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Starace (Enel) “Siamo già nell’era dell’auto elettrica”

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L'amministratore delegato dell'Enel Francesco Starace

“Siamo alla fine di una tecnologia, quella degli idrocarburi, e all’inizio di una nuova, quella elettrica, che è sintesi di tecnologie finalmente in grado di incontrarsi anche nel campo della mobilità”.

Per Francesco Starace, ad di Enel con profonde radici nel mondo delle fonti rinnovabili fin da quando fu protagonista della “success story” di Enel Green Power, “tutto questo è evidente a chiunque non abbia il paraocchi o altri interessi da difendere”. Nella sala convegni dell’Autodromo di Vallelunga dove Enel ha scelto di presentare il suo piano quinquennale sulla mobilità elettrica (200-300 milioni di investimenti per dotare il Paese di una rete di 14 mila stazioni di ricarica per auto elettriche) tutti pensano che si stia riferendo al “negazionista” Sergio Marchionne. Soprattutto quando rincara: “Chi nel mondo dell’auto ha capito che siamo di fronte a un salto tecnologico e lo affronterà come opportunità sopravviverà; per chi non l’ha capito si avvicina la fine”.

“Chi non lo capisce ha il paraocchi o altri interessi”

Starace non aggiunge altro e non fa nomi, ma dice con forza che Enel si farà trovare pronta, anzi sulla cresta dell’onda, come già accadde dieci anni fa quando lo stesso scetticismo circondava eolico e fotovoltaico e ciononostante Enel non si tirò indietro, convinta che ogni nuova frontiera sia “un grande plus da cavalcare”. L’ottimismo di Starace nasce dal fatto che il passaggio dall’era dei combustibili fossili a quella dell’elettricità non è più soltanto l’inevitabile risposta “alla minaccia globale del cambiamento climatico”, ma è ormai una soluzione efficiente, economica e competitiva ai problemi energetici del mondo. Rimpiazzare con elettricità pulita le fonti fossili (oggi nei trasporti, domani nella climatizzazione e oltre) consentirà insomma di decarbonizzare il nostro mondo, ma anche di usare l’energia in modo più efficace.

 

Da destra il responsabile e-mobility Albetto Piglia, l’ad di Enel Francesco Starace e il direttore della divisione e-Solutions Francesco Venturini

Dunque il futuro è segnato ed è inesorabilmente a vantaggio dell’auto elettrica. Il compito dell’Enel nei prossimi anni sarà creare le infrastrutture per “garantire una vita normale all’automobilista elettrico, consentendogli di godere la piacevolezza della guida sostenibile senza più l’ansia della ricarica”. Lo farà “senza chiedere contributi pubblici”, convinta però che la politica non si possa chiamar fuori: “E’ improbabile che non ci sia un intervento diretto del poteri pubblici per risolvere un problema ambientale così serio”.

“Gli incentivi? A volte diventano una droga”

Starace si augura quindi che la prossima Sen (Strategia energetica nazionale) metta in campo qualche misura “per dare una spinta alla mobilità alternativa, che per noi è quella elettrica più che il metano”.  E a chi gli chiede se auspichi una politica di incentivi all’acquisto dell’auto elettrica, l’ad di Enel risponde che “gli incentivi sono un’arma a doppio taglio: infatti si trasformano presto in una droga”. Molto meglio, a suo giudizio, insistere su misure normative che migliorino la qualità della vita a chi scegli di investire sulla mobilità a zero emissioni.

CONTINUA CON: Stazioni di ricarica, Enel batte 14 mila colpi

2 COMMENTI

  1. Le reti televisive si sono diffuse di pari passo alla diffusione dei televisori e quelle di telecomunicazione con il diffondersi dei telefonini. In entrambi i casi grazie al costo sempre più basso degli apparecchi terminali. Per le auto elettriche è la stessa cosa: intanto facciamole costare per tutti quanto quelle a benzina e poi di pari passo incrementiamo e infrastrutture.

    • Caro Alberto
      il costo di un’auto, come del resto il costo di ogni altro prodotto industriale, scende all’aumentare dei volumi prodotti. Un televisore, o un cellulare, vengono messi in vendita oggi a prezzi abbordabili solo perché le grandi aziende multinazionali pianificano la produzione a milioni di esemplari. Quindi è un po’ il cane che si morde la coda: è vero che le auto elettriche si diffonderanno quando costeranno meno, ma è anche vero che costeranno meno quando se ne venderanno milioni e non solo qualche decina o centinaia di migliaia, come accade oggi. Nello stesso modo, le reti di ricarica si diffonderanno in modo capillare quando ci sarà un più ampio numero di utenti, visto che anche installare una colonnina costa oggi qualche migliaio di euro. Certo devono essere le aziende produttrici a fare il primo passo, investendo massicciamente nella ricerca, sia per migliorare le prestazioni delle auto elettriche, sia per adottare tecnologie che consentano di ridurre i costi. Le assicuro però che questo finalmente sta succedendo e nel giro qualche anno avremo sul mercato modelli elettrici a prezzi uguali o di poco superiori rispetto a quelli dei veicoli tradizionali. Gli studi di grandi centri di ricerca economica indicano il 2022-2024 come gli anni in cui si raggiungerà la parità di costo tra le due tipologie di propulsione. Già oggi, però, l’alto costo iniziale di acquisto di un’auto elettrica è poi compensato da costi di gestione molto inferiori (manutenzione, bollo, carburante e via dicendo).

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