Nel 2025 la domanda di elettricità negli Stati Uniti è cresciuta con un’intensità che non si vedeva da anni e a sostenere l’impatto sulla rete sono state soprattutto le fonti rinnovabili. Il solare ha coperto oltre il 60% dell’aumento dei consumi, mentre l’eolico offshore torna ad avanzare nonostante l’opposizione di Trump.
Secondo una nuova analisi del think tank energetico globale Ember, nel 2025 la domanda elettrica statunitense è aumentata di 135 TWh, pari a un +3,1% su base annua. E’ il quarto incremento più alto dell’ultimo decennio. Un’accelerazione legata soprattutto alla crescita dei data center, all’elettrificazione dei trasporti e a una ripresa dei consumi industriali. A sostenere il grosso di questa nuova domanda di energia ci hanno pensato le rinnovabili.
Il boom del solare nel 2025
In questo scenario, il fotovoltaico è stato il vero protagonista. La produzione solare è cresciuta di 83 TWh in un solo anno: un aumento del 27% rispetto al 2024 e il più elevato in valore assoluto tra tutte le fonti. Da solo, il solare ha coperto il 61% della nuova domanda elettrica nazionale.
I dati evidenziano come la produzione sia avvenuta nei luoghi e, sempre più spesso, nei momenti in cui serviva. Texas, Midwest e Mid Atlantic sono stati i territori con la maggiore crescita sia della domanda sia della generazione solare. Con percentuali impressionanti: 81% della nuova domanda coperta dal solare in Texas e nel Midwest.

Accumulo, il vero moltiplicatore del fotovoltaico
Un dato particolarmente significativo riguarda la fascia oraria: l’incremento della produzione fotovoltaica ha coperto interamente l’aumento dei consumi diurni, tra le 10 e le 18. E grazie alla diffusione degli accumuli, una parte dell’energia solare ha contribuito anche alla copertura serale.
Il ruolo dei sistemi di accumulo emerge come elemento strutturale. Negli ultimi sei anni, ad esempio, in California la produzione combinata di solare utility-scale e batterie è aumentata del 58%, mentre la produzione nel momento di massima insolazione è cresciuta solo dell’8%.
Un segnale chiaro: l’energia viene sempre meno “sprecata” e sempre più spostata nel tempo.

L’eolico offshore resiste allo scontro politico
Mentre il solare consolida il suo ruolo, anche l’eolico offshore statunitense torna a fare passi avanti, nonostante l’opposizione frontale dell’amministrazione Trump. Un giudice federale ha infatti autorizzato la ripresa dei lavori del Coastal Virginia Offshore Wind (CVOW), il più grande parco eolico offshore degli USA, con una potenza di 2,6 GW.
Il progetto, sviluppato da Dominion Energy e dal valore di 11,2 miliardi di dollari, era stato bloccato dal Dipartimento dell’Interno con la motivazione di presunti rischi per la sicurezza nazionale legati alle interferenze radar delle turbine. Il tribunale ha concesso un’ingiunzione preliminare, permettendo la ripresa dei lavori mentre il contenzioso prosegue.
CVOW è in costruzione dal 2024 e dovrebbe entrare in funzione all’inizio di quest’anno. Una volta operativo, sarà in grado di fornire energia pulita a circa 660.000 abitazioni. Dominion ha già investito quasi 9 miliardi di dollari e punta ora a rispettare il calendario per iniziare a immettere elettricità in rete “nel giro di poche settimane”.
Non è un caso isolato. Nel corso della stessa settimana, anche altri due progetti offshore – Revolution Wind ed Empire Wind – hanno ottenuto il via libera dai tribunali. Segno che, al di là del conflitto politico, la necessità di nuova capacità rinnovabile sta prevalendo.

Una lezione anche per l’Europa
Il quadro che emerge dagli Stati Uniti evidenzia come la crescita della domanda elettrica non può più essere gestita senza un’espansione rapida delle rinnovabili, accompagnata da accumuli e grandi infrastrutture. Solare ed eolico offshore non sono più tecnologie “opzionali”, ma elementi centrali della sicurezza energetica.
Per l’Europa il messaggio è diretto: senza investimenti su reti, accumuli e produzione rinnovabile su larga scala, la transizione rischia di fermarsi non per mancanza di tecnologie, ma per limiti strutturali del sistema elettrico.
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