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Superincentivo 110% e auto elettrica, la scommessa di Axpo

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superincentivo 110%

Il Superincentivo del 110% sulle ristrutturazioni? “E’ una bomba”. Quando scoppierà? “Da metà ottobre in avanti”. Avrà effetti di traino anche per la mobilità elettrica? “Ne avrà sicuramente e in parte ne ha già avuti. Dipende da come saranno risolti alcuni dettagli normativi”. 

Marco Garbero, General Manager Axpo Energy Solutions Italia S.p.A. è l’uomo che la multinazionale svizzera dell’energia sostenibile, sempre più attiva in Italia, ha scelto per disegnare una strategia d’attacco verso le imprese, suo mercato di riferimento, ma anche verso i privati. Proprio in questi giorni sta mettendo a punto le offerte commerciali per “giocare da protagonista le partite dell’efficientamento energetico, della sostenibilità e della mobilità elettrica”.

Intanto Axpo ha inaugurato la sua nuova sede italiana, a Genova, sfoggiando questi numeri: 2,3 miliardi di fatturato, 5° posto assoluto in Italia per le vendite di energia ai clienti finali,  3° posto nelle vendite sul mercato libero. Una ricerca del Centro per lo sviluppo della Sostenibilità dell’Università di Genova ha calcolato che il suo contributo al Pil italiano ha raggiunto quota 0,21%.

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Marco Garbero

E ora parte la grande corsa al Superincentivo al 110%. Lei, Garbero, cosa ne pensa?

Nessun dubbio: darà una spinta fortissima a tutto il settore delle costruzioni e alle società come Axpo che si occupano di efficientamento energetico ed energia sostenibile. Lo vedo già dal bombardamento di telefonate, proposte, richieste di preventivi che ogni mattina arrivano sul mio tavolo. Il mercato sembra impazzito.

Il  Superincentivo al 110% è riservato alle ristrutturazioni di edifici ad uso abitativo. Voi di Axpo Energy Solutions siete più orientati agli utenti aziende…

E’ vero, ma non ci tireremo indietro. Presto presenteremo offerte commerciali su misura per i privati interessati ad approfittare del Superincentivo al 110%.  Ovviamente il nostro focus è su interventi di una certa dimensione. Se parliamo di impianti fotovoltaici, direi dai 20 kW in su

Quindi soprattutto i condomini?

Il condominio è l’oggetto ideale di interventi che massimizzano i vantaggi. Noi, in quanto Esco, possiamo farci carico di tutta la progettazione del sistema energetico. Quindi impianto fotovoltaico sul tetto, accumulo, climatizzazione a pompa di calore, punti di ricarica per auto elettriche nell’autorimessa condominiale. Possiamo accollarci le spese con la cessione del credito d’imposta e successivamente gestire tutto il conto energetico dell’edificio come fornitori. Le formule e le soluzioni finanziarie sono tante. Per il cliente l’obiettivo è ottenere il massimo vantaggio nel lungo termine. Per questo è necessario che l’autoconsumo di energia si avvicini il più possibile al 90%

L’auto elettrica può contribuire?

Certamente. A condizione che le ricariche vengono programmate in modo da sfruttare a pieno l’energia autoprodotta

Nei progetti che avete in pipeline c’è frequentemente l’installazione di colonnine e wall box?

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Sempre più spesso. Non è ancora chiaro se la dotazione di punti di ricarica contribuisca a migliorare la classe energetica dell’edificio e in che misura. In molti casi potrebbe essere un contributo determinante a rendere incentivabile l’intervento nel suo complesso. In quel caso sarebbe prevista nel 100% dei progetti e sarebbe un bel boost per la diffusione futura della mobilità elettrica.

Ci ha detto che il successo dell’operazione 110% dipende da come verranno sciolti alcuni nodi interpretativi. Quali sono gli altri?

Uno su tutti: le scadenze. Lei sa che una condizione per l’accesso al Superincentivo è che i lavori si concludano nell’arco temporale di vigore della legge. Se resterà limitato al 2021 è difficile che possano partire progetti ampi e complessi come quelli che coinvolgono i grandi edifici. Pensi solo alla burocrazia: servono una quarantina di documenti…Se sarà reso strutturale, o quantomeno esteso al 2023, partirà invece una trasformazione epocale per tutto il nostro patrimonio edilizio.

Quale sarà l’asso nella manica di Axpo Energy Solutions?

Avremo proposte molto innovative a livello di tecnologie, sia per la gestione dell’energia sia per la componentistica. Stiamo lavorando molto su progetti pilota che riguardano le aggregazioni fra autoproduttori. Questo abiliterà nuovi servizi di demand response,  come per esempio il V1G e il V2G, per l’utilizzo dei veicoli elettrici in supporto alla rete elettrica. Possono creare redditi interessanti per i proprietari di auto a batteria

Axpo Energy Solution era partner di Share’ngo. A Roma aveva installato una piccola rete di ricarica dedicata alla società di car sharing. Ora che ha sospeso il servizio, cosa ne farete di quei punti di ricarica?

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Avevamo pianificato l’installazione di un’ottantina di punti di ricarica a Roma, in corrispondenza di grandi nodi di scambio intermodale, come le stazioni della metro. Ne abbiamo realizzati 50 e stiamo attendendo il completamento delle pratiche di connessione da parte del distributore. Non appena connesse, saranno disponibili al pubblico tramite un circuito esistente.  La nostra intenzione è completare il progetto trovando altri partner dello sharing: per il momento stiamo lavorando con il nostro partner di scooter sharing Zig-Zag per lo sviluppo di soluzioni di company scooter sharing a vantaggio dei dipendenti come parte del welfare aziendale. La mobilità elettrica in tutte le sue declinazioni resta uno dei nostri cardini di sviluppo. Vedremo come.

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La pensano così anche i vostri clienti-aziende?

Abbiamo appena realizzato un sondaggio, presentato all’ Axpo Energy Summit 2020. Risulta che le grandi aziende sono sempre più convinte che la chiave della ripresa economica sia la sostenibilità. In particolare, secondo l’83% del campione occorre investire di più su ambiente e riduzione delle emissioni di Co2. Progetti come il Green New Deal e altri piani per lo sviluppo a zero emissioni di carbonio hanno un enorme potenziale per la crescita dell’Italia.

Queste sono ottime intenzioni. Però…

Non sono solo buone intenzioni: fra luglio e agosto abbiamo visto una fortissima ripresa dell’interesse per progetti globali, che uniscono all’efficientamento degli stabilimenti, il miglioramento dei processi produttivi e la richiesta di energia rinnovabile. In questo ambito sta anche la conversione elettrica delle flotte aziendali e la dotazione di colonnine e wall box aziendali. Penso a un nostro recente progetto a Matera, dove abbiamo fornito il pacchetto completo a due case di cura. Gestione dell’energia e delle flotte comprese.ù

LEGGI ANCHE: Decreto Rilancio, lo Stato vi paga fotovoltaico e colonnina

5 COMMENTI

  1. Io purtroppo sono escluso ho un immobile singolo con due unità abitative (una sopra l’altra) e non capisco per quale motivo.
    Sotto ci abitavano i miei e sopra ci abito io, volevo mettere fotovoltaico, pompa di calore, caldaia a condensazione e batteria di accumulo……….e invece ciapel.
    Ho sentito un azienda non è stata chiara, ho sentito l’agenzia delle entrate e mi ha detto di no (l’operatrice, peraltro gentilissima e volenterosa, pure lei non capiva perché e mi ha invitato ad entrare nel loro portale e ad inserire un ticket).

    Se qualcuno di voi conosce la motivazione che ha portato all’esclusione di questa tipologia di immobili me lo dica.

    Grazie.

  2. Hanno fatto una gran canocchia, come si dice da noi….. In tantissimi sono in questa situazione, compreso me,
    Casa dei miei genitori divisa in 2 appartamenti più il mio piccolo laboratorio, non è possibile usufruirne…… Spero trovino una soluzione, perché rimarrebbero fuori in molti ivi comprese le villette a schiera da quel che ho capito

  3. E pensare che sarebbe bastato lasciare il 50/65% con sconto in fattura / cessione del credito, spalmando gli interventi su più anni, invece di fare questa assurda corsa agli “impianti gratis”… lo Stato avrebbe speso lo stesso e ci sarebbero state molte meno grane.

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