Su 4 auto vendute in Europa una è elettrica

Su 4 auto vendute in Europa una è elettrica:  dati di novembre confermano una crescita inarrestabile ovunque. Italia compresa (ma solo grazie agli incentivi…).

su 4 auto venduteSu 4 auto vendute…/ In novembre EV al 23,5% di quota

Piaccia o no al nostro governo, le auto elettriche trovano nuovi estimatori in tutta Europa. Con una fortissima accelerazione nella seconda parte dell’anno, dopo un avvio timido. Nell’intera Europa Occidentale la quota delle elettriche ha toccato il 23,5%,  contro il 17,5% del novembre 2024. Il paese più virtuoso è la Norvegia con un incredibile 97,6% di quota. Seguito dalla Danimarca con il 73,7%, dall’Islanda con il 62,6% e dall’Irlanda con il 41,5%.  Nei cinque maggiori mercati la quota più rilevante (26,4%) è del Regno Unito, seguito da Francia (25,8%) e Germania (22,2%)  Più indietro Italia (12,3%) e Spagna (9,9%).  Complessivamente nei primi 11 mesi del 2025 le auto elettriche vendute in Europa sono 1.662.399, con una quota di mercato del 16,9%.

Vendite di diesel superate dalle ibride plug-in, al 9,3%

Il modello più venduto nel 2025 resta la Tesla Model Y, che però ha rallentato parecchio negli ultimi mesi. Lasciando presagire che nel 2026 sarà molto difficile difendere questo primato. Andando a esaminare le singole motorizzazioni, si resta colpiti dal continuo arretramento di vendite di auto a gasolio. Nel totale dei primi 11 mesi del 2025 siamo al 9,0% di quota, poco più della metà dell’elettrico. E un po’ meno anche delle ibride plug-in, che sono al 9,3% di quota. È un calo, quello del diesel, che sta accelerando negli ultimi mesi: in Italia in novembre siamo scesi all’8,2%. È un dato di cui dovrebbe tener conto anche chi deve acquistare ora un’auto nuova. Che quotazioni avranno nei prossimi mesi nel mercato dell’usato le auto a gasolio, con il nuovo in caduta libera?

  • 2035, ma che cos’hanno da festeggiare i nemici dell’elettrico? Guarda il VIDEO

 

 

 

Visualizza commenti (7)
  1. Anche quest’anno per la seconda auto di famiglia abbiamo contribuito ad aumentare questa percentuale. Felici e speranzosi. Per qualche anno siamo a posto con le nostre straordinarie auto elettriche, Model Y e T03.

  2. E mentre gli europei vanno a velocità doppia verso l’elettrico a 10 anni dal 2035, Filosa AD di Stellantis continua a fare il nostalgico. Chissà quali percentuali di vendita lo convinceranno a cambiare idea.

  3. mi immagino anche una quota di nostalgici, che restaureranno con amore e denari reliquie come una pompa iniezione diesel vw del 2015 della Jetta, cercando con pazienza e dedizione on-line ogni pezzettino rimasto, come oggi restauriamo un carburatore doppio corpo del 1970, per poi farci un giretto la domenica 🙂

  4. 1 su 4: solo bev pure o phev comprese? perché fino a ieri le seconde non le consideravate elettriche.. i vostri articoli e commenti testimoniano

  5. tra pochi giorni in Italia ci sarà il famoso cambio di accise a sfavore del gasolio… penso che sarà una ulteriore batosta per le vetture Diesel nuove ed usate (le prime si allineeranno di più agli attuali costi d’uso delle BEV nei lunghi viaggi) mentre i veri guai (e le presumibili proteste) verranno dai settori autotrasporto e agricoltura, ove non è stato fatto ancora nulla di efficace per favorire una transizione come le necessità ambientali e quelle di bilancio aziendale richiederebbero.
    I paesi nord europei, benestanti e ben organizzati, ci dimostrano ampiamente che non è una questione di “gusti” l’accoglienza delle BEV purché vengano predisposte in maniera logica e diffusa i sistemi di ricarica (non parlo di prezzi perché anche nei suddetti paesi i costi a volte son simili ai nostri, anche se noi abbiamo un gap retributivo pesante, ma comunque il costo della vita a volte forse compensa).
    Ancora non vediamo dispiegarsi in pieno la “potenza di fuoco” cinese, con la partenza di fabbriche europee ancora in costruzione, concessionari ancora da attivare sui territori… e future reti di ricarica proprietarie (secondi i piani di BYD) ma nel 2027/8 saremo ormai consci di quanto ci siamo “mangiati ” dell’architettura industriale e commerciale in Europa.
    Spero che nei prossimi anni riusciremo a riequilibrare un po’ le economie mondiali ; ci vuole un’antitrust mondiale nel WTO perché anche gli eccessi produttivi -dumping esportato ma anche interno – stan facendo danni ovunque (forse è in questa ottica che la Cina sta per istituire una propia “ZES” consentendo all’isola di Hainan. grande quanto il ns Belgio, di diventare zona franca e più aperta agli scambi internazionali, sperimentando di più il nostro “libero mercato” … magari per capirlo meglio e come equilibrarlo..).

  6. Quindi, volete subliminalmente fare passare la vostra previsione quantomeno azzardata secondo la quale, a parte i fanatici di Fratelli di idrocarburo e della Lega per l’indipendenza degli ossidi d’azoto, anche se tra dieci anni si potranno vendere i naftoni, saranno veramente pochi irriducibili estimatori dello smog padano a comperarle?

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