Tavolo Automotive in ordine sparso: il solito confronto al Ministero delle Imprese si è risolto con richieste diametralmente opposte. Tanto poi è la UE che decide…

Tavolo Automotive, Motus-e: accelerare sull’elettrico e taglio al costo della ricarica
Chi chiede di accelerare è ovviamente Motus-e: “Gli altri grandi Paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, hanno già attivato nuovi incentivi per le auto elettrificate a valle della presentazione del Pacchetto Auto della Commissione ”, ha spiegato il presidente Fabio Pressi. Sottolineando che anche in Italia “occorre una pianificazione strategica dei supporti alla domanda, che non devono distorcere il mercato. Ma sostenerlo e accompagnarlo gradualmente verso l’elettrico. Accanto ai bonus per i privati, è indispensabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali. Posto l’accento anche sul nodo dei costi energetici in relazione alla ricarica elettrica. Pressi ricorda che “gli operatori della ricarica pubblica italiani pagano l’elettricità molto di più di quanto avvenga in altri grandi Paesi europei. Con riflessi inevitabili sugli utenti finali. Su questo punto sarà determinante il contributo del regolatore. Anche perché, come non tutti sanno, sulla ricarica in Italia gravano già oggi oneri fiscali e parafiscali persino superiori rispetto ai carburanti tradizionali”.

Ma l’Anfia non ci sente e insiste sulla neutralità tecnologica
Di tutt’altro tenore le richieste del presidente dell’Anfia, l’Associazione dei componentisti auto, Roberto Vavassori. Che sposa in pieno la linea ribadita due giorni fa dal minstro Adolfo Urso, che ha guidato l’incontro. Quindi: 1) Neutralità tecnologica da subito con introduzione di un carbon correction factor (CCF) e non come compensazione. 2) Target 2030: -55% per auto e -30% per Veicoli commerciali leggeri (VCL). Target 2035 -75% per Auto e VCL. 3) Possibilità di rinegoziare i target della deroga in corso e di negoziare target alternativi anche dopo il 2035. 4) Ibride plug-in (PHEV): sospendere l’entrata in vigore dell’inseverimento dell’Utility factor previsto dal regolamento Euro 6°-bis FCM del 2027 o flessibilità sulle multe 5) estendere a 5 anni il “banking&borrowing” dei crediti CO2 (2025-2029 e 2030-2034) 6) Evitare quote obbligatorie e rendere gli obiettivi strettamente collegati allo sviluppo delle infrastruttureo. 7) Prevedere non solo acquisto, ma anche leasing e noleggio. 8) Abbassare Target per l’Italia ed eliminare la quota obbligatoria di ZEV.



La posizione dell’Anfia è comprensibile ma il suo fallimento inevitabile. Si salverà solo l’imprenditore che avrà il coraggio di innovare e cambiare marcia assumendosi il rischio di impresa, quest’ultimo merce divenuta oramai molto rara tra i manager italiani.
Io l’imprenditore che ha passato tutta la sua piccola flotta di furgoni all’elettrico lo conosco da anni, ho pranzato con lui alla Parata Elrttrica (forumelettrico.it) di Reggi Emilia 4 anni fa e l’ho rivisto sia l’anno dopo che l’anno scorso, lui semplicemente non si è limitato a guardare il cartellino del prezzo ma ha considerato il TCO, Total Cost of Ownership, e ha risparmiato, si, su tutti i suoi furgoni ora elettrici. E si bacia i gomiti. Smettiamola per favore di guardare solo il prezzo all’acquisto e facciamo lo “sforzo” di considerare quanto l’auto o furgone ci costerà nei suoi anni di utilizzo. Sarebbe anche ora
gli “scienziati” OMS hanno detto che il prosciutto cotto EQUIVALE all’amianto o il tabacco come rischio di tumore: avete smesso di farvi panini/toast con il medesimo?
la commissione “von der leyen” fin dall’inizio ha parlato sì di neutralità tecnologica, ma escludendo di fatto tutto quello che non è elettrico. oggi, quasi spariti dai mercati diesel e benzina “puri”, la maggior parte della gente si è rivolta all’ibrido in tutte le sue salse: questo raccontano i grafici
la stessa commissione ha varato regole e regoline per l’agricoltura europea, vietando di tutto e di più e rendendola molto più costosa: ora, saltando a piè pari il parlamento, ha “concluso” un accordo (merdosur a base tedesca) con paesi in cui queste regole e divieti non esistono (leggasi frutta e verdura trattata con la qualunque) e che arriveranno nei supermercati a prezzi inferiori dei nostrani (nonostante lunghi trasporti via nave) e sicuramente “salutari”.. o il discorso sanità vale solo per le auto termiche?
sull’argento per il fotovoltaico: avete idea di quanto inquinamento e risorse tipo acqua servano per produrre un solo grammo? E NO, NON ESISTE INQUINARE DI PIU’ PRIMA PER INQUINARE MENO DOPO.
il particolato delle città è quasi tutto polvere sollevata dal passaggio delle auto: nel mix è compreso scarico auto, riscaldamento, decadimento strutturale ecc. provate a passare in estate su una carraia in mezzo ai campi con la vostra bev e misurate i valori di pm..
tutti i paesi che avevano anticipato il ban (alcuni al 2030, altri ancora prima) hanno dovuto fare una rapida inversione per non trovarsi con un’economia problematica.. e questo non lo dice giovanni zurco, ma i dati.
fare catastrofismo (pentitevi che domani moriamo) porta solo tempi bui e nessuna salvezza: in genere, chi lo promuove (dall’alto al basso) per trarne vantaggi
E nel frattempo nel 2025, per la prima volta in almeno mezzo secolo, la produzione di energia elettrica nei due paesi che da soli fanno 1/3 degli umani, ha ridotto il suo impatto ambientale. Cina e India. E domani mi troverò l’ennesimo i1d1ota al bar che mi dirà che non ha senso ridurre le emissioni in Europa se “Cina e India se ne fregano”. Buona serata
e tutto questo c’entra con quanto ho scritto per? non si sa.. 🤷♂️
di sicuro la cina è assolutamente la capofila per l’installazione di FER, ma questo non la esime dal continuare con l’estrazione di carbone
https://www.worldometers.info/it/carbone/consumo-carbone-per-paese/
“tutti i paesi che avevano anticipato il ban (alcuni al 2030, altri ancora prima) hanno dovuto fare una rapida inversione per non trovarsi con un’economia problematica.. e questo non lo dice giovanni zurco, ma i dati.
Sicuramente ci puoi dare un elenco dei paesi che hanno fatto tale scelta, quindi, con tanto di dati. Aspetto novità da te, che riportino quei dati di cui parli
inghilterra 2030 ora 2035
danimarca, olanda, svezia e islanda 2030 ma stanno avendo problemi..
norvegia 2025, ed è l’unica essendo partita in anticipo rispetto alla UE.
ma il punto del mio scritto era (E’) che sono stati fatti proclami irrealistici allo stato dei fatti. alla fine tutti si atterranno alla data ufficiale.. forse.
100% di fotovoltaico ed eolico significa -95% di consumi idrici per l’energia
https://www.rinnovabili.it/energia/eolico/consumi-idrici-energia-eolico-fv/
https://www.nature.com/articles/s41560-019-0501-4
questo sarebbe in risposta al mio discorso sull’argento o tanto per scrivere qualcosa?
Giovanni, ci ho messo un po’ a risponderti. Volevo informarmi e non risultare invadente.
Premesso che qualsiasi attività umana comporta un impatto ambientale. Qui, a mio parere, si sta arrampicando sugli specchi.
Per quanto riguarda la neutralità tecnologica, avendo come punto fermo che gli idrocarburi fossili dovranno essere dismessi, le domando: lei conosce una tecnologia alternativa che sia meno/ugualmente impattante a livello ambientale e di costi di quella rappresentata dalle BEV? Io, non ne ho individuata nemmeno una.
Passando sui pannelli fotovoltaici, da quello che ho letto a livello di impatto per prelievo di materiali per produrli, da diverse fonti risulterebbe un prelievo del 90% inferiore rispetto a continuare idrocarburi e un saldo energetico nettamente a favore dei pannelli visto che l’energia spesa per produrli (da estrazione dei minerali alla relativa produzione) sembra essere al massimo di 18 mesi.
Sul passare in una carrai in mezzo ai campi bastano anche 4 amici in MTB per far salire il PM da te decantato.
Per finire su (pentitevi che domani moriamo), ecco tu dimentichi com’è finita la storia sull’Isola di Pasqua. Questo non vuol dire voler essere dei bacchettoni, ma avere i paraocchi come i cavalli non è che evita al cavallo di essere portato al mattatoio perché non lo può vedere.
A quelli della “neutralità” tecnologica, naturalmente lasciando tutto quello che favorisce i motori ICE e quello che ostacola i BEV, ed ingenerale a tutto quello che preserva lo status quo ostacolando il progresso, suggerisco di guardare la serie Extrapolations su Apple TV, forse è un po’ catastrofista ma magari visto che probabilmente saranno ancora al mondo fra 30 anni qualche idea su ciò che potrebbe capitare anche a loro oltre che ai loro figli e nipoti la dà, se poi la grandezza del portafoglio continua ad essere l’unico benchmark … RIP umanità.
la filiera delle carrozze a cavallo dice che se danno incentivi alle auto termiche, devono darle anche alle carrozze, e accise ridotte sul fieno
Eh ! Ma le emissioni dei cavalli?? ! !
😂
il ministro Lollobrigida precisa che le emissioni equine sono catalogabili come prodotto tradizionale D.O.P. e I.G.P. quindi tutto ok possono bypassare le norme euro 7
👍😂😂
Intendi dire che dovrebbero per par conditio dare gli 11000 euro anche alle termiche (ovviamente con rottamazione) e levare accise su benzina e diesel in modo che la gente scelga veramente senza costrizione quel che ritiene essere meglio per loro?
– non ci sono costrizioni all’aquisto
– incentivi hanno senso per velocizzare tecnologie nuove e virtuose
– invece in tre anni sono stati dirottati quasi tutti i fondi ad auto termiche
– con i fondi residui, sono stati dati incentivi alle BEV alti, con l’effetto di ridurre ulteriormente il numero di BEV incentivate e bloccare le vendite per il resto dell’anno
– la filiera dei carburanti fossili riceve poi un’enormità di altri sussidi pagati anche da chi non guida
– le accise ci sono anche sull’elettricità e sono pure tante
@Antonio Gobbo
R.S. ti ha sintetizzato in poche righe il quadro generale opera del governo attuale, non di Barbablù, ma del governo attuale.
tutte le affermazioni sono dimostrabili con i dati del governo, presi dal sito dei ministero.
puoi smentirne anche SOLO MEZZA, con altri dati?
oppure puoi riconoscere che la politica ha completamente toppato.
ma magari scappi anche questa volta?
Mario … vuoi dire che mi sono sfuggiti i bunus e 2025 per le termiche e che quelli 2025 erano pari a quelle delle BEV. Quanto sono distratto, ora che dovrò cambiare la mia sporrage a GPL con una nuova auto a GPL(probabilmente una bigster che fa 100 km con 5 euro, cosa che sognerei se acquistassi una BEV) starò sicuramente più attento e non me lo lascerò scappare 🤣
@Antonio Gobbo
ma lo sai che il Verona ha esonerato l’allenatore?
e lo sai che la pressione si calcola forza fratto area?
e lo immaginavi che anche a questo giro, dopo la luna piena avremo l’una calante?
…
avevo chiesto una smentita ai dati di R.S., tu parli di bulonis che, boh, cosa dovrebbero smentire?
bonus peraltro studiati ben benino, che sono andati in una ben determinata direzione, e guarda che son dati del ministero anche questi!
quindi?
non è che devi scriverci qui la qualunque che ti passa per la testa, magari prova a restare sul tema!
Dimmi, da quando esistono gli incentivi per comprare auto meno inquinanti, sono andati più soldi a chi ha comprato delle BEV o a chi ha comprato dei benzina/diesel, magari anche senza ibrido? Lo sai? Diccelo allora, che siamo tutti qui ad aspettare che qualcuno ci faccia luce
Neutralità tecnologica: se non fai almeno il 40 % di rendimento certificato dal pozzo alle ruote non puoi immettere il prodotto sul mercato. Una regola semplice, fine delle arrampicate sugli specchi da chi vuole vendere tecnologie obsolete senza fare investimenti.
La neutralità tecnologica non centra nulla con la libertà di scegliere cosa acquistare.
La neutralità tecnologica è su quale tecnologia puntare per conseguire un obiettivo.
L’obiettivo è decarbonizzare, quindi stop alle emissioni di CO2 che vanno a aumentare in atmosfera. Quindi, i motori termici che bruciano i carburanti fossili sono da abbandonare e non una possibile scelta d’acquisto fatta nella pseudo libertà.
Neutralità vuol dire terreno neutro, base comune dove in piena scelta libera decido cosa acquistare per me, per il mio utilizzo.
Senza forzature, senza obblighi, senza costi occulti, senza tasse aggiuntive e balzelli vari.
Ottimo troppo bello allora significa che si azzerano tutti i dazi le spese di immatricolazione si acquistano le targhe come in Svizzera si assicura una targa che si può installare su qualsiasi auto e moto ( (due formati) tanto chi guida non’è sempre uno ? Le auto si acquistano come se fossero beni qualsiasi, fine dei passaggi di proprietà e vediamo il mercato dove va pur sempre agevolando un unico obiettivo, l’azzeramento dei combustibili fossili.
Pazientate è l’ultimo canto del gallo su un pollaio dove le galline non fanno più uova.
Devono trovare un pollaio nuovo sostituire il gallo con uno più innovativo e che faccia produrre uova più buone con galline più curate, libere e cibo bio.
Invece vogliono mantenere le stesse galline esauste piene di antibiotici e con il pollaio fatiscente, con il gallo che ha perso la voce.
Purtroppo il problema è che in Italia le persone non hanno più soldi per comprare le “uova” sia che vengan dalle vecchie galline sia che vengan dalle nuove, con buona pache di chi vuole che si cambi tutto (auto, case ecc ecc) in tempi rapidissimi e possibilmente senza aiuti o quasi.
@Antonio Gobbo
guarda che non è continuando a sostenere cinicamente e sottilmente lo status quo
come fai tu regolarmente
che le cose poi cambiano.
I governi sono attentissimi ai cambi di umore e di opinione della popolazione: quando cambi anche tu la tua?
e falla finita col piagnisteo: mangi tutti i giorni, per cui un po’ di protesta per il bene comune che è anche il tuo
te la puoi permettere
Chiarissimo, allora come nelle migliori tradizioni di autoflagellazione smetterò di sostenere ciò che per me è più economicamente conveniente per il “bene della nazione” e oltre al cilicio acquisterò una BEV a un prezzo decisamente superiore (parliamo di fascia C), andrò a fare il mio 20 – 80 a una DC di zona a 0.55 con abbonamento e li starò il tempo dj ricarixa rivedendo su netflix qualche pallosissima serie TV.
Poi quando rientro a casa e mi guardo allo specchio usero il cilicio per punirmi della mia stupidità 😅
Piuttosto che comprare un obbrobrio elettrico di prezzo spropositato mi prendo un ferrovecchio. S’aspettano a far auto elettriche dal prezzo e contenuto competitivo nemmeno è meglio sta neutralità che da nessuna parte ci porterà e che il prezzo doppio pagare ci farà
Ripeto. Se levassero i super dazi alle elettriche cinesi, evitassero di introdurre le quote e i prezzi minimi, non servirebbero nemmeno gli incentivi alle BEV.
Chi vorrà una BEV a prezzo accettabile prenderà le cinesi. Le case europee sarebbero costrette a proporre prodotti concorrenziali.
Rimane il fatto che neutralità tecnologica non significa continuare a produrre motori termici alimentati da idrocarburi fossili. Il punto è trovare alternative al petrolio. Detta così, secondo te e chi promuove la neutralità tecnologica cos’è che abbiamo per muoverci senza usare il petrolio?
Qui il ministro e l’Anfia con questa proposta stanno mettendo in discussione l’abbandono del petrolio camuffandola in neutralità tecnologica.
Le Case europee preferiscono esprimere riconoscenza ai finti teorici decisori che fare prodotti concorrenziali.
Le Case europee ringraziano tutti i cr1 italiani.
Le Case europee impediscono la diffusione delle auto cinesi a costo minore,
e contemporaneamente vendono catorci ibridi che dureranno il tempo di un battito di ciglia, almeno normativamente,
e gli italiani contenti così, proni come sempre,
a subire l’acquisto di auto senza futuro
per poi scoprire il futuro tra qualche anno, e cambiarla di nuovo.
e intanto intossicarsi ulteriormente i polmoni
e demolendo quel che resta del settore industriale.
demenziale è un complimento,
analfabetismo funzionale è la probabile causa,
Italia come espressione geografica è una buona sintesi.
Chiederei ai lettori ed alla Redazione di integrare l’articolo con commenti che spieghino meglio le richieste del presidente dell’ANFIA, che riportate così sembrano una supercazzola del Conte Mascetti.
lo sono
Ricapitolando: siamo tra gli ultimi e stiamo ancora discutendo se accelerare o rallentare. Che cosa ha in mente il signor Roberto Vavassori? Dobbiamo farci doppiare, così almeno riusciamo a vedere gli altri passare?
Vuoi vedere che secondo questi “lorsignori” se siamo fra gli ultimi significa che non abbiamo ancora frenato abbastanza?
Forse anche capire perchè siamo fra gli ultimi, senza tirare jn ballo la foglia di fico dell’ignoranza italica e magari cercare di risolvere il problemi che ci fanno stare in quesra posizione, sarebbe un’idea così bislacca?
PS ricordiamoci che siamo fra quelli che hanno il parco circolante più vetusto e non certo perchè gli italiani amino il vintage….. questo vorrà pur dire qualcosa no?
Antonio, in Italia i motivi per l’esistenza del parco auto vetusto ha diverse ragioni. C’è chi ha un reddito basso e può permettersi solo piccole auto o usate. C’è chi ha auto nuove come benefit. Nel mezzo c’è una bella fetta di persone che pur potendo, non acquista auto nuove così spesso perché non vede la necessità di farlo. Per finire in molti preferisco avere auto vetuste da poter parcheggiare senza pensieri anche in caso di danneggiamento o furto. Tanto poi al massimo le si lasciano danneggiate o le si sostituiscono con una uguale che costa poco.
Poi c’è una ragione che coinvolge anche me. Tra un’auto di inizio 2000-2010 e una basica di oggi non c’è poi così tanta innovazione o comodità in più da invogliare a comprare un’auto termica nuova (detto in poche parole tra una punto e una grande panda termica è cambiato poco).
Cosa che però cambia se ci si siede a bordo di molte BEV, dove ci si ritrova proiettati in qualcosa di molto diverso e che se provato fa venir voglia di cambiare auto a meno di essere un tradizionalista.
Tra parentesi, io, come consumatore, aspetto con ansia la guida autonoma per tutti quei spostamenti in cui possa essere esonerato dalla guida per scelta o necessità. Ecco, questo salto tecnologico è molto più semplice farlo sulle BEV e quando ci sarà avremo una platea di utenti che non potendo guidare per limitazioni fisiche o vecchiaia guarderà con interesse a questa tipologia d’auto, solo per avere più libertà di movimento.
Concludo, immagina i grandi viaggiatori come i rappresentanti come sarebbero agevolati nel loro lavoro se avessero la guida autonoma. La loro auto si potrebbe trasformare in un ufficio su 4 ruote. L’auto ti porta al tuo prossimo appuntamento mentre si svolgono le rogne burocratiche o si fanno telefonate di lavoro in piena sicurezza.
Perchè siamo ultimi è saputo e risaputo da alcuni decenni.
La soluzione non compete a me e forse nemmeno a te ed è stata annunciata ad urbi et orbi da quel boscevica di Draghi non più tardi di un anno fa.
A esser sinceri se mi sedessj su una BEV più chevproiettato verso una nuova tecnologia futuristica sare prouettato verso una colonnkna DC dove attendere 30 mjnutj per il famoso 20- 80% a 55 – 60 cent al kwh, mentre se salgo sulla MG full hybrid di mia moglie con 2 mknuti ricarico oltre 700 km, spendo la stessa cifra della ricarica DC, o qyadi tutti inplus dell’elettrica (in elettrico fino a 90 km/h ovvero l’80 – 90% dei miei spostamenti) ad un costo di 23000 euro (meno di una grande panda o una BYD surf, quella con la batteria un po più seria) secondo te cosa avrej dovuto scegliere?
Il bolscevico di Draghi? Ah si ora ricordo era quello che suggeriva di spegnere j condizionatori per vincere le guerre… ed è stato preso molto sul serio a riguardo …
Siamo anche quelli, dopo il Lussemburgo, con il maggior numero di auto per abitante. Vorrà pur dire qualcosa, e non certo che siamo i più poveri..
Vorrei fare un ragionamento un po’ estremo ma logico: se per il governo e l’associazione dei costruttori l’importante è la neutralità tecnologica, dovrebbero tirare le conclusioni e incentivare a mani basse il diesel che sta per scomparire (vendite in Europa ormai sotto al 7%). Devono sostenere a tutti i costi le vendite diesel con incentivi pesanti (tipo 10.000€) altrimenti perderemo quel valore fondamentale della neutralità tecnologica. Vi aspetto !
provo a seguirti con ragionamenti misti:
il diesel ha ormai pochissima offerta (basta cercare i modelli in vendita), con modelli spesso fuori portata per il popolino. in più si obbliga fiscalmente le aziende ad evitarli.
stessa cosa per le benzina “pure”, ormai inesistenti in concessionaria: ora le case producono mild hybrid, hybrid, full hybrid e plug-in. il “sorpasso” elettrico è dovuto a questo. infatti, in tutto il mondo cina compresa, sono le ibride che hanno la maggior percentuale di venduto/circolante nuovo..
La neutralità tecnologica è il principio secondo cui le politiche pubbliche e le normative non devono favorire una tecnologia specifica, ma lasciare al mercato la scelta delle soluzioni più efficienti per raggiungere un obiettivo, come la riduzione delle emissioni. Questo approccio promuove un mix di soluzioni (elettrico, idrogeno, biocarburanti) piuttosto che un’unica opzione, per garantire competitività, innovazione e sostenibilità.
non è stato insegnato proprio qui (specie nei commenti) che l’UE non obbliga all’elettrico? i primi a scrivere “neutralità tecnologica” sono stati proprio quelli della commissione.. qual’è il senso in cui, gli stessi che dicevano che non esiste obbligo, ora denigrano chi parla di N.T.? 🤷♂️
Se l’obiettivo è eliminare le emissioni inquinanti allo scarico, si sostengono e incentivano solo le tecnologie che lo fanno. Quelle che emettono le si disincentiva progressivamente. Come vede non menziono l’elettrico perché anche io sono per la neutralità tecnologica. Delle tecnologie che non inquinano.
Piccola osservazione. Obiettivo: zero emissioni di CO2. Se si vuole essere puntigliosi le auto ibride che usano carburanti fossili non potranno mai arrivare a zero emissioni. Quindi, sono da abbandonare. Passiamo agli idrocarburi non fossili. Ecco, ad essere puntigliosi questi ultimi bruciandoli emettono CO2 e altre sostanze inquinanti e dannose per la salute come i NOx e idrocarburi incombusti. Passi lo stratagemma contabile del pareggio delle emissioni tra produzione e consumo. Rimane il problema della neutralità tecnologica a parità di costi e risorse necessarie per raggiungerla. Ecco, da questo punto di vista le BEV raggiungono l’obiettivo richiedendo molto ma molto meno come risorse. Basta cercare le interviste o studi rilasciati da tanti esperti. Resta il fatto che l’Anfia e il nostro ministro con il cavallo di Troia della neutralità tecnologica stanno mettendo in discussione l’obiettivo primario. Ovvero, l’abbandono dei combustibili fossili! Non a caso il ministro parla di innalzare le soglie di emissioni anche dopo il 2035..
Bob, a essere puntigliosi per azzerare la CO2 allora dovremmo sostituire tutti i riscandamenti a gas e chiudere le centrali elettriche alimentate pure a gas o peggio a carbone, col solo problema che poi dovremmo dimezzare i consumi elettrici (compresi quelli delle BEV non alimentate dal fotovoltaico) traformanto tutto a energie rinnovabili (giove pluvio permettendo dato che in Italia buona parte delle rinnovabili dipendono dall’idroelettrico) …. ti sembra una cosa fattibile nel giro di pochi anni?
Viste le richieste del Anfia, allora penso che ai cinesi debbano essere levati tutti i vincoli (dazi extra e le future quote e prezzi minimi) che impediscono di vendere le BEV a prezzi equivalenti alle termiche.
Sarebbe giusto per dare ai consumatori finali la decisione finale su cosa comprare a parità di costo d’acquisto.
BarvonBob ..ma con la clausola che devono fare le fabbriche in Europa (ed in Italia!) con componentistica europea..
Mi dispiace perdere certi “orgogli nazionali” (che per altro stanno portando il residuo lavoro in Africa, Turchia ed America) ma davanti al tradimento Stellantis ormai non ci rimane che dR in Italia (a montare auto cinesi).
Applicheremo i dazi alle auto stellantis prodotte fuori dall’europa?
Le case auto europee hanno delocalizzato dagli anni 80, ben prima che la Cine aprisse le sue zone economiche speciali nelle quali gli investitoti capitalisti esteri potevano espandersi (offrendo un know-how che in Cina manco se lo sognavano e che hanno saputo usare molto bene), e nessuno ha mai detto niente quando spostavamo in Cina la produzione prima di elettrodomestici, poi di elettronica di consumo, poi degli smartphone e dei PC, nessuno diceva niente, le aziende che provavano a dire “il nostro concorrente qua vicino produce in Cina a metà prezzo di noi” venivano ignorate. Il risultato è che la Cina, a forza di ricevere tecnologie occidentali, ha appreso le tecnologie e da 30 anni produce quei beni a prezzi molto inferiori. Ma finché si trattava di lavatrici, aspirapolvere e mille altre cose andava bene. Chissene. Ma adesso, che a subire quel contraccolpo sono le case automobilistiche, e queste, ecco che è un problema. Tutte le altre industrie ce le siamo bruciate in buona parte, e nessuno ha detto niente (lo hanno detto eccome, me nessuno li ha ascoltati), ma le case auto? SCANDALO! Come se la ceramica non valesse niente, come se la siderurgia non valesse niente, come se l’elettrotecnica non valesse niente, no, zero di zero, se ne sono completamente fregati. Ma solo ADESSO, adesso che è l’industria dell’auto europea a trovarsi a fronteggiare il mostro che lei stessa ha creato delocalizzando tutto il possibile, solo adesso questi chiedono lo stop alla concorrenza cinese. Gli struzzi che piantano la testa nella sabbia sono più credibili di questa industria dell’auto europea che continuava a macinare utili vendendo sempre meno auto sempre più costose fatte sempre più in paesi a basso reddito. PS dove la fanno la Grande Panda, a Mirafiori? No, Serbia. Dove la fanno la Topolino, a Melfi? No, Marocco. Baciamoci i gomiti che la 500E la fanno ancora a Mirafiori, davvero…