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Tagliando della 500e: perché non certificano la batteria?

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Tagliando della 500e: Fabio è preoccupato per l’autonomia della sua auto e chiede perché ad ogni controllo non si certifichi la salute delle batterie. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it
tagliando della 500e

Tagliando della 500e: “Sarebbe doveroso…”

“È da un annetto che vi leggo, da dopo l’ordine della mia prima elettrica, Fiat 500e Action. Ora leggo su vari gruppi e vari forum che i prezzi per lo stesso tagliando variano anche del triplo, ma ho notato una cosa che secondo me è la più importante. Al tagliando annuale o per chilometraggio non è prevista la certificazione dello stato di salute della batteria. Certificazione che, a mio modo di vedere, dovrebbe esser rilasciata in automatico, visto e considerato che la garanzia di essa è di norma 8 anni o 160.000km. Quindi doverosa per il cliente, che in assenza del certificato non ha nessun dato relativo ad essa. Chiedo a Voi se di può richiedere o se potete dare delucidazioni in merito”. Fabio Moretto.

tagliando della 500eImpensabile che in 8 anni perda il 30%, ma per verificare…

Risposta. In realtà nessuna norma obbliga i concessionari Fiat (o di altre marche) a certificare ad ogni tagliando lo stato delle batterie, con la capacità residua. La garanzia della 500 prevede la sostituzione se, nel periodo citato (8 anni o 160 mila km), si scende al di sotto del 70%. Per intenderci: la versione Action, con batteria 28 kWh, ha 190 km di autonomia omologata. Se si va al di sotto dei 137 km, si può chiedere la sostituzione. In realtà è un caso del tutto ipotetico: ovviamente i costruttori si cautelano, tenendo ampi margini. Ed è quasi impossibile che in 8 anni si perda il 30% di batteria. Quel che si può fare è tenere d’occhio l’indovinometro (il dato sull’autonomia registrato sul display). Verificando se, a tragitti e temperatura costanti, i consumi aumentano in modo anomalo. Se accade, un concessionario serio dovrebbe sottoporre l’auto al controllo della capacità residua e certificarlo. In caso contrario, si può fare da soli con una auto-diagnosi realizzata con dispositivi tipo Aviloo, da collegare alla porta OBD dell’auto.
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25 COMMENTI

  1. Non credo sia necessario fornire nessuna certificazione.Un report diagnostico e’ sufficiente.
    Sappiamo che se la batteria scende sotto un certo valore prestabilito, verrà segnalato all’utente con un codice guasto.
    Se questo valore resta nella tolleranza stabilita dal costruttore e rispetta le tempistiche della garanzia , nessuna sostituzione e’ dovuta.Viceversa il costruttore interviene in garanzia.
    Le varie applicazioni per la stima dello stato di salute non possono far nient’altro che leggere i dati diagnostici della BMS non potendo accedere fisicamente alla batteria per test approfonditi.
    Pagare per avere una certificazione che si basa su dati gia’ disponibili e’ assurdo.
    Comunque lode a chi si e’ inventato un business in tal senso.
    E’ comunque possibile chiedere una stampa del report diagnostico all’atto del esecuzione del tagliando di manutenzione.
    Credo che il timore piu’ grande sia di ritrovarsi con un pacco batterie da sostituire a garanzia scaduta.
    Una valutazione dello stato di salute della batteria puo’ essere necessaria ad un venditore di automobili, che all’atto della vendita di un usato elettrico, deve sapere cosa sta’ vendendo.
    Per redigere un contratto di vendita in cui sia stabilito il grado di usura della batteria, sollevandosi parzialmente dall’onere, di una sostituzione in garanzia a suo completo carico.
    Anche qui.Che valenza puo’ avere in sede di garanzia,un certificato redatto da un ente terzo che utilizza dati gia’ comunque disponibili?
    E’ un argomento interessante.
    C’e’ anche da dire che un utente smaliziato, visto che puo’ disporre di tali dati o “certificazioni” in maniera molto semplice, potrebbe usarli semplicemente per rivendere l’auto prima di essere costretto alla sostituzione della batteria.
    La miglior strategia e’ godersi l’auto, sapendo che mediamente per 8 anni , il costruttore interviene per un eventuale sostituzione, dopo tale data ogni anno aggiuntivo e’ tutto regalato.Comunque si tratta sempre di stime prudenziali.

    • Perché abbiamo visto molti certificati banfati ( dati farlocchi) vedi il dieselgate e altri, negli anni, quindi un certificato o un altra qualsiasi cosa che determina lo stato reale della batteria è solo un plus verso il cliente, a ma giustamente i contratti sono di tre anni e poi puoi decidere se restituirla ( e così che se ne frega ) e prenderne un altra, ma per chi l’ha presa per tenerla fino a quando sarà demolita il dato interessa, non per il valore della auto ma per la sua longevità, negli anni che fai i tagliandi vedi l’andamento del degrado e puoi farti una stima.

  2. Alla redazione ho visto un errore,Avere dichiarato una batteria da 28kwh in realtà la batteria è da 23kwh con un utile di 21 kwh.
    Se potete correggere.

  3. In realtà è possibile. Ci sono ricerche che dimostrano che una batteria al litio, mediamente, riduce del 10% la sua capacità dopo 600 cicli se non viene mai caricata in DC e del 20% se viene ricaricata in DC il 30% delle volte. E su un’autonomia teorica di 190 km, parliamo di 114000 km, dato irraggiungibile perché sappiamo bene che caricare ogni volta al 100% e arrivare allo 0% è deleterio per la batteria e anche perché i 190 km sono ipotetici.

    Ma ora arriva “il bello”. Secondo questo stesso studio, se si ricarica il 50% delle volte in DC invece la batteria perde il 25% già dopo 300 cicli, ovvero 57000 km teorici ovvero 30000 km reali. Ovviamente questi valori possono essere migliorati da sistemi di ricarica intelligente che limitano la velocità di ricarica in caso di ricorsi frequenti al DC (Tesla infatti fa così).

    Morale: ricaricare in DC il meno possibile, almeno finché non arriveranno batterie migliori.

    • I 190 non sono ipotetici visto che più volte sono arrivato oltre 💪
      Per test e per necessità, senza tante fisime visto che avevo ancora energia per una 15ins di km

      • Fabio vale il concetto di media. Calcolare 190 km di percorrenza per ogni ciclo di ricarica è certamente un dato solo teorico, nella realtà se ne percorrono meno ma non è questo il focus della ricerca: il focus è evitare come la peste le ricariche in DC e se se ne ha necessità allora limitare il ricorso alle ricariche DC al 30% e fare le altre ricariche in AC.

        • Si Enzo ma non è che ho fatto solo in test per verifica, mi è successo più volte ovviamente con PCC viaggio tranquillo so sempre cose c’è dentro la batteria, e far due calcoli per vedere se rientro a casa non costa nulla, così evito le colonnine o al massimo carico quello che mi serve per il rientro e ottimizzo la spesa.

          Altro dato che hai messo delle 600 ricariche prima di avere un 10% di perdita per me significa quasi 6 anni di utilizzo, ovviamente solo il tempo lo confermerà

  4. Per il contenuto io non sono preoccupato per autonomia, e neanche per il degrado perché usando PCC ( vedo ad ogni ricarica quanti kWh imbarco ) e con PKC posso in autonomia far le verifiche sullo stato della batteria, il mio voleva solo essere una condivisione considerando che l’indovinometro non da dati certi della reale autonomia km.

    Detto questo è per tutti coloro che non son pratici e perché ritengo corretto per il cliente.

  5. La domanda non è stupida affatto, se fosse possibile la richiederei almeno una volta all’anno, che dubito per loro valga qualcosa l’auto diagnosi, è l’unico modo per avere uno storico certificato da mettergli davanti in caso serva far intervenire la garanzia.
    Per assurdo dovrebbe essere non dico di legge, ma comune prassi,sarebbe da obbligare nella revisione. presumo che con i loro strumenti non serva farci km di controllo etc.
    Anche perché l’autonomia residua è l’ultima cosa da guardare, basta che dal non farla mai vai venti minuti in autostrada e l’autonomia è bella che scesa sotto il 70%, in anni di guida salvo essere veramente molto sensibili ti accorgi solo quando è calata parecchio emagari non pensarci finché sei uscito dalla garanzia, a meno che non stai risicato con l’autonomia giornaliera e dopo tot anni non torni più a casa, ma lo vedo un po’ troppo caso limite hehe

    • È proprio quello che intendevo io, considerando che poco fanno al tagliando mi sembra giusto condividere la mia opinione, cioè alla scadenza annuale o dei km prefissati, avere uno stato storico della bontà residua.

      Mi sa che più che fare la domanda a vaielettrico sarebbe stato da fare un sondaggio con relativa richiesta alla confconsumatori.

      • Hehe è probabile, forse creeranno la norma quando non avremo più batterie nelle auto ma una piccola barretta di uranio e non faremo più rifornimento 😂

        • Un reattore per ogni auto così avremmo autonomia per molti decenni, e quando arriviamo a casa o al lavoro trasferiamo l’ energia al edificio 🤣 poi in caso di incidenti non ci sarà nessun sopravissuto.

          • In realtà, e qua speculo su cose di cui se ne capisco metà è tanto, in caso di incidente non sarebbe chissà che problema, come è incapsulato per non emettere radiazioni resta incapsulato anche in caso di incidente, se proprio capita le quantità per ogni mezzo sarebbe talmente piccola da creare ben pochi problemi, avremmo tutti un contatore geiger e iodio nel portaoggetti 😂di sicuro non esploderebbe niente hehe il problema dell’invenzione della bomba atomica era proprio riuscire a farlo scoppiare

            Però pensa che figata sarebbe… Tutti indipendenti da Esso o Enel che sia… Ok torno a guardare fantascienza 😂

          • Xardus 12 Maggio 2022 at 20:20
            A parte che la mia voleva essere una battuta, io sono contrario al nucleare di fatti ai due referendum ho votato no al nucleare, e se ne fanno altri non cambio idea visto gli storici sia sulle centrali che sulle scorie che ancora non ha no trovato un posto fisso dove stoccare, e non aggiungo altro.

          • Si beh, diciamo che in un’ottica di una tecnologia così avanzata da poter creare sei mini reattori a bassissima potenza, dovrebbe essere già in grado di smaltire il tutto o meglio ancora usarlo per fare altre cose. Soprattutto per avere la disponibilità di materiale radioattivo adatto, credo che dovremmo avere una tecnologia spaziale mineraria, se non ricordo male sulla terra son presenti in quantità non così elevate

  6. Ritengo la risposta di vaielettrico un po’ superficiale, affidarsi all’indovinometro o ai consumi (che non cambiano se la batteria è degradata). Certo non c’è nulla che obblighi le case a rilasciare il certificato dello stato di salute al tagliando, viceversa però se un utente lo richiede immagino che siano costretti a farlo, nel beneficio del dubbio che quel 30% non sia stato raggiunto. Legittima la domanda di Fabio quindi, dato che ci viene certificato un valore che non è scritto da nessuna parte. Sappiamo tutti che gli utenti più smaliziati hanno sicuramente comprato un OBD e leggono il SoH con le ansie spesso anche inutili del caso, ma è pur sempre l’unico valore a cui aggrapparsi è che a mio avviso non è neanche quello corretto per la valutazione effettiva dello stato di salute. Questo perché quel valore è STIMATO dal BMS in condizioni di utilizzo NON STANDARD alla quale la batteria dovrebbe funzionare. Inoltre tale SoH è generato da un software che per quanto ne possiamo sapere può restituirci il valore a lui più congeniale, in base a come è stato programmato… Ci si può fidare? Questa ultima prova non è altro quello che fa PKC (che non è stato menzionato), mentre il test di aviloo si basa più sulla pratica. Aggiungo che anche il gruppo PSA in caso venga richiesta la certificazione batteria non fa altro che fornire il SoH letto dal BMS. Inoltre, se non ricordo male, alla presentazione dell’auto venne anche riferito che il certificato poteva essere richiesto sempre come prova per la rivendita dell’auto (mi riferisco in particolare alla e-208, qualcun altro se lo ricorda?).
    Detto questo, effettivamente perdere il 30% di batteria può accadere solo se questa (o una particolare cella) è veramente rovinata, altrimenti, purtroppo, la vedo molto dura far valere la garanzia per farsela sostituire.. Pertanto mettiamoci l’anima in pace e godiamoci l’auto 🙂

  7. Tagliandi? Ma davvero fate i tagliandi? La furbata delle case automobilistiche per spillare soldi agli automobilisti?… In vita mia ne ho fatto uno… per sbaglio, invece di dire “revisione” al meccanico, mi è uscito tagliando… certo non è che non controllo i miei veicoli, olio, candele, liquidi, pneumatici, freni… tutti cambiati regolarmente, ma i tagliandi sono solo un modo per buttare i soldi.
    Ah, nel caso vi stia venendo la domanda ho appena venduto un auto e con i tagliandi (non fatti) ci si sono sciacquati…

    • Molte elettriche inseriscono tagliandi inclusi. Io nella mia KIA E-NIRO, visto che poi devono solo controllare due cose ed aggiornare il software, gli ho inclusi nei 7 anni di garanzia /150.000km

    • In realtà per la nostra legge se NON sei un meccanico non puoi farti i tagliandi fai da te, detto questo un check non sa mai male fatto.

    • Li ho sempre fatti i tagliandi più che altro perché quei lavori non sono in grado di farli da solo (a parte l’olio). Comunque per le elettriche è diverso. Nel senso che di tagliandi non se ne dovrebbero nemmeno fare (io ho Tesla e infatti non sono previsti). Non esistono candele o cinghie o semplice olio da controllare. A mio avviso sulle elettriche i tagliandi sono una fregatura più che mai.

      • Che uno se lo faccia ok ma la legge dice altro, io che sono meccanico non praticante posso mettere mano solo alle mie auto, assolutamente no a quelle di qualcun’altro.

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