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Targa per e-bike e monopattini? Genova vota sì

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Targa per e-bike e monopattini. Ma anche casco e assicurazione obbligatori. Il consiglio comunale di Genova vota una mozione

Targa per e-bike e monopattini, la vuole obbligatoria il consiglio comunale di Genova. E anche casco in testa e assicurazione obbligatoria per tutti i mezzi della micromobilità. La mozione invita il sindaco e la giunta ad attivarsi attraverso l’Anci per cambiare le normative nazionali. E prevedere l’obbligatorietà del casco e l’incentivo alla stipula di coperture assicurative per chi si muova sulle strade con i mezzi compresi nella categoria della mobilità dolce.

Targa per e-bike e monopattini: lo chiede un taxista

A presentare tale proposta è Carmelo Cassibba, consigliere di maggioranza della lista Vince Genova e tassista. Qualcuno potrebbe leggere anche un conflitto di interessi in questa volontà di Cassibba.

I casi di infrazioni gravi del codice stradale sono in aumento

Resta il fatto però che la proposta sia stata approvata con 25 voti a favore e 13 astenuti. Tra i gruppi politici a favore si registrano Chiamami Genova, Italia Viva, Fratelli d’Italia, Vince Genova, Lega Salvini Premier, e Cambiamo. Gli astenuti sono stati Lista Crivello, PD, M5S e Ubaldo Santi (Gruppo Misto). In particolare il consigliere di Fratelli d’Italia Alberto Campanella ha proposto un ordine del giorno per l’introduzione della targa per ogni sorta di veicolo.

La mozione inoltre invita il sindaco e la giunta ad attivarsi anche per definire incentivi per coperture assicurative. Ma la questione è dibattuta da tempo.

Le decisioni si prendono a livello statale

Ma le decisioni vanno prese a livello nazionale. Infatti il Comune non ha potere sulle leggi nazionali. Il voto del consiglio è una dichiarazione di intenti, ed ora l’esecutivo locale dovrà attivarsi con l’ANCI per richiedere un cambiamento delle normative nazionali.

Ad oggi in e-bike si va senza casco obbligatorio

Alcuni consiglieri sia dell’opposizione sia della maggioranza hanno espresso perplessità per l’eventuale obbligo di una forma di assicurazione sia perché costituirebbe una spesa aggiuntiva per il cittadino. Gli argomenti in oggetto saranno presto affrontati in una commissione consiliare alla quale saranno invitate anche le associazioni.

A tal proposito è arrivato già il no della Fiab. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha spiegato le ragioni della propria contrarietà scrivendo una lettera aperta ai consiglieri comunali genovesi.

Risponde la Fiab

«Ci sono diversi studi e i dati dimostrano che la salute di chi si muove con la bicicletta per strada non è salvaguardata dal casco». Sottolinea Fiab. «L’obbligo del casco però scoraggia l’uso urbano della bici e quindi provoca una diminuzione dei ciclisti per strada. In nessun paese ad “alta ciclabilità” il caso bici è obbligatorio, ma la sicurezza si raggiunge con l’abbassamento della velocità dei veicoli e relativi controlli».

Fiab incentiva l’uso della mobilità alternativa

Inoltre la federazione ambiente e bici parla di «safety in numbers, ovvero più persone si muovono in bici e più sono visibili, generando maggiore attenzione da parte degli altri utenti della strada».

Targa per e-bike  e monopattini? Confusione

«Si è parlato poi anche di targa per i monopattini – conclude Fiab – e magari qualcuno nella confusione ha pensato anche per le bici. Questo ci fa sorridere. Più in generale apprezziamo questa attenzione del Consiglio Comunale verso la sicurezza di chi sta in strada ma pensiamo vada indirizzata nella direzione giusta. Diamo due numeri: nel 2019 sulle strade del Comune di Genova ci sono stati 3.740 incidenti, con 4.500 feriti e 18 morti, di questi 606 hanno riguardato investimenti di pedoni che hanno causato 726 feriti e 8 morti, nemmeno uno di questi è stato investito da una bici».

11 COMMENTI

  1. Prevedo un triste tramonto per la micro mobilità elettrica…
    Un settore in forte crescita ma tanto delicata e vulnerabile dagli Hater politici e cittadini.

    • Francamente non capisco l’utilità dell’elettrificazione tra ebike e monopattini tanto meno gli incentivi ad essi dedicati…. Voglio dire, almeno l’auto e lo scooter/moto elettrico sostituiscono il corrispettivo endotermico per l’abbattimento dei CO2 prodotti dai secondi (questo dovrebbe essere la finalità) ma il monopattino e l’ebike che sostituisco? Ci si vuole abbattere la produzione dei CO2 prodotti direttamente dall’uomo abbassando il suo ritmo cardiaco facendolo camminare a star fermo oppure facendo far finta di pedalare?
      Soldi del contribuente italiano buttati oltre che altre batterie vda far caricare con il conseguente aumento della richiesta energetica il che significa più CO2 prodotto dall’italia.
      Tra l’altro era palesamente prevedibile che un boom di tali mezzi potessero creare problemi al pari dei problemi creati dai ciclomotori fino agli anni 80 visto che in quei anni con il ciclomotore (il ciao, Si, vespa tanto per citarne qualcuno) non c’era il casco, la patente, la targa e l’assicurazione….

      • caro Giuseppe, grazie per la tua riflessione. Credo che la produzione di e-bike e monopattini elettrici risponda alle esigenze di un grande numero di persone nel mondo occidentale. Tenendo da parte la questione tempo libero e divertimento, che pure ha un suo valore in una società evoluta. Però questo tipo di mezzi aiuta davvero a decongestionare il traffico in un Paese come il nostro in cui anche per brevi spostamenti si appoggia il sedere in auto, non possiamo fare finta di non vederlo. Inoltre l’Italia, come altri, vive un invecchiamento della popolazione piuttosto evidente e tali mezzi possono aiutare anche in questo senso. Parliamo di bici o monopattini che hanno limitazioni di velocità imposte per legge e che rispondono a regole della strada e dei vari comuni. Se poi chi li utilizza va al di fuori della legge, la risposta non può essere eliminarli per tutti. Magari si arriverà a targarli come successo con i ciclomotori, ma non diciamo che sono uguali. Io stesso ho avuto dal 1996 un cinquantino e non lo paragonerei a una bici elettrica nemmeno oggi

        • 1996? Oddio, bisogna andare 10/13 anni più indietro!
          Quando l’unico vero scooter era la vespa…
          Nessun casco obbligatorio, niente specchietti, niente patente con ragazzini messi in strada senza nessuno studio della segnaletica e sul comportamento da tenere a stare in mezzo ad una strada , niente targhe e niente assicurazioni.
          È chiaro che non si possono far paragoni per autonomie, velocità ecc, ma per pericolosità siamo messi peggio visto che già la bici la reputo più pericolosa del ciclomotore visto che possono andare ovunque senza seguire neanche le regole del buonsenso nell’andare sulla dx in fila Indiana quando si è tra ciclisti…

          • Io ho compiuto 14 anni in quell’anno e parlo solo di cose che so. Portavo il casco anche quando i 18 compiuti mi avrebbero permesso di non farlo. Le leggi e le regole ci sono, non si può stare con il fucile spianato è ovvio. Ma non si può nemmeno fermare un processo inevitabile per colpa di chi si comporta male. Ti faccio presente che in ogni caso non c’è niente di più pericoloso delle auto, lo dicono i dati eh. Non per questo è allo studio il divieto di usarle.

      • Una e-bike o un monopattino toglie dalla strada un’auto. Meno inquinamento e meno ingombro. Ci aveva pensato? Non credo, come al solito. Lei ha l’abitudine di muovere le dita sulla tastiera prima dei neuroni nel cervello.

  2. @massimo degli espositi
    @gianluca ciucci
    Capisco situazioni ed esigenze all’estero, ma in Italia l’ebike può sostituire solo la bici classica di chi già va in bici visto che in parecchie zone d’Italia la bici è un culto, è una passione, è un modo di vivere per chi ha l’usanza di usarla nella vita di tutti i giorni e non solo per sport.
    Convertire un automobilista, un motociclista è impossibile soprattutto in inverno, quando piove o se và a lavoro proveniente da lontano.
    Tutt’al più l’ebike piegabile e il monopattino vengono caricate in auto che vien parcheggiata nei pressi del centro e con essi si vanno ad usare le zone pedonali invece di far quattro passi a piedi….ed è proprio questo il punto del discorso : il sostituire l’andare a piedi con il monopattino e non il sostituire l’andare con l’auto.

    • Non credo che sia impossibile, perché all’estero si può fare e qui no? Le giornate di pioggia non sono poi così tante, usare una bici tradizionale per una decina di km per molti potrebbe essere troppo, con una e-bike invece è fattibile.

      • Questione di mentalità che qui non abbiamo… cosi come quando si dice che in Italia le cose non funzionano rispetto all’estero :è stato così, è così e sarà così.
        Finanche le nostre città non si adattano :non abbiamo strade sufficientemente larghe per diversificare i veicoli ed è già un miracolo individuare qualcuna in cui ci possa inserire una pista ciclabile se non un arteria principale e per il resto?

  3. Sì ma non si può rimanere agli anni ’80 per sempre, o ci evolviamo o tutto andrà al collasso.

    (Chissà come percepivano gli antichi romani il collasso dell’impero, visto da dentro.)

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