
“Noi ci concentriamo sulla domanda dei clienti”, dice l’azienda
E così c’è già che parla di “sbornia dell’elettrico passata”. Mentre la stessa Stellantis conferma il deciso cambio di rotta: “Abbiamo deciso di mantenere i motori diesel nel nostro portafoglio prodotti. E, in alcuni casi, di aumentare la nostra offerta di propulsori. In Stellantis vogliamo generare crescita, ecco perché ci concentriamo sulla domanda dei clienti“, si legge nella dichiarazione alla Reuters. Lasciando intendere che non è delle auto a batterie che chiedono i clienti entrando in concessionaria. Si tratta comunque di una mossa tattica: anche Stellantis dovrà prendere atto del fatto che il diesel è una motorizzazione al tramonto. E lo è proprio nella domanda dei clienti, visto che ormai vale l’8,9% in Europa (dati 2025), contro il 17,4% dell’elettrico. Con un trend 2026 che vede le auto a gasolio in ulteriore calo e l’elettrico in decisa crescita. Come peraltro conferma (qui) la stessa Associazione dei costruttori, ACEA.




Rispondo al commento del sig.r Massimo Granarolo, per quanto riguarda i veicoli commerciali quanto lei afferma lo provi a chiedere ai corrieri che non hanno neanche il tempo di respirare, vano di carico strapieno e vanno veloci per fare piu’ consegne possibili.
Provi a chiederlo alle ditte edili, con operai e vano carico strapieno, spesso oltre la portata dichiarata sulla carta di circolazione e anche loro non e’ che vadano piano nell’ utilizzo del mezzo.
Ripeto io sono a favore dell’ elettrico ma in questo caso purtroppo devo dire che ancora non e’ maturo il mercato, spero al piu’ presto che si sviluppi.
E’ chiaro che se un negoziante che deve fare delle consegne ai propri clienti senza avere i minuti contati allora il discorso cambia, io mi riferisco a chi il mezzo da lavoro lo usa intensamente, gente che fa 50 0 60mila km l’ anno correndo a pieno carico.
Riguardo al mezzo di lavoro Kia che ha indicato sono scettico che possa raggiungere i 400 km in uso come le ho descritto prima.
Quello che mi consola e’ che il mondo della mobilita’ elettrica continua a fare progressi evidenti molto velocemente quindi sono certo che nel giro di non molti anni questa ” lacuna ” che noto verra’ colmata.
Adesso capisco perché in Norvegia le elettriche sono ormai al 100% del mercato, non ci sono né corrieri e neanche ditte di edilizia.
Salve Gio, apprezzo il suo sarcasmo ma la inviterei a metterlo da parte in questo caso in quanto paragonare il mercato auto della Norvegia con quello italiano non sta molto in piedi.
Lei sa quante vetture sono state immatricolate nel 2025 ?
Circa 170mila in Norvegia contro 1milione e mezzo in Italia e consideri che il numero delle colonnine di ricarica si equivale però in Norvegia sono molte di più quelle ultra fast e veloci rispetto alle nostre.
C’è da dire anche che sono posizionate e funzionanti anche nei punti più remoti, noi possiamo dire la stessa cosa ad oggi ?
Suppongo che in Norvegia non ci sia lo stesso traffico veicolare che abbiamo noi quindi minor tempo perso soprattutto per corrieri, ditte edili ecc.
Le descrivo la situazione nella mia zona atteaversata da autostrada, Casilina ed un’ altra strada statale importante :: paese di circa 25.000 abitanti con estesa zona industriale e di conseguenza intenso traffico, ricariche veloci sono circa 4 e non sempre funzionanti, ricariche lente sono circa una decina di cui la metà ancora inattive nonostante siano state posizionate da oltre 1 anno.
Vogliamo parlare poi dei posti scomodi nelle quali sono state installate ?
Questa è la realtà del mio paese ma anche di quelli limitrofi purtroppo e glielo dico con amarezza.
Io che vendo auto e veicoli commerciali parlo con loro e non posso dargli torto perché le esigenze lavorative sono fondamentali cosi come l’ acquisto del mezzo di lavoro..
Sono sicuro che in Italia ci siano zone più idonee per l’utilizzo dei veicoli commerciali elettrici ma come ho già scritto ancora non abbastanza sufficiente in tutta la nazione.
Per quanto riguarda invece il trasporto pesante li si che la mobilità elettrica è ottima dal momento che le tratte sono abbastanza similari e che per legge devono fare una sosta di 45 minuti ogni 4 ore.
Sono fiducioso per il futuro ma devo essere anche realista.
Salve, il fatto che si sia venduto solamente il 9% di auto a gasolio in Europa non e’ tanto perche’ il diesel abbia perso ” appeal ” ma perche’ oramai l’ offerta e’ ridotta all’ osso, puo’ piacere o meno il motore a gasolio ma avrebbe ancora una sua discreta fetta di estimatori.
Per quanto riguarda i veicoli commerciali fa bene Stellantis ad offrire il diesel perche’ essendo mezzi da lavoro continuo devono soddisfare le esigenze di chi li utilizza quotidianamente e purtroppo le versioni elettriche, ad oggi, non soddisfano tali richieste.
Non sono un estimatore delle politiche del gruppo Stellantis ma in questo caso posso condividerle nonostante io sia a favore della mobilita’ elettrica.
Il problema piu’ grande secondo me e’ il governo che rema contro non favorendo gli eventuali clienti interessati all’ elettrico.
per me potrebbero farle anche a carbonella…. basta che rispettino realmente le norme sulle emissioni allo scarico… senza trucchetti vari.. e ovviamente verificate “a campione” (prendendo veicoli in concessionaria) su strada … Le vere verifiche van fatte così perché troppe volte ho saputo di prodotti omologati in base a campioni inviati ai test poi risultati diversi da quelli in produzione…
Salve Damiano, i consumi e di conseguenza le emissioni dichiarate che andrebbero rispettate non valgono solamente per le diesel ma per tutte le altre alimentazioni.
infatti Pierluigi io ho scritto (allineandomi alla richiesta di neutralità tecnologica corrente) che “potrebbero farle anche a carbonella” …
Il guaio grosso è che ottengono sempre deroghe, proroghe e contano su norme WLTP che son ben lontane da ottenere ciò che serve, ossia far inquinare meno le persone che viaggiano.
Se la corrente elettrica è prodotta in modo “pulito” (da F.E.R.) qualsiasi automobilista con qualunque modo di guidare comunque non inquina (se non PMx da pneumatici bruciati in drifting, frenate e riaccelerazioni stile Formula 1 ).
Pierluigi è la mentalità sbagliata prendi il kia pv 5 batteri a 71 kWh stai scarso fa 400 km metti 2 soste da 15 + la pausa da 1 h in una giornata di 10 h e ricarichi altri 100 kHw sono 1100 km io ho 60 anni ma ho un doblo ma quando ho fatto i miei 600 km sono cotto e di soste ne facci di pi in 8 h. quando guido la macchina elettrica faccio molto meno fatica rispetto diesel chi guida tanto dovrebbe provare.
concordo Massimo… ho avuto 7 turbodiesel 2.0, tutte vetture comode, pure con cambio automatico… ma sia io che mia moglie con l’elettrica ci troviamo meglio, molto meglio.. Tanto le soste le facevamo ugualmente… pure 30 anni fa con le motociclette 😉..i viaggi non devono diventare una corsa di sopravvivenza (anche se capisco che ci son categorie lavorative oramai schiavizzate dai ritmi.. e purtroppo per loro – e chi li trova x strada – non c’è soluzione imminente…e forse non ci sarà mai, perché come è già successo con PC, Cellulari etc.. quello che doveva “diminuire e facilitare” il lavoro è stato usato contro i lavoratori.
Se arriveranno veramente auto a guida autonoma, non sarà per rilassarsi durante i viaggi ma per far lavorare in auto .
Bene dai, si assicurano qualche altro anno di lauti guadagni prima del decesso definitivo.
Fantastico Filosa!
Una stupenda giustificazione della necessità del programma di decarbonizzazione della UE: se lasciassimo fare a quelli che “… ci concentriamo sulla domanda dei clienti…“, non ci saremmo mai mossi all’epoca dei motori pre-Euro! 🤬
Spero solo che le azioni striscino almeno verso 8-9 euro prima del fallimento totale…
È difficile capire perché una azienda di queste dimensioni punti così decisamente verso il baratro.
Perché si stanno mettendo via il gruzzolo per scappare quando la nave affonderà con dentro tutti gli operai e l’indotto
Gli unici a guadagnarci (tanto) saranno quelli delle officine che eliminano DPF e urea
Con il gasolio che in Italia costa più della benzina, con il costo aggiuntivo del AdBlue, con un prezzo di acquisto immagino superiore e con il rischio di futuri blocchi alla circolazione…..non la vedo tanto bene.
Forse sui vari Berlingo, Doblò non commerciali avrebbero fatto meglio ad aumentare la capacità della batteria ad almeno 75-80kwh.
Chi compra questi veicoli li prende come prima e/o unica auto di famiglia e 50kwh erano troppo pochi.
Per questo non ne hanno più enduti, commerciali e non.
Tra Italia e Germania che vogliono tornare al Diesel (spero senza “gate” stavolta) e la Francia si aprirà sicuramente un conflitto, visto che i francesi di Renault continueranno a puntare sulle N.E.V. (come i cinesi) con modelli a batteria, autonomia estesa (con i nuovi motori di Horse) ed ibridi… ma anche sul piano legale visto che il Tribunale di Parigi sta allargando le indagini e la persecuzione non solo di VW/Audi ma anche di altri costruttori europei che hanno omologato vetture a gasolio con dispositivi che non corrispondono alla legge quando guidati su strada (ed io stesso ho visto su diverse mie auto -vari marchi- gli effetti di riprogrammazione “di emergenza” per normalizzarle un po’… con notevole calo prestazionale ed ovvio aumento dei consumi rispetto a quanto ottenevo prima).
Oltretutto tornare al Diesel adesso in Francia si rischia di incorrere in forti penalizzazioni
https://www.motor.es/noticias/francia-endurece-impuestos-matriculacion-emisiones-peso-2026112614.html
chissà se l’ottimo @Ivone Benfatto ci farà sapere qualcosa in merito 😉
Ottime considerazioni, damiano I.
Io riflettevo anche sul fatto che in Stellantis il governo francese ha una quota azionaria del 20% (se non sbaglio), per cui non capisco come possa Stellantis riuscire a compiere un tale dietrofront al diesel.
Ciao Eugenio
il governo francese ha quote un po’ ovunque (a partire da Renault), e le conseguenze sono pesanti, come da noi con ENI/ENEL : per il loro eccesso di dirigismo han fatto saltare pure l’accordo produzione del nuovo caccia europeo in collaborazione con Germania e Spagna.
E’ un momento molto confuso, e pure la politica (francese e tedesca in particolare) non garantisce un orizzonte normativo chiaro, che poi si riflette sulle norme europee.
Filosa cercherà di tenere in piedi adesso la “baracca” producendo su ogni mercato ciò che riesce a vendere ora; anche Renault per altro sta per spostare produzioni di auto “made in France” negli stabilimenti esteri (es. Renault Scénic -e forse pure Rafale- a Palencia per produrle in Spagna dal 2028) per “ospitare” invece produzioni di Ford (Fiesta?), Nissan Micra, Mitsubishi Eclipse Cross (elettriche) mentre stanno riprogettando pure loro piattaforme multi-energia per non scontentare nessuno (quindi dovrò restare a guardare il restyling My26 della Megane e-tech perché la My2028 sarà ben diversa, anche EREV…e magari torna pure il gasolio…così è contento pure Trump).
Grazie Damiano per la richiesta del mio parere.
Premessa: anche se abito in Francia, non seguo ogni aggiornamento “in tempo reale” Infatti questa notizia l’ho incrociata anche grazie a Vaielettrico e al suo commento.
Detto questo, secondo me va tenuta distinta la mossa di Stellantis dal “clima Francia”. Filosa parla di ritorno di alcuni diesel in risposta alla domanda dei clienti. Ma, in questo caso, “i clienti” non sono un blocco unico: la domanda può benissimo arrivare da alcuni mercati/usi (flotte, alte percorrenze, traino, ecc.) e non necessariamente dal cliente francese medio… magari più da altri Paesi (Italiani? 😄).
In Francia, infatti, il 2026 va nella direzione opposta sul piano fiscale: il malus CO₂ si irrigidisce (soglia di partenza più bassa e tetto massimo fino a 80.000 € per le auto più emissive). Quindi “tornare” col diesel in Francia rischia di significare soprattutto “tornare” con un conto molto più salato, specie su modelli pesanti e/o con CO2 alta.
Sul fronte dieselgate/omologazioni, sì: in Francia il dossier continua a muoversi a livello giudiziario, quindi anche il contesto “legale” resta un elemento da non sottovalutare.
E aggiungo un aspetto pratico spesso sottovalutato: per ricaricare a casa non serve essere “grandi utenti”. In Francia non è difficile poter avere, anche per le abitazioni, una fornitura con una potenza contrattuale elevata (monofase fino a 12 kVA, oppure trifase fino a 36 kVA). Di conseguenza, per privati e piccoli artigiani la ricarica domestica può essere tecnicamente semplice e con tariffe convenienti (soprattutto in alcune fasce orarie), riducendo parecchio il “vantaggio pratico” che il diesel aveva un tempo.
Più che un “ritorno del diesel” in Francia, io la leggerei come una mossa paneuropea di Stellantis per coprire nicchie di domanda dove il diesel è ancora richiesto, mentre la Francia continua a spingere (anche via fisco) a rendere meno appetibili molti termici.
Conclusione personale: onestamente faccio fatica a capire questa scelta. Magari può portare qualche risultato nel brevissimo termine, ma ho seri dubbi sulla sua efficacia nel lungo termine, proprio per la direzione che stanno prendendo fisco e regolamentazione in molti Paesi europei.
Ma come???
Io non ci capisco più niente!!!!
Meno male che soldi non ne ho per comprare un auto nuova… Così non mi devo affidare al caso la scelta della motorizzazione….
Vabbè aspetterò fino ad agosto del 2031…..
Lo avevo segnalato sul post della Ford ecco l’esempio perfetto, una piccola boccata di ossigeno prima di soffocare.
Poi daranno la colpa alle ev che hanno rovinato il mercato invece di guardare dove sono stai fatti gli errori.
Ma forse tutta la colpa non’è solo del Ceo anche se dovrebbe prevenire con quello che viene pagato, non curare quando è troppo tardi, c’è lo zampino del governo che fa di tutto per questo flop della Stellantis almeno per il nostro paese, voglio proprio vedere quanti sono ancora attratti dalla “ nafta “ a 1,73€ al litro andranno a ruba e poi con Euro 7 andranno in officina, contenti loro…
Viva la libera scelta.
Un’azienda che non ha una chiara visione del futuro. Inaffidabile
Sono gli unici motori competitivi di Stellantis, che dovrebbe fare?
Anche Stellantis ha fatto cose buone!
Sei l’avvocato di Jeffrey Epstein?
Corretto, ti contattiamo a breve
Vi aspetto alla festa sull’isola.
l’isola dei bavosi.
La visione di una talpa, il coraggio di don abbondio e le minacce (di licenziamenti) di un aspirante suicida. Questo il profilo professionale dell’attuale AD Stellantis.
Assolutamente d’accordo!