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L’Arma all’idrogeno

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La Hyundai ix35 fuel cell

Consegnata ai Carabinieri di Bolzano la prima auto ad  idrogeno in dotazione alle forze di sicurezza italiane: è un Suv Hyundai ix35. L’ha donato Autostrade del Brennero. E’ l’inizio di una lunga marcia delle tecnologie Fuel Cell in Italia.

Sono infatti poco più di una decina le auto con questa tecnologia circolanti in tutta la Penisola, quasi tutte in Alto Adige dove esiste l’unico impianto di produzione “green” e distribuzione di idrogeno. Un carburante che però molti ritengono destinato a un importante sviluppo. Toyota, per esempio, sembra puntare più sull’idrogeno che sull’elettrico tradizionale: in un recente studio diffuso dalla società giapponese si stimano in 27.000 le auto di questo tipo che potrebbero circolare in Italia nel 2025 e addirittura 8 milioni nel 2050 (20% del parco auto) se adeguatamente supportate da una infrastruttura di rifornimento di almeno 1.000 stazioni per la prima scadenza e 5.000 per la seconda. Lo stesso studio evidenzia che per centrare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati a Parigi per il 2050 è necessario che il 90% del parco auto europeo sia a emissioni zero entro quella data, con circa 40 milioni di auto alimentate a idrogeno.

Interno del cofano motore di una Hyundai ix35 Fuel Cell

Proprio la mancanza di una rete di distribuzione è il principale ostacolo alla loro diffusione in Europa, dove ne sono state vendute un centinaio, mentre in Asia e in Nord America i numeri cominciano ad essere significativi. Ma qualcosa anche da noi comincia a muoversi: nella primavera di quest’anno è stata recepita la direttiva europea che classifica l’idrogeno fra i carburanti “puliti”, quindi incentivabili dai governi nei piani di mobilità sostenibile,  e consente ai distributori di operare con una pressione di 700 bar, anziché gli attuali 350 bar, riducendo il tempo per un “pieno” a circa 3 minuti. Nei piani del nostro governo sono tati fissati questi numeri: 20 stazioni di rifornimento, di cui 10 in autostrada, entro il 2020 per consentire la circolazione di 1.000 auto ad idrogeno, e 200 stazioni entro il 2025. In estate, a Venezia, è poi stato firmato un protocollo d’intesa fra Toyota e il consorzio europeo pubblico-privato Fuel Cell Hydrogen Undertaking per lo sviluppo delle infrastrutture in Italia.

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