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Sulle rinnovabili la Cina corre più del previsto

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La Cina sta bruciando le tappe nello sviluppo delle fonti rinnovabili. Tuttavia dipende ancora in  gran parte dall’energia termica a causa di reti elettriche obsolete e carenza di accumuli di energia.

Entro il 2030, ha pianificato di  installare una capacità fotovoltaica-eolica pari a 1.200 GW, ma raggiungerà l’obiettivo con 5 anni d’anticipo, secondo un recente report di GlobalData. Nel 2025 ne avrà già installata per 1.720 GW. Secondo le statistiche della National Energy Administration (NEA) cinese, alla fine del primo trimestre del 2024 era infatti a soli 80 GW dall’obiettivo di 1.300 GW.

E gli analisti di GlobalData stimano che entro il 2025 il volume totale di queste tecnologie si espanderà rispettivamente a 1.104,6 GW per il fotovoltaico, 560,8 GW per l’eolico su terra e 54,7 GW per l’eolico off shore. Per le stesse tipologie di rinnovabili a fine  2023 queste cifre areano rispettivamente 609,5 GW, 408,1 GW e 37,7 GW. Di questo passo, nel 2030 il solo fotovoltaico raddoppierà l’obiettivo cumulato precedente con una capacità di 2.406,12 GW.  

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A fine decennio le rinnovabili in Cina peseranno per oltre il 60% sul mix elettrico

«Nel 2023, l’energia solare fotovoltaica costituiva il 20,9% del mix di capacità installata totale, mentre l’energia eolica onshore e offshore rappresentavano rispettivamente il 14% e l’1,3%. Entro il 2030, si prevede che l’energia solare fotovoltaica rappresenterà il 41,8% del mix di capacità energetica totale del Paese», ha affermato Sudeshna Sarmah, analista di GlobalData Power. «Inoltre, si prevede che l’energia eolica onshore e offshore deterranno quote rispettivamente del 16,8% e del 2,1%». 

Quindi le rinnovabili nel loro complesso supereranno il 60% del mix elettrico cinese alla fine di questo decennio.

E già quest’anno supereranno il carbone

Secondo il China Electricity Council (CEC), entro la fine di quest’anno la quota di capacità di generazione elettrica connessa alla rete derivante da eolico e fotovoltaico salirà al 40% del totale, superando il carbone che si attesterà al 37%.  Il 31 dicembre scorso il rapporto era invertito, con le rinnovabili al 36% e il carbone appena sotto il 40%.

Al momento, tuttavia, la Cina dipende dall’energia termica per soddisfare la maggior parte della sua domanda di elettricità, in particolare dal carbone. Come sottolineano gli analisti, la produzione nazionale di carbone della Cina è in discesa, costringendola ad importarlo carbone.  

Ma per rimpiazzare il carbone la Cina dovrà investire di più sulle reti smart e gli accumuli

La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili comporterà pero per la Cina alti costi in termini di sviluppo di nuove linee di trasmissione e di una rete intelligente completa.  

Proprio La mancanza di infrastrutture di rete ha rinviato diversi progetti di energia rinnovabile a causa della mancanza di acquirenti, sottolinea. Nel suo rapporto intitolato China Power Market Size, Trends, Regulations, Competitive Landscape and Forecast, 2024-2035 , GlobalData raccomanda di adottare un approccio decentralizzato alla generazione e al consumo di energia.    

La Cina soffre di un eccesso di pianificazione centralizzata, aggiunge Sarmah. «È fondamentale che il governo dia la precedenza allo sviluppo dell’infrastruttura di rete e al progresso dei sistemi di accumulo di energia, con l’obiettivo di ridurre gradualmente la sua dipendenza dall’energia termica».   

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19 COMMENTI

  1. oh, se solo esistesse un azienda che produce sistemi di accumulo su larga scala ! e che magari fa anche auto elettriche economiche. e che magari si produce da sola le batterie , e che avesse pure ordini per miliardi di euro in celle . é proprio impossibile che suddetta azienda esista e cominci a installare centinaia di gwh di accumulo nei prossimi due o tre anni…

  2. hanno smesso con il carbone?
    il raddoppio della fornitura annuale di petrolio russo è stato fermato?
    no? ecco..

    • Usano più carbone di noi perché producono gli oggetti di cui noi occidentali ci circondiamo e siamo ben felici che sia così perché se li producessimo noi costerebbero il doppio o il triplo. Diciamo così: siamo virtuosi con il carbone degli altri. Comunque tranquillo, ci stanno dando lezioni anche sulla decarbonizzazione.

      • stanno aumentando di pari passo uso di carbone e petrolio perché la richiesta interna di elettricità non è colmabile con le sole rinnovabili. questo è quanto.

        le scorte di petrolio (raddoppio) si deve leggere anche in ottica “war”: ma noi che la aborriamo questi pensieri non li facciamo. basta sventolare una bandiera arcobaleno ed è tutto a posto.. 🤦‍♂️🥱

      • in un report del 2022 di IEA dedicato alla catena di produzione dei pannelli solari, mostrano dei dati finalmente aggiornati e interessanti:

        un pannello fotovoltaico ormai ripaga il suo debito enegetico di fabricazione in soli 3-5 mesi di funzionamento, che diventano 4-8 mesi contando anche l’energia per costruire le fabbriche e la filiera e la spedizione oltreoceano

        significa che è un ottimo investimento energetico per il mondo intero, indipendentemente dal fatto che il mix Cinese sia per ora ancora a intensità carbonica medio-alta; conta di più la velocità con cui la produzione di pannelli (e batterie) sta crescendo e con cui vengono installati

        come indice energetico EROI, siamo su valori di eccellenza, circa 40-80,
        mentre internet è piena di stime obsolete con EROI molto più bassi

        intanto i prodotti fossili sono scesi a valori EROI tra 25 e 4, però calcolati come potere calorifiche della materia grezza al punto di estrazione; la letteratura recente ricalcola basandosi sull’energia disponibile al punto di utilizzo, e allora sono in un range tra circa 6 e 1

        • Ragionamento troppo lineare e con troppi numeri per essere preso in considerazione dal governo. Non si capisce quanto mettono in tasca loro, ad esempio.

    • Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di AIRC, annuncia che l’obbiettivo previsto nel 2020 di passare da una percentuale di sopravvivenza del 36,3% al 41,8% entro il decennio è già stato raggiunto e si stima che arrivare al 2030 la percentuale di sopravvivenza al cancro sarà superiore al 60%.
      Ernesto Grottaferrata interpellato risponde: ci si ammala ancora? Sono dimezzati i morti? no? ecco….
      Andiamo malissimo. Dal 36,3% al 60%. Cioè tutte le BEV in circolazione in Cina avranno ridotto quasi alla metà il loro inquinamento. Che schifo, non c’è alcun motivo di esserne felici, un risultato pessimo.

      C’è chi vede buio anche di giorno.

  3. === EUROPA
    anche in Europa le installazioni di fotovoltaico ed eolico sono in continua crescita, e gli obiettivi di decarbonizzazione del mix elettrico vengono raggiunti in anticipo sulle previsioni, l’intensità carbonica del kwh medio europeo a fine 2023 era già scesa a circa 240 gr Co2 eq per kwh ( 280 gr a fine 2022, i dati sono nel sito di Ember);
    mentre siamo un po’ lenti nel far scendere le emissioni del settore auto

    === ANCHE ALCUNE TURBINE CINESI
    i produttori europei di turbine eoliche non riescono a stare dietro alle richieste di nuovi ordini, si è fornata una lista di attesa sulle condegne; allora per alcuni progetti questo anno sono state ordinate anche turbine eoliche off-shore da 18 MW l’una di fabbricazione cinese; ps: solo 2 o 1 anni fa lo standard delle turbine off-shore era circa 14-16 MW

    con qualche polemica dei costruttori eoropei, ma ritardare i progetti sarebbe stato peggio, più costoso, visto che le rinnovabili ad oggi sono anche un risparmio economico rispetto ad altrefonti di energia

    === GARE D’ASTA VERE
    in europa i parchi utility vengono realizzati a spese di investitori privati, che poi si rfanno vendendo l’elettricità per 30 anni; per assegnare i progetti si svolgono delle gare d’asta, al ribasso selvaggio del prezzo di vendita dell’elettricità che verrà prodotta, almeno così avviene fuori dall’italia con governi più normali e iter autorizzativi più semplici, che permettono a più soggetti di partecipare alle aste

    nelle ultime aste per progetti off-shore Tedeschi (2,5 GW) e Danesi (4 GW),
    gli investitori non solo a forza di ribassi hanno rinunciato completamente a tariffe incentivanti, ma hanno fatto offerte per pagare loro una somma allo Stato pur di aggiudicarsi la realizzazione del progetto, dell’ordine di 1,1-1,3 miliardi di euro per GW da installare

  4. Pensa te!

    Ascoltando re Giorgio e le esilaranti battute del suo giullare, mi ero fatto l’idea che la Cina volesse diventare lo hub del carbone, o, in ottica greenwashing, lo hub del gas per tutta l’Asia.

  5. Voi volevate guadagnare sule spalle degli agricoltori, il rinnovabile come lo volete voi è una distruzione dell’ambiente

    • veramente molti agricoltori sono inc****ti con Coldiretti e con il ministro cognato per varie questioni, tra cui il divieto dell’agrivoltaico, ma nei tg rai raccontano che sono arrabbiati “con l’Europa”, tagliano le scene in cui con nei cortei con i trattori bruciavano in piazza le bandiere di Coldiretti

  6. Finirà che tra pochi anni (prima del 2030 ) il governo cinese impedirà o metterà dazi sui prodotti ad alto tasso CO2 & inquinamento europei (ed italiani soprattutto… visto il nostro ritardo !) .

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