Svalutazione più rapida per le elettriche usate





Svalutazione più rapida per le elettriche usate: un report tedesco conferma che il calo delle quotazioni è più rapido rispettoa benzina e diesel. 

Svalutazione più rapida: 48,5% dopo tre anni

Svalutazione più rapida
– Il deprezzamento % dopo tre anni delle auto elettriche, diesel e a benzina.

Il report ha preso in esame i prezzi delle vetture usate dopo tre anni. Il mercato di riferimento è la Germania, ma ormai i valori sono piuttosto allineati tra i vari Paesi. E vedono le EV quasi dimezzare il prezzo, 48,5% in meno, contro il 37,3% delle auto a gasolio e il 36% delle benzina. Le cause sono quelle che abbiamo descritto più volte: scarsa conoscenza del prodotto elettrico e timore di acquistare veicoli con batterie deteriorate. Con un ovvio rovescio della medaglia: chi fa verificare il reale stato della batteria e sa cosa compra spunta ottimi prezzi. Anche perché molti dei veicoli arrivati sul mercato dopo 2-3 anni spesso sono auto aziendali di ritorno dal leasing, con chilometraggi limitati. Tutto questo avviene mentre si restringe la forchetta nel prezzo medio del nuovo. Secondo il Center of Automotive Research (CAR), la differenza tra elettriche e auto a benzina è sceso 1.340 euro a inizio 2026, rispetto ai 7.300 euro del 2025.

Chi compra trova ottome occasioni: ecco perché

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Per molti potenziali acquirenti dell’usato, la salute della batteria rimane la preoccupazione principale. Ma i dati sono rassicuranti. Uno studio della società di consulenza P3 con Aviloo, analizzando dati reali di oltre 7.000 auto elettriche, rileva uno stato medio di salute dopo 100.000 km di circa il 90%. Nel test a lungo termine dell’ADAC, una VW ID.3 ha mantenuto il 91% della batteria a 160.000 km in 4 anni. E ci sono anche vantaggi nell’acquistare un’elettrica usata, a partire dalle minori esigenze (e costi) di manutenzione. I tradizionali cambi d’olio scompaiono e le pastiglie dei freni durano più a lungo, grazie alla frenata rigenerativa. I controlli sono diversi: stato di salute delle batterie, filtri dell’aria dell’abitacolo, manutenzione del sistema di raffreddamento della batteria. Un mondo nuovo in cui chi si muove informato  trova vantaggi cospicui.

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Visualizza commenti (1)
  1. In questo momento chi sta valutando il passaggio ad un veicolo elettrico è ancora ottimale: tanta offerta di macchine già performanti e con una generazione di batterie che sicuramente non subisce cali prestazionali degni di nota (dalle statistiche ultimamente diffuse risultano percentuali assolutamente trascurabili, soprattutto per coloro che stanno nella media europea e nazionale di percorrenza.. ossia almeno il 70% del “popolo guidatore”).
    Se nei prossimi mesi emergeranno tutte le difficoltà di ripresa dei settori coinvolti dai conflitti in corso (non trascuriamo quello tra Russia ed Ucraina, che ha ancora risvolti pesanti sul costo energetico in Europa) sia per la catena dei rifornimenti petroliferi ma anche di moltissimi materiali derivati che sono indispensabili alle catene industriali asiatiche di produzione componenti elettronici che oramai son peso rilevante di tutta l’industria moderna (non solo automobilistica ! ) che potrebbe far lievitare pesantemente costi e tempi di arrivo di fodamentale componentistica a tutti i costruttori globali; insomma si prevedono mesi di carenze e rincari … e quindi pure le future autovetture (BEV, ICE o NEV) saranno sicuramente costose.

    Segnalo anche che dagli attuali razionamenti in tutta l’area asiatica (Australia e Giappone compresi ! ) scaturirà sicuramente una maggior attenzione a ridurre al massimo la dipendenza da fornitori di idrocarburi di paesi terzi ed una maggior richiesta di mobilità elettrificata: si rischia il ribaltamento improvviso delle quote vendita nei paesi più in difficoltà ma con capacità di realizzare produzioni di energia locale (F.E.R. & nucleare).

    Chi pensa di essere idoneo (per uso e possibilità di ricarica a casa/lavoro o nelle proprie rotte abituali) è bene che ci pensi adesso che tra qualche mese sicuramente pagherà di più… e rischia di ottenere bassissime quotazioni nel caso di vetture a gasolio (che è il carburante più a rischio in assoluto).

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