Dopo anni di ritardi e speculazioni, arriva finalmente un riferimento chiaro sul costo dell’atteso camion elettrico di Elon Musk. Il Tesla Semi costerà 290.000 dollari per la versione Long Range: un prezzo nettamente superiore (+60%) rispetto a quanto annunciato nel 2017 in sede di presentazione. Ma erano pur sempre 10 anni fa…
Dalle promesse ad una realtà…mutata
Quando Tesla presentò ufficialmente il Semi, 9 anni fa, parlò di 150.000 dollari per la versione Standard Range (autonomia di 300 miglia/500 km) e 180.000 dollari per la Long Range (500 miglia/800 km). Il nuovo listino da 290.000 dollari (tasse e spese escluse) per la versione top rappresenta quindi un incremento di circa il 60% rispetto alla promessa iniziale.
Tuttavia, tenendo conto dell’inflazione accumulata in quasi un decennio, il prezzo “attualizzato” sarebbe intorno ai 240.000 dollari. Quindi si tratta sì di un aumento significativo, ma in un contesto industriale profondamente cambiato, con costi di materie prime, batterie e logistica cresciuti per tutti i costruttori.
Nonostante il rincaro, il Semi rimane infatti sotto la media del mercato: nel 2024 il costo medio di un camion elettrico Classe 8 a zero emissioni è stato di circa 435.000 dollari. Tesla si posizionerebbe quindi con un vantaggio teorico rispetto alla media dei concorrenti, anche se il settore è in rapida evoluzione e diversi produttori stanno ricalibrando i prezzi anche in funzione degli incentivi pubblici.

Specifiche da top class del trasporto pesante
Il chiarimento sul prezzo arriva insieme alla pubblicazione delle specifiche definitive delle due versioni. Rilevanti soprattutto in fatto di peso e autonomie.
Il Semi in versione Standard Range ha un peso a vuoto inferiore alle 9 tonnellate e un’autonomia dichiarata di circa 500 km (325 miglia). Il modello Long Range punta su 800 km di autonomia (500 miglia) e un peso di 10,5 t.
Entrambe le versioni dichiarano un’efficienza di circa 106 kWh/100 km, tre motori elettrici per una potenza complessiva di 800 kW e un’architettura progettata per la guida autonoma. Prevista ricarica di picco a 1,2 MW, con fast charging sopra il 60% in 30 minuti.
Si tratta di numeri che, se confermati nell’uso reale, renderebbero il Semi uno dei mezzi più performanti nel segmento dei trasporti pesanti elettrici, soprattutto per la logistica regionale e la distribuzione a medio raggio.
Incentivi dalla California e critiche
La California ha stanziato circa 165 milioni di dollari in voucher destinati al Tesla Semi, per un totale di quasi 1.000 incentivi compresi tra 84.000 e 351.000 dollari ciascuno. Una scelta che ha attirato critiche da parte di altri costruttori, che contestano un presunto trattamento preferenziale verso un veicolo non ancora prodotto su larga scala.
Tesla ha inoltre siglato un accordo con Uber Freight per offrire ulteriori sconti attraverso un programma dedicato alle flotte, riducendo ulteriormente il prezzo effettivo per gli operatori qualificati.

Semi, finalmente in produzione
Dopo circa sei anni di ritardi, il Tesla Semi dovrebbe entrare in produzione su larga scala nel 2026. Il prezzo di 290.000 dollari (circa 245.000 euro) pur superiore alle promesse iniziali, resta aggressivo rispetto alla concorrenza.
Per il mercato europeo, tuttavia, restano incognite su tempi e modalità di eventuale commercializzazione. Il segmento dei camion elettrici nel Vecchio Continente è già presidiato da costruttori storici e fortemente regolato in termini di massa, omologazioni e infrastrutture di ricarica ad alta potenza.
In prospettiva, con gli attuali prezzi di diesel ed elettricità, un camion elettrico con queste caratteristiche potrebbe garantire un ritorno dell’investimento in pochi anni nelle tratte di distribuzione locale e regionale. La vera sfida non sarà solo il prezzo di acquisto, ma la disponibilità di infrastrutture megawatt charging e la capacità produttiva di Tesla di rispettare le tempistiche promesse.
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