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Sono Motors pensa in grande: 200 mila macchine!

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Sono Motors alza l’asticella: 200 mila Sion all’anno. Sono i piani di quella che, con la sua auto tutta ricoperta di pannelli solari, appariva come una delle promettenti start up dell’elettrico. E ora invece si candida a diventare grande.

Il management: il primo a sinistra è Thomas Hausch, al centro Isa Krupka con uno dei fondatori, Laurin Hahn.

Manager esperti accanto ai tre giovanotti

I tre giovani fondatori, Laurin Hahn, Jona Christians e Navina Persteiner, stanno facendo le cose in modo molto professionale. Hanno ingaggiato un manager esperto come COO, capo operativo, ingaggiando Thomas Hausch, che ha guidato la struttura europea di Nissan per la mobilità elettrica, oltre ad avere lavorato in Mercedes e Chrysler. O come Isa Krupka, un’esperta di marketing e comunicazione, proveniente anch’essa da Nissan. E si sono assicurati tre round di finanziamenti (uno dall’americana Bollinger) con i quali assicurano di non avere problemi economici a far partire la produzione, con le prime consegne tra poco più di un anno. Ora Hausch, parlando con i giornali tedeschi, fa sapere appunto che Sono Motors non intende affatto essere una Casa di nicchia, che si rivolge solo a un pubblico di ambientalisti. L’idea è di fare una produzione di massa, ai livelli di modelli consolidati come sono la Fiat Panda o la 500.

Già più di 7mila prenotazioni (con caparra)

Ce la possono fare? Difficile dire, 200 mila macchine sono veramente tante. Anche perché, tra acquisto dell’auto (16 mila euro) e noleggio delle batterie di fatto il prezzo supera i 20 mila euro. Per ora l’unica certezza poggia sugli oltre 7 mila clienti che, secondo Hausch, hanno già prenotato la Sion versando una caparra di almeno 500 euro (ecco come si fa). Il primo compito del manager tedesco, ora, sarà di scegliere la Casa auto che produrrà la Sion per conto della Sono Motors. Una mossa decisiva per il futuro dell’ex start up di Monaco di Baviera. Non solo per motivi economici, dato che è evidente la complessità di costruire un’automobile fuori dagli schemi come la Sion. Sempre per minimizzare gli investimenti, poi, Sono Motors non intende costruire una rete capillare di concessionari, puntando piuttosto sulle vendite online. Una sfida nella sfida, che incuriosisce molto i grandi marchi storici dell’auto. Che per ora guardano a Sono Motors alzando il sopracciglio, in attesa dei primi, inevitabili scogli. Sapranno schivarli?