Sterilizzare i costi energetici delle flotte elettriche? Con la ricarica industrializzata

costi flotte elettriche

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Centinaia di stalli di ricarica in un unico hub, superaffidabili e monitorati 24 ore su 24, a prezzi fissi e garantiti fino a 10 anni: è la soluzione Electric Palza 2.0 proposta da OneWedge per sterilizzare i costi delle medie e grandi flotte elettriche adibite alle consegne dell’ultimo miglio. Una clientela potenziale da 2,5 milioni di veicoli. Tutti alle prese con prezzi del gasolio saliti del 30% e oltre. Ne scrivemmo qualche settimana fa, ma oggi Fuoco Amico dà la parola all’inventore Gianni Catalfamo, che la illustra nel dettaglio.

Gli hub Electric Plaza: come funzionano, chi li finanzia

La crisi energetica continua, anzi si aggrava, e rischia di provocare danni superiori a quella del 2022.  Con devastanti ricadute a catena sui costi del trasporto, e quindi sui prezzi finali al consumo. Catalfamo però ci vede il bicchiere mezzo pieno: «I grandi investitori internazionali, proprio quelli che per anni hanno investito sull’Oil & Gas, oggi cercano affannosamente alternative. Tra queste, le grandi infrastrutture di ricarica.  Un progetto come quello delle nostre Electric Plaza di seconda generazione, garantisce ritorni interessanti, ma soprattutto stabili e sicuri».

Trovare i finanziamenti, insomma, non sarà più un problema. Anche se si parla di cifre importanti: fra i 10 e i 15 milioni di euro per ogni intervento (OneWedge ne ha avviati già sei, e altrettanti sono pianificati per il  prossimo biennio.

Si parte dall’acquisto di aree pregiate nei 117 principali hub logistici italiani, con metrature che arrivano a 30-40 mila metri quadrati. Poi c’è l’ acquisto e l’installazione dell’hardware per la ricarica: cabina di trasformazione da media a bassa potenza; da 250 a oltre 600 colonnine AC per le ricariche notturne della flotte più alcune HPC da 350 kW per i rabbocchi infraday; un accumulo stazionario da almeno 5 MWh (ma sia arriva fino a 15 MWh per gli impianti più grossi). Infine il miglior  software di gestione e monitoraggio delle ricariche.

La soluzione che accontenta tutti, Comuni compresi

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Elettricità o gasolio?

Adottando questo schema, il salto dal diesel all’elettrico «diventa per tutti una scelta redditizia» dice Catalfamo. «Noi come promotori e gestori delle Electric Plaza – spiega – ci possiamo approvvigionare di energia rinnovabile durante il giorno e direttamente dai produttori con contratti pluriennali PPA. Questo ci protegga dalla volatilità delle fonti fossili. Altrettanto vale per le flotte clienti che beneficiano di un costo d’esercizio fisso e garantito di circa 500 euro mensili a veicolo, comprensivo della ricarica notturna e del parcheggio diurno per i mezzi privati degli autisti. Gli investitori si assicurano un rendimento decennale interessante e a rischio zero. Infine i Comuni hanno tutto l’interesse a liberare le strade pubbliche di alcune centinaia di veicoli».

Per i trasportatori, il risparmio rispetto al diesel calcolato a spanne da Catalfamo, è del 18% ai prezzi medi del gasolio ante crisi nel Golfo, e del 30% ai prezzi attuali. «Non è poco – commenta -; ma per chi fa business è ancora più importante  poter sterilizzare i costi a lungo termine». Non è difficile immaginare, infatti, quanto sia cruciale la pianificazione strategica per aziende come BRT o DHL che hanno in flotta 10.000 furgoni.

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Gianni Catalfamo, fondatore di OneWedge

Dall’esperienza Charging Plaza l’idea di fare le cose in grande

Elaborando il progetto Electric Plaza 2.0 OneWedge ha fatto tesoro dell’esperienza maturata con le 15 Chargin Plaza di prima generazione, tutte destinate a impianti privati per singole flotte.

Scoprendo, per esempio, che pochissimi operatori del trasporto leggero hanno a disposizione uno spazio adeguato, nei capannoni o nei piazzali,  alla ricarica di centinaia di veicoli contemporaneamente. Men che meno per gestirla.

Ecco allora l’idea di «industrializzare la ricarica attingendo al  know how  accumulato».

Charging Plaza, così OneWedge ricarica i 20 furgoni di Teamwork

 

Per esempio:

  • Colonnine modificate e irrobustite (le forniscono S&H di Peschiera Borromeo e la ravennate Plus International) per sopportare tassi di utilizzo di oltre il 40%, contro il 2% medio di una colonnina pubblica a bordo strada
  • Connessione IOT ridondante con installazione Starlink
  • Monitoraggio e assistenza in tempo reale «perchè un trasportatore non può permettersi di trovare il furgone scarico alla mattina».

Tanta progettualità, tanta tecnologia e tanto impegno finanziario. Ma non sarà sprecato in un Paese che ancora non si decide a scommettere sull’elettrificazione e continua a viaggiare con il 98% di furgoni diesel? «La bassa penetrazione dell’elettrico nelle flotte – risponde Catalfamo – è figlia della mancanza di soluzioni vincenti; noi pensiamo di averla trovata. Poi, l’opinione pubblica è vittima della narrazione delle lobby petrolifere, che la politica scimmiotta. Penso che lo shock di questi giorni rammenti ad entrambi quanto sia fondamentale la lezione di Enrico sull’indipendenza energetica: quando la gente vede aumentare i prezzi alla pompa del 30%, qualche domanda dovrà pur porsela».

  • LEGGI anche: “Octopus e il caro energia: un sistema energetico tutto da rifare” e guarda il VIDEO

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