Stark Future: crescita record nel 2025. Qual è il segreto del brand?

La stark Varg SM è una moto progettata per portare il divertimento elettrico anche sull'asfalto

Stark Future chiude il 2025 con +77% di vendite e utili consolidati, puntando a nuovi capitali e a una IPO entro tre anni.

Stark Future sembrava un miraggio. Poi le promesse sono diventate realtà e quando la moto ha cominciato a macinare chilometri è arrivato il successo. Un successo che ha permesso a Stark di chiudere il 2025 con una performance finanziaria senza precedenti: le vendite sono salite del 77% su base annua, raggiungendo 115 milioni di euro di fatturato. La startup spagnola di motociclette elettriche annuncia ora l’intenzione di raccogliere nuovi capitali nel 2026 e di prepararsi a un’IPO entro i prossimi tre anni. 

Un anno di svolta per il marchio spagnolo

Nel corso del 2025 Stark Future ha consolidato una crescita delle vendite pari al 77% rispetto al 2024, portando il fatturato globale a 115 milioni di euro. La redditività è stata raggiunta in cinque dei nove mesi conclusivi dell’anno, un risultato significativo per un costruttore di veicoli elettrici giovane e in rapida espansione. In controtendenza al mercato moto, la crescita più rilevante si è registrata nell’ultimo trimestre dell’anno, con un  +97% su base trimestrale. L’inverno caldo di Stark è merito soprattutto del lancio di nuovi modelli road‑legal e al rafforzamento della presenza internazionale. 

La stark Varg SM è la prima moto pronto strada del costruttore barcelloneta

Performance globale e strategie di espansione

Il dato però più stupefacente è quello che riguarda le quote di vendita. Stark è infatti riuscita in meno di un anno a conquistare oltre il 3% del mercato globale delle moto enduro. In Germania, uno dei mercati chiave per la mobilità elettrica su due ruote, la Varg EX ha raggiunto una quota di mercato del 50% nel segmento enduro, con riscontri positivi anche in altri Paesi europei. 

Qual è il segreto delle moto elettriche Stark

Il CEO e fondatore Anton Wass ha dichiarato che la strategia vincente è stata offrire al mercato moto elettriche con prestazioni superiori alle controparti a combustione e una solida disciplina operativa in termini di catena di fornitura e sviluppo prodotto. Sicuramente, scegliere di debuttare con moto off-road ha reso la sfida decisamente più abbordabile. Le moto da strada ad oggi (forse per poco) sono ferme al palo per la mancanza di tecnologie in grado di garantire autonomie soddisfacenti. Nell’off-road questo è un problema secondario, mentre invece le caratteristiche proprie del motore elettrico sono un enorme vantaggio oltre ad offrire un’incredibile flessibilità e personalizzazione di utilizzo. 

Il futuro di Stark

I principali modelli che hanno trainato la crescita sono stati la Stark Varg MX, fortemente apprezzata nel motocross, la Varg EX nella sua versione enduro stradale e, più di recente, la Supermoto SM, che di fatto ha portato Stark fuori dal fango.

Questa espansione di gamma ha permesso a Stark di allargare l’offerta e anche allargare la percezione del marchio, ma sempre rimanendo in un segmento premium di nicchia.

Ora le sfide sono di livello superiore e per sostenere l’espansione futura, Stark Future sta pianificando un aumento di capitale nel 2026, con l’intenzione di arrivare a una IPO entro i prossimi tre anni. Questo passo strategico è visto come cruciale per assicurare le risorse necessarie a consolidare la posizione dell’azienda. 

Nel dicembre scorso l’azienda ha rafforzato il proprio bilancio con un finanziamento di 15 milioni di euro da parte della Banca Europea per gli Investimenti e un round equity da 25 milioni con investitori esistenti, portando l’investimento complessivo nel 2025 a 45 milioni di euro. 

Fino ad oggi Stark si è mossa in un mercato di nicchia. Con il crescere delle ambizioni e dell’offerta dovrà essere in grado di mantenere lo slancio della crescita, ampliare l’offerta verso segmenti meno premium e giocarsela con i motori termici dei grandi costruttori.

Visualizza commenti (5)
  1. Alessandro D.

    Ma ci mancherebbe, sono curiosissimo pure io.

    Il problema è tutto il resto che ci sta attorno.
    Qualche moto elettrica, secoli fa, l’ho provata: a parte il fatto che finite le prime tre accelerate la guida fatta col solo “tira e molla” diventa di fatto noiosissima (e vale anche per le automobili, intendiamoci) c’è un particolare che in molti sembrano trascurare.

    Ammettendo di poter regolare il freno motore/rigenerativo via app, cosa che non è affatto detta per tutti i modelli, all’atto pratico in marcia lo si tiene sempre lasco. Quindi finchè non si potrà regolare in tempo reale la rigenerazione, vuoi con un bottone o due, vuoi con una pedivella tipo quella del cambio, in ingresso curva con la Verge da 200 cavalli sarà come entrarci dentro con un due tempi da 300 kg.
    Per niente igienico.
    Certo, qualcuno dirà che in moto bisogna andare a spasso a 70 all’ora. A quel punto però mi domando a cosa servono tonnellate di coppia e 200 cavalli.
    Se mi parla di un bicilindrico da 150 cavalli, penso che però sarà d’accordo con me.

    Ma tornando a bomba, la batteria è solo uno degli aspetti.
    Ma di sicuro è un aspetto importante.

  2. La Stark “funziona” perchè, come ho sempre detto e come non mi stancherò di ripetere, soddisfa le aspettative del suo pubblico di riferimento.
    E sottolineo: le aspettative. Non le necessità vere o presunte. O decise a tavolino.

    Scendendo poi nello specifico, l’elettrico funziona già oggi molto bene nell’enduro, nel cross e (secondo me con qualche distinguo) anche nel motard.
    E questo per un sacco di motivazioni che evito di ripetere.

    Al contrario continuo a pensare che delle eventuali batterie allo stato solido, o fossero anche “magiche”, non saranno sufficienti a far cambiare idea sulle moto c.d. stradali se non saranno accompagnate da soluzioni che appagano le aspettative di chi va veramente in moto e che veramente spende i suoi soldi per comprare una moto.

    Quindi qual’è il segreto della Stark?
    Il segreto è che fa un prodotto che “si adatta” ai suoi clienti, al contrario delle altre aziende che si aspettano che siano i clienti ad adattarsi al loro prodotto.
    In pratica il segreto della Stark è che si comporta come un’azienda normale.

    1. eh oddio, SE le promesse di donut son vere io quantomeno la verge ts pro con le batterie allo stato solido la proverei.
      son curioso di vedere come si paragona con il mio bi da 150cv.

      chiaro che finchè si rimane su delle ottime nmc, pur sempre nmc rimangono e l’autonomia è quel che è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Chi vende di più, chi cala: il 2025 dei grandi marchi

Articolo Successivo

Energia da carbone: in Cina e India è in calo per la prima volta dagli anni '70

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!