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Svizzera: traghetto di linea diventa elettrico, tutti entro il 2035

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Ceresio Traghetto 1931
In Svizzera da qualche settimana si naviga in elettrico

In Svizzera i traghetti con 90 anni di storia non si rottamano, ma si convertono in elettrico e riprendono il servizio di linea.

Si risparmiano così i costi ambientali di rottamazione e si dimostra rispetto verso la salute pubblica. Al contrario di Venezia dove non è prevista una linea elettrica una (neanche la sperimentazione) nella riconversione dei traghetti inquinanti. Solo ibrido (leggi qui). Sempre il carburante fossile alla base dell’alimentazione dei motori.

Torniamo alla Svizzera che dimostra, rispetto al ritardo culturale italiano, come sia possibile offrire un servizio pubblico a zero emissioni. Protagonista di questa storia di retrofit è una motonave storica: la Ceresio 1931.

Traghetto elettrico di 90 anni per 240 passeggeri

Ceresio
Alcuni dati del traghetto prima del retrofit

Vediamo i dati tecnici di questo monumento della memoria storica della Società di navigazione del lago di Lugano. La lunghezza fuori tutto: 31.35 metri; larghezza fuori tutto: 6.28; posti a sedere all’interno: 104; portata massima: 240. Numeri importanti: non si tratta di una barchetta.

Quest’estate si è proceduto con il retrofit del sistema di propulsione. Via il motore endotermico, il traghetto è stato dotato di un doppio motore elettrico da 225 kw di potenza nominale, tarato a 170kw per una velocità massima di oltre 24 km/h. Il sistema viene alimentato, attraverso un sistema di distribuzione a 800 volt in corrente continua e due inverter dedicati, con 6 batterie da 18 moduli l’una (installate a bordo in tre compartimenti stagni dedicati), a ioni di litio totalmente indipendenti e aventi una capacità totale di 840 Kwh per circa 6000 kg di peso.

Traghetto Ceresio elettrico
La scheda tecnica del retrofit

Autonomia? Nessuna limitazione

Visto il buon equipaggiamento gli armatori sono fiduciosi sull’autonomia: “Queste caratteristiche tecniche, abbinate a un sistema di ricarica rapida, permettono di impiegare la nave senza limitazioni operative rispetto alla precedente versione a gasolio”.

traghetto elettrico
In Svizzera il traghetto di linea è elettrico

Un bel passo in avanti dopo la sperimentazione con “Vedetta 1908, il primo battello elettrico della flotta. Una barca da 10 metri, con un motore elettrico da 29.3 kW, 20 posti a sedere e portata massima di 30 persone a bordo. Un primo passo con una imbarcazione di oltre un secolo di vita, dotata anche di pannelli solari, per una società che ogni anno ospita a bordo più 600mila passeggeri su 13 traghetti per 70 corse quotidiane. Un servizio di trasporto pubblico locale.

Nel 2035 tutti i battelli saranno elettrici

La società ticinese punta con vigore sulle emissioni zero sul lago, un capitale da valorizzare, e annuncia che entro il 2035 tutta la flotta sarà elettrificata grazie al progetto venti35. Ma non è finita qui: “Dopo l’avvio del progetto sui laghi ticinesi, SNL intende promuovere l’elettrificazione a livello federale e supportare gli altri laghi e le navigazioni interessate a sviluppare una navigazione sostenibile. A tale scopo è stata presentata la neo costituita associazione per la promozione dei laghi svizzeri Green Swiss Lakes“. Una Svizzera con i laghi senza emissioni nocive.

L’investimento è di 25 milioni di franchi e la stima dell’ammortamento è di circa 30 anni. Le batterie dopo i primi 9 anni potranno essere riutilizzare nella città. Alla cerimonia ha partecipato anche Helbiz, la società specializzata nella micro mobilità. Si sta costruendo un sistema integrato.

LEGGI ANCHE: Stop ai fumi delle navi in porto con i 700 milioni del Pnrr

Progetto elettrico locale e della Baumüller

La presentazione del nuovo natante in Svizzera ha visto al taglio del nastro Agostino Ferrazzini, presidente della Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL), Claudio Zali, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio, Filippo Lombardi, municipalee capo Dicastero Sviluppo territoriale della Città di Lugano.

Queste le presenza istituzionali, poi i rappresentanti delle imprese che hanno reso possibile il progetto: Andreas Baumüller, Ceo del gruppo tedesco Baumüller, partner tecnico del progetto: Andrea Prati, Ceo delle aziende industriali di Lugano (AIL) e Marisa Drew, chief sustainability officer & global head sustainability strategy, advisory and finance di Credit Suisse.

Un’ iniziativa – patrocinata e sostenuta dalla Città di Lugano – che oltre a promuovere lo sviluppo della navigazione lacuale e emissioni zero mira alla creazione di nuove professioni e professionalità.

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2 COMMENTI

  1. Purtroppo noi facciamo sempre la figura dell’ultimo della fila, mentre potremmo essere i primi, tra burocrazia e progetti non pianificato a lungo termine, o progetti strampalati, vedasi il mose che potevamo spendere un decimo ed esser già finito, ci ritroviamo con un ennesimo buco nero e non si sa quando sarà ultimato 🤦🤦 in compenso è diventato uno studio per quello che non si deve fare

  2. Bello ,ma la Svizzera ha Idroelettrico e Nucleare, sicuramente più facile , certo che mettere caldaie a gas al posto del carbone per recuperare il Volta ,battello a pale sul lago di Como non e stata una idea brillante

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