !Un peschereccio che sta in mare qualche giorno carica in media 28000 euro di carburante un traghetto inquina come 350000 auto diesel le 30 navi più grandi del mondo che vengono alimentate a gasolio pesante inquinano come tutte le auto diesel del pianeta, hanno provato con navi alimentate a gas ma è stato un fallimento in quanto devono essere rifornite molto spesso, qui poi si coglie chiaramente l’ipocrisia speculativa che sta spingendo in maniera disonesta verso auto green che green non sono sarebbe meglio elettrificare le navi e tutti gli altri mezzi prima di mettere in croce chi ha un auto tradizionale va a lavorarci e non può cambiarla ma non sarebbe più semplice per ora raffinare meglio i carburanti? 8) la morte delle macchinine a batteria e già stata prevista il litio tra batterie degli elettrodomestici auto telefonini e via discorrendo non durerà altri 20 anni poi comincerà a scarseggiare ed il prezzo volerà a livelli improponibili e questo secondo alcuni comincerà già a breve. Hanno già testato una macchina ad idrogeno che con un pieno fa 700 chilometri……..ciò detto ognuno spende i propri soldi come meglio crede ndr le auto elettriche a causa del peso delle batterie fanno largo uso di materiali speciali quali magnesio alluminio ecc costosi e la cui produzione inquina maledettamente e dulcis in fundo una marea di plastiche che guarda un po’ viene prodotta dal petrolio. Mi si perdonino eventuali errori.

    • Mi sembra di ricordare un progetto giapponese degli anni novanta su di un sistema plug and play delle batterie auto. Molto all’avanguardia più di 20 anni fa. Fu ripreso forse un paio di anni fa anche da Tesla Motors su di un prototipo per dimostrare le potenzialità. Un rinnovamento degli attuali distributori di carburante, partendo dalle stazioni di servizio più grandi e con più possibilità, mantenendo per qualche anno sia le cisterne di combustibile che stazioni di gestione e ricarica e cambio batterie completamente robotizzati, cominciando a progettare veicoli con pochi modelli di batterie standard e sistemi di sgancio che garantiscano il funzionamento anche dopo anni di usura, sporcizia, e inevitabile deformazione dei materiali, e soprattutto mantenendo questi sistemi sicuri, sarebbe la svolta dell’autorifornimento elettrico. Un processo enorme e tanto dispendioso ma probabilmente fattibile. Inoltre penso che avere delle stazioni di manutenzione e ricarica batterie sia decisamente meglio in termini di qualità di ricarica e controlli effettuabili ciclicamente sulle bateerie stesse. Forse sarebbero solo più ingombranti? Aspetto davvero problematico in questo caso visto che è uno dei più grandi svantaggi rispetto al classico combustibile (intendo il rapporto peso/chilometri)…

      • Questa è un ottima idea….
        Soluzione equivalente alla distribuzione dei carburanti.
        Nasceranno le 7 sorelle delle batterie.
        Senza spiegare abbiamo già capito.
        Probabilmente più ordine e interessi tutelati.
        È brutto, ma è il compromesso!

  13. Le auto elettriche sono solo un’utopia, hanno fatto successo al 98% solo per la forte accelerazione e perché Tesla, che ha dato l’impulso decisivo, è un’auto di lusso supertecnologica che stupisce e anticipa gli altri costruttori su molti fronti..perché non venitemi a dire che il successo sarebbe stato lo stesso parlando di quelle “scatolette” che vanno a 40 all’ora che vediamo nei centro città.. siate seri ma soprattutto realisti! a nessuno (o a pochissimi) interessa che non inquinino ma solo dell’eventuale risparmio sugli altri tipi di combustibile, dell’esclusività e del fatto che per ora “fanno figo”.. nella mia zona chi gira in Tesla ha altre 4 auto che inquinano da fare spavento comprese Porsche Mercedes e BMW, pensate che gli importi di non inquinare? Solo della “novità”..Ma dai.. tornando poi all’articolo è pura verità che la maggior parte dell’energia elettrica arrivi da carbone, petrolio e nucleare.. quelle non emettono forse particolato o scorie dannose? Nulla si crea e si distrugge ma si trasforma nell’energia.. se vai con l’elettrico sposti solo il problema, consumi qualcosa che per essere generato ha consumato risorse, inquinato, scaldato il pianeta! Vi prendono in giro gente! Pensate all’idrogeno piuttosto! Ma anche lì qualche pecca c’è!

    • Veramente di auto elettriche lente esiste solo il Berlingo. Le altre sono tutte con prestazioni elevate.

      A meno che ti riferisci alle auto di potenza ridotta immatricolate come cinquantini, ma è normale che una auto “senza patente” non sia potente

      • La informo che esiste e viene utilizzata la combustione solare, ovvero la produzione dell’idrogeno dall’acqua per mezzo del sole.

        Tra pochi anni i mezzi pesanti, ma anche le vetture, saranno dotati di fuel cell, che trasformeranno l’idrogeno in energia elettrica per azionare i motori elettrici. Candidate le fuel cell alimentate dall’idrogeno contenuto in serbatoi pressurizzati, assicurano autonomia e una veloce ricarica, prerogative dei mezzi di trasporto pesanti.

        Oggi si può estrarre idrogeno dall’acqua con l’energia elettrica prodotta da un elemento fotovoltaico a concentrazione senza l’apporto di energia elettrica esterna al sistema. Un dispositivo solare di scissione dell’acqua, stabile e basato su materiali comuni, con un’efficienza di conversione da solare a idrogeno del 14,2%, un modulo di tre celle solari eterogiuniche di silicio interconnesse che opera a una tensione appropriata per alimentare direttamente elettrocatalizzatori al Ni microstrutturati. 

        Questi dispositivi possono aprire una strada veloce verso l’industrializzazione e lo spiegamento di sistemi di produzione di “combustibile solare” convenienti.

        Arb è un sistema one stop per tutte le esigenze energetiche, anche domestiche che si tratti di combustibile, elettricità o calore. Arb prende solo la luce del sole e l’acqua come input e produce contemporaneamente combustibile (idrogeno), elettricità e calore. Arb ha un’efficienza totale di ~ 70% e richiede uno spazio minimo terra / tetto.

        Assolutamente da vedere, presso il Centro aerospaziale tedesco (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt; DLR) quello che è attualmente il più grande impianto solare-chimico per la produzione di idrogeno. Si chiama HYDROSOL_Plant ed è il processo di produzione diretta dell’idrogeno usando la radiazione solare più potente ed efficiente, ora fornisce una potenza di 750 kilowatt considerando ovviamente l’idrogeno come vettore energetico.

        http://hydrosol-plant.certh.gr/
        https://www.sohhytec.com/products
        https://actu.epfl.ch/news/record-solar-hydrogen-production-with-concentrated/
        https://m.youtube.com/watch?v=uj-xFUnN96k
        https://www.solarpaces.org/worlds-largest-solar-reactor-will-split-h2o-hydrogen/

    • Guarda che hanno preso in giro te. Chiedi a quelli che ti vogliono vendere l’idrogeno quanto finisce nelle loro tasche ogni volta che fai il pieno. Poi chiedi a quelli che ti hanno messo i pannelli solari sul tetto quanto finisce nelle loro tasche nei 25 anni in cui tu li usi per rabboccare la tua auto a batteria.

    • Utopia!? Guarda che se vai in un concessionario che vende auto elettriche ed gli porti soldi veri… ti danno un’auto vera!

  14. I soliti commenti negativi sull’elettrico, tutti copia e incolla. Ma davvero pensate che le auto termiche tradizionali inquinino meno delle auto elettriche?!?!! Ma come cavolo fate a non arrivarci. Probabilmente nella fase di costruzione come inquinamento siamo uguali ma ovviamente il dopo è tutto a vantaggio delle elettriche e non ditemi lo smaltimento delle batterie. Credete che le auto termiche non abbiano niente da smaltire a fine vita e durante la vita? Ovviamente si anche dopo decenni di storia e innovazione. L’elettrico è appena arrivato in grande e ovviamente le infrastrutture sono poche sia per la ricarica che per lo smaltimento ma state certi che chi capirà il volere delle batterie da smaltire farà i soldi in futuro. Questo dovrebbe accadere per tutti i rifiuti in generale. Il rifiuto non è un rifiuto se ben gestito. Purtroppo la nostra società si basa sul consumismo e preferiamo buttare piuttosto che riutilizzare. Le conseguenze di questo le vediamo tutti i giorni fuori dalla finestra quando a dicembre ci sono 15 gradi invece che 5, quando la gente si ammala e muore, e poi e poi. Preferiamo voltarci dall’altra parte e pensare che finché non succede a noi vada tutto bene. Invece di essere contenti che una giovane ragazzina abbia innescato un pensiero verde nella testa della gente, questa viene derisa e accusata di essere finta e comandata senza capire che quello che conta è il concetto e non lei. Ricordiamoci che se vogliamo che cambi qualcosa, il cambiamento deve partire da noi e poi allora possiamo lamentarci, ma non il contrario. Ritornando sull’auto elettrica, l’ideale sarebbe caricarsela a casa e sono boiate quelle che la rete elettrica non sarebbe in grado di reggere, quindi le colonnine sarebbero solo per lunghi spostamenti o per chi non può caricarsela da casa. In ogni caso nessuno vi obbliga a prendere un auto elettrica quindi è inutile scrivere falsità sulle elettriche. Tenetevi la vostra auto termica e fine.

    • Sicuro che la rete elettrica italiana reggerebbe se tutti avessimo subito elettriche da ricaricare? Adesso in estate bastano due giorni con temperature superiori alla media per mandarla in tilt

  15. Quando tanti anni fa ci infilarono in quel posto le auto diesel con fap o dpf, chianatelo come volete, dissi tra me e me “ma guarda, inquinano come prima ma tutti pensano di andare in giro con un mezzo più pulito e all’avanguardia”.
    Dopo tanti anni, improvvisamente, il motore diesel è tirnato ad essere un dinosauro inquinante, un motore di vecchia concezione, obsoleto, da bandire.
    E cosa ci propinano ora? Ma certo, il motore elettrico, una rivoluzione tecnologica all’avanguardia!!!
    Mi sa che la storia si ripeterà tra un po’ di anni, uguale a quella che abbiamo già visto.
    Personalmente dico che, ad oggi, l’elettrico è per pochi che se lo possono permettere, inquina comunque, necessita di tempi di riarica che limitano la libertà di movimento dell’individuo, costringerà ad investimenti enormi per aggiornare le reti di distribuzione elettrica che pagheremo noi tutti e …. certo, sarà più silenzioso, quello sicuramente si.
    Mi rimane un dubbio…. ma uno come me che non ha garage e cortile …. dove la ricarica la macchina?

    • Nicola, nessuno la obbliga ad acquistare un’auto elettrica. Abbiamo scritto più volte che per ora è preferibile comprarla se si dispone di una ricarica privata, a casa o in azienda. Poi la rete delle colonnine diventerà più capillare e il discorso cambierà.

  16. ….provate a rimanere in coda diciamo x esempio di 2 km d’estate con finestrini aperti e mettete a confronto le auto e i mezzi di oggi con motori termici, e pensate di essere nella stessa situazione con motori elettrici……poi ditemi la qualità dell’aria..delle polveri sottili…dell’inquinamento acustico questo ultimo dato mai preso in considerazione.
    Nella mia abitazione ho pannelli termici e solari, con quelli termici (acqua calda) spengo la caldaia as Aprile e la riaccendo ad ottobre quasi 7 mesi senza usare gas ed energia, e cucino con il piano a induzione.
    Mentre x i pannelli fotovoltaici x i 6 mesi più caldi mi coprono quasi il 60% risparmiando e senza inquinare .
    Allora di cosa parliamo!!!

  17. Io sono contro la demonizzazione dei motori termici. Credo che sia giusto che ognuno sia libero di scegliere la motorizzazione che più gli piace e che più ritiene più congegnale. A me personalmente interessano benzina (trasformato a Gpl) o diesel per la loro affidabilità. Poi credo che le elettriche a livello di inquinamento no lo faranno durante l’utilizzo (anche se per produrre l’energia per caricare le batterie comunque ha come conseguenza il bruciare carbone con cui sono alimentate molte centraline) ma allo smaltimento delle batterie a fine vita!

    • Simone, il fine-vita arriverà dopo una seconda vita come accumulatori fissi, per altri usi. Ci sono già decine di esperienze, in questo senso. E il vero fine-vita coinciderà con il recupero dei materiali contenuti nelle batterie per costruire altre celle ed altri accumulatori. Al contrario di quel che è avvenuto con i motori endotermici (grandi discariche), qui si sta lavorando fin dall’inizio su un concetto di economia circolare, su cui premono giustamente i vari governi e la stessa Unione Europea.

  18. Signor Tedeschini, un appunto.
    Le polveri sottili, ben più nocive per la salute umana della co2, sono causate quasi esclusivamente dal rololamento. Sono le polveri di freni (dischi e pastiglie} e pneumatici, non dal motore. Attualmente è paradossalmente, ne emettono di più le auto elettriche per via del loro elevato peso. Uno studio americano recente ha dimostrato che il metodo più efficace per eliminare le polveri sottili consisterebbe nel semplice lavaggio regolare delle strade da parte delle amministrazioni comunali.

    • Mi scusi se mi permetto ma introduce un aspetto sul quale ogni tanto discuto quando dico che in metropolitana, in attesa del treno, si respirano cose che sarebbe beglio non respirare. Vivo e lavoro a Milano e utilizzo 2 linee di metro tutti i giorni quindi minimo 4 frenate di treno stando sulla banchina (senza contare quelle dei treni in direzione opposta). Ora, io non so se i materiali rotabili siano uguali, migliori o peggiori delle pastiglie o dei dischi freni e degli pneumatici delle automrbili, ma osservare tutto quello che si deposita nelle gallerie sui corrimano fa un po’ pensare. Certo, le linee sono elettrificate e non c’è la questione peso delle batterie…però se le immagina le metro a gasolio? In un tubo non sarebbe possibile, e in superficie…mah. Ovviamente una soluzione per le grandi città (dove vive la maggioranza delle persone, dati alla mano) non sarebbe elettrificare tutte le strade (a terra o in aria) di conseguenza fincné il rapporto peso/km è a favore dei carburanti classici quest’ultimi saranno vincitori per la questione da lei citata (sempre che sia vero che siano peggiori queste rispetto a quello che esce dai tubi di scarico). Altro che lavare le strade regolarmente…nelle ore di punta sulla metro si rischia di soffocare ma se conosci gli orari bastano 10 minuti di differenza per riuscire ancne a sedersi, questo per introdurre una soluzione estrema: consentire gli accessi ai veicoli privati solo dietro regolamento ben impostato (tutti, senza discriminante di classe di inquinamento e motorizzazione). Devo trasportare qualcosa di pesante? Permesso e vai, oppure noleggio da autorizzati di mezzi adatti. Ci sono code infinite di macchine vuote e tanta, troppa pigrizia come troppi infarti (è di questo cne si muore, molto di più che di malattie all’apoarato respiratorio, e sarebbero 2 piccioni con una fava). E poi lavorare sulle rush hours. La mia azienda è molto smart e gli orari sono flessibili…ne servono sempre di più, non è più concepibile con le tecnologie e lo stile di vita attuale andare a lavorare tutti all’interno della stessa fascia oraria…è un incubo le rarissime volte che sono costretto a vinggiare in queste fascie. Treni stracolmi con frequenze di 1 minuto e mezzo, che vanno piano perché impiegano più tempo a scaricare e caricare persone che procedere dalla stazione a alla b se andassero alla massima velocità consentita, e poi treni ogni 3/5 minuti semivuoti che corrono. Ci vuole più distribuzione delle fascie lavorative (soprattutto in città come Milano dove la maggior parte delle persone lavora in ufficio, con treni più lenti e più frequenti, più home working e meno automobili in generale. Mi scuso per il pippone soprattutto un bel po’ off topic!

  19. Come già rimarcato il problema non è cosa inquini meno ma se tutti avessero la macchina elettrica 20 milioni e passa di auto e come da da qualcuno consigliato la carichiamo da casa mi immagino in una città pensate al vostro condominio reggerebbero gli attuali contatori? Ma quando mai. Già d’estate per solo i condizionatori siamo in crisi figuratevi se ricarichiamo tutte le auto. Dovo la troviamo tutta quella energia?

    • 20 milioni e passa di auto? Ma quando mai…In Italia siamo a circa 20 mila e ci vorranno molti anni prima di arrivare a quelle cifre, la Germania ha appena toccato le 100 mila elettriche immatricolate è un mercato molto più avanti e importante del nostro. Siete più preoccupati voi dell’Enel, che assicura che il problema dei picchi (non della quantità di energia disponibile) è assolutamente gestibile. Anche perché in assoluto i consumi elettrici da qualche anno sono in calo, grazie alle tante misure di risparmio energetico e, in piccola parte, all’auto-produzione.

  20. Grazie Mauro per fare sempre chiarezza. Dispiace solo che certi studi siano sventolati continuamente anche sui principali quotidiani italiani senza alcun minimo senso critico…ma le cose cambieranno!

  21. Raccontatemela giusta 😉 l’auto elettrica è solo l’ultimo status symbol, la volete perché Elon Musk vi entusiasma come Steve Jobs prima di lui. Fosse stato per la Nissan Leaf e la Renault Zoe, col cavolo che eravamo qui a parlarne.
    Leggo tutti i calcoli acrobatici coi quali volete giustificare economicamente un acquisto che solo in pochi casi è razionale. Altri che di punto in bianco sposano la causa ecologica con fervore quasi religioso.
    Immagino che finora chiunque qui dentro abbia viaggiato solo a CNG spendendosi dentro e fuori dal web in un proselitismo forsennato, giusto?

    • Rispondo a lei, Marzio, ultimo di un folto gruppo di lettori che accusano i sostenitori dell’auto elettrica, quindi anche noi, di fare disinformazione, rappresentare oscuri interessi, essere affetti da “proselitismo forsennato”, o più semplicemente di snobismo. Rispondo con una domanda. Cosa ne pensate dell’emergenza climatica? Perché i casi sono due: o ritenete che sia anche quella una fake news, oppure concorderete anche voi che continuare a comportarci come abbiamo fatto negli ultimi cent’anni porterà il genere umano alla catastrofe. Scienza e politica hanno dato una risposta: generazione elettrica da fonti rinnovabili e elettrificazione della mobilità. Se avete idee migliori, fatecelo sapere.

    • Dovrebbe essere chiaro a chiunque che si è verificato un cambiamento della temperatura e l’atmosfera è malata.

      Dobbiamo migliorare la situazione, sperimentare e sviluppare nuove tecnologie meno impattanti e modificare gli stili di vita.

      Fino ad ora, la causa non è compresa, ma una serie di fattori come l’aumento di CO2 nell’atmosfera potrebbero essere coinvolti, così come livelli più elevati di trasporto di inquinanti (nitrati o fosfati) e altri cambiamenti nella chimica del suolo o un aumento dei livelli di UV-B.

      Vi sono anche prove del fatto che l’aumento dell’opacità atmosferica ha comportato una notevole riduzione della quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre dalla metà di questo secolo.

      Diversi fattori potrebbero agire insieme e possibilmente interagire con i cambiamenti del clima stesso. Non si può prescindere dal considerare potenziali fattori come il cambiamento dei livelli di CO2, di O3 e di UV-B e di alterazioni ampiamente sperimentate negli altri equilibri atmosferici e del suolo.

      Il principio di precauzione è un criterio da osservare in materia di sicurezza dell’ambiente e dell’uomo.

      Dove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale.

      In estrema sintesi: se qualcosa può far male, evitala.

      Resta inteso che eliminare non rappresenta una soluzione.

      La soluzione è migliorare facendo ricerca, sperimentare e sviluppare nuove tecnologie meno impattanti e modificare gli stili di vita.

      La ricerca tecnologica sull’elettrico prosegue inarrestabile. Difficile fare previsioni, in quanto molte di queste tecnologie sono tutelate da segreto industriale e attendono la fase di brevettazione e ingegnerizzazione per irrompere sul mercato sconvolgendolo.

  22. Scusate parliamo di Auto, ma qualcuno mi sa dire quanto inquinano le migliaia di navi porta container che solcano gli oceani e i mari ogni giorno?
    Inoltre se le mie informazioni sono esatte mosse da motori che possono bruciare qualsiasi tipo di carburante molte volte si tratta di oli esausti questo a beneficio di chi le possiede.
    Per non parlare degli Aerei dove molti di noi viaggiano, mi risulta che un aereo in decollo inquini come 900 TIr. Ce ne sono migliaia ogni giorno nei celi di tutto il mondo. Tutto questo non per polemizzare ma credo che la strada sia ancora molto lunga comunque sono contento che qualcosa si sta muovendo, sperando che non si riduca tutto ad un fuoco di paglia..

  23. Inquinare in campagna o in città per il pianrta non cambia nulla. Fino a che l’elettricità sarà fatta con il carbone l’inquinamento è assicurato. Vorrei sapere il senso di questo articolo.

  24. Il mondo è diventato troppo ingorda e chiede più di quanto da anche se technologia e avanzato nettamente i colossi del mondo non rinuncerebbe facilmente ad una fetta tanto golosa per un piccolo profitto che ancora non è fattibile come in molti la stanno pensando inssabiando la verità. Tank you from comment 🚜🚜🤔

  25. Volete sapere come io in poche parole chiarisco il problema che voi state discutendo scrivendo romanzi?
    L’elettrico fa parte del nuovo business 2.0: il business del green, in cui Greta e’ uno dei principali sponsor. Qual’e per le industrie una succulenta opportunita’ commerciale? L’elettrico. Non c’ è bisogno di aggiungere altro.

    • Se sei amante dei complotti, te ne racconto uno io un po’ più verosimile e questo non ha come obiettivo prenderti per il naso per appiopparti una macchinona elettrica.

      Hai presente lo scenario di fantascienza horror chiamato “zombie apocalypse”? Sotto questo titolo semplice e delicato, il Dipartimento della Difesa USA ha studiato le contromisure per difendere il governo federale (CONOP 8888).

      Ora immagina i 150 milioni di migranti stimati dall’ONU da qui a qualche decennio, proprio negli anni quando Greta sarà diventata grande. Migranti che scapperanno dalle zone della Terra diventate invivibili per macanza cronica d’acqua e di cibo. Quasi dei deserti. Ecco, anche senza essere leghista, della AFD, o dei tories, come chiameresti quei milioni di disperati affamati e assetati che vagheranno per il mondo? Zombie magari?

      Ora immagina che l’unica superpotenza rimasta sul pianeta, superpotenza proprio in virtù dell’alto livello della sua ricerca scientifica che ha immense ricadute nella vita civile e militare, ignori, tutto d’un tratto, il cambiamento climatico. Cioè i migliori strateghi del pianeta Terra ignorano gli scienziati che sviluppano ogni giorno le loro migliori armi. Poco credibile.

      Visto che vincere contro orde di affamati disperati è pressoché impossibile (hai presente il film “World War Z”?), non è che gli USA (la superpotenza in questione) hanno deciso (il vero potere, non Trump che è solo il PR) di lasciare che il resto del pianeta si scanni finché vuole? Magari dicendo di voler costruire un muro a sud (a nord non serve, visto che c’è ancora solo ghiaccio e qualche canadese). Oppure dicendo di essersi stufato della NATO (meglio un’Europa debole e divisa, così i disperati andranno là). O uscendo dall’Accordo di Parigi, distraendo tutti con una mossa a sopresa.

      Ma da soli potranno farcela? Come certamente saprai, gli USA e il Canada, insieme ad altri tre stati, guardacaso tutti isole, quindi difficilmente raggiungibili dai disperati, fanno parte dal 1941, dei cosiddetti “Cinque Occhi” (FVEY). Quattro amici al bar, dove il barista è biondo.

      P.S. Bel complotto, non è vero! Meglio di quello di Greta.

  26. Pulito o no l’elettrico ha 2 grossissimi difetti, anzi 3: 1 I tempi di ricarica che non permettono di fare lunghi viaggi senza fermarsi ore per poterla caricare e tornare a casa, 2 il prezzo di acquisto esorbitante delle auto elettriche e 3 il prezzo della sostituzione dei pacchi batteria dopo che hanno finito il loro ciclo vitale, una spesa pari all’acquisto di un auto nuova endotermica. Sarà pure la scelta migliore per il pianeta, ma sborsare 60 mila euro in meno di 10 anni per un auto come la 208,quindi un utilitaria, non mi sembra una spesa alla portata di tutti, soprattutto se si considera il gran numero di auto datate che girano (me compreso) proprio per l’elevata difficoltà non solo a comprare un auto nuova elettrica ma anche solo un auto nuova e basta.

  27. Siamo come quel pesciolino che viveva in una pozza e, per divertirsi, faceva evaporare l’acqua. Un po’ al giorno, senza apparenti danni alla pozza. Quando la pozza è diventata fango, ha smesso di divertirsi.

    Ma le auto che non bruciano qualcosa per muoversi sono solo un tassello.

    Per quanto possa essere una stima, quest’anno, con l’Overshoot Day a fine luglio, abbiamo appreso (almeno quel 53% di italiani che ha capito la notizia) che i pesciolini che già oggi si agitano senza speranza nel fango sono la bellezza di 3.27 miliardi.

    Noi italiani siamo in acque più profonde di altri, siamo più lontani dalla melma e dal fango? Non mi pare proprio il caso. Anzi, gli ultimi governi hanno fatto evaporare più acqua del solito. Allora, buon divertimento a tutti noi!

  28. Ormai da parecchio tempo, tutti parlano di ambiente per partito preso. Si citano fonti a caso senza capire realmente cosa si sta dicendo. È innegabile che il motore elettrico sarà una tecnologia su cui si investirà molto e che entrerà a fare parte in pianta stabile nel mondo dell’auto. Ma questo ingresso porterà ovviamente delle problematiche che nessuno considera o fa finta di considerare, compreso l’autore dell’articolo, che renderanno convenienti ancora per molti anni i mezzi con motore termico. Il primo problema fondamentale sarà lo smaltimento delle batterie, ricche di metalli pesanti e difficilmente riciclabili. Attualmente la piccola quantità di mezzi elettrici non mette in risalto questo problema, ma le aziende che svolgono questo tipo di processo sono poche e per di più richiedono una quantità di energia non indifferente (sostanzialmente le batterie vengono messe all’interno di forni). Il secondo grosso problema sarà ed è il peso non indifferente delle batterie. Come si può pensare di costruire tir elettrici? Trattori elettrici? Più un mezzo pesa, più energia è necessaria.

    Mi concedo un’ultima considerazione sulle fonti rinnovabili. l’Italia è uno dei paesi al mondo che fa maggiormente uso di fonti rinnovabili. Il problema di queste fonti è che non esiste modo efficiente per accumulare energia elettrica su larga scala. Quindi è inutile scrivere che bisogna investire nelle fonti rinnovabili quando semmai il problema è che le fonti rinnovabili hanno grossi limiti, di accumulazione appunto.

    • Abbiamo già tutte le risorse tecnologiche per risolvere questi problemi. Mentre un’auto termica che non disperda in calore il 70% dell’energia consumata, che non emetta gas tossici, che non emetta CO2 in atmosfera, che funzioni con combustibili diversi dal petrolio (le cui scorte accertate si esauriranno entro il 2100) non l’inventeremo mai.

      • Mi permetto di aggiungere che:

        Qualsiasi motore endotermico dal punto di vista del rendimento termodinamico è paragonabile ad una stufa, in quanto genera più calore che energia.

        Gli ultimi sviluppi motoristici endotermici prevedono sistemi per il trattamento dei gas di scarico che ridurranno le emissioni di particolati dei motori a benzina fino a un livello del 70% inferiore rispetto allo standard Euro 6d in condizioni di guida reali.

        Questi sistemi aggiungono complicazione a motori a combustione già complessi e sono costosi, abbisognano di manutenzione, ingombrano, pesano e riducono la già scarsa efficienza dei motori a combustione.

        Un diesel con tutti i filtri e i catalizzatori indispensabili per rientrare nella norma deve prelevare gas di scarico da reimettere nel collettore di aspirazione per abbassare il NOx con la valvola EGR e relativo radiatore, inoltre deve avere sempre gas caldi lungo lo scarico per avere il filtro anti particolato attivo, così quello per gli ossidi d’azoto (che sia DeNOx o SCR) e il catalizzatore trivalente. Tecnologie queste che perdendo temperatura perdono la funzionalità e si intasano.

        Oggi sono stati adottati nuovi motore a benzina a ciclo Atkinson e Miller che teoricamente arriverebbero al 37% di rendimento, ma che in realtà, hanno un rendimento reale inferiore al 15%.

        Forse è meglio lasciar perdere ed investire risorse in altre ricerche più promettenti che definiscano una strategia sostenibile organica che contempli abitazioni, città, trasporto pubblico e privato, economia circolare e trattamento dei rifiuti per generare energia.

        Oggi non è più possibile utilizzare le tecnologie dei nostri nonni. Bisogna cambiare. Se non sentiamo il dovere di farlo per le generazioni future, facciamolo almeno per noi stessi.

        “Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non stiamo davvero vivendo.”

        (Anatole France)

      • Signor Massimo, mi può gentilmente indicare quali tecnologie permettono di risolvere il problema dello smaltimento delle batterie? O quali tecnologie permettono di ridurre in modo considerevole il peso di una batteria? Se dovesse esplodere il mercato dell’auto elettrica, quando ci saranno milioni di auto che ciclicamente dovranno cambiare pacchi di batterie da 600/800kg? Io sono il primo favorevole allo sviluppo di nuove tecnologie, compreso l’elettrico e ben venga la commercializzazione di questi prodotti. Ma è una tecnologia acerba e chi dice il contrario non capisce il problema.

        • Quella delle batterie è una tecnologia acerba, in questo, Carlo, ha perfettamente ragione. Ragion per cui i margini di miglioramente sono enormi, come prevedono tutti gli analisti. Ma non tanto acerba come lei crede. Provi a digitare “batterie” nella finestra di ricerca del nostro sito è troverà decine di articoli che rispondono alle sue due domande.

    • Carlo, non so se lo sai, ma siamo in un vero crescendo di realizzazioni di dimensioni industriali di accumulo elettrico in giro per il mondo. Parliamo di decine se non centinaia di migliaia di kWh di capacità e sono in progetto che sappia almeno due impianti oltre il milione di kWh. Il vero problema è l’approvvigionamento di celle al litio, perché la filiera industriale non ha ancora raggiunto le dimensioni e l’agilità di quelle di altri prodotti elettronici.

      • Signor Emanuele, mi illumini su quali tecnologie vengono utilizzate in questi impianti. Perchè ad oggi, che io sappia, l’accumulazione di energia elettrica è un grosso problema, in fase di analisi. E soprattutto mi potrebbe dire di che impianti si tratta?

        • Mi spiace, gli articoli sono spesso solo in inglese o lingue asiatiche.

          Se veramente le interessa, cerchi “energy storage” su Google, o Wikipedia. Wikipedia ha l’elenco completo dei vari progetti in giro per il mondo.

          Rispetto agli impianti domestici, in fase di analisi, come specifica, il parametro di cui non si tiene praticamente più conto è “quanto grosso può essere”, perché si parla di impianti a terra con appropriata infrastruttura logistica.

          Per capire come si stia riscaldando il mercato, per restare nell’ambito delle batterie a ioni di litio, che sono le più note al pubblico, e citando solo Tesla, che è altrettanto noto come marchio, basti considerare che la loro divisione energia, che aveva fino a pochi mesi fa a catalogo solo il Powerpack da 210 kWh, ha introdotto ora il Megapack, una nuova unità configurabile per capacità fino a 3 MWh l’una. Tesla si dice capace di realizzare stazioni di stoccaggio fino a 1 GWh in tre mesi su un terreno di meno di due ettari.

  29. Ahaha bé certo la gente in Italia e in Europa muore per l inquinamento dovuto alle automobili. A ridicoli! Finché le colonnine elettriche non saranno pari ai distributori e soprattutto finché ricaricare l auto non impieghi ore l elettrico sarà di un’inutilità totale

    • Quindi, Abc, tu non hai una spina a casa?

      Oppure ce la hai, ma l’Enel ti ha staccata la corrente?

      O vivi in un palazzo e tutti gli altri condómini lavorano per la Aramco o per l’ENI?

      Sai cosa penso? Che ci sia in atto un bel complotto nei tuoi confronti: tutti, ma proprio tutti ti impediscono di risparmiare e di avvelenare meno i tuoi vicini.

      Tu sei una vittima innocente!

      Inconcepibile!

      Ah, però, d’altro canto, sai che sei veramente fortunato? Perché? Perché non sei nell’elenco dei circa 130 italiani che ogni giorno muoiono prematuramente per gli effetti dell’inquinamento dell’aria.

      Alla fine, vedi, tu sei fortunato e noi siamo ridicoli. Divertiti!

  30. ma 20 anni fa avevano cominciato a sviluppare le auto ad idrogeno e poi non se ne più parlato, magari dico fesserie ma non è quella la soluzione più pulita sia per la CO2 sia per le polveri sottili?

  31. La tecnologia c’è credo che l’auto a idrogeno sia il migliore in assoluto, perché lo stanno nascondendo? Interessi?

    • Ho guidato un’auto ad idrogeno tre giorni fa. E’ il Suv Hyundai Nexo. E’ in vendita a 70 mila euro. Come va? Bene. Per chi la guida è semplicemente un’auto elettrica. L’unica differenza è che il motore elettrico è alimentato non direttamente dalle batterie ma da celle a combustibile a loro volta alimentate da idrogeno stoccato in tre voluminosi serbatoi. L’autonomia è di 660 km. Ma in Italia c’è un solo distributore di idrogeno ed è a Bolzano, quindi l’autonomia ti serve a poco. La Hyundai Kona ha 450 km di autonomia, è una elettrica pura, costa fra 40 e 50 mila euro, puoi alimentarla da casa o in ufficio o in circa 11 mila stazioni pubbliche in Italia (raddoppieranno entro l’anno prossimo).

    • In effetti, seguendo i LORO interessi e non i nostri, i costruttori spingerebbero per l’idrogeno se potessero.

      Però, se guardiamo ai NOSTRI interessi (noi siamo “la gente” pare), la faccenda “idrogeno per autotrasporto” cambia notevolmente. Non è conveniente riguardo a costi, tempi e manutenzione, perché richiede una infrastruttura di estrazione, stoccaggio e distribuzione esattamente uguale, o forse più costosa di quella del petrolio e del gas naturale.

      Attualmente tali industrie e infrastrutture sono quasi totalmente assenti o di dimensioni più adatte alla sperimentazione che alla produzione in volumi e si può stare certi che, se “la gente” volesse passare all’idrogeno in massa i produttori, i distributori, i costruttori chiederebbero sostanziosi aiuti agli Stati per rientrare delle ingenti spese per metterle in piedi. Cioè direbbero: Gente, vuoi l’idrogeno? Eccoci! Pagaci così ti facciamo l’infrastruttura!

      In sostanza, a parer mio, le case che spingono sull’idrogeno lo fanno per due motivi:

      1) negli ultimi decenni, hanno investito parecchio capitale (proprio) nelle ricerche sulle celle a combustibile (svariati miliardi di euro: Honda, Hyundai, Toyota); ora gli amministratori delegati e i consigli di amministrazione, si sa, sono sempre poco propensi ad ammettere le proprie colpe e preferiscono nascondere la cosa perseverando;

      2) hanno partecipazioni, relazioni, interessi in compagnie petrolifere e, per decenni, hanno contato di poter saltare indenni dal petrolio all’idrogeno nel momento in cui, a livello mondiale, si fosse deciso che era il momento di farlo (le compagnie petrolifere e quindi i costruttori di autoveicoli sanno dagli anni ’70 che la combustione massiva e protratta nel tempo di idrocarburi avrebbe portato l’ecosistema allo stato attuale degenerato).

      Come si vede, il passaggio all’idrogeno non ha nulla a che fare con i NOSTRI interessi.

      Non mi stanco di invitare a considerare il confronto grafico che si può visualizzare cliccando sul mio nome, o seguendo questo link:

      https://electrek.co/wp-content/uploads/sites/3/2017/10/electric-car-vs-hydrogen-fuel-cell1-e1509049014192.jpg

  32. Penso che, come al solito, in medio stato virtus…
    Attualmente la mobilità elettrica è agli albori, sta chiaramente evolvendo molto velocemente e risolverà molti dei suoi punti deboli.
    Al momento quindi benvenuti ai pionieri che comprano elettrico. E che sicuramente non sono dei folli e si saranno fatti i loro conti in tasca. Che lasciano le taycan e le tesla a chi può permettersele e magari comprano una Zoe spendendo quanto per una clio. Che magari la usano soprattutto per brevi tragitti e che magari hanno un garage con una wallbox che li aspetta ogni sera. Al top col fotovoltaico sul tetto.
    Chi non ha il garage o fa 300 km al giorno, al momento fa bene a restare al diesel.
    In Italia il mix produttivo di energia è migliore di quello tedesco; inoltre, la rete di distribuzione si sta evolvendo e gli investimenti pensano già alla smart grid. Ovvio che se domani tutto il parco auto fosse convertito ad elettrico sarebbe un problema, ma non mi sembra sia così.
    Io non posso ora permettermi di cambiare auto, ma guido spesso auto elettriche dell’ azienda dove lavoro… È un bel modo di andare, vi assicuro.
    Quindi arrabbiatevi meno, siate più aperti al cambiamento e pensate che al momento nessuno ci sta obbligando a rottamare la nostra vecchia auto…

  33. Si parla tanto di auto elettriche, tutti che vogliono diventare green , poi la metà di loro sono gli stessi che buttano la plastica dove capita!! E gli aerei di linea le navi , le fabbriche dove li mettete?? Solo un aereo di linea inquina più di 20 auto a benzina, però li nessuno ne parla, mentre levare l’ auto a motore endotermico al privato è più semplice!! Viva la coerenza !! L’aria sarà un cesso anche con le vostre auto elettriche, però va be’ l’innovazione che ha porterà altri soldi nel mercato quindi continuiamo con la balla del green!!

    • Gianmarco, forse vivi a Taranto, perché qui dove vivo io il comune ha vietato l’ingresso in città di aerei di linea, navi e fabbriche.

      La coerenza, come sai, non è tra le caratteristiche per cui gli italiani sono conosciuti nel mondo.

      Ad esempio, se fossimo coerenti, con i 119 miliardi evasi ogni anno, potremmo pagarti i pannelli solari su tuo tetto, la batteria per l’accumulo, la wallbox in garage o in strada, parte del costo delle tue nuove automobili elettriche, la conversione dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento, la ristrutturazione per migliorare l’isolamento della tua abitazione, l’illuminazione pubblica del tuo Comune e… La qualità dell’aria dove vivi migliorerebbe notevomente grazie a ridotte emissioni del riscaldamento di casa/palazzo e delle automobili. Poi nella tua zona le malattie ascrivibili alla cattiva qualità dell’aria vedrebbero un sensibile calo, riducendo quindi i costi per la sanità pubblica, le tue tasse e i tempi di attesa per una visita. Tu e la gente che vive intorno a te vivrebbe più a lungo e sarebbe più felice. Un pessimo scenario per i politici che fanno cassa con la tua paura.

      Però, appunto, non siamo coerenti e non cambattiamo l’evasione fiscale e gli sprechi, perché il parlamento ha sempre pronto qualche emendamento per “correggere” le norme che andrebbero a trovare quei 119 miliardi. Quindi, spiacente, anche se Natale è vicino, niente regali, niente miglioramento della qualità della vita.

      Poi, per il resto, hai ragione: l’ecosistema è uno solo e occorre affrontare anche il problema di come gestire le altre sorgenti di inquinamento. Si sta procedendo in parallelo, perché l’elettrico, a regime, promette grossi risparmi, oltre a non avvelenarci l’aria, e quindi l’industria ha tutto l’interesse a spendere meno per fare volare gli aerei, navigare le navi, produrre le fabbriche. Ma se avessimo quei 119 miliardi potremmo finanziare la ricerca per accelerare il processo. Invece, essendoci pochi soldi, pare una buona idea concentrarci prima su quell’italiano su tre che vive nelle città, territori piccoli ma densamente popolati: una macchina elettrica là ha grosse ricadute positive su molte persone.

      Diversamente da quanto forse ti hanno fatto credere, le bacchette magiche per risolvere tutti i problemi istantaneamente con un “Expelliarmus” non esistono.

  34. Grazie, finalmente un commento che rincuora e mette pace alla zizzania.
    Io adoro le novità, da sempre, ma sono anche amante dei motori, dei mezzi e della velocità. Ho diversi mezzi, inquinanti, tra cui un V8.
    Io cerco di vivere ogni giorno il problema della mobilità come uno spunto per continuare a divertirmi e godere della guida. Ma ho la fortuna di farlo in extra-urbane. Ora dovrei cambiare l’auto diesel di tutti i giorni e non solo per spirito pionieristico, mi sto accostando pian piano alla valutazioe/conoscenza dell’ibrido e dell’elettrico. Quindi leggo, apprendo e mi faccio un’idea….
    Però mi trovo sempre, alla fin fine, davanti ad un problema che per me, ora, oggi, è insormontabile : il costo, paragonato alla qualità/bellezza di ciò che vorrei prendere, è sempre troppo, ma ripeto, troppo elevato per le mie tasche di normale impiegato.
    Come faccio ? Cosa devo fare ?
    Perchè, se voglio evolvermi e non inquinare devo rinunciare ad una “passione”?
    Il mio diesel è un’auto capiente, con buona potenza, veloce e divertente.
    La mia Corvette anni 90 è pura goduria. Le mie moto, una classica anni 90 ed una supermoderna soddisfano in pieno la mia voglia di guida, velocità, senso di libertà.
    Anche se vendo TUTTO, mai potrei permettermi una bella Tesla.
    Perchè, dunque, devo rinunciare a tutto ciò per andare in giro con una Zoe od una 208 da 36mila euo (!!!) ?
    Perchè se esiste un problema globale, come al solito, si pensa alla “massa” come l’elemento cui rivolgersi per rimediare (il discorso tasse, in tal senso calzerebbe a pennello, stesso tipo di soluzioni in ogni era, in ogni luogo) ?
    E dunque perchè dobbiamo essere sempre noi, i soliti “poveracci” e steaccioni della Massa a doverci accollare il problema comprando la Zoe e rinunciando alle nostre passioni ?
    (Ovviamente ho un pò estremizzato, con buona pace dei possessori di Zoe od altre elettriche, per me, poco affascinanti, perdonatemi.)

    • Risposta, Dave, che forse non ti soddisferà, ma potrebbe essere banalmente “aspettare”.

      Ricordo il primo schermo piatto che ho avuto davanti: 17 pollici, 1024×768, 2000 euro. Ora, con 2000 euro, comperi un 70 pollici 4K. Tra i due però ci sono circa 15 anni.

      I prezzi alti delle automobili elettriche a batteria (BEV) sono dovuti sostanzialmente a tre fattori:

      1) dotazioni tipicamente equivalenti a un trim full optionals;
      2) procurement difficile delle celle e del pacco batterie;
      3) economie di scala nella catena di montaggio non in opera.

      La (1) si spiega ovviamente con le regole di mercato: con quei prezzi come minimo ti aspetti che sia tutto compreso. Però il full optionals, anche se è fatto al costo del produttore e non a quello di listino, fa aumentare ovviamente il prezzo finale.

      La (2) ha motivi prettamente legati a come funziona il sistema economico industriale: come fa il tuo smarphone octacore da 6 pollici superamoled con chip IA a costare 300 euro? Viste le caratteristiche tecniche che ha, non dovrebbe costarne 20mila? Ne costa 300 perché il produttore ne ha prodotti 500milioni di pezzi e ha spalmato un po’ del costo (enorme) della ricerca e sviluppo su ciascun pezzo. Le celle a ioni di litio che finiscono nelle automobili sono prodotte ancora in numero troppo basso perché questo effetto di “spalmatura dei costi” diventi evidente come nei telefonini. In più, c’è la concorrenza fra i (pochi) fornitori in grado attualmente di rispondere alle richieste “particolari” dei fabbricanti di auto: ad esempio, l’anno scorso Volkswagen ha ordinato celle per 48 miliardi di euro. Chiaro che non basta una ditta “normale” per produrre quei volumi con qualità e consistenza.

      La (3) è un motivo tecnico/organizzativo che compete ai singoli costruttori: ad esclusione di Tesla, i volumi di produzione dei veicoli elettrici con marchi “storici” sono ancora relegati su piccole linee minori, spesso non dedicate, in qualche stabilimento ben controllato e sorvegliato. Questo modo di produrre simil-artigianale fa schizzare in alto i prezzi finali. Stranoto l’invito di Marchionne a non comperare la 500 elettrica prima serie, perché a Fiat costava più del prezzo finale in California.

      Ti domanderai legittimamente: ma perché nessuno vende una scatola di latta con un motore elettrico e un pacco batteria, così da minimizzare i costi? Vuoi dire tipo le iconiche Renault R4 o la Citroën 2CV?

      Primo perché gli appassionati come te giustamente la snobberebbero. Secondo perché il prezzo comunque sarebbe alto e i non appassionati che devono solo andare ogni mattina da A a B non la comprerebbero comunque. Un fallimento annunciato.

      Forse può consolarti la previsione di BNEF che recentemente ha corretto la stima per l’anno in cui sul mercato ci sarà parità di prezzo finale tra auto con motori a combustibili fossili e quelle a batteria. Il 3 dicembre BNEF ha anticipato la data dal 2025 al 2024. Questo soprattutto per il deprezzamento delle batterie al litio, all’ingrosso per celle grezze, che nell’ultimo anno è stato più marcato del previsto. Il “crollo” dal 2010 ad oggi è stato complessivamente dell’87%: quello che costava 1000 euro nove anni fa ora si trova a 130.

      Tra quattro anni, la Roadster II di Tesla magari non sarà ancóra alla portata di noi mortali, ma penso che tutte le altre case (cinesi comprese) che non saranno in cassa integrazione potrebbero avere progressivamente immesso sul mercato qualcosa di interessante. Come VaiElettrico ha documentato in altro articolo, già dal 2020 si inizia a ballare.

      • Ma no, lo so che è questione di tempo, lo so…..
        È che la mia è anche un pò amarezza, legata al fatto che, appunto, il tempo lo pagherà la massa, cioè noi, in un qualche modo….
        Anzi lo stiamo già facendo, l’aumento delle accise ne è una prima testimonianza (e pensate i futuri governi come andranno nel panico all’idea dei mancati introiti dal petrolio).
        Sono già due anni che vorrei mollare il diesel, ma, anche se non faccio molti km, 15mila, mi consente alla pompa e sui consumi ancora un buon risparmio alla fine dell’anno.
        Però onestamente una cosa devo dirla, se abitassi nuovamente a Milano, moto a parte o la sera, mi muoverei coi mezzi pubblici.
        Perchè prima di parlare di elettrico bisognerebbe smuovere la coscienza civica delle persone e sgrezzarle da quel concetto primitivo di presunto diritto all’indipendenza nella scelta di usare ognuno la propria auto in una grande citta negli orari di maggior mobilità. Questo sarebbe già un enorme passo avanti. Anzi io andrei proprio di divieti secchi come già Milano sta facendo. Ed una volta abituati, abbraccerebbero l’elettrico come la manna dal cielo, ovvero potrebbero ritornare ognuno nel proprio agognato cantuccio !!! :-))

        • Si, credo di aver capito che qui si parli di tutte le declinazioni della trazione elettrica, ma perché è il focus originale del sito. Tuttavia, a ben guardare, l’orizzonte scelto dai fondatori è più ampio e non mancano puntate in tutti i campi a contorno di questa “rivoluzione” che, più che prettamente elettrica, andrebbe sottolineata come “energetica”.

          Concordo con quanto dici riguardo il trasporto pubblico. Però non è solo un problema culturale. Deve convenire, essere affidabile, predicibile e sicuro. Se i taxi, gli autobus, i filobus, la metro, i treni arrivano mezz’ora dopo, vengono sospesi senza preavviso, sono un covo di scippatori, vanno a fuoco o hanno costi esorbitanti non c’è cultura che tenga. Questa è una mia opinione personale: mi sono trovato meglio nelle città dove il trasporto pubblico “era” la città, parte della città, era il suo sistema circolatorio. In altre, di cui per pietà non faccio il nome, salire sull’autobus mi dava l’impressione di entrare a cavallo in un minimarket di periferia.

          Alcuni sottolineano la evidente contraddizione della “gente” che vuole una svolta chiamiamola verde e il trasformasi in furie della medesima “gente”, ad esempio, nei Gilets jaunes, non appena il governo di turno mette una tassa sui veicoli inquinanti. A prescindere dai casi particolari, è evidente che queste reazioni, al netto di tutti gli altri motivi sociali ed economici di contorno, ricadono nella categoria popolarmente chiamata “moglie ubriaca e botte piena”, o del “pasto gratis”, ovvero in concreto “a costo zero”. Questo sì che è un grosso problema culturale e cognitivo. Dal punto di vista fisico, tecnico sembra equivalere al credere al moto perpetuo. Chi governa e dice di avere “un piano”, dovrebbe anche cercare di convincere chi lo ha messo là che è un “buon piano” e un “piano equo”. Non sono sicurissimo che i divieti secchi possano ottenere interamente gli effetti sperati, anche se in alcuni casi possono essere utili, senza scatenare malumori che potrebbero degenerare producendo più danni di quelli che tali divieti volevano eliminare. Come avrebbe detto un soldato del generale Lapalisse, governare è difficile.

          Il tempo, come diceva zio Paperone, è denaro ed è quella l’unica moneta della “gente”. Però, prima della rivoluzione industriale, noi, la gente, le masse, non avevamo neppure il tempo, perché la vita era esclusivamente lavoro (per sopravvivere miseramente). L’alternativa, poco praticabile per la verità, è nascere o diventare ricchi.

          • Come sempre, Emanuele, chapeau. Se permetti, però, non sarei così drastico sul no ai divieti. Te lo dico da fumatore, che ha sofferto a suo tempo ma non tornerebbe mai e poi mai indietro. O da motociclista che fu sul punto di abbandonare le due ruote quando scattò l’obbligo del casco e oggi lo indossa anche in bicicletta. Governare è difficile, ma farlo senza una visione del futuro è inutile. Anzi, dannoso.

          • Massimo, hai ragione. Non mi riferivo alle emergenze o alle situazioni di pericolo pubblico. Esortavo solamente, davanti ai molti problemi, a preferire un approccio prospettico alle soluzioni, ad una ricerca di una via d’uscita con una visione del futuro, come sottolinei opportunamente. Lasciando i divieti, le svolte nette, le cesure come extrema ratio. Magari solo per evitare i piccoli e grandi dolori che questo breve cenno biografico ci rivela.

            Sono consapevole che questo approccio è considerato obsoleto, che ora si lanciano di nuovo missili intercontinentali, si costruiscono muri e dogane, si chiedono pieni poteri e uomini forti, ma questo non mi impedisce di sedermi attorno a un sito come VaiElettrico con Dave e te e immaginare quanto sarebbero migliori della china che sta prendendo il mondo.

          • Mi sto convincendo, purtroppo, che all’emergenza siamo già arrivati. E sedermi attorno a Vaielettrico non mi tranquillizza più. Perché anche qui, in casa nostra, sorgono muri e partono missili.

  35. Vedo sempre articoli che non parlano mai dei rendimenti delle batterie e del trasporto della corrente, se carico 100 sulla batteria magari ci vuole 200 di energia per fare quella corrente, vuol dire che inquino il mondo sempre il doppio….

    • Una dispersione di elettricità dalla produzione alla batteria c’è ed è nell’ordine del 10-20%. Poi però il 95% dell’energia accumulata nelle batterie diventa movimento. Nelle auto termiche meno del 30% dell’energia contenuta nel serbatoio diventa spostamento, tutto il resto è calore inutilizzato e disperso.

  36. Pazzesco il negazionismo dilagante..il Trump_ismo da ansia di cambiamento,meglio sacrificare il Pianeta e le future generation!!! Sono anni che si parla del problema sono anni di problemi ambientali dovuti al problema combustibili fossili ampiamente spiegati da scienziati e monitoring satellitare… Ma ancora i negazionisti al pari dei terrapiattisti fanno gli struzzi di turno..pazzesco!!

    • Segui il negazionista e trovi i soldi.

      Purtroppo è sempre stato così.

      L’elettrificazione toglierà la linfa facile a molti che oggi si sono arricchiti immensamente con il petrolio e il carbone sulla pelle di miliardi di persone. Consapevolmente colpevoli di arricchirsi sulla nostra pelle dagli anni ’70. Queste potenze planetarie sono spesso colluse con il potere politico. La combinazione perfetta per tenere l’osso all’infinito. Come lo schiavismo europeo o l’apartheid sudafricano.

      Vedi molti loro agenti postare spesso anche su Vai elettrico.

  37. È ovvio che nel complesso le auto a combustibili fossili inquinano di più, ma è anche altrettanto ovvio che le elettriche restano riservate ai ricconi per via dei loro prezzi inaccessibili a noi comuni mortali con stipendi da max 1500 euro (per i più fortunati, io ne prendo meno di 1000).

    Ciò che va fatto è migliorare le emissioni delle endotermiche e dei centri di produzione e smaltimento delle medesime.
    Prima che le elettriche a prestazioni e autonomia accettabili divengano accessibili alle masse ci vorranno lustri (attualmente le elettriche con prestazioni decenti partono da 30k euro, e sono praticamente microcar orripilanti da 2 posti e mezzo o berline con l’aerodinamica di un mattone)!
    Per non parlare delle infrastrutture di ricarica e dell’adeguamento delle linee elettriche… a che servirebbe essere pieni di auto elettriche in circolazione se poi appena le metti a caricare (sempre se trovi una colonnina) mandi in blackout una provincia? E le batterie come le facciamo poi, che i metalli che occorrono sono già rari adesso?

  38. A che serve usare un’auto elettrica per ridurre le emissioni se poi, per produrre l’energia necessaria per la ricarica, si usano fonti non rinnovabili?

    • Pianura padana. Zero vento. Nebbia.

      Guarda il caso a volte… mio figlio va alla stessa scuola di tua figlia.

      Preferisci che venga a portarlo e a riprenderlo con un mitico Porsche Cayenne Biturbo, tutti i giorni, oppure con un SUV elettrico ricaricato con la corrente prodotta da una centrale a carbone che sta a 100 km di distanza?

  39. Sicuramente positiva la scelta dell’elettrico ma non si sta prendendo in considerazione il fatto che in Europa ma soprattutto in Italia il parco veicoli commerciali e mezzi pesanti in circolazione hanno un’età piuttosto anziana, e costituiscono una grandissima percentuale di mezzi inquinanti se paragonati alle autovetture. Bisogna intervenire prima sui veicoli commerciali e di trasporto pesanti.

    • Questo dei veicoli commerciali è un discorso serio, è qui che andrebbero concentrati gli incentivi. Soprattutto per le cosiddette consegne dell’ultimo miglio, quello che un prof del Politecnico di Torino ha ribattezzato ” il delivery del capriccio”, ovvero i milioni di pacchettini che Amazon consegna ogni giorno nelle nostre città. Questi mezzi scorrazzano continuamente nelle nostre strade e sarebbe interesse di tutti metterli in elettrico: niente rumore e zero emissioni. E consumi contenuti, sfruttando continuamente la frenata rigenerativa. Rispondo anche ai tanti che scrivono dicendo che l’energia si ricava da fonti sporche: già nel 2018 è arrivata a 112,8 miliardi di chilowattora la generazione da fonti rinnovabili elettriche nel 2018 in Italia, a fronte di una domanda elettrica nazionale di 321,9 TWh.
      Pertanto lo scorso anno le rinnovabili sono riuscite a coprire il 35,1% della richiesta di elettricità complessiva. È una quota in continuo aumento, per gli ingenti investimenti in atto. Mentre continua l’addio al carbone, che già ogi ha un’incidenza molto inferiore rispetto alle rinnovabili. Siamo uno dei Paesi più virtuosi in Europa, ogni tanto essere orgogliosi di essere italiani non ci farebbe male.

  40. È vero che i motori endotermici producono polveri sottili e inquinanti oltre alla CO2, ma per il tempo di utilizzo medio di una vettura moltiplicato il numero di vetture del parco circolante,il problema è relativamente piccolo se paragonato ai milioni di edifici pubblici che vengono riscaldati 24h su 24h senza controllo sulla temperatura, ossia, riscaldamento acceso e finestre aperte!!! Parlano tutti dei problemi di inquinamento legati alle auto MA nessuno che evidenzia i problemi legati all’abuso del riscaldamento negli edifici pubblici e privati!!! Partiamo dalle cose facili con peso maggiore sul tema inquinamento!

    • Gli impianti di riscaldamento in città, almeno nelle grandi città del nord Italia, sono pressoché tutti a metano. Inquinano di più le auto. Da quando è presente la ripartizione del calore non sono più molti gli edifici in cui si lascia il riscaldamento al massimo e le finestre aperte. Questo discorso era più corretto fino a qualche anno fa.

  41. Teslari, sarò felice solo quando sarete tutti FREDDI!!! VOI E TUTTI GLI AMANTI DELL’ELETTRICO!

  42. I patiti dell’auto elettrica usano l’auto solo x andare a fare shopping.
    Chi usa l’auto X lavoro non puo neppure pensare di usare un auto elettrica che ha autonomia limitata e tempi biblici X la ricarica delle batterie

  43. Lavoro nel settore dell automotive a livello tecnico e non di marketing ma credo ci sia una grande componente politica e economica nelle scelte che si stanno facendo , governative a livello globale ma specialmente europeo. Ci vuole maggiore razionalità e studio in quello che si vuole imporre ai mercati !! Ad ogginon vedo nessuna soluzione totalmente favorevole alle altre ma forse il miglior compromesso cioè l ibrido, è anche il piu sensato. Non siamo ancora pronti per il full electric forse tra 10 anni.. Pensate se in una citta come Milano la sera dovesse ricaricare tutto il parco circolante ?!? Ma dove andrebbero…

  44. Ma non si vergognano questi sapientoni altro che disel e carbone che inquinano ,pensate alle immissioni di navi nei mari e gli aerei nel cielo inquinano più di una città piena di macchine quindi smettetela di fare terrorismo mediatico per giochi sporchi a scopo di lucro vergogna

  45. Beh ne riparleremo quando troveremo pacchi di batterie al litio in fondo al mare come fossero rifiuti di una centrale nucleare … perchè sullo smaltimento avranno messo una ecotassa tipo plastic tax
    tanto al chilo e chi ne ha più ne metta … cosi fai un finanziameto per l’auto nuova e uno per demoilire la vecchia ibrida …. non ti viene un cancro forse ma uno schioppone di sicuro

  46. Andrebbero anche considerati altri aspetti che credo (non ho letto i vari articoli citato, sarò onesto) non siano stati tenuti pienamente in considerazione :
    1) le batterie attuali hanno durata limitata, il che richiederebbe di produrne altre per garantire lo stesso ciclo vita di un’auto, andando a modificare l’impatto inquinante complesso della singola auto.
    2) In seguito al punto sopra si pongono anche i costi di smaltimento delle batterie ed i problemi ambientali relativi.
    3) rendere stabile un sistema basato su sole auto elettriche non è facile, andrebbe decuplicata la produzione totale di energia e creata un’infrastruttura gigantesca, le cui caratteristiche tecniche sono indefinibili ad oggi (semplicemente perché siamo agli albori e tutte le tecnologie sono ancora acerbe). Certo questo avverrà fra 20 anni (per ipotesi), ma l’impatto di questa modifica planetaria quanto inciderebbe sul valore complessivo di inquinamento attribuibile alla singola auto (e mi ripeto, ad oggi non si può oggettivamente dare una risposta a questa domanda)?
    Insomma secondo me, e lo dico da ingegnere elettrico e da motociclista che è felice quando vede una moto elettrica ben fatta, prendere le parti di una o dell’altra causa ad oggi è, secondo me, ben difficile…

  47. A parte la difficoltà economica per comprare un’auto elettrica! A parte che in Italia non siamo autonomi con la corrente e la compriamo all’estero!a parte la non praticità nell’uso quotidiano,considerato la poca autonomia,qualcuno ha mai visto le miniere di litio e come lo raccolgono? Non parliamo dello smaltimento.A me non interessa avere un v8… non voglio nemmeno uccidere il pianeta, però non stiamo andando in meglio… non vedo un miglioramento in questo verso!

      • Certo è ho visto come stanno riducendo il resto del mondo dove(e chi è come) estraggono il litio!.. Penso che l’idrogeno sia l’alternativa più sensata!..
        Vogliamo parlare poi dello smaltimento delle batterie che dopo max10 anni sono esaurite…

  48. L’auto elettrica è un giocattolo per ricchi. Quando faranno una cinque posti elettrica, con un buon bagagliaio, 500km di autonomia e tempi di ricarica decenti che costi attorno ai 10.000 -12.000 euro allora si potrà parlare seriamente di mobilità elettrica. Perché parlate sempre di Tesla e macchinoni da 60.000 euro su strada? In questo modo si penalizzano i ceti medio bassi e pendolari, che non hanno alternative all’auto. Per non parlare poi dei posti di rifornimento. E le batterie? Quanto durano? E i camion? Non si parla di camion e TIR elettrici, eppure è da li che arriva il grosso dell’inquinamento stradale. E non dimentichiamo che le auto elettriche si deprezzano molto velocemente, più delle altre. Questa storia per ora è solo la storia di radical chic che pretendono di far pesare una loro idea. Non c’è dubbio che il futuro sia elettrico, ma non con i veicoli e con i costi di ora e sopratutto partendo dal trasporto delle merci che impatta sull’ambiente più del trasporto privato.

  49. Vediamo un po’… Il carbone ce lo meritiamo. Quante centrali sono a carbone in Europa o USA? Inoltre l’elettrico viene alimentato da una centrale elettrica. Che é atomica o brucia petrolio: l’energia va generata. Nel ciclo finito dalla centrale all’auto elettrica si brucia più petrolio che non il gasolio dell’auto. Questo perché A MONTE qualcuno deve produrre l’energia. Il problema é che ci sono troppi Gretini e troppe Sardine. Che vivono in mondi di slogan.

    • Il tema è: “Sviluppare nuove tecnologie per antiche forme di energia”.

      Quarantanove Paesi hanno dichiarato di volersi approvvigionare al 100% da fonti di energia rinnovabili entro il 2050.

      Tutte le rinnovabili sono forme di energia molto concreta e sfruttabile attraverso la ricerca di nuove tecnologie, sviluppando il solare, l’idroelettrico, l’eolico, il geotermico, le maree.

      Gli investimenti del Green Deal sono per questo e porteranno impiego sopratutto tra i giovani in overeducation, quelli che svolgono attualmente un lavoro non allineato al livello degli studi raggiunto. Se poi tra questi abbiamo Sardine, Fridays for Future, Greenpeace, WWF e Legambiente, allora tanto di guadagnato per le società che investiranno proprio in questi giovani perché saranno molto più motivati di altri, per gli ideali che perseguono.

      “Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.”

      Albert Einstein

    • Poca fantasia. Poco spirito d’osservazione. E poi il nickname è già stato usato millenni fa.

      A MONTE, escludendo l’energia geotermica, ti sei mai chiesto come fa a funzionare “tutto questo”?

      Voglio dire, il mare, i piccioni, tu, i boschi, la tramontana, i polli che mangi nelle crocchette, la sauna, il virus dell’influenza, Donald Trump, i bisonti del Montana, le valanghe sul Bianco e lo sciacquone di Kim Jong-un. Tutto questo insomma! Chi paga?

      Alza la testa. Un po’ di più. Eccola là: una bella centrale nucleare a fusione tutta per noi e gratis! Però adesso non fare troppa pubblicità: devo vendere un po’ di energia al mio vicino.

  50. Le discussioni sul tema della.mobilita elettrica un po’ mi fanno sorridere: mi sembra spesso di leggere le opinioni dei fanboy di Apple o di Samsung ogni volta che esce un nuovo smartphone, tutti con la verità in tasca dall’una o dall’altra parte. A mio modo di vedere l’attuale offerta di veicoli (benzina, diesel, ibridi, ibridi plug-in, full Electric) è la più complessa che il mercato abbia mai avuto e, se a questo aggiungiamo anche i differenti mix con cui i vari stati producono energia (rinnovabili, gas, carbone, nucleare) credo sia veramente difficile fare discorsi ecologici e stime sull’inquinamento generalizzando. In questo momento particolare la cosa piùdifficile è riuscire a scegliere il veicolo giusto per le nostre esigenze (pratiche ed etiche/ecologiche) e che permetta oltretutto di investire in un prodotto che tra 5-7 anni abbia ancora un qualche valore, e non venga invece azzerato completamente dall’evoluzione tecnologica o da normative locali. Io, ad esempio, che percorro ogni anno circa 45000 km per lavoro con un’auto aziendale, non trovo sul mercato vetture full Electric in grado di venire incontro alle mie esigenze, anche se con tali percorrenze il vantaggio ecologico sarebbe decisamente elevato (anche la tanto discussa impronta di CO2 generata per produrre il veicolo verrebbe “ammortizzata” velocemente) e, dopo aver provato un’ibrida a benzina, sono mestamente tornato al mio 2.0 TDI sia per i consumi nettamente inferiori nei percorsi che faccio io (e quindi minor inquinamento) che per piacere di guida….

    • Lei, Paolo, sembra essere un rarissimo esempio di raziocinio ed equilibrio. Immagino quindi che avrà ben ponderato quali fossero le offerte del mercato in relazione alle sue esigenze. Tuttavia abbiamo pubblicato i resoconti di lettori che con percorrenze annue simili alle sue sono passati all’auto elettrica senza alcun problema; anzi con grande soddisfazione (https://www.vaielettrico.it/chi-si-rivede-pietro-s-e-la-sua-hyundai-kona-un-mese-elettrizzante/). Probabilmente perchè, più che il chilometraggio assoluto, contano i percorsi, l’accessibilità alle stazioni di ricarica veloci, la possibilità di effettuare la ricarica a casa, di notte. Visto comunque che parla di auto aziendale, le suggerisco di contattare ENEL X. Offre una consulenza mirata per la gestione delle flotte aziendali identificando quali e quanti veicoli possono essere rimpiazzati con EV in base all’utilizzo prevalente. Ci risulta che in base ai loro dati già oggi circa il 70% delle auto aziendali potrebbero efficacemente essere sostituite con elettriche pure. Credo che un servizio del genere lo offra anche Leaseplan.

  51. L’auto eletrrica NON è la soluzione al problema i quinamento.
    In sintesi, se tutte le uato del mondo fossero improvvisamente a motore ettrico, la riduzione di co2 sarebbe del 12/13%!
    Se solo 1/100 ( rapporto estremamente ottimistico ma ancora lontanissimo dalla fattibilità) della auto fossero elettriche, la ridjzione sarebbe tale da NON AVERE ALCUN EFFETTO MIGLIORATIVO.
    La tecnologia è agli albori, in caso di incidente mti morti sono per folgorazione perche le celle si distruggono causano fortissime scosse a chi tocca labitacolo, compreso i soccorritori NON aanvora preparati di questo pochissimi parlano, ma è un fanno collaterale estremame te importante.
    Il vero inquinamento sono le navi container ( oltre 150.000 al giorno) ognuna delle quali i quina come 50.000 vetture euro 0. Responsabili del 30%dell inquinamento
    Le grosse industrie altro 40%
    Gli allevamenti di carne da macello altro 15%

    Le auto elettriche per ora sono una scelta elitaria, un business per governi e per pochi altri.

    • Quante cazzate si sentono dire sul tema, da persone ideologizzate che di tecnica non se ne capiscono un tubo, o da istituzioni con evidenti conflitti di interesse. Smettiamola di confondere i vecchi autobus Diesel che ammorbano le nostre città con i motori diesel di ultima generazione, o con quelli della prossima, già sviluppati e frenati solo dall’ideologica e Insensata propaganda politica. Un moderna auto Diesel, nell’ arco della sua vita, è di gran lunga il mezzo di trasporto meno inquinante, sia per il CO2, sia per le altre emissioni. Chi dice il contrario è ignorante (non c’è nulla di male… capita) o è ideologizzato e in mala fede. L’ideologia e l’ignoranza hanno già fatto danni catastrofici nel 20* secolo. Cerchiamo di smetterla

      • Mettiti in fila per spiegarlo ai parenti dei 130 italiani morti prematuramente ieri a causa dell’aria che respirano. Il TG1 non te lo ha detto!? Ah, ma allora non è successo.

        Comunque domani ritorna, se puoi. Ci sarà la fila per i parenti di quelli morti oggi. Mi raccomando, fatti un nodo al fazzoletto.

  52. Tutti a scaldarsi con la diatriba “elettrico/combustione” e a paragonare le emissioni di un Turbodiesel €6 con una centrale da millemila megawatt…
    Nessuno si chiede l’impatto ambientale dell’estrazione del litio, o di altri minerali rari indispensabili per la produzione degli accumulatori.
    Nessuno si chiede come una nazione che prevede di imporre l’elettrico entro il 2025/2030 possa arrivare a raddoppiare la produzione di energia elettrica senza costruire nuove centrali… A carbone o nucleari?
    Rammento che l’Italia, dopo la dismissione delle 2 (due!) centrali nucleari che aveva, ora è costretta a comprare energia elettrica dall’estero, nella fattispecie dalla Francia (nucleare) dall’Austria (nucleare) o dalla Slovenia (nucleare)
    Pertanto, prima di gridare “Viva quello, abbasso l’altro!” assicuriamo di avere i piedi per terra…!

    • Lo sai che vivi a soli otto minuti luce da una centrale nucleare a fusione? No il comune non ti metterà una nuova tassa per questo nel 2020.

    • Maurizio Pescatori, sono perfettamente d’accordo con te, guardano il dito, ma non la luna nascosta dietro

  53. Interessante articolo, Mauro, che naturalmente condivido in pieno nelle sue considerazioni ed i fatti, eccetto questo iniziale sgambetto:
    “Ora lo riciccila il magazine francese”.

    Vedo che ci sono moltissimi commenti, non so se avrò tempo e pazienza di leggerli tutti, non vorrei innervosirmi anche qui, mi auguro almeno che il livello dei commenti/commentatori non sia sconfortante.

    • Beh, se è per questo c’è chi definisce le auto diesel e a benzina “stufe con le ruote” (copyright prof. Nicola Armaroli del CNR).

  54. Be’ da un un sito che si chiama vai elettrico ,e come chiedere all oste se il suo vino è buono 😂😂😂👍

  55. Ho letto quasi tutti i commenti. Faccio il tassista a Milano e abito a Monza. Uso l’auto anche come auto di famiglia di tre persone. Facendo circa km 150 al giorno già ora l’auto elettrica potrebbe andarmi bene. Non cambio la mia Skoda Octavia benzina/GPL perché voglio portarla a fine vita rottamandola e passare all’elettrico puro senza lasciare un’altra auto in giro ad inquinare. Per quanto riguarda il diesel avendolo avuto in precedenza va bene per le lunghe percorrenze…per uso gravoso cittadino ha un continuo bisogno di manutenzione. Già ora a Milano vedete il parco auto taxi formato quasi esclusivamente di ibridi, forse perché consumano meno del GPL e del diesel? Infatti…e quando ci sarà un elettrico decente a poco prezzo saremo su quell’auto che avrà costi di ricarica inferiori a fare carburante e costi di manutenzione molto inferiori. Naturalmente sono parole di un autista professionale, sicuramente gente che fa 30 km al giorno come quanto? Il 95% degli italiani? per andare e tornare dal lavoro ne capisce più di me. Vorrei ricordare che anni or sono la Prius aveva un pannellino solare montato sul tettuccio…mettiamo il caso quel pannellino in futuro su una Prius elettrica servisse a ricaricare la batteria della macchina che usate per fare 30 km al giorno dite che riuscite a ricaricarla in 8 ore di lavoro più pausa. L’auto elettrica è il futuro come nel 2008 lo era lo smartphone (I-phone). Poi se vi preoccupa lo smaltimento della batterie al litio, beh la batteria delle nostre auto è formata di elementi in piombo e altro in acido solforico, l’olio motore non è propriamente ecologico, il liquido di raffreddamento è un po’ inquinante ma mi sembra che non v’è ne freghi molto. Vogliamo parlare poi delle batterie catalitiche di tutti i filtri che cambiamo, degli altri pezzi che vanno sostituiti. Un’auto elettrica è molto più semplice, batteria, cambio e motore…non dovrebbe essere difficile….perciò o si ha problemi gravi di analfabetismo funzionale oppure si ha un interesse personale per essere contro. Infine per chi ha i bolidi, beh anch’io li amo…mi sembra di ricordare che i motori Mercedes e Ferrari di formula 1 raggiungano quanto 17/18 Milà giro alla modica cifra di quanto un milione di euro? Beh il motore elettrico raggiunge mi sembra dai 22 ai 30 Milà giro con la sola differenza che i primi resistono due gran premi e il secondo fa un milione di km…ma sicuramente sbaglio. Infine parliamo delle fonti di approvvigionamento…calcolando che le rinnovabili stanno aumentando continuamente, sapete che sono iniziati i test della prima centrale a fusione in Francia e che fra 15 anni avremo centrali nucleari sicure e pulite. Poi infine attualmente chi è che userebbe l’auto per andare da Aosta a Trapani? È più performante usare mezzi diversi…anch’io non uso il mio taxi per tutto…più comodo l’aereo e treno che comunque sono mezzi collettivi e più veloci che inquinano meno della macchina che usa ognuno usa quotidianamente. Grazie e buona serata

    • Grande Echo3 un’analisi veramente puntuale in particolare sul lato inquinamento dato dalla sostituzione dei componenti e dei liquidi del sistema termico.

  56. ma fafangul, che avete deciso di sterminare gli italiani e non solo loro, ma tutti quelli che non si possono permettere “l’auto a batterie hihi” e che saranno costretti a cambiarsela nel giro di 2-3 anni massimo. e allora tutte ste normative anti-inquinamento sul diesel e sulla benzina a cosa sono servite? a nudd, solo a far uscire soldi e strasoldi dalle tasche perché mo si spacca un pezzo e lo vai a pagare 200 euro se ti va bene, poi si spacca un altro e ti vai a rifare tutto il motore… me la tengo stretta stretta la mia vecchia 1.4, semplice, ma funzionante. da ben 17 anni. voi state ad attaccarvi alla spina ogni cinque minuti

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