I legislatori americani propongono per le auto elettriche e ibride plug-in una tassa federale annuale per compensare la diminuzione del gettito fiscale derivante dai carburanti tradizionali. Ma il valore è quasi il doppio di quanto chiesto alle termiche.
Il provvedimento prevede un contributo iniziale di 130 dollari per le BEV e 35 dollari per le ibride ricaricabili, destinato ad aumentare progressivamente dal 2029. Parallelamente, il testo riduce anche i fondi destinati alla rete di ricarica e ai programmi per la mobilità elettrica.

Perché Washington vuole tassare le EV
Negli Stati Uniti la manutenzione delle infrastrutture stradali viene finanziata principalmente attraverso le accise su benzina e diesel. Con l’aumento della diffusione delle auto elettriche, il gettito fiscale derivante dai carburanti sta però diminuendo progressivamente.
Da qui nasce l’idea di introdurre un contributo specifico per i veicoli elettrici, come compensazione alla mancata partecipazione diretta al finanziamento della rete stradale.
Secondo la proposta, le BEV dovrebbero pagare 130 dollari l’anno, mentre le plug-in hybrid sarebbero soggette a un contributo di 35 dollari annuali.
Dal 2029 gli importi crescerebbero di 5 dollari all’anno fino a raggiungere un tetto massimo di 150 dollari per le EV e 50 dollari per le ibride ricaricabili.

Una linea politica non nuova
La proposta non arriva dal nulla. Negli ultimi mesi era circolata l’idea di un contributo annuale da 200 dollari per le EV. Addirittura alcuni esponenti repubblicani avevano avanzato ipotesi ancora più aggressive, compresa una tassa federale da 1.000 dollari per veicolo elettrico.
Il nuovo schema appare quindi più moderato, anche se ancora poco equo. Negli Stati Uniti la tassa federale sulla benzina, infatti, è ferma a 18,4 centesimi per gallone (circa 4,86 centesimi/litro) dal 1993. Considerando una percorrenza media annuale di circa 18.500 km e un consumo medio di 9,48 km/l, oggi un automobilista americano paga quindi circa 100 dollari l’anno di tasse per il proprio mezzo. Va da sè che per l’e-driver la tassa sulla propria BEV sarebbe comunque superiore.
Senza dimenticare che molti lamentano come alcuni Stati abbiano già introdotto autonomamente alcune sovrattasse annuali per i proprietari di auto elettriche, proprio per compensare il calo delle entrate legate ai carburanti fossili.
Prezzi delle EV in calo: negli USA il divario con le termiche è ai minimi storici
Gli Stati sotto pressione
La raccolta delle nuove tasse verrebbe affidata ai singoli Stati americani tramite i sistemi di registrazione dei veicoli.
Il testo della proposta prevede inoltre una forma di pressione politica piuttosto forte. Gli Stati che rifiutassero di applicare il sistema potrebbero infatti subire tagli ai finanziamenti federali per i trasporti.
Una soluzione che evidenzia quanto il tema della fiscalità sulle auto elettriche stia diventando centrale negli USA, soprattutto negli Stati a forte penetrazione EV come California, Texas e Florida.

Transizione dei trasporti nel mirino
Oltre al nuovo schema fiscale, la proposta dei parlamentari americani integra anche un altro aspetto delicato per il settore dell’automotive a batteria: i possibili tagli ai programmi federali dedicati alla transizione energetica nei trasporti.
Nel testo legislativo è prevista infatti una riduzione dei finanziamenti per infrastrutture di ricarica pubblica, progetti di trasporto merci elettrificato, autobus elettrici e programmi destinati alle comunità svantaggiate.
Una scelta che potrebbe rallentare ulteriormente lo sviluppo della rete di ricarica americana, già oggi molto meno capillare rispetto al competitor n.1, la Cina, ma anche a diverse aree europee.
- LEGGI anche: “Prima le auto elettriche o le colonnine? Dipende: nelle città del Nord, per esempio…” e guarda il VIDEO



Non dovrebbe essere possibile tassare una cosa che premia l’ecologia, ma ancora una volta contano solo i soldi…..
Se corri su strada devi pagare come tutti gli altri a mio avviso, il fattore ecologia vedilo come una tua personale scelta
Eraldo, non ammettiamo i commenti dei negazionisti climatici. E lei esattamente questo è.
non sono negazionista ma l’uso di un veicolo il cui bollo è per definizione tassa di possesso e non di circolazione, dove le strade ed autostrade vengono mantenute con i proventi che le consessionarie ricavano dal transito dei veicoli , che i comuni raccolgono dai parcheggi a pagamento ,dagli accessi alle ZTL, dalle multe (ci sono anche quelle ) sono dovute non a caso anche il monopattino adesso è obbligato a pagare qualcosina a ragion veduta . io non mi lamento se pago 2000 euro anno di bollo o 8000 euro anno di benzina , sono soldi dovuti al fisco anche a vettura ferma i primi e in base a quanto giro i secondi altrimenti potrei chiedere all’ente autostrade sonto sul pedaggio o ingresso gratuito in ZTL visto il bollo che pago (comunque ci entro lo stesso con il permesso della 104 e parcheggio gratis anche negli autosilos e sulle striscie blu)e quella elettrica è ferma a casa al 90%