Home RACCONTA / Il mio viaggio elettrico Stregato dalla mia Zoe, addio diesel crudele

Stregato dalla mia Zoe, addio diesel crudele

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Questo articolo è stato scritto da Lorenzo Marfisi, un ingegnere informatico abruzzese innamorato della mobilitá elettrica, che ci racconta la sua esperienza alla guida di una Renault Zoe con batterie (a noleggio) da 22kWh.

 

“Ho iniziato ad interessarmi alle auto elettriche per caso circa tre anni or sono, in seguito alla lettura di un articolo di Quattroruote dedicato ai gruppi di acquisto per le auto ibride gestite dall’associazione G.A.I. (Gruppo Acquisto Ibrido) di Varese. Ho pensato: “Lodevole iniziativa! Perché non replicarla nel Centro-Sud Italia?”. Ho contattato un vecchio amico e lui si è subito dato da fare per individuare un concessionario nella sua città interessato al progetto. Si trattava di un concessionario Nissan, e quindi abbiamo deciso di provare ad organizzare dei gruppi di acquisto dedicati all’elettrica più venduta al mondo: la LEAF! In pochi giorni ho predisposto un portale Web, GrupoAcquistoAuto.it, per attirare l’attenzione dei potenziali acquirenti, ma con scarsi risultati.

Una passione nata col G.A.I

A fine 2015, visto che l’unione fa la forza, ho deciso di stringere una partnership con il GAI (ibride),  che nel frattempo aveva iniziato a gestire gruppi di acquisto anche per le elettriche e che poteva contare su un’organizzazione più collaudata. Anche qui i risultati non sono stati entusiasmanti (circa una ventina di vetture tra ibride ed elettriche acquistate dai miei contatti), ma documentarmi online sulle novità in giro per il mondo in fatto di EV ha rafforzato il mio interesse per la mobilità sostenibile. Dopo aver fatto alcuni test drive, prima di una Zoe Q210 presso un concessionario Renault della mia città e poi di una BMW i3 (favolosa!) e di una Volkswagen e-Golf in occasione di un “Electric Tour” di Quattroruote, a maggio dell’anno scorso mi sono deciso a noleggiare per 12 mesi un’elettrica tutta per me: una ZOE Q210 del marzo 2014 della flotta della TIL (Trasporti Integrati e Logistica) di Reggio Emilia. Un bel giorno mi è stata recapitata a casa una bellissima ZOE bianca ed ha avuto inizio a tutti gli effetti la mia avventura!

La ricarica, il cruccio del neofita

Nei primi giorni ho sperimentato nel box i classici problemi di ricarica dei neofiti: il ‘flexi charger’ della Renault faceva spesso saltare l’interrurrore differenziale,   interrompendo la ricarica… Allora, grazie ai consigli degli amici di Facebook, mi sono deciso ad aumentare la potenza impegnata del mio contratto (da 3 kW a 4,5 kW), a sostituire il differenziale con uno più adatto e ad acquistare una presa industriale blu da 16A unitamente ad una stazione di ricarica portatile con potenza regolabile (l’EVR1 tipo 2 con potenza massima di 3,7 kW). Da allora non ho avuto più nessun problema. Quando la batteria dell’auto sta per scaricarsi, le sera prima di andare a letto la collego alla presa e la mattina dopo la trovo carica al 100%, pronta per affrontare la giornata!

Il piacere ritrovato della guida

Guidare un’auto elettrica è un’esperienza totalmente diversa rispetto al “cavalcare” un’auto termica. Il fatto di non emettere localmente sostanze inquinanti, di guidare nell’assoluto silenzio, di non dover sopportare fastidiose vibrazioni, e di poter in qualsiasi momento spingere sull’acceleratore contando su una risposta pronta e vigorosa (capace di seminare anche automobili di categoria superiore) mi ha fatto riscoprire il piacere di mettermi al volante!

La cosa più rilassante è fare dei giretti, con i finestrini abbassati, su strade di campagna e sentire i profumi della natura e i versi degli animali. Molte persone si girano a guardarmi stupiti, soprattutto i bambini e i ragazzi, che nutrono più curiosità verso le nuove tecnologie degli adulti. Questi ultimi, invece, mi rivolgono sempre le solite domande. “Ma quanti km riesci a fare?“. Ed io: “Quasi 200”. Loro: “Troppo pochi…”. Come se dovessero percorrere 300 km ogni giorno (quindi circa 110mila km l’anno)! Oppure: “Ma come fai a ricaricarla e quanto tempo ci vuole?” Io: “In garage durante la notte, di solito circa 7 ore”. E loro: “Mamma mia quanto tempo…”. Come se dovessero restare tutta la notte in box a sorvegliarla, invece di dormire! E ancora: “Come fai quando ti finisce la carica?”. Ed io: “In realtà non mi è mai successo; e tu cosa fai quando resti a corto di benzina?”

Tutti la criticano, nessuno la conosce

Insomma, in Italia c’è ancora tanta ignoranza, molti credono che esistano soltanto le ibride convenzionali e che doversi attaccare ad una presa elettrica sia un’inutile scocciatura. Quando invece questa diventa la cosa più naturale del mondo e soprattutto la più importante, per ridurre l’impatto ambientale, quando si può fare affidamento su un impianto FV che consente di ricaricare con energia pulita autoprodotta (e quindi a costo zero)! Ma tornando alla mia Zoe Q210 a noleggio, il mio primo viaggetto in elettrico è stato dalla costa dei trabocchi (provincia di Chieti / Abruzzo) a L’Aquila, andata e ritorno. Sul GruppoAcquistoAuto.it c’è il resoconto.

Supersoddisfatto della Zoe e della sua capacità di sfruttare al meglio le colonnine Enel (grazie alla possibilità di ricaricare in AC a 22 kW), ho iniziato a cercare in Rete le migliori offerte per una ZOE R240, quella con la versione più evoluta del motore: più efficiente nelle ricariche a bassa potenza e con una ventina di km in più di autonomia. Nel frattempo era uscita anche la ZOE ZE 40, con la batteria da 41 kWh ed autonomia reale di circa 300 km, però il prezzo sforava di troppo il mio budget…

Un passo obbligato: dal noleggio all’acquisto

Dopo poche settimane avevo giá acquistato una bellissima Zoe R240 bianca, allestimento Intens, a (quasi) km0 presso un concessionario della provincia di Perugia, dando indietro la mia vecchia station wagon a gasolio e salutando per sempre le auto termiche! Il ritiro della ZOE R240 è stato anche l’occasione per affrontare il primo viaggio con il mio nuovo EV. Ho percorso circa 300 km, con due soste: una a Terni, per ricaricare sul Lungonera Cimarelli; ed un’altra in via Strinella, a L’Aquila. Per poi tornare in tutta tranquillità fino a casa. Il viaggio è durato circa 7 ore, ma a L’Aquila mi sono fermato quasi un paio d’ore per rivedere le vie del centro della bellissima città (purtroppo ancora con tante “ferite” aperte) che mi ha ospitato ai tempi dell’università! Il viaggio l’ho fatto insieme a mia moglie e alle mie 3 piccole pesti, senza che nessuno avvertisse problemi di spazio o comodità.

Sono molto contento della mia nuova ZOE! Ho notato da subito un assetto un po’ più morbido e stabile rispetto alla Q210 (forse perché quest’ultima cominciava ad accusare un po’ il peso degli anni…), nonché un’autonomia leggermente superiore. La R240 ha la stessa batteria della Q210, commercialmente definita da “22 kWh”. In realtà la capacità complessiva dell’accumulatore è di quasi 26 kWh, di cui – nella R240 – poco più di 23 di fatto utilizzabili. Certo si è lontani dai 41 kWh della nuova batteria, che sicuramente rende più agevole affrontare i lunghi viaggi, però nel quotidiano (almeno per le mie esigenze) anche la batteria più piccola va più che bene.

Ho visto che i consumi oscillano tra i 12 e i 15 KWh ogni 100 km (quindi il range tra i 190 e i 155 km), a seconda dello stile di guida, dell’utilizzo o meno del climatizzatore, dalla temperatura esterna e ovviamente dalla tipologia delle strade che si percorrono (l’autostrada comporta un’impennata dei consumi). Normalmente percorro strade urbane ed extraurbane per un totale giornaliero di 50/60 km; quindi una carica completa mi dura all’incirca tre giorni.

Il mio record? 232 km con un “pieno” 

Il miglior risultato che sono riuscito ad ottenere con una singola ricarica è stato di ben 232 km, lo scorso giugno (l’estate è la stagione più favorevole per gli Ev), percorrendo i tragitti usuali casa-ufficio, casa-centro commerciale, etc. Tragitti fatti spesso  con il resto della mia famiglia (quindi con un carico aggiuntivo di circa 160 kg). Ho prestato attenzione ad adottare uno stile di guida eco-friendly, che consiste nel tenere un’andatura uniforme pigiando dolcemente sull’acceleratore, nell’evitare il più possibile di usare il pedale del freno avendo un occhio “lungo” all’evoluzione del traffico davanti e nel rispettare i limiti di velocità (ignorando i colpi di clacson dei soliti automobilisti spazientiti…). Sinceramente non credevo che sarei riuscito a fare così tanta strada.

E in emergenza scatta ECO

Ma la ZOE non finisce mai di stupirmi! Negli ultimi 10-15 chilometri sono stato assalito da un po’ di ansia, soprattutto perché eravamo di ritorno da una festa di compleanno di un compagno di scuola del mio primo figlio e quindi tutti a bordo. Tuttavia, attivando la modalità “ECO” (tramite l’apposito pulsante) ed impostando la velocità fissa di 50 km/h con il cruise control, sono riuscito a far ritorno a casa ultrasoddisfatto. Ora devo confessare che mi attira molto la nuova ZOE ZE 40 con autonomia NEDC di 400 km. Tuttavia, dal punto di vista ambientale, credo sia meglio andare avanti con questa vettura, che è praticamente nuova, soltanto 19mila km, e la cui batteria ha un SOH (State of Health – Stato di Salute) ancora del 100% (così come rilevato tramite OBD e App CanZE). Magari, quando sarà possibile (in realtà sono trascorsi diversi mesi da quando è stato annunciato da Renault), cercherò di usufruire dell’upgrade della batteria di trazione, sostituendo soltanto l’accumulatore con quello più “capiente”. Vedremo…

Dall’EV non si torna più indietro

Le auto elettriche sono senz’altro il futuro (anche se per me Il ed altri sono già il presente), in quanto semplicemente migliori di tutte le altre tecnologie di propulsione. Migliori sia dal punto di vista dell’efficienza energetica (è stato provato che un BEV – veicolo elettrico a batteria – ha un’efficienza energetica complessiva del 73%, contro un misero 13% di un ICE – veicolo con motore a combustione interna); sia dal punto di vista dell’impatto ambientale (secondo un recente studio della Trasport & Environment, un BEV consente in media in UE di dimezzare il quantitativo di emissioni di gas serra rispetto ad un veicolo a gasolio).

Non credo che sia necessario attendere ancora altri anni per vedere sul mercato nuovi modelli di auto elettriche abbordabili e con autonomia di 500-600 km. Anche adesso si possono trovare, grazie ai gruppi di acquisto e alle occasioni dal mondo dell’usato, delle opportunità convenienti e si può da subito contribuire – con un po’ di sacrificio e organizzazione – a ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico delle nostre città. Quasi tutte le famiglie possiedono un paio di auto, perché almeno una di queste non può essere a zero emissioni locali? Forza e coraggio, elettrizzatevi anche voi!”

 

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