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Taranto e Trieste, l’Italia vuole la Gigafactory Tesla

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Taranto e Trieste, l’Italia vuole la Gigafactory Tesla. Nel capoluogo giuliano già raccolte 8 mila firme, mentre per la città pugliese l’idea è riconvertire l’Ilva.

Taranto: l’idea è di riconvertire Ilva e Petrolchimico

Da qualche tempo il Club Tesla Owners Italia accarezza l’idea di portare una Gigafactory in Puglia, riconvertendo due cattedrali del passato come l’Ilva e il Petrolchimico. Il progetto, già presentato a Elon Musk, verrà rilanciato il 5-6 giugno in occasione di una “Adunata Nazionale” che il Club organizza  in occasione della SailGp sponsorizzata da Tesla. Si tratta di una tappa del Campionato internazionale dei catamarani plananti.

Taranto E oltre alle solite ludiche e di networking dei raduni, nel raduno di Taranto si parlerà appunto dell’idea di sostituire gli altiforni, sempre più in crisi, con le presse di una Gigafactory: “Una speranza, una “scossa” ed anche se non fosse realizzabile, pensiamo possa smuovere qualcosa“, scrive su Linkedin il vice-presidente del Club, Daniele Invernizzi.

Trieste raccoglie firme e punta già a quota 10 mila

Taranto
Il promotore, Marin Krosi.

E veniamo al capoluogo giuliano. Ci occupammo già a ottobre 2019 della petizione online lanciata da Marin Krosi, fondatore di ShargeMe, un piattaforma di ricarica Vehicle-to-vehicle (V2V). Obiettivo, appunto, convincere Elon Musk ad aprire in zona una delle fabbriche europee che Tesla vorrebbe costruire, dopo la GigaBerlin. Un progetto che Marin ha tutt’altro che accantonato: “La nostra Petizione ha oggi raggiunto più di 8.200 firme e siamo ad un passo dal superare i 10 mila firmatari. Diventando in questo modo la Petizione più firmata in Europa (e forse nel mondo) per attrarre una delle GigaFactory di Tesla nel proprio territorio“, ci ha scritto. Chi vuol dare una mano spingendo la petizione oltre quota 10 mila può firmare collegandosi a questo link.


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15 COMMENTI

  1. Gli investitori non vengono causa burocrazia e lungaggini a 360 gradi. Ia politica è incapace? Ce li mettiamo li noi , quindi facciamo mea culpa. Tesla al posto dell’ Ilva? Sinceramente meglio produrre l’acciaio che andare a comprarlo

  2. dopo trent’anni di laureati in scienze politiche , scienze della comunicazione , psicologia
    e il ventennio precedente , pieno di ..
    “medici della mutua” ..

    di ingegneri ne trovano pochi , forse , un po di periti deperiti degli anni 80 …

    • Esatto!
      A questo aggiungerei che per ottenere una risposta positiva di Tesla, occorre una APPETIBILITA’ PAESE. Domanda: siamo certi di possederla noi itagliani? Oppure un investitore così intelligente e visionario, andrà a fabbricare auto elettriche in ogni parte del mondo, TRANNE CHE IN ITAGLIA?
      La vera Italia, quella del “miracolo economico”, era assolutamente appetibile per ogni investitore. dopo il tanto celebrato 68 (sessantotto), quasi tutti gli stranieri ci scansano.

      • Lei, magari, è di quelli che si lamentano perchè i gioielli italiano vengono “svenduti” agli stranieri.

        • è un fatto , che la cultura tecnica in questo paese
          è stata “poco di moda” negli ultimi decenni

          a Roma ,oggi,ci sono più avvocati che in tutta la Francia
          la “tiburtina valley” , oramai è storia come Ivrea
          c’è stata solo una “boccata d’ossigeno” negli ultimi anni con massimo banzi e i makers
          con l’indifferenza della politica
          non è “strutturale” non è entrato nelle scuole come in inghilterra e in altri paesi avanzati

          • In Italia ci sono anche più Pmi e partite Iva che in Francia e Germania messe assieme. E tutti continuano a dire che le piccole aziende sono la forza del made in Italy. Non sarà la palla al piede, come e più degli avvocati?

          • Certamente caro Massimo, che mi brucia da matti la vendita di Magneti Marelli, del brevetto Common Rail, della Parmalat, ecc. ecc.
            Ci manca l’Orgoglio Paese. Ci manca una classe politica appena appena decente. Capace di gestire l’ordinario senza fare danni enormi, come invece accade quotidianamente. VEDI ILVA, ad es.
            Quando un Paese possiede enormi capacità ed eccellenze, e lei ne conosce i nomi meglio di me, è peccato mortale sciupare tutti questi TALENTI.
            Guardi grazie ad una politica idiota ed assistenzialista, che fine hanno fatto i denari buttati in FIAT, nel corso di decenni e decenni.
            Nascosti in Svizzera migliaia di miliardi, trasferita la realtà legale e fiscale in Olanda ed Inghilterra. Ridotta l’occupazione al lumicino in Italia, dove FCA non paga un euro di tasse. Le paiono soluzioni e
            scelte accettabili ed intelligenti?
            Sull’elettrico FCA poi, meglio stendere un velo pietoso.
            Le società internazionali, che vogliono investire in un sistema-paese, pretendono condizioni che l’Italia oggi non può garantire e si rivolgono altrove. E non è solo una questione di bassi costi: pensi solo se una azienda debba rivolgersi ad un tribunale, per dirimere una questione. Che cosa succede in Italia ed in USA o Germania?
            Che Dio ci aiuti.

          • Le lungaggini di un contenzioso in tribunale sono la cosa che più spaventa gli investitori stranieri in assoluto, per tutto il resto non saremmo così fuori dal mondo.

          • Non mi piace lo stereotipo di italiani buoni e geniali, e politici incapaci e ladri. Preferisco pensare che siano le due facce di una stessa medaglia: abbiamo talento, capacità, qualità, ma non siamo capaci di lavorare in squadra. Di qui le furberie, l’inefficienza, il nanismo delle imprese, la continua rissa politica. Comunque, non può dire contemporaneamente che gli stranieri non investono in Italia, poi lamentarsi se le aziende italiane vengono comprate da gruppi stranieri. Sono investimenti anche quelli, no?

  3. Non sarebbe stato meglio fare una petizione per OBBLIGARE i nostri amati governanti a valutare la cosa e: 1) Dare una risposta motivata in caso si dedida di non fare una proposta a Tesla o 2) Fare una proposta a tesla.

    Mi chiedo che senso abbia mandare la petizione direttamente a Tesla. Questa iniziativa e’ lodevole, ma lascia un po’ il tempo che trova…

  4. Si, il problema è che, come sempre, in Italia ci svegliamo tardi. Credo che, con massimo rispetto per i cittadini, spetti alle istituzioni fare questo tipo di trattative…

    • È vero, queste iniziative dal basso sono lodevoli, ma non dimentichiamo che per ottenere che Tesla costruisse la GigaFactory vicino a Berlino si sono messi sin dall’inizio sia il governo tedesco sia il presidente del Lander del Brandeburgo. Con argomenti molto concreti, non con chiacchiere. Con il risultato di portare altri 10 mila posti di lavoro in un Paese che in Europa è forse quello che ha meno problemi di occupazione.

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