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Sorpasso sul diesel: in Francia l’elettrico è a un passo

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Sorpasso sul diesel: in Francia l’elettrico è a un passo. I dati di marzo segnalano che solo un migliaio di unità separa le vendite di EV da quelle di auto a gasolio.  Con Tesla a trascinare il mercato.

sorpasso sul diesel
Vendite sul mercato francese. Fonte: Automobile Propre.

Sorpasso sul diesel alle porte e oltre il 13% di quota

Il trend è chiarissimo: mese dopo mese, si vendono sempre meno diesel e sempre più elettriche. In marzo le prime si sono fermate a quota 21.075, mentre le EV sono salite a 19.835 (13,45% di quota di mercato). Facile prevedere, a questo punto, che il sorpasso si concretizzi a breve. Stiamo parlando di una realtà ben diversa dall’Italia, con un prezzo dell’energia più contenuto e robusti incentivi ad aiutare la vendita di auto elettriche. Fatto sta che se da noi le EV sono precipitate al 3,7% di quota di mercato, in Francia siamo a ben 10 punti più in alto. Con un altro dato piuttosto clamoroso: la Tesla Model 3 è sul podio delle auto più vendute in assoluto, alle spalle soltanto di una low-cost come la Dacia Sandero. Se la classifica fosse fatta per fatturato, e non numero di auto immatricolate, non c’è dubbio che la Tesla sarebbe prima in assoluto.

sorpasso sul diesel
Fonte: Automobile Propre.

Tesla sempre in testa con il Model 3, davanti alla Spring

Quanto alla classifica delle auto elettriche più vendute, i dati sono ancora parziali, per i definitivi occorre attendere le statistiche di AVERE. Si sa dell’ottima performance di Tesla, sempre molto attiva nelle consegna nell’ultimo mese del trimestre. Sono stati consegnati 3.882 Model 3 e 968 Model Y, alcuni dei quali già provenienti dalla nuova fabbrica tedesca di Grunheide. Bene anche la Dacia Spring (2.111), con un migliaio di consegne in più rispetto alla “cugina” Renault Zoe (1.127). Non è ancora noto il risultato della 500 elettrica, che sul mercato francese (zona di Parigi in particolare) è una delle auto più apprezzate. Secondo il sito Automobile Propre, le  elettriche ha rappresentano il 17% delle vendite di Dacia, il 26% di Kia e il 21% di Hyundai. Per la Fiat si parla addirittura del 48% delle vendite totali, anche se con un solo modello.

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17 COMMENTI

  1. In realtà se si guardano le vendite di auto in Europa ciò sta avvenendo su tutto il continente. Aspetto con impazienza 2 o 3 anni massimo quando i produttori non avranno più alcun interesse economico a produrle.

  2. Carissimi Tutti,

    In Francia (dove abito) il prezzo di vendita ai piccoli consumatori (meno di 36 kVA trifase di potenza impegnata) è più basso che in Italia perché esiste ancora la tariffa regolamentata (oggi 17,40 c/kWh, tasse e accise incluse) che viene offerta dal fornitore storico (EdF). Dal punto di vista finanziario EdF non se la passa bene, vedi andamento della quotazione in borsa di EdF, ma lo Stato è l’azionista di maggioranza e quindi sono i cittadini che prima o poi pagheranno le perdite finanziarie di EdF. Per la mia abitazione, ho un fornitore concorrente di EdF (Vattenfall) che fornisce energia prodotta da fonte rinnovabile a prezzo indicizzato rispetto alla tariffa regolamentata con 10% di sconto. Oggi questo sconto non viene più offerto e non so se sarà rinnovato alle stesse condizione dopo la scadenza (Ottobre 2022). Comunque, in Francia è facilissimo cambiare fornitore. Durante il 2021, prima di Vattenfall ho cambiato 3 volte il fornitore, inseguendo le promozioni che venivano offerte. Per i prezzi all’ingrosso, vedi il commento di Leonardo.

    In Francia gli incentivi statali e regionali sono buoni. Ma, ci sono le soglie sui prezzi di listino delle auto e gli ultimi aumenti di Tesla riducono, o escludono totalmente, gli incentivi anche per il modello 3. Bisogna anche considerare che molte aziende stanno cambiando la loro flotta aziendale verso l’elettrico e sono buoni clienti della auto di alta gamma. Sarà interessante vedere le statistiche dei prossimi mesi.

    Recentemente le case automobilistiche stanno proponendo formule di contratto di affitto a lungo termine (2-4 anni), senza opzione di acquisto alla fine del periodo di affitto. I prezzi sono molto attraenti e quindi hanno indotto molte persone a sostituire la loro auto con una nuova auto elettrica. Ma, alla fine del periodo di affitto l’auto viene minuziosamente controllata e ogni piccolo graffio o ammaccatura vengono addebitatati a multipli di 100-200 Euro. Lo stesso vale per il chilometraggio in eccesso a quello previsto nel contratto di affitto. Siccome il contratto di affitto prevede la restituzione obbligatoria dell’auto, il proprietario si ritrova ad essere la parte debole nella trattativa e quindi sono contratti che alla fine si rivelano finanziariamente svantaggiosi.

    Per quanto riguarda le auto Diesel, da Febbraio, c’è stato anche il sorpasso del costo/litro del gasolio rispetto alla benzina. Prima il gasolio costava circa 10c meno della benzina, ora è l’opposto.

    Caro Mauro,

    concordo che in Francia la disponibilità di colonnine ha molte lacune, non solo in Costa Azzurra. Conosco due persone che sarebbero passate all’auto elettrica da qualche anno. ma non lo fanno perché abitano in un appartamento in affitto e non hanno la possibilità di ricaricare l’auto nelle immediate vicinanze dei loro luoghi di residenza e lavoro. Da 6 mesi la situazione sta progressivamente migliorando. Rispetto all’Italia, ho la sensazione che in Francia ci sia più disponibilità di stazioni di ricarica rapide nelle aree di servizio della rete autostradale. In ogni caso, la maggioranza dei proprietari di auto elettriche ricarica l’auto a casa dove, per ragioni storiche, non è costoso avere una fornitura con potenza impegnata elevata senza spendere molto per il canone fisso. Per la mia abitazione ho un allacciamento da 12 kVA monofase ed il canone fisso è di 19 EUR/mese (IVA inclusa). Ci sono anche incentivi per installare colonnine di ricarica sui parcheggi dei posti di lavoro e quelli collettivi dei condomini, ma bisognerà attende qualche anno per vedere l’impatto di questi incentivi.

  3. VEEMENZA
    1) perché il sito si chiama vaiettrico
    2) perché il diesel, nonostante la sua storia, è principalmente responsabile di emissioni inquinanti
    3) perché elettrico è associato a energia pulita ( la Francia non è campionessa mondiale in questa associazione)
    4) perché il sito vuole rimarcare cosa stanno facendo gli altri e cosa non stiamo facendo noi
    5) perché la ricerca di energia alternativa è propedeutica alla sopravvivenza umana in un arco temporale di circa 50-100 anni (anche se come motivazione sarebbe da mettere al primo posto da sola)
    6) perché non possiamo prenderci in giro ancora dicendo che andrà tutto bene viste le avvisaglie climatiche in atto che ….. lo ricordiamo…. non cambiano dalla sera alla mattina
    ecco qualche motivazione. In alternativa si può sempre fare orecchie da mercante e comprare un diesel.

  4. “Stiamo parlando di una realtà ben diversa dall’Italia, con un prezzo dell’energia più contenuto e robusti incentivi ad aiutare la vendita di auto elettriche.”

    Analizziamo 2 minuti questa affermazione:

    1. il prezzo dell’energia in Francia è più basso per via del nucleare, noi italiani abbiamo votato con un referendum contro il nucleare (io ero contrario, ma ho perso) e quindi ora ci attacchiamo al tram. Quando sentite un italiano lamentarsi del costo dell’energia, fate la faccia alla Will Smith e chiedetegli come ha votato al referendum sul nucleare …

    2. gli incentivi francesi sono simili a quelli che l’Italia sta per varare, anzi, gli italiani sono più robusti. Ad oggi per le elettriche ci sono fino a 6000 euro di agevolazioni (7000 euro per i veicoli commerciali) per le elettriche fino a 45k e 2000 per le elettriche fino a 60k, a fronte della rottamazione di un veicolo inquinante (co2 > 127 g/km). Dal 1 luglio gli incentivi saranno più bassi rispetto all’Italia e saranno così modulati:
    – per i veicoli 100% elettrici: 5.000 euro per i privati ​​e 3.000 euro per le imprese
    – per i veicoli plugin: 0
    – per i veicoli termici: 0

    Inoltre ci sono paesi, come l’Inghilterra, dove l’elettrico è incentivato con 1800 euro in tutto.

    In Francia il salario medio NETTO è di oltre il 18% superiore a quello italiano (€28,224 vs €23,814) e questo certamente aiuta …

    • Sulla 1) il PUN di ieri, 2 Aprile 2022 ondeggiava dolcemente intorno a suo valore medio di 278 €/MWh, prezzo elevato ma comunque meglio di Francia che era sopra i 300€.
      Soltanto per dire che il costo basso del nucleare è una super bufala che viene tirata fuori per convincere il popolo che è colpa sua se ora paga tanto l’energia.
      Nella realtà l’energia in Francia è fortemente sovvenzionata, così come le auto elettriche. Semplicemente i francesi pagano meno le bollette e più in spesa militare, guarda caso sono la più grande potenza nucleare in Europa.
      L’unico modo per fare scendere il costo dell’energia nei prossimi anni è aumentare produzione da rinnovabili, inserendo accumuli e linee di trasmissione in modo che l’energia non vada sprecata (a proposito, ieri tra le 13 e le 15 il PUN al sud era di 30 €/MWh, contro 296 €/MWh al Nord. Invece di costruire centrali forse sarebbe meglio costruire linee di trasmissione e portare l’energia da dove è disponibile a dove serve invece che produrla e pagarla due volte?

      • Correggo un svista “il prezzo dell’energia al sud” anziché “il PUN al sud”, il PUN è il Prezzo Unico Nazionale, ovviamente.

  5. Quello che non mi spiego è perché, nonostante queste notizie, in Francia (perlomeno in Costa Azzurra) le colonnine siano così poche e per la quasi totalità in AC (quindi lentissime)…

    E l’altra cosa che non mi spiego è perché per le Tesla (e solo per quelle) riservate l’uso del maschile… 😉

      • Si sente sempre che bisogna sgombrare il campo da pregiudizi quando si parla di elettrico, bene, una volta tanto facciamolo anche quando si parla di diesel.

        Un moderno motore diesel, euro 6D Temp o euro 6D Full , emette meno CO2 al km dei rispettivi motori a benzina.

        Il particolato viene abbattuto efficacemente dal FAP , che sugli attuali propulsori non è più l’origine di tanti problemi come sui primi esemplari che equipaggiavano le euro 4.

        Gli ossidi di azoto ( NOx) altra bestia nera dei diesel , vengono abbattuti con catalizzatori LNT o catalizzatori SCR con l’utilizzo di urea , il famoso Ad-blue.

        Ma tutto questo mi rendo conto che oramai è arrivato tardi, quando il diesel, per effetto anche del dieselgate scatenato da VW , è diventato il nemico brutto sporco e cattivo da combattere a tutti i costi.

        Non dico che il motore diesel sia il motore del futuro, anche perché un impianto di scarico così complesso come hanno gli attuali Euro 6 su vetture di fascia alta, come ad esempio Audi A6 o BMW X6 , costa quanto una Panda quindi porta la spesa complessiva del veicolo a prezzi elevati, tanto è vero che alcune case hanno tagliato i diesel sui modelli più piccoli perché adeguarli alle normative attuali li avrebbe portati fuori mercato.

        Tuttavia se si fosse spinto al rinnovo del parco auto in maniera più progressiva , piuttosto che svegliarsi una mattina e pretendere di piazzare l’auto elettrica in ogni angolo del pianeta , quando ancora qui in Italia circolano le Fiat 126 e le Fiat Uno di trent’anni fa, forse sarebbe stata una politica più di buonsenso.

        Leggo spesso Vaielettrico , lo ritengo molto equilibrato ed essendo io un professionista del settore ho anche un interesse nel farlo. Quello che – a mio giudizio – è spesso sottovalutato , sono le condizioni economiche del paese. Credetemi, c’è gente (tanta purtroppo) che fatica ad acquistare la Panda o la Aygo da 3000 euro, come pensiamo di far approcciare questa fascia di popolazione all’elettrico ?

        • Chi fatica ad acquistare una Panda o Aygo da 3.000 euro non compra neppure un’auto nuova benzina o diesel. Comprerà solo usato. In quest’ottica la maggior diffusione di veicoli elettrici oggi farà sì che magari domani potranno comprarsi un’elettrica usata, per cui non vedo le due cose in contrapposizione.

        • Faccio una piccola precisazione: prendo per buono che un motore diesel nuovo ed efficiente emetta poco particolato e NOx perché è quanto devono garantire le case, ma cosa succede quando inizia ad avere diverse decine di migliaia di chilometri e magari si è anche risparmiato sulla manutenzione? Nessuno lo sa per certo, credo.

          Altra osservazione è che dopo anni di norme Euro X tutto ciò che i produttori sono riusciti a partorire è un cartello che è sfociato nel diesel gate. Bisogna ancora domandarsi perché si è optato per passare a forme di mobilità meno impattanti?

          Altra osservazione non ci sono molti margini di miglioramento sulle emissioni di CO2 per il diesel mentre con la trazione elettrica le auto diventano meno inquinanti con il passare del tempo, in virtù del mix energetico della generazione di energia elettrica che dovrà essere convertita nei prossimi anni.

          Ultima osservazione, forse la più importante, è ovvio che il problema sia fortemente sentito tra le fasce di popolazione più deboli, ma mi pare che su questo sito siano passate diverse storie di utenti che hanno preso auto usate e ora risparmiano su manutenzione e ricariche. Certamente però, questo bisogna dirlo chiaramente, le auto elettriche oggi non sono per tutti, perché se non hai possibilità di ricaricare a casa e non ci sono colonnine vicino a casa o al lavoro, la situazione si fa molto difficile e si rimane ancorati all’economia del petrolio, che però sta per sprofondare in un incubo di prezzi impazziti nei prossimi anni.

    • ma parli seriamente ?
      perchè se parli seriamente, il problema non è essere o non essere d’accordo ma il fatto che tu di questo sito non hai capito un accidente (per dirlo gentilmente)

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