Lo stop alla sosta gratuita per le auto elettriche è un episodio isolato o l’inizio di una tendenza destinata ad allargarsi? In alcune cittadine italiane le amministrazioni stanno rivedendo, in tutto o in parte, le agevolazioni sulla sosta per i veicoli elettrici, introducendo tariffe, limiti temporali o sconti al posto della gratuità totale. Vediamo alcuni casi, in particolare a Como dove il sindaco fa uso di una logica che lascia perplessi: «Una macchina elettrica costa 50mila euro, non penso che a questi proprietari manchino 2 euro per il parcheggio». Ma ci sono BEV a prezzi molto minori e la riduzione del gas di scarico va a beneficio di tutti.
Pescara: stop alla sosta gratis per le elettriche
A Pescara la revisione delle regole sulla sosta ha acceso il confronto politico. Rincaro per tutti i parcheggi. A farne le spese sono anche i circa 2.000 residenti possessori di auto elettriche. A cui la sosta gratuita viene revocata e sostituita da una tariffazione oraria, mitigata dalla possibilità di ottenere uno sconto del 50% sugli abbonamenti.

La motivazione a sostegno della modifica? Nella delibera si sottolinea come le esigenze di mobilità siano cambiate, anche grazie alla maggiore disponibilità di mezzi alternativi all’auto privata – monopattini, biciclette, autobus e scooter elettrici – che il Comune intende incentivare. Va bene ma c’è ancora tanto da fare per promuovere il cambio dell’auto inquinante con quella a emissioni zero e la sosta gratuita può aiutare.
Como: nessuna gratuità sugli stalli blu, il sindaco: “Automobilisti elettrici ricchi”
La delibera di Pescara è recente. Risale invece all’inizio del 2025 il cambio di passo a Como. Qui la posizione dell’amministrazione è netta. Il sindaco Alessandro Rapinese ha sottolineato che le agevolazioni sugli stalli a pagamento sono già numerose, a partire da quelle riservate a disabili e car sharing. E soprattutto il primo cittadino ha minimizzato l’impatto economico della sosta sui proprietari di veicoli elettrici: «Una macchina elettrica costa 50mila euro, non penso che a questi proprietari manchino 2 euro per il parcheggio». Agevolare il cambio e la riduzione del gas di scarico però va a vantaggio di tutti: ricchi e poveri. E di non ricchi con l’auto elettrica ce ne saranno molti di più, anche grazie all’ultima tornata di incentivi che ha puntato propria a favorire il passaggio all’utilitaria elettrica proprio dei cittadini meno facoltosi.
Varese: cancellata la sosta gratuita, idem a Bergamo per i non residenti
Paradossale la situazione a Varese. Nel consiglio comunale il centrodestra l’anno scorso è riuscito a far approvare un emendamento che sopprime l’agevolazione. Su Varese News si legge che la «misura in passato aveva contribuito all’aumento della diffusione di queste auto in città. Il provvedimento è passato con i voti di Lega, Pdl e Fratelli d’Italia e con l’astensione della maggioranza di centrosinistra». Ben 22 astenuti e 7 voti a favore. Una astensione che chiaramente vale un voto positivo.
Su questo provvedimento abbiamo già scritto l’anno scorso dopo l’indicazione di un lettore. Nello stesso articolo lo sfogo di un cittadino sul Comune di Bergamo per la restrizione rivolta ai non residenti.
Ciampino: gratuità limitata nel tempo
A Ciampino lo stop è solo parziale. Con un’ordinanza entrata in vigore il 20 giugno, il Comune ha introdotto la sosta a pagamento regolamentata da parcometri anche per i veicoli a emissioni zero. Le auto elettriche possono usufruire della sosta gratuita solo per le prime tre ore, mentre le ibride sono soggette alla tariffa oraria standard di 1 euro. Stessa modalità nel vicino Comune di Marino dove la gratuità si riduce a 2 ore.
Un segnale che va oltre i singoli casi?
I casi di Pescara, Como, Varese e Ciampino mostrano come la gratuità dei parcheggi per le auto elettriche non sia più considerata, da alcune amministrazioni, uno strumento prioritario di incentivo alla mobilità sostenibile. In particolare, le motivazioni espresse dal sindaco di Como meritano una riflessione più ampia.
L’incentivo alla mobilità elettrica non risponde solo a obiettivi economici o di gestione della sosta, ma anche a due questioni centrali: il contrasto al riscaldamento globale e la tutela della salute pubblica. Ridurre le emissioni locali significa diminuire l’esposizione dei cittadini a gas di scarico nocivi, con benefici diretti sulla qualità dell’aria e, di conseguenza, sui costi sanitari legati alle patologie respiratorie e cardiovascolari.
In questa prospettiva, l’agevolazione economica sulla sosta può essere letta non come un privilegio per pochi, ma come un investimento collettivo, capace di produrre benefici diffusi per la salute dei cittadini e per la sostenibilità del sistema sanitario nel medio e lungo periodo.
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Non ho nulla in contrario a pagare il parcheggio però che venga garantito il rispetto del divieto di occupazione degli stalli riservati alla ricarica. Domenica in Zoncolan ai parcheggi degli impianti di risalita non ce n’era uno libero e avrei avuto bisogno di ricaricare durante la sciata. Ho dovuto fermarmi al ritorno a una DC appositamente
Mi scuso se rispondo qui ma non mi fa commentare al posto giusto, fra l’altro su una cosa non inerente alle strisce blu. Vorrei dire al sig. Edwin che il mio inverter Deye ha la funzionalità UPS, è certificato CEI 0-21 , è configurato per l’Italia e funziona benissimo, quando manca la rete elettrica se ho la batteria carica non rimango al buio. L’inverter è stato collaudato da progettista ed elettricista e la connessione è stata certificata ed attivata da E- distribuzione. Senza nessun artificio particolare nel quadro di casa, semplicemente da un lato è connesso al contatore e dall’altro al quadro di casa. Solo per essere precisi
Ilario, non lo metto in dubbio. D’altro canto, siamo o non siamo il regno dell’incertezza del diritto?
A parte le polemiche, è possibile che gli ATS incorporati negli inverter siano stati “accettati” in una delle recenti revisioni della CEI 0-21 (il loro sito non ha un motore di ricerca pubblico e la norma consolidata ormai sembra il decreto milleproroghe scritto di notte dal pentapartito e dedicato all’avvocato Azzeccagarbugli).
https://static.ceinorme.it/strumenti-online/doc/0-21consolidata.pdf
Fino a pochi anni fa, quella norma vietava perfino le batterie di accumulo accoppiate ai generatori solari…
@ Daniele
Chi ha usufruito del 110% sulla casa, a fine lavori deve fare le variazioni al catasto.
Ovviamente dopo si andrà a pagare di più ( ma non sulla prima casa)… Quindi in 20/30 anni lo stato si riprende i soldi….
Così dissero in TV……
Premesso che dire lo hanno detto in TV equivale a “l’ho letto su internet”, tutto e il contrario di tutto. E quindi?
Ha senso agevolare in qc modo la sosta delle elettriche per i motivi citati nell’articolo, non ha (piu’) senso la gratuita’ totale non solo perche’ le elettriche non son piu’ pochine, ma soprattutto senza dei limiti si degenera nell’abuso della sosta sulle strisce blu. Che – oltre a rimpinguare le casse colunali servono anche a favorire la rotazione dei parcheggi.
Quindi ha senso l’iniziativa di Ciampino (ovvero concedere la gratuita’ ma per un minutaggio limitato), oppure anche ridurre la tariffa oraria per le sole elettriche.
Lasciare le strisce blu indefinitamente gratuite no, come pure no rimuovere completamente l’agevolazione, senza alcuna progressivita’
Ritengo che il trend sia inevitabile ma soprattutto giusto. L’auto privata è il mezzo meno adatto per circolare nelle nostre città, occupa una superficie minima di 8-10 metri quadrati per trasportare il più delle volte una o al massimo due persone, restando inoltre ferma ed inutilizzata per gran parte del tempo. Le aree di sosta, soprattutto, ma non solo, nei centri storici, sono spazi rari e preziosi, da utilizzare da parte di chi ne ha veramente bisogno, come ad esempio residenti con disabilità. Anche il fatto di abitare in un centro storico non deve dare automaticamente il diritto ad un parcheggio sul suolo pubblico: se si sceglie di abitarvi e di acquistare un’auto se ne devono accettare anche le conseguenti scomodità. Certo a questa politica va affiancata una rete efficiente di mezzi come tram e metropolitane, affiancata da biciclette e motocicli che rispettino le regole del codice stradale
Non appena ritirata la Kia EV3 ho richiesto il permesso del Comune di Milano per poter parcheggiare gratuitamente su strisce blu & gialle; vado a Milano solo per necessità e più che risparmiare il costo del parcheggio, mi attira il poter parcheggiare sulle strisce gialle, il che aumenta la possibilità di parcheggiare, soprattutto in certe zone.
Chissà se il sindaco in questione sarà così solerte anche nel multare chi occupa abusivamente le aree di ricarica.
Ad Ancona il permesso per il parcheggio di auto elettriche su strisce blu finora è stato gratuito sia per residenti che per non residenti. Dal gennaio 2026 il permesso parcheggio per auto elettriche resterà solo per residenti, mentre per non residenti non sarà disponibile neppure a pagamento. Due mie colleghe con 500 elettrica, che vengono al lavoro ogni mattina ad Ancona da centri di altri comuni, si trovano in forte difficoltà vista la mancanza di disponibilità di parcheggi in abbonamento in zona centro.
Era e rimane gratis dopo aver fatto richiesta con pagamento di marca da bollo di 16,00 euro
Non è così, almeno non secondo gli addetti di Ancona Parcheggi (l’ufficio comunale che rilascia i permessi), che hanno categorucamente escluso la possibilità di permessi auto elettriche per non residenti, a pagamento o non a pagamento., facendo riferimento a una specifica disposizione del Comune. Forse ti riferisci al permesso per residenti, quello continua a essere possibile.
Io ho un BEV da “soli” 26.000 €, ma ugualmente non ho mai avuto alcun problema a pagare il parcheggio nelle strisce blu dove richiesto.
E non ho certo scelto un BEV per questo motivo.
anche perchè è fantozziano chiedere il permesso gratuito a ogni singolo comune d’Italia .
e se siste agenti di commercio ;
rischiate il TSO
purtroppo ci sono paesi “inferiori” come creatività e ingegno al nostro
dove è bastata mettere una targa verde alle EV per risolvere il problema su tutto il territorio nazionale (UK)
confidiamo in un codice della strada unico a livello Europeo
almeno su qusto dovremmo essere daccordo tutti
o no ?
Le norme tecniche unificate a livello UE, da Utsjoki a Lampedusa, servono a togliere potere ai testardi signorotti della burocrazia locale/nazionale e darli al cittadino.
Solo per questo sono molto avversate dai cosiddetti nazional-sovranisti.
Non perché tolgano qualche vero potere, ma solo perché tolgono la possibilità a qualche ministro o direttore o tecnico vanesio di vantarsi per qualche cavillo.
Vedi, ad esempio, le norme elettriche che sono un ginepraio in tutta la UE. Prendi gli inverter solari con funzione EPS/UPS, molto utile in caso di blackout della rete pubblica, per non restare al buio se hai anche la batteria solare piena. La norma italiana CEI 0-21 vieta di avere a bordo dell’inverter la funzionalità EPS/UPS. Se il tuo inverter la supporta nativamente, appena gli dici che si trova in Italia, lui è costretto a disabilitare la funzione EPS/UPS per essere a norma e tu devi spendere altre centinaia di euro per replicare quella stessa funzione (che hai già pagata) perché l’elettricista la metta nel quadro elettrico. Tafazzi docet.
Diciamo piuttosto che chi può permettersi la macchina nuova può permettersi di pagare anche 2 € di parcheggio.
A maggior ragione chi ha usufruito di lauti incentivi.
È ora di smetterla di fare polemica citando gli incentivi per le auto elettriche.
Gli incentivi all’auto esistevano molto prima dell’elettrico e per decenni hanno riguardato solo le ICE.
Senza contare che benzina e gasolio sono ancora oggi pesantemente sovvenzionati: senza quei sussidi i carburanti costerebbero molto di più.
Io nel mio post le auto elettriche non le ho nemmeno menzionate. Parlavo in generale…
Ci sono anche quelli che comprano le macchine elettriche usate. E quanto dovremmo fare pagare a chi compra termiche da 70 o più mila euro e dal peso di 2,5 tonnellate?
Potremmo raddoppiare le accise sul gas e corrente a chi ha usufruito del 110% sulla casa… Per il sindaco in questione (ovviamente di centro-destra) se ho acquistato una BEV con soli 16.000 euro dovrei avere diritto al parcheggio gratis quindi?
Magari c’è la persona a basso reddito che il differenziale di prezzo lo colma – in parte – con queste agevolazioni. E ben vengono perché i benefici sono collettivi sul piano della salute.
// «Una macchina elettrica costa 50mila euro \\
Bisognerebbe recapitare al sindaco un listino aggiornato con i modelli segmento A..
La sosta gratis serviva a qualche comune per farsi bello a costo zero visto che di elettriche non ne circolavano. Adesso che se ne vedono in giro non possono rinunciare agli incassi, in ogni caso io in 5 anni che ho una bev ho sempre pagato il parcheggio e mi pare giusto
Dipende anche dalla disponibilità finanziaria, c’è chi ha fatto o fa dei salti per comprarsi una Bev, si fa i conti e visto la riduzione del differenziale con bollo, parcheggi, Ztl la compra e ne beneficiamo tutti con l’aria più pulita
Dimenticavo i comuni piuttosto che togliere l’incentivo sul parcheggio pensassero piuttosto a fare intervenire i loro vigili per multare chi occupa abusivamente le colonnine di ricarica
10 TWh di applausi! 👏👏👏
Giusta osservazione
Bollo auto e parcheggi sono incentivi che andranno sicuramente per scomparire con il diffondersi dell’auto elettrica. In Italia certamente non è il caso considerando che le vendite sono al palo e le auto elettriche non raggiungono neppure un milione del parco circolante.
Direi cge hai perfettamente ragione, superata una certa soglia di BEV circolanti tutte le agevolazionj (come sempre succede in Italia) spariranno, chi pensa diversamente non conosce gli “usi e costumi” nazionali 🙂