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Sorpresa Toninelli: tariffe ridotte per la ricarica e…

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Sorpresa Toninelli: non bastano gli incentivi, il ministro delle Infrastrutture vuole favorire la mobilità elettrica mettendo sul piatto altri 30 milioni di euro.

Vuole potenziare la rete di colonnine

La nuova norma è già stata pubblicata su…Twitter. Scherzi a parte, per ora si tratta solo di un annuncio, affidato appunto al social network più utilizzato dal governo. Ecco il testo: Inseriremo in una norma per potenziare l’installazione di colonnine di ricarica elettrica per i veicoli, recuperando 30 milioni di euro di risorse non spese negli scorsi anni. Stabiliamo anche tariffe ridotte per le ricariche. Avanti con la mobilità del futuro”.

Sorpresa Toninelli: altri incentivi in arrivo.

Lo “sbloccacantieri”, si sa, è la norma con la quale si vogliono snellire le procedure per i tanti appalti fermi e far ripartire quindi l’economia (qui il testo). Si tratta di capire, ora, come Toninelli intende favorire il potenziamento della rete di ricarica. Forse un incentivo installare colonnine pubbliche, che si affianchi a quello già in vigore (ovvero la detrazione in 10 anni del 50% della spesa sostenuta)? Quanto alle “tariffe ridotte”, viene da pensare a uno sgravio fiscale per la ricarica nelle colonnine pubbliche. Ma anche qui bisogna attendere di passare dai tweet alla realtà.

Ok, ma prima aggiustiamo gli incentivi già in vigore

Sorpresa Toninelli, dunque. Diciamo subito che l’accoglienza al tweet non è stata trionfale. I commenti insistono soprattutto sul fatto che “l’auto elettrica è roba da ricchi” ecc. ecc. Non ci si rende conto che un sistema di incentivi in questa prima fase può aiutare la diffusione di un nuovo modello di mobilità. In attesa che i prezzi si allineino a quelli delle auto con motore “caldo”. Un commento, però, lo vogliamo fare anche noi. Ovvero: prima di emanare nuove norme, sarebbe bene sistemare quelle che già esistono e che rivelano qualche pecca. Esempio: c’è un problema burocratico che di fatto impedisce di rottamare i vecchi ciclomotori (super inquinanti) acquistando un veicolo elettrico. L’abbiamo prima segnalato, poi documentato con casi concreti come quello di Francesco (qui), che non riesce a rottamare il suo Piaggio Zip del 1997 per comprarsi una bella Vespa elettrica. Pensiamo anche a quelli come lui che negli incentivi hanno creduto.

4 COMMENTI

    • Solo in Italia ci sono 35 stazioni di ricarica Tesla. Faccia un giro e controlli: nemmeno una assomiglia a quella della foto (che peraltro potrebbe essere un fotomontaggio)

        • Il problema delle tariffe è molto complesso. La stazione che si vede in foto è del tipo Fast che carica a oltre 50 kW in corrente continua. Ha un costo elevato, dai 20 ai 50 mila euro, che deve ripagarsi con tariffe inevitabilmente “salate”. Ma un automobilista elettrico sa bene che la ricarica fast non deve essere la norma, ma solo la soluzione occasionale nei lunghi viaggi. Anche perché stressa le batterie e ne accorcia la vita. Meglio sarebbe, a nostro avviso, incentivare, anche sgravando le tariffe, la ricarica pubblica accelerata fino a 22 kW in corrente alternata ad uso urbano e le ricariche condominiali, aziendali e domestiche.

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