Tavolo Automotive in ordine sparso: accelerare o frenare l’elettrico?

Tavolo Automotive in ordine sparso: il solito confronto al Ministero delle Imprese si è risolto con richieste diametralmente opposte. Tanto poi è la UE che decide…

Tavolo automotive
Fabio Pressi di Motus-e.

Tavolo Automotive, Motus-e: accelerare sull’elettrico e taglio al costo della ricarica

Chi chiede di accelerare è ovviamente Motus-e:  “Gli altri grandi Paesi europei, come Francia, Germania e Spagna, hanno già attivato nuovi incentivi per le auto elettrificate a valle della presentazione del Pacchetto Auto della Commissione ”, ha spiegato il presidente Fabio Pressi. Sottolineando che anche in Italia “occorre una pianificazione strategica dei supporti alla domanda, che non devono distorcere il mercato. Ma sostenerlo e accompagnarlo gradualmente verso l’elettrico. Accanto ai bonus per i privati, è indispensabile una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali.  Posto l’accento anche sul nodo dei costi energetici in relazione alla ricarica elettrica. Pressi ricorda che “gli operatori della ricarica pubblica italiani pagano l’elettricità molto di più di quanto avvenga in altri grandi Paesi europei. Con riflessi inevitabili sugli utenti finali. Su questo punto sarà determinante il contributo del regolatore. Anche perché, come non tutti sanno, sulla ricarica in Italia gravano già oggi oneri fiscali e parafiscali persino superiori rispetto ai carburanti tradizionali”.

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L’intervento di Roberto Vavassori (Anfia).

Ma l’Anfia non ci sente e insiste sulla neutralità tecnologica

Di tutt’altro tenore le richieste del presidente dell’Anfia, l’Associazione dei componentisti auto, Roberto Vavassori. Che sposa in pieno la linea ribadita due giorni fa dal minstro Adolfo Urso, che ha guidato l’incontro. Quindi: 1) Neutralità tecnologica da subito con introduzione di un carbon correction factor (CCF) e non come compensazione. 2) Target 2030: -55% per auto e -30% per Veicoli commerciali leggeri (VCL). Target 2035 -75% per Auto e VCL. 3) Possibilità di rinegoziare i target della deroga in corso e di negoziare target alternativi anche dopo il 2035. 4) Ibride plug-in (PHEV): sospendere l’entrata in vigore dell’inseverimento dell’Utility factor previsto dal regolamento Euro 6°-bis FCM del 2027 o flessibilità sulle multe 5) estendere a 5 anni il “banking&borrowing” dei crediti CO2 (2025-2029 e 2030-2034) 6) Evitare quote obbligatorie e rendere gli obiettivi strettamente collegati allo sviluppo delle infrastruttureo. 7) Prevedere non solo acquisto, ma anche leasing e noleggio. 8) Abbassare Target per l’Italia ed eliminare la quota obbligatoria di ZEV.

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Visualizza commenti (20)
  1. la filiera delle carrozze a cavallo dice che se danno incentivi alle auto termiche, devono darle anche alle carrozze, e accise ridotte sul fieno

  2. Neutralità tecnologica: se non fai almeno il 40 % di rendimento certificato dal pozzo alle ruote non puoi immettere il prodotto sul mercato. Una regola semplice, fine delle arrampicate sugli specchi da chi vuole vendere tecnologie obsolete senza fare investimenti.

  3. Neutralità vuol dire terreno neutro, base comune dove in piena scelta libera decido cosa acquistare per me, per il mio utilizzo.
    Senza forzature, senza obblighi, senza costi occulti, senza tasse aggiuntive e balzelli vari.
    Ottimo troppo bello allora significa che si azzerano tutti i dazi le spese di immatricolazione si acquistano le targhe come in Svizzera si assicura una targa che si può installare su qualsiasi auto e moto ( (due formati) tanto chi guida non’è sempre uno ? Le auto si acquistano come se fossero beni qualsiasi, fine dei passaggi di proprietà e vediamo il mercato dove va pur sempre agevolando un unico obiettivo, l’azzeramento dei combustibili fossili.

  4. Pazientate è l’ultimo canto del gallo su un pollaio dove le galline non fanno più uova.
    Devono trovare un pollaio nuovo sostituire il gallo con uno più innovativo e che faccia produrre uova più buone con galline più curate, libere e cibo bio.
    Invece vogliono mantenere le stesse galline esauste piene di antibiotici e con il pollaio fatiscente, con il gallo che ha perso la voce.

  5. Piuttosto che comprare un obbrobrio elettrico di prezzo spropositato mi prendo un ferrovecchio. S’aspettano a far auto elettriche dal prezzo e contenuto competitivo nemmeno è meglio sta neutralità che da nessuna parte ci porterà e che il prezzo doppio pagare ci farà

    1. Ripeto. Se levassero i super dazi alle elettriche cinesi, evitassero di introdurre le quote e i prezzi minimi, non servirebbero nemmeno gli incentivi alle BEV.
      Chi vorrà una BEV a prezzo accettabile prenderà le cinesi. Le case europee sarebbero costrette a proporre prodotti concorrenziali.
      Rimane il fatto che neutralità tecnologica non significa continuare a produrre motori termici alimentati da idrocarburi fossili. Il punto è trovare alternative al petrolio. Detta così, secondo te e chi promuove la neutralità tecnologica cos’è che abbiamo per muoverci senza usare il petrolio?
      Qui il ministro e l’Anfia con questa proposta stanno mettendo in discussione l’abbandono del petrolio camuffandola in neutralità tecnologica.

      1. Le Case europee preferiscono esprimere riconoscenza ai finti teorici decisori che fare prodotti concorrenziali.

  6. Chiederei ai lettori ed alla Redazione di integrare l’articolo con commenti che spieghino meglio le richieste del presidente dell’ANFIA, che riportate così sembrano una supercazzola del Conte Mascetti.

  7. Luca Marcuzzi

    Ricapitolando: siamo tra gli ultimi e stiamo ancora discutendo se accelerare o rallentare. Che cosa ha in mente il signor Roberto Vavassori? Dobbiamo farci doppiare, così almeno riusciamo a vedere gli altri passare?

    1. Vuoi vedere che secondo questi “lorsignori” se siamo fra gli ultimi significa che non abbiamo ancora frenato abbastanza?

      1. Antonio gobbo

        Forse anche capire perchè siamo fra gli ultimi, senza tirare jn ballo la foglia di fico dell’ignoranza italica e magari cercare di risolvere il problemi che ci fanno stare in quesra posizione, sarebbe un’idea così bislacca?
        PS ricordiamoci che siamo fra quelli che hanno il parco circolante più vetusto e non certo perchè gli italiani amino il vintage….. questo vorrà pur dire qualcosa no?

        1. Antonio, in Italia i motivi per l’esistenza del parco auto vetusto ha diverse ragioni. C’è chi ha un reddito basso e può permettersi solo piccole auto o usate. C’è chi ha auto nuove come benefit. Nel mezzo c’è una bella fetta di persone che pur potendo, non acquista auto nuove così spesso perché non vede la necessità di farlo. Per finire in molti preferisco avere auto vetuste da poter parcheggiare senza pensieri anche in caso di danneggiamento o furto. Tanto poi al massimo le si lasciano danneggiate o le si sostituiscono con una uguale che costa poco.
          Poi c’è una ragione che coinvolge anche me. Tra un’auto di inizio 2000-2010 e una basica di oggi non c’è poi così tanta innovazione o comodità in più da invogliare a comprare un’auto termica nuova (detto in poche parole tra una punto e una grande panda termica è cambiato poco).
          Cosa che però cambia se ci si siede a bordo di molte BEV, dove ci si ritrova proiettati in qualcosa di molto diverso e che se provato fa venir voglia di cambiare auto a meno di essere un tradizionalista.
          Tra parentesi, io, come consumatore, aspetto con ansia la guida autonoma per tutti quei spostamenti in cui possa essere esonerato dalla guida per scelta o necessità. Ecco, questo salto tecnologico è molto più semplice farlo sulle BEV e quando ci sarà avremo una platea di utenti che non potendo guidare per limitazioni fisiche o vecchiaia guarderà con interesse a questa tipologia d’auto, solo per avere più libertà di movimento.
          Concludo, immagina i grandi viaggiatori come i rappresentanti come sarebbero agevolati nel loro lavoro se avessero la guida autonoma. La loro auto si potrebbe trasformare in un ufficio su 4 ruote. L’auto ti porta al tuo prossimo appuntamento mentre si svolgono le rogne burocratiche o si fanno telefonate di lavoro in piena sicurezza.

        2. Perchè siamo ultimi è saputo e risaputo da alcuni decenni.
          La soluzione non compete a me e forse nemmeno a te ed è stata annunciata ad urbi et orbi da quel boscevica di Draghi non più tardi di un anno fa.

  8. Vorrei fare un ragionamento un po’ estremo ma logico: se per il governo e l’associazione dei costruttori l’importante è la neutralità tecnologica, dovrebbero tirare le conclusioni e incentivare a mani basse il diesel che sta per scomparire (vendite in Europa ormai sotto al 7%). Devono sostenere a tutti i costi le vendite diesel con incentivi pesanti (tipo 10.000€) altrimenti perderemo quel valore fondamentale della neutralità tecnologica. Vi aspetto !

    1. provo a seguirti con ragionamenti misti:
      il diesel ha ormai pochissima offerta (basta cercare i modelli in vendita), con modelli spesso fuori portata per il popolino. in più si obbliga fiscalmente le aziende ad evitarli.
      stessa cosa per le benzina “pure”, ormai inesistenti in concessionaria: ora le case producono mild hybrid, hybrid, full hybrid e plug-in. il “sorpasso” elettrico è dovuto a questo. infatti, in tutto il mondo cina compresa, sono le ibride che hanno la maggior percentuale di venduto/circolante nuovo..

      La neutralità tecnologica è il principio secondo cui le politiche pubbliche e le normative non devono favorire una tecnologia specifica, ma lasciare al mercato la scelta delle soluzioni più efficienti per raggiungere un obiettivo, come la riduzione delle emissioni. Questo approccio promuove un mix di soluzioni (elettrico, idrogeno, biocarburanti) piuttosto che un’unica opzione, per garantire competitività, innovazione e sostenibilità.
      non è stato insegnato proprio qui (specie nei commenti) che l’UE non obbliga all’elettrico? i primi a scrivere “neutralità tecnologica” sono stati proprio quelli della commissione.. qual’è il senso in cui, gli stessi che dicevano che non esiste obbligo, ora denigrano chi parla di N.T.? 🤷‍♂️

      1. Se l’obiettivo è eliminare le emissioni inquinanti allo scarico, si sostengono e incentivano solo le tecnologie che lo fanno. Quelle che emettono le si disincentiva progressivamente. Come vede non menziono l’elettrico perché anche io sono per la neutralità tecnologica. Delle tecnologie che non inquinano.

      2. Piccola osservazione. Obiettivo: zero emissioni di CO2. Se si vuole essere puntigliosi le auto ibride che usano carburanti fossili non potranno mai arrivare a zero emissioni. Quindi, sono da abbandonare. Passiamo agli idrocarburi non fossili. Ecco, ad essere puntigliosi questi ultimi bruciandoli emettono CO2 e altre sostanze inquinanti e dannose per la salute come i NOx e idrocarburi incombusti. Passi lo stratagemma contabile del pareggio delle emissioni tra produzione e consumo. Rimane il problema della neutralità tecnologica a parità di costi e risorse necessarie per raggiungerla. Ecco, da questo punto di vista le BEV raggiungono l’obiettivo richiedendo molto ma molto meno come risorse. Basta cercare le interviste o studi rilasciati da tanti esperti. Resta il fatto che l’Anfia e il nostro ministro con il cavallo di Troia della neutralità tecnologica stanno mettendo in discussione l’obiettivo primario. Ovvero, l’abbandono dei combustibili fossili! Non a caso il ministro parla di innalzare le soglie di emissioni anche dopo il 2035..

  9. Viste le richieste del Anfia, allora penso che ai cinesi debbano essere levati tutti i vincoli (dazi extra e le future quote e prezzi minimi) che impediscono di vendere le BEV a prezzi equivalenti alle termiche.
    Sarebbe giusto per dare ai consumatori finali la decisione finale su cosa comprare a parità di costo d’acquisto.

    1. BarvonBob ..ma con la clausola che devono fare le fabbriche in Europa (ed in Italia!) con componentistica europea..
      Mi dispiace perdere certi “orgogli nazionali” (che per altro stanno portando il residuo lavoro in Africa, Turchia ed America) ma davanti al tradimento Stellantis ormai non ci rimane che dR in Italia (a montare auto cinesi).

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