Stop a Model S-X, Tesla punta sui robot e convertirà gli spazi produttivi delle due auto più costose alla realizzazione degli umanoidi Optimus.

Stop a Model S-X: sempre meno auto, sempre più AI e robot
Tesla sta cambiando pelle: da produttore di auto a gruppo sempre più impegnato nell’intelligenza artificiale e nella robotica. E cessa definitivamente la peoduzione di due modelli che hanno fatto la storia del marchio, facendolo conoscere in tutto il mondo. Produzione che peraltro era ridotta a numeri minimi. È stato lo stesso Elon Musk a dare un’altra conferma svolta strategica, nell’annunciare i dati di bilancio 2025 . Tesla investirà 2 miliardi di dollari in xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk. La produzione di massa degli umanoidi Optimus non è comunque prevista prima della fine del 2026. Altro obiettivo del patron è quello di integrare modelli avanzati per la guida autonoma. Nessun nuovo modello all’orizzonte, con una gamma che per quel che riguarda le auto resterà limitata a Model 3 e Model Y. Parallelamente, la società ha confermato che la produzione del robotaxi Cybercab inizierà entro quest’anno. Nonostante le sfide regolatorie legate a un design privo di volante e pedali.

Calano le vendite, ma tengono i profitti con Model 3 e Y
Quanto ai conti economici, Tesla ha chiuso l’esercizio 2025 registrando il suo primo calo annuale del fatturato. Con ricavi scesi del 3% a circa 94,83 miliardi di dollari. Nonostante la contrazione del core business dei veicoli elettrici (vendite -9%), l’azienda ha sorpreso gli analisti sul fronte della redditività. Il margine lordo dell’automotive (esclusi i crediti regolamentari) è salito al 17,9%, superando nettamente le stime e il 13,6% dell’anno precedente. Nel quarto trimestre, l’utile netto è però crollato del 61% a 840 milioni di dollari. Mentre l’utile per azione rettificato di 50 centesimi ha battuto le attese del mercato. Un punto di forza del bilancio 2025 è la divisione energia e stoccaggio: nel 4° trimestre ricavi record per 3,84 miliardi di dollari (+25,5%). Grazie alla forte domanda di batterie per reti elettriche.
Il CFO Vaibhav Taneja prevede che le spese in conto capitale supereranno i 20 miliardi di dollari nel 2026, più del doppio rispetto al 2025. L’aumento servirà a finanziare nuove fabbriche per Cybercab, robot e camion Semi. Oltre a possibili incursioni nella produzione di chip per prevenire carenze nell’approvvigionamento.


Non le fa più perché non gli conviene più, avrebbe dovuto investire troppo e non avrebbe la certezza che venda, visto i tanti brand che prima non facevano elettrico. Prima fù solo Tesla ora è praticamente di tutti
Musk oltre che un giocatore d’azzardo è un innovatore.
Probabilmente ritiene vinta la guerra sulle auto elettriche nel senso che ormai indietro non si torna, quindi se ne possono occupare altri.
Ora, anzi forse nel concreto fra qualche anno, apre un altro fronte.
Dovesse avere successo sarà assolutamente necessario ripensare al modello economico altrimenti per le strade ci sarà la guerra.
visti gli sviluppi in Cina della robotica temo sia pesantemente in ritardo .. e poi gli manca tutta la catena di fornitura dei rivali orientali… l’annuncio di una apposita fabbrica di chip per gli Optimus è solo un annuncio…
Certo che con le auto elettriche ha finito di fare i grandi margini, e continueranno a diminuire.
Se vuole portare a casa i premi che ha concordato, deve puntare su ben altro.
Dimentichi che il Cybercab visto oggi potrebbe benissimo essere la piattaforma tecnologica per la prossima Model 2 e allora i numeri tornerebbero a salire e di molto…
Non mi sorprende: Musk è sempre stato un giocatore di poker: adesso non gli conviene più andare a “vedere” il gioco degli avversari, gli conviene puntare, magari bluffando, su “poste” più alte.
Alla fine se smettono di fare sti due modelli per mettersi a fare i robot domestici… Tutto sommato potrei valutare di comprare una Tesla. 🙂
Nel senso del robot, da usare come schiavo domestico.
Niente orario, niente contributi, niente sindacato… una pacchia.
In fondo a naso il TCO rischia di essere assai favorevole.
Nell’antica Roma uno schiavo domestico giovane, non specializzato ma “sveglio”, costava in media tra 1.500 e 3.000 sesterzi. Era una cifra importante: un legionario guadagnava circa 900 sesterzi l’anno, un lavoratore urbano anche meno. Significa che l’acquisto di uno schiavo equivaleva a due‑tre anni di reddito pieno di un cittadino comune.
Il mantenimento era relativamente basso: vitto povero, un tetto, qualche tunica. Si stima un costo annuo tra 120 e 200 sesterzi, quindi 2.500–4.000 sull’arco di vent’anni. In totale, tra acquisto e mantenimento, un proprietario investiva l’equivalente di quattro‑cinque anni di reddito medio.
Passiamo a Tesla Optimus. Il prezzo annunciato oscilla intorno ai 20.000 dollari: per un cittadino occidentale medio è una cifra paragonabile a un’utilitaria. Poco non è, intediamoci. Son dei bei soldini. Però il mantenimento teorico è minimo: elettricità, aggiornamenti software, eventuali riparazioni. Non mangia, non dorme, non si ammala, non invecchia.
E non protesta.
Nelle funzioni domestiche di base — trasporto oggetti, pulizie, compiti ripetitivi — Optimus può raggiungere o superare l’efficienza di un lavoratore umano non specializzato. Non ha però autonomia decisionale complessa, sensibilità, capacità di improvvisazione o adattamento profondo al contesto. È forte nella ripetizione, debole nella creatività.
E non parla. quantomeno per adesso. A volte un pregio, a volte un difetto.
Ma nulla impedisce che possa farlo, una specie di Alexa con le gambe.
Il confronto economico è netto: uno schiavo costava anni di reddito e richiedeva manutenzione continua; Optimus costa una singola spesa iniziale (importante, ma nemmeno inarrivabile, e con le economie di scala potrebbe anche diminuire) e un mantenimento marginale.
Il confronto etico è ancora più schiacciante: inutile sottolineare che a parità di mansione (schiavo domestico) l’utilizzo di una figura umana e semplicemente inaccettabile mentre per il robot è assolutamente naturale.
Vediamo a quanto lo mettono fuori…
Tutto sto casino?
Bastava fare l’esempio dei 4 schiavi sventolato di foglie di palma sul letto di Cleopatra sostituiti da un banalissimo ventilatore…
A me preoccupano due cose: che ci mettano il “petofono” e che ci sia la modalità Mein Kampf nella versione Performance.
Battute a parte, si aprono un po’ di problemi etici, probabilmente fra 5 anni faranno cose mirabolanti e magari… non prendi più la “signora” che puliva le scale condominiali, non chiami più il giardiniere a potare la siepe, non vai più all’autolavaggio perchè te la lava lui, insomma, qua se non gli fanno pagare i contributi, chi pagherà le nostre pensioni???
Ah ah ah …Le nostre pensioni ce le pagheranno i magrebini…tanto cari alla Boldrini.
Vedi che tu hai capito perché merita “tutto sto casino”? 😉
Non merita nessun casino: c’erano gli schiavi che sventolavano i principi e i re, ora c’è un ventilatore che ogni poveraccio si può permettere.
C’erano le sarte che confezionavano vestiti e i poveri ne avevano si e no uno per l’inverno e uno per l’estate che rammendavano ad ogni buco? Sono arrivati i telai e si confezionano vestiti a pochi spicci per tutti.
E nonostante la popolazione mondiale è cresciuta, la percentuale di poveri è sempre in diminuzione.
Vedremo.
Il problema non è tanto se e quando le cose succedono. Perchè poi come giustamente dice, già sul medio periodo un equilibrio si trova sempre.
Il problema però accade su un non meglio quantificabile “breve periodo” (che può durare in scioltezza anche un decennio o più) se certe cose accadono troppo velocemente.
Solo che, è risaputo, per l’essere umano medio è più impattante la fine del mese rispetto alla fine del mondo.
E se un seppur breve periodo lo quantifichiamo comunque in anni… ci siamo capiti.
Detto questo, io personalmente non mi cruccio. Il questo momento, dove la forbice tende allegramente ad allargarsi, almeno per il adesso faccio parte di quelli già “ricchi” che stanno diventando sempre più “ricchi”.
Le vigolette stanno a significare che (ancora) non sono miliardario, ovviamente.
Ma mai mettere limiti alla provvidenza, mi raccomando.
Effettivamente del resto del mondo potrei anche fregarmene, ma benchè non sia mai stato un campione di empatia, non riesco nemmeno a far finta di nulla.
E tra AI che sta già ampiamente falcidiando il terziario (l’ultimo in ordine di tempo è Amazon: 16.000 licenziamenti negli uffici, che si punta a sostituire con L’IA) e sti moderni andrapodi che promettono entro breve di far man bassa del secondario… Io qualche domanda me la faccio.
E non è tutto…
Come detto da altri, i robot non mangiano, non si divertono, non vanno a donne, non si drogano, non fanno acquisti in genere.
Niente più consumi….niente più schei…
Il sistema economico da ripensare in toto….
in realtà con “cervelli” basati su IA LLM apprendono anche i nostri pregiudizi e vizi quindi presto simuleranno mangiate e bevute, attività sessuali e tramite “agenti AI” faranno spese pazze… con la ns carta di credito
attenzione che è un attimo la formazione del “movimento per i diritti dei robot”..