Svelata la ID.Polo: a 25 mila euro il prezzo è giusto?





Svelata la ID.Polo, la nuova elettrica Volkswagen. E subito la domanda è: il prezzo d’attacco (poco più di 25 mila euro) è giusto?

Svelata la ID.Polo: è la versione meno cara, con autonomia 329 km

Svelata la ID.Polo

Che cosa ti dà la Volkswagen con qualcosa più di 25 mila euro? Ti dà la versione-base della ID.Polo, con un motore da 85 kW (116 CV) di potenza e una batteria da 37 kWh (netti), con 329 km di autonomia. Ricarica dal 10 all’80% in 23 minuti, con picchi a 90 kW. Il primo paragone che ti viene da fare è con la Renault 5, che appartiene allo stesso segmento (B). E che è più piccola della ID.Polo, essendo lunga 392 cm contro i 4,05 della concorrente tedesca. E che, nella versione d’attacco Five costa poco meno, 24.900 euro, ma ha un’autonomia minore, fermandosi a 310 km, con 40 kWh di batteria. Poi, certo, dipende anche dai gusti e dalle dotazione delle due vetture, ma diciamo che la ID.Polo è sicuramente competitiva con la concorrenza europea. Un po’ meno con quella cinese, ma questo è un altro discorso…Oltre a quella d’attacco, denominata Trend, la nuova VW è disponibile con la stessa batteria da 37 kWh in un’ltra versione con un motore più potente (99 kW-135 CV).

La top di gamma arriva a 455 km e costa circa 35 mila euro

Svelata la ID.PoloSvelata la ID.Polo

 

La top di gamma, Style, ha invece una batteria da 52 kWh per 455 km di autonomia, con un propulsore piuttosto tonico, da 155 kW (211 CV). Ricarica dal 10 all’80% in circa 24 minuti nelle stazioni DC (105 kW di picco). Di questa versione (l’unica prenotabile subito, al lancio) si sa solo il prezzo per la Germania, 33.795 euro. In Italia si dovrà tener conto dell’aggravio IVA (da noi 22%, contro il 19% tedesco) e dovremmo quindi essere vicini ai 36 mila euro. L’interno è piuttosto sorprendente. Il Digital Cockpit con una diagonale di 26,0 cm (10 pollici) è disposto sull’asse visivo. Il display touch del sistema di infotainment (con diagonale di 32,77 cm/13 pollici) si trova centralmente nel cruscotto e ha l’aspetto di un tablet. Come tutte le VW elettriche di nuova generazione, la ID. Polo può alimentare dispositivi esterni (fino a 3,6 kW). Trasformando l’auto in una presa di corrente su strada, ad esempio per e-bike o attrezzature da esterno. La ricarica è possibile utilizzando una presa da 230 V all’interno.

 

 

Svelata la ID.Polo
A sinistra le dimensioni della nuova ID.Polo, a destra lo “spaccato” con batterie e motore in evidenza (fonte:VW media).

 

 

  • VIDEO-TEST: BYD Dolphin Surf, l’elettrico a meno di 20mila euro

Visualizza commenti (22)
  1. Leggo con interesse i commenti e mi sembra di capire che il premium del brand VW potrebbe valere adesso 2/3 k sul prezzo di listino rispetto alle asiatiche ma non 8/10k. E’ un bel salto da colmare.

    1. visto che le BEV nascono dall’unione delle tecnologie automotive con quelle delle industrie PC/Cellulari (per modalità e scala produttiva globale) la risposta è SI …. “dovrebbero costare 18k se non meno” perché è a quei prezzi che vengono distribuite sui mercati asiatici e quindi dovrebbero solo aggiungere i costi trasporto+distribuzione sui nostri mercati…. SE non fosse che si son messi di mezzo produttori locali, lobby e politici con la scusa della difesa dei posti di lavoro (prevalentemente i LORO, visto che ogni marchio occidentale ha tranquillamente delocalizzato produzioni in 4 continenti secondo convenienze LORO) e sfruttano pure queste barriere commerciali per aumentare i listini di qualsiasi vettura.
      Va però riconosciuto che in Europa centro occidentale siamo abituati a trattamenti salariali e tutele (sanitarie e pensionistiche) che in molti luoghi di questo pianeta sono solo un sogno (o neppure provano a sognarlo )dovendo pensare soltanto alla sussistenza basilare e magari day-by-day, potendo essere facilmente rimpiazzati.
      Purtroppo se noi occidentali non sappiamo re-inventarci in nuove competenze e lavori ben pagati perderemo velocemente il nostro status di cittadini benestanti in Stati “democratici” (perché facilmente ricattabili).

  2. Ottimo il prezzo della base, sarebbe interessante sapere cosa giustifica 10.000 euro di differenza con l’altro modello… Comunque per chi parla di prezzi alti ricordo che la polo a pistoni costa dalle 24.000 della 1.0 life ai 34.000 del 2.0 TSI, giusto per dire… quindi direi che ice- bev allineate in questo caso.

    1. I prezzi invece secondo me sono folli sia la termica a maggior ragione l’elettrica di cui prima si professava di tutte le scuse sulla produzione in serie costo batterie etc. Ad oggi una di quelle dimensioni costa circa 5k anche se sto largo dato che costa meno ed il resto (20k) dove li reggiamo da un sorriso…. siamo seri. Torniamo a prezzi ragionevoli e seri cioè sotto le 20k direi a partire da 18k considerando il periodo ci potrebbe stare anche se si potrebbe far meglio! P.s.: come la 208 elettrica che ad oggi parte da 35k come se non di più il prezzo di diversi anni fa con le scuse annesse precedenti!!!

    2. A quanto leggo su alvolante.it, la Polo termica va dai 23.900 € della 1.0 80 CV Life ai 31.900 € della 1.0 TSI 115 CV Edition 50 DSG, mentre non c’è più traccia della 2.0 TSI.
      Tra i 24.800 € e i 28.400 € ci sono ben 10 versioni, in grado di soddisfare il 99% delle esigenze.
      La ID.Polo da 37 kWh rientra certamente nel range di prezzo di quelle 10 versioni di Polo termica, ma con lo scotto di un’importante riduzione dell’autonomia rispetto alle Polo termiche.
      La ID.Polo 52 kWh, invece, se sarà confermato in prezzo di 35-36.000 €, sarà ben più costosa della più costosa Polo termica, con tanti saluti all’allineamento.

  3. Autarchia elettrica

    Io sono basito, nel senso che mi sembra di assistere ad una “rimozione” europea, e non vedere che le case auto europee sono alla canna del gas, non se ne parla abbastanza.

    Nessuna reazione innovatrice alle auto cinesi (che forse saranno la mia prossima auto, elettrica ovviamente).

    Ho 40 anni, e il pregiudizio verso le auto cinesi sta crollando.

    I giovani automobilisti poi, hanno ancora meno pregiudizi, non sono legati ai marchi storici europei.

    Anzi, conoscono la qualità della tecnologia cinese, Smartphones, Droni e Action camere DJI, e molto altro.

    Sarà un ecatombe dei marchi europei.

    I dazi? fuffa. I cinesi aprono stabilimenti in Europa.

    Fusioni tardive non cambieranno molto, se mai avverranno.

    Auto europee addio, senza rimpianti, ma con gravi colpe di manager e politica.

  4. A quel prezzo non meno di 50 kkh.
    Altrimenti diventa un cesso inguardabile.
    Devono smetterla di proporre auto per fare 100 km, auto per 200 km, auto per 300 km.
    Dovrebbe esserci una normativa europea che dice che meno di 350/400 non è manco un’auto.

    1. Ma smettiamola con questa mentalità che se non fa almeno 400 km non è utilizzabile un’auto.
      La mia ne ha fatti 92.000 in quasi 6 anni, ha un’autonomia di 200/320 (inverno/estate) e si usa tranquillamente, è una seconda auto (come milioni di italiani hanno) che viene usata moolto più spesso della prima che si usa molto meno in zona e soprattutto per fare quelle 4-5 sgroppate autostradali all’anno,; di cosa stiamo parlando…E sono certo che il mio “modello” è replicabile per parecchi milioni di italiani , esclusi quella manciata di rappresentanti,appassionati delle 1000 miglia in giornata e ansiosi della zia di katmandu che ha bisogno di cure improvvise.

      1. Smettiamola anche di pontificare leggi universali basandosi sul proprio ombelico.
        Se tu sei contento della tua “autonomia di 200/320 (inverno/estate)”, ciò non significa che debbano esserlo tutti.

        1. No, non è il proprio ombelico. Gli italiani in media percorrono 23 km al giorno. Anche una vecchia Nissan Leaf usata con 100 km di autonomia soddisfa la maggior parte degli spostamenti quotidiani….
          Io ne ho una che ne fa 250 km e ho fatto 1000 km in un weekend senza patemi

      2. Antonio Gobbo

        Se voglio una seconda auto elettrica, una citycar da usare soprattutto in città e fare pochj km, allora mj compro una T03 o una spring non spendo 25000 euro per una polo.

  5. Alessandro D.

    Non che sia brutta, ma sinceramente la vedo un po’ dura. contro una Leapmotor B05, che costa 27k di listino, parte da 56 kw di batteria e quasi certamente sarà sempre soggetta a qualche sconto non foss’altro perchè in stellantis hanno un bisogno pazzesco di venderne anche solo una di più per far la media con la CO2 di tutto il baraccone.
    E la lippa è pure un po’ più grandina, senza per questo andare a toccare misure troppo impegnative.
    Quindi fatto salvo qualche garage veramene disgraziato (dove però attenzione: sarebbe un casino ricaricare con la VW perchè ha sempre la presa “dalla parte sbagliata”) dove ci sta la Polo ci sta anche la Lippa.
    E la più piccola b03x deve ancora arrivare (quella sì che la sto curando, metti che mi supervalutano la merdomacchina? Senza fretta eh? però sto alla finestra…)

    Per il resto: vista la pollonza nei vari filmati, specie quello dove un raggiante Signor Paolo la glorifica come fosse scesa dal cielo.
    A me pare di una tristezza con pochissimi eguali, un’auto da Gineprio dove dentro c’è un sensore che se appena ti diverti a guidare oppure ridi un po’ troppo l’auto accosta subito da sola e si ferma per 5 minuti aspettando che ti passa l’euforia.
    A uno come me dovrebbero venderla col Prozac già dentro nel cassettino.

    Insomma, si capisce che nella scelta secca avrei già fatto la mia decisione? 🙂

  6. Ma com’è possibile 10.000 € di differenza per 15 kWh di batteria in più??? 🤬🤬🤬
    “Questi sono fuori in maniera stellare” (© Pierluigi Bersani)

    1. Esattamente quello che penso io, buono il prezzo della entry-level ma 10.000 in più tra i due modelli non trovano spiegazione razionale…

    1. Infatti io infatti non capisco il ragionamento generale quello della b05 è un buon prezzo a fronte di un segmento c al contrario della polo segmento b

    1. attenzione che questa ID.Polo per spazi interni (passeggeri e carico) svolge il lavoro della Golf (e ne copia le dimensioni della vers.2 ), il solo guaio vero è che non si ricarica 10/80 in 10 minuti, altrimenti sarebbe più che valida…
      Io da 4 anni ho “accorciato” da SUV 2.0D 4.4m a Crossover BEV di 4.2 con autonomia e tempi di ricarica diversi (cui mi son potuto facilmente adeguare, per vari motivi) e son proprio soddisfatto… e risparmio tantissimo (e mia moglie non ci pensa proprio più a fare i viaggi con le ICE )

      1. “…non si ricarica 10/80 in 10 minuti, altrimenti sarebbe più che valida…”
        Questo è un primo dato di fatto, ma anche il doversi fermare (non “volersi fermare”) massimo ogni 2 ore di autostrada se non prima (tipo d’inverno) è un altro fattore importante.
        Anche i camionisti hanno l’obbligo di fermarsi ogni tanto, ma possono arrivare a 4 ore e mezza di guida… vogliamo dare almeno 3 ore di guida agli elettromobilisti? 😊

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