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Stoccaggio “democratico”: Tesla aggrega 25 mila Powerwall

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Il sistema Powerwall di Tesla

Pacific Gas and Electric (PG & E) e Tesla hanno lanciato un programma pilota che metterà insieme migliaia di  batterie domestiche Powerwall per creare una “centrale elettrica virtuale” o “batteria distribuita”. Tesla ha invitato a partecipare al progetto circa 25.000 clienti PG&E dotati delle sue Powerwall.

In termini tecnici l’aggregazione si può definire un dispositivo di “demand response“. Tutti i partecipanti, in sinergia tra di loro e con la rete elettrica, possono fornire un servizio di supporto immettendo energia nei momenti di maggior richiesta. Una sorta di “centrale virtuale” che interviene solo in emergenza, per evitare black out.

I  clienti residenziali PG&E sono idonei per il programma se possiedono un Tesla Powerwall, hanno un accordo di interconnessione con PG&E e non sono iscritti ad altri programmi di demand response.

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Allerta siccità per il bacino idroelettrico californiano di Lake Powell

Emergenza elettrica per la California a secco

PG & E ha lanciato il programma pilota EMERGENCY Load Reduction Program (ELRP)  su richiesta dell’ Authority  di regolazione elettrica della California, preoccupata per una situazione sempre più critica.  Da un lato, infatti, la persistente siccità ha svuotato i bacini che alimentano le grandi centrali idroelettriche dell’entroterra, riducendone la capacità di generazione. Dall’altro lo sviluppo di centrali fotovoltaiche ed eoliche che producono ad intermittenza richiede un potenziamento della capacità di base load.

Ogni kWh ceduto in rete vale 2 dollari

I clienti partecipanti riceveranno un compenso di 2 dollari per ogni kilowattora incrementale di elettricità che Powerwall scarica durante un evento. Possono utilizzare l’app Tesla per impostare le loro esigenze di alimentazione di backup o per rinunciare a un particolare evento, se necessario.

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I sistemo di accumulo dei privati «sono una risorsa preziosa per supportare l’affidabilità della rete e una parte essenziale del futuro dell’energia pulita della California», ha detto  Aaron August di PG&E, VP of Business Development & Customer Engagement. «Collaborando con Tesla, stiamo integrando ulteriormente i VPP basati su batterie behind-the-meter su larga scala, contribuendo a rendere più accessibili le tecnologie di resilienza dei clienti».

 Drew Baglino Senior VP of Powertrain and Energy Engineering di Tesla ha aggiunto: «Cerchiamo di collaborare con le utility e le autorità di regolamentazione di tutto il mondo per sbloccare il pieno potenziale dello storage e portare elettricità più rinnovabile, resiliente e meno costosa a tutti».

Prossimo passo il V2G con le BEV

Le sperimentazioni in corso in varie parti del mondo riguardano anche la tecnologia V2G (Vehicle to Grid). Mirano a includere in progetti di “demand response” anche gli accumulatori dei veicoli elettrici.  Una spinta ulteriore al sistema di stoccaggio diffuso.

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1 COMMENTO

  1. Ottima notizia ! Molto interessate sia la remunerazione di 2 $ al kWh che la possibilità di stabilire quanta potenza immettere.
    Necessita però una precisazione importante:
    Oggi praticamente tutti gli accumuli che posso alimentare casa durante i Blackout sono in grado di immettere energia in rete, al massimo necessita un semplice aggiornamento software.
    Quindi è implementabile in tempi molto rapidi.
    Mentre la tecnologia V2G (Veicle to Grid) necessita delella istallazione di moltissimo hardware da aggiornare: pensiamo ad esempio alle WallBox ed alle auto elettriche.
    Pertanto i tempi saranno decisamente molto lunghi

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