Stazioni di ricarica Renault: stop al piano

Stazioni di ricarica Renault: stop al piano concepito dall’ex n.1 Lui De Meo. Il successore, François Provost, non le considera una priorità  e ferma le nuove installazioni.

Stazioni di ricarica RenaultStazioni di ricarica Renault: che succederà all’intesa con Free to X in Italia?

Doveva essere una rete europea, denominata Mobilize Fast Charge, in grado di fare concorrenza ai Tesla Supercharger e ai prinicpali network. Obbiettivo: 650 stazioni in Francia, Belgio, Spagna e Italia entro la fine del 2028. Per il nostro Paese era stato firmato un accordo con Free to X, la rete ad alta potenza creata da Autostrade per l’Italia. Free to X avrebbe dovuto supportare Mobilize nella crescita delle attività fuori dalla rete autostradale. Non si sa se ora anche questi progetti verranno rimessi in discussione. La notizia dello stop è stata rivelata dal quotidiano francese Les Echos. Il progetto era partito in Francia, con l’idea di avere già a fine anno un centinaio di stazioni operative. Alcune di queste dotate di spazio lounge per i clienti. In realtà siamo a quota 60 e ora verosimilmente ci si limiterà, nel corso del 2026, a ultimare gli investimenti già in corso (le colonnine sono fino a 320 kW di potenza). Secondo Les Echos, si arriverà a un centinaio in tutto e poi stop. In attesa che il nuovo maangement decida che cosa farne in futuro.

Stazioni di ricarica RenaultUn mercato sempre più per specialisti (solo Tesla…)

Il fatto è che queste stazioni richiedono un investimento ingente. E occorrono parecchi anni prima di diventare remunerative, anche in un mercato con un’alta penetrazione delle auto elettriche come la Francia. E Provost, che sta puntando molto più sull’ibrido che sull’elettrico, non considera questo business una priorità. Al contrario di De Meo. Del resto un po’ tutti i costruttori, tranne Tesla, stanno frenando nelle loro ambizioni nel settore della ricarica. Rallenta Mercedes e rallenta anche Volkswagen, che pure aveva inestito pesantemente in diversi network. Tra cui Ionity (a livello europeo) e Ewiva (in partnership con l’Enel) per quel che riguarda l’Italia. E questo business sembra sempre più in mano a specialisti. Come l’alleanza a quattro tra  Atlante, Electra, Fastned e Ionity, ora ribattezzata abilmente Charge League e sempre più ambiziosa.

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Visualizza commenti (1)
  1. L’ idea era coraggiosoa …ma in questo particolare momento storico con forte contrazione delle vendite e dei margini … può (e dovrebbe) essere portata avanti non come progetto di un gruppo automotive ma di tutti i costruttori europei, coinvolgendo quanti più stackeholders possibili, anche perché avrebbe successo solo mantenendo i prezzi al pubblico molto bassi e convincenti per fare aumentare il tasso di adozione delle BEV/NEV
    Anche BYD ha intenzioni simili in Europa mai auguro che pure loro non affrontino individualmente questo indispensabile ed ambizioso progetto

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