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Stop al raid motonautico Pavia-Venezia, manca l’acqua

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Fiume Po
Il fiume Po in secca a causa della siccità (Archivio Regione Emilia-Romagna) Copyright : Roberto Brancolini

Stop al raid motonautico Pavia-Venezia per mancanza d’acqua nei fiumi Po e Ticino. I problemi climatici si fanno sentire e rimandare questa sfida sportiva a tempi migliori e fiumi più carichi è uno dei tanti sintomi. Soffre l’agricoltura, soffre la produzione di energia da idroelettrico, soffre tutto l’ecosistema…

stop al raid
Aria nuova anche nella motonautica con mezzi elettrici, ma l’acqua non c’è…

Stop al raid: l’edizione n.70 incagliata nei fondali bassi

La 70ª edizione del Raid Motonautico Pavia-Venezia, organizzata dalle Associazioni Motonautica Pavia e Motonautica Venezia, era in programma domenica 5 giugno. Ma, come si legge nel comunicato della FIM (Federazione Italiana Motonautica): “La 70ª edizione del raid motonautico non si terrà nella data prestabilita a causa delle ingenti carenze idriche sui fiumi Ticino e Po. Non essendo possibile garantire, al momento, le condizioni di sicurezza per gli equipaggi iscritti”. Il problema c’è tutto e la scelta arriva su su indicazioni di AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po). Tutto rimandato (forse) al primo fine settimana di ottobre.

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L’emergenza ambientale creata dall’abbandono della plastica è drammatica.

Venezia è sommersa dalle microplastiche, come la Cina

Forte il segnale che arriva dai fiumi. Ma purtroppo non è finita qui. In uno degli appuntamenti scientifici del Salone di Venezia è emersa la drammaticità della situazione ecologica della città. “Nell’area costiera di Venezia c’è una concentrazione di microplastiche per metro cubo con valori analoghi alla foce del Pearl River in Cina“. Situazione che richiederebbe provvedimenti drastici ed urgenti. Il dato è emerso durante la presentazione del progetto InNoPlastic illustrato da Paolo Franceschetti di Legambiente Venezia e dedicato alle microplastiche in ambiente fluviale e marino. “Il monitoraggio condotto finora, secondo il protocollo europeo ha permesso di scoprire che tra le varie tipologie di rifiuti gettati in laguna c’è una prevalenza di plastica (95%)“.

Eppure la soluzione è semplice, quasi banale

venice tap water

Da tempo c’è chi in città propone interventi per ridurre la vendita di bottiglie in plastica. Azione con effetti abbastanza immediati visto che sono milioni i turisti che frequentano la città. Il progetto si chiama Venice Tap WaterL’obiettivo, spiega il suo ideatore Marco Capovilla (gestore anche del gruppo Facebook Venezia Pulita) “è di ridurre l’impatto che ha l’acqua in bottiglia. I visitatori di Venezia non sono minimamente informati sulla potabilità dell’acqua del rubinetto e delle fontane. Ogni giorno decine di metri cubi di acqua confezionata entrano in città e vengono consumati e tutto ciò si potrebbe evitare“. Come? Attraverso una semplice campagna di comunicazione digitale e con manifesti informativi: “Molte strutture ricettive, dagli hotel ai B&B, hanno aderito. E ci dicono che hanno notato un calo importante della quantità di bottiglie di plastica rispetto a prima dell’introduzione del volantino“.

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Ecco come dovrebbe essere la piattaforma di raccolta dei rifiuti.

Ma ci sono anche i robot per aspirare i rifiuti dai fondali

Accanto all’iniziativa civica a basso costo è doveroso citare anche i progetti pubblici. C’è Maelstrom, finanziato con 6 milioni di euro che coinvolge 8 Paesi Ue, che come spiegato  dalla coordinatrice Fantina Madricardo prevede la mappatura dei punti in cui si accumulano i rifiuti sui fondali. E qui entrano in acqua i robot attraverso una piattaforma  per la pulizia, ancora in fase di test, che potrà aspirare o prendere con un gancio i rifiuti, come è stato illustrato dai relatori in un convegno del Salone nautico. Da fine estate sarà tentata la pulizia in un sito costiero e uno lagunare (in zona Cavallino e a sud della Giudecca). I rifiuti saranno separati da un robot. Da approfondire l’azione di riciclo chimico: “Tramite pirolisi a bassa temperatura che serve a recuperare le molecole e farne altro, ad esempio carburante per alimentare la piattaforma robotica di raccolta“. Qui il link al convegno, con gli interventi dei relatori.

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Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, al secondo mandato.

Stop al raid: la necessità di una svolta, a partire da Venezia

Queste due notizie, oltre che segnali, sono evidenze concrete degli effetti dei cambiamenti climatici in corso. E della mancanza di coscienza ambientale per la plastica buttata in acqua. Serve una svolta. Abbiamo visitato il Salone di Venezianon mancano imprenditori innovativi, anche per la motonautica con i primi prototipi elettrici. Con proposte ecologicamente avanzate per la mobilità su acqua. Ma si trovano accanto a mega-barche e mega motori che consumano quantità enormi di idrocarburi e rilasciano grandi quantità di emissioni. In conferenza stampa, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha enfatizzato troppo la necessità delle compatibilità economiche, rispetto all’emergenza ambientale. Serve un piano per l’elettrificazione e per la riduzione di tutte le emissioni. Facendo le scelte giuste, non sulla strada annunciata dal Comune: “A Mestre, in via Orlanda, sta per essere inaugurato un distributore stradale a idrogeno per gli automobilisti“. Sì, proprio gli automobilisti a idrogeno, che non esistono . Mentre mancano le colonnine elettriche per le barche, che esistono eccome.

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2 COMMENTI

  1. Sono veramente felice che la siccità abbia tolto il loro piccolo divertimento. Ormai mi sono rassegnato all’inutilità di argomenti seri. I cretini si accorgono della gravità della cosa solo quando togli loro i giocattoli.
    Visto che ultimamente il Pò e altri fiumi sono poco più che rigagnoli, spero almeno prendano l’occasione per ripulire bene i fondali. Sta emergendo di tutto: relitti della guerra, automobili…

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