Sondaggio sulla ricarica bidirezionale: quanto vi interessa avere un’auto che possa cedere energia alla rete, alla casa o quant’altro? Molti marchi, a cominciare da Volkswagen e BYD, ci credono molto. Noi vorremmo misurare l’interesse reale dei clienti: vi sembra una cosa veramente utile? Un plus nel misurare la validità di un modello? Aspettiamo i vostri commenti.
Sondaggio sulla ricarica bidirezionale: VW ci punta, voi ci credete?

Sì, VW Group ci crede molto, con un progetto curato da Giovanni Palazzo, il top manager che guida il business energia, concentrato in Elli. Progetto confermato in un’intervista a Die Zenit con Silke Bagschik, n.1 della e-mobility del colosso tedesco. “Silke ed io abbiamo discusso un’idea semplice: l’auto sta diventando parte del sistema energetico…”, scrive Palazzo su Linkedin. “Con la prossima offerta Vehicle-to-Grid (V2G), Elli e Volkswagen stanno unendo energia, mobilità e infrastrutture digitali in un unico sistema integrato. Elli gestirà la soluzione end-to-end per i veicoli basati sulla piattaforma VW, la MEB, combinando senza soluzione di continuità: 1) App ed esperienza digitale 2) Integrazione dei contatori intelligenti 3) Tariffe energetiche dinamiche 4) Carica bidirezionale DC. 4) Aggregazione della flessibilità delle batterie”. Secondo Palazzo quasi un milione di veicoli in Europa è pronto per essere bidirezionale. “Collegandoli ai mercati infrastrutturali e energetici, li trasformiamo in risorse flessibili. Stabilizzando la rete, supportando l’integrazione delle rinnovabili e creando valore tangibile per i clienti“.
E BYD mostra come funziona alla Design Week di Milano

Anche BYD ci crede e ha scelto la Milano Design Week per mostrare un progetto con il partner di Haier. Progetto che coinvolge la DOLPHIN SURF e il Vehicle-to-Load (V2L), soluzione che consente all’auto di erogare energia e alimentare dispositivi esterni. Dal 21 al 26 aprile, all’interno dell’installazione, una DOLPHIN SURF mostrerà concretamente il potenziale della tecnologia V2L, alimentando uno degli elettrodomestici di Haier.
“La presenza del V2L su tutta la gamma BYD è il risultato di una strategia tecnologica coerente e integrata”, spiega BYD. “Con come obiettivo quello di massimizzare l’utilità della mobilità in ogni contesto, non solo su strada. Con una potenza fino a circa 3 kW, il sistema V2L consente di alimentare più dispositivi contemporaneamente, anche ad alto assorbimento. Tramite un adattatore collegato alla presa di ricarica della vettura“.
– Leggi anche / Una mobilità elettrica per tutti: è questo il mantra dei nostri premi, i Vaielettrico Awards 2026



V2L ? Potrebbe essere utile in casi di emergenza. Lo comprerei? Se non costasse uno sproposito si.
V2G ? Si, lo utilizzerei volentieri, comunque i dettagli dell’operazione non sono da trascurare; ad esempio sono da considerare: ricavi, tassazione, modifiche all’impianto elettrico ecc.
Prima di pensare al V2x spero che GSE si decida ad approvare le oltre 4000 domande di validazione delle CER che stanno facendo muffa ed impediscono agli iscritti di ricevere quanto la legge prevede.
Poi non avendo i pannelli fotovoltaici e prelevando a casa dalla rete a prezzo pieno la remunerazione potrebbe essere vista come uno sconto sulla bolletta ma tutto dipende dallo sconto e da come sarà fiscalmente trattato. Se le regole le fa la CE forse ci si salverà dai vampiri nostrani ma se le regole saranno demandate agli stati … lascio subito perdere, il rischio di contenzioso con l’agenzia delle entrate o di cambio delle regole in corsa per favorire il portafolglio dello stato sarebbe dietro l’angolo.
La BYD DOLPHIN SURF viene venduta senza l’adattatore V2L . Molti utenti non sanno nemmeno cosa sia , viene scambiato per il ” carichino”
Il V2L è fondamentale, fa parte di quella rivoluzione energetica legata anche alle rinnovabili di cui stiamo appena iniziando a immaginare i vantaggi e che cambierà la vita delle generazioni future.
Trovo che il V2L e il V2grid siano la opzione naturale per le Bev. Qui si fa la vera differenza con le Ice. L’automobile diventa una cosa del tutto diversa, un passo nel futuro. Poi bisogna vedere come si mette a terra sta roba, ci deve essere una remunerazione adeguata.
Io sarei interessato al V2L.
Con almeno 3kw di potenza erogata in AC potrei ricaricare l’utilitaria di mia moglie alla sera, utilizzando la mia vettura elettrica ricaricata in azienda di giorno.
Oppure, sempre di notte, alimentare la PDC di casan che è stata volutamente scelta monofase e di bassa potenza.
Favorevole immediatamente al V2H. Sul V2G home stesse perplessità che hanno espresso in tanti rispetto alle capacità tecniche e regolatore dei gestori di rete e servizio elettrico. Basti dire che nel quartiere di Roma dove vivo la trifase viene erogata con tre fasi da 230 senza neutro 😢
Mi interessa il V2L e probabilmente sarà un optional che cercherò nella mia prossima elettrica. Primo perché nelle gite in montagna spesso mi trovo in zone fuori dai centri abitati e una presa shuko può scaldarmi l’acqua per la pasta o ricaricare l’ebike.
Secondo perché banalmente potrei aspirare gli interni in parcheggio senza tirare 30m di prolunga.
Si, mi piacerebbe usare la batteria delle mie auto come accumulo al posto di un accumulo statico normalmente ben costoso.
Sono più scettico sul V2G perché, come detto da altri prima, temo che faranno il solito papocchio per cui non sarà per nulla conveniente se non per i soliti boiardi di Stato.
Perché se io vendo l’energia del mio fotovoltaico alla rete questa me lo paga 1/3 di quanto io lo pago e ci devo anche pagare le tasse? Perché non mi viene remunerato come ad una centrale a gas?
Perchè le centrali a gas producono energia quando serve alla rete, mentre l’energia del suo fotovoltaico viene obbligatoriamente ritirata dalla rete anche se eccede il fabbisogno, quindi va svenduta o sprecata
Massimo, quanto a “l’energia del suo fotovoltaico viene obbligatoriamente ritirata dalla rete anche se eccede il fabbisogno”, mi risulta che “la rete” alzi la tensione a 253 V quando il fabbisogno è zero e gli inverter sono obbligati a “staccare”, cioè a non immettere in rete, sempre che siano certificati CEI 0-21.
Il fabbisogni zero non c’è mai. E quello che c’è va prioritariamente coperto con energia rinnovabile.
Esatto!
Io sono molto interessato. Sicuramente per la parte V2H, ma anche la V2G credo arriverà a remunerazioni interessanti. Purtroppo ad oggi è davvero difficile capire come predisporre il proprio impianto per essere pronti ad adattarlo in futuro a questi scenari.
Sfruttare, stressare più del dovuto e abbreviare la vita della batteria della mia auto per sopperire alle carenze della rete per pochi spiccioli, ma scordatevelo proprio.
Se il gestore ha bisogno di stabilizzare la rete e/o avere energia quando e come crede, che investa negli accumuli BESS.
Come dice un detto delle mie parti: “Son tutti bravi a fare i fr.ci col c.lo degli altri..”
Lei ha il dono della sintesi, ha sintetizzato in poche ma precise righe il mio pensiero.
In realtà le moderne batterie LFP anche per auto hanno una vita operativa attesa di migliaia di cicli di carica/scarica, che vanno bene oltre la durata di telaio/carrozzeria quindi il problema di “abbreviare la vita della batteria della mia auto” può valere solo per le NMC o per le LFP molto piccole e usate molto.
In ogni caso, non capisco l’acrimonia: sarebbe un’opportunità in più, mica un obbligo, da cogliere liberamente di volta in volta nella misura in cui interessa. Quanto al detto omofobo, cerchiamo per favore di astenerci da simili bassezze irrispettose delle persone, grazie.
che bigotti!!!!
Condivido il pensiero ma magari evitare di utilizzare le solite frasi omofobe , sarebbe magari “avanzato” anche quello. E il mio commento è rivolto anche agli altri che hanno risposto al suo commento accentandolo come normalità e magari una risatina.
Marco stia attento, è arrivato il Mutawwìa.
Musukkàzz’. 🙂
pienamente daccordo con te; il mio fuoristrada lo farebbe già ma la batteria e la corrente mia la gestisco come voglio io visto che se sei te che cedi corrente te la pagano come avessero le pezze al culo ma se comperi tu vale oro. ……. il vantaggio almeno per me del fuoristrada che può alimentare dei servizi è quando vado i caccia in notturna mi tengo in funzione i faretti in tenda , frighetto col prosecco al fresco e sempre carico il visore crepuscolare
Io molto.
Ovviamente non penso che la piccola Spring di mia moglie possa essere di qualche aiuto, ma una batteria da 75 kW di una tesla M3 (per non dire i 150 kW del fu Ford 150 e-lighting) che non viene sfruttata sulla strada sarebbe un buon aiuto a compensare i consumi di casa e, perché no pagando il disturbo, della rete.
Tutto ovviamente parametrato al singolo caso… Io con casa full elettric e seri problemi di over voltaggio in giornate soleggiate, sono un po’ stufo di buttare via energia elettrica che potrebbe servire…
Interessante…
Io punto al prossimo cambio BEV per sperare di aggiungere il V2H alla dotazione casalinga; l’ attuale BEV “lavora ” prevalentemente nei fine settimana (negli altri giorni cerco di spostarmi al massimo in bicicletta o a piedi) quindi può stare collegata alla Wallbox molte ore a scambiare energia con rete ed abitazione; monetizzare scambi con la rete sicuramente non sarà né facile né conveniente per noi italiani per le solite complicazioni tecniche e fiscali,sarebbe più un vantaggio per Enel distribuzione che potrebbe esternalizzare una parte dei costi di stabilizzazione.
Allora, io sono molto più interessato al V2H abbinato al FV residenziale per evitare di installare un accumulo residenziale troppo grande.
Il V2G sarebbe interessante nel caso lavorativo. Se nel posto di lavoro ci fosse la possibilità di collegarsi ad una colonnina in AC pagando meno l’elettricità (almeno 10%) potrei accettare di rendere disponibile un buffer del 10% della capacità della batteria.
-Sondaggio sulla ricarica bidirezionale: quanto vi interessa avere un’auto che possa cedere energia alla rete, alla casa o quant’altro? –
Meno di zero.
Il compito della batteria della mia automobile (anzi, delle batterie, visto che di auto elettriche ne ho di fatto due) non è quello di stabilizzare la rete, nè di supplire alle eventuali inadempienze del distributore in materia.
La mia batteria non ha doveri sociali e viene riempita con corrente che pago a prezzo pieno o che comunque, nel caso, ho già pagato sottoforma di pannelli e impianto fotovoltaico (che però non ho).
Se servono delle batterie “tampone” per stabilizzare la rete e/o gestire il ciclo giorno/notte in fase di produzione di energie rinnovabili, non è assolutamente mia responsabilità o tantomeno mio dovere provvedere a mettere a disposizione della collettività cicli della mia batteria o rivendere corrente già immagazzinata, quasi certamente a minor prezzo di quel che l’ho pagata.
Nè tantomeno riterrei accettabile svegliarmi una mattina trovandomi la batteria meno carica di quanto ho programmato, perchè qualcun’altro da remoto ha deciso che poteva servirsi da solo, pagandomi poi qualcosa in seguito.
E potrei continuare.
Quindi la risposta è un secco “NO”.
E se venissi remunerato? E se tu potessi dire al gestore che la mattina vuoi l’auto piena, all’80% o al 50%?. Non trovi che sarebbe un modo intelligente di sfruttare una batteria che altrimenti utilizzi si e no al 10%?. Guarda che non invento nulla: il vehicle to grid (V2G) funziona esattamente così. Polestar con Octopus per la ricarica che fa risparmiare 300 euro all’anno
Tipo come se vivessimo in un paese normale, dove le società che vendono energia sono al servizio del cliente e non viceversa, manco fossero dei feudatari?
Beh, in quel caso senza dubbio potrei riconsiderare diverse delle mie posizioni.
“la mia batteria non ha doveri sociali…” Ma quali doveri sociali, per come sono oggi le batterie la maggior parte delle persone non arriverà a fare 500 cicli completi in 10 anni, molte sono progettate e testate per migliaia di cicli, di conseguenza si rischia di non utilizzarle fino in fondo prima di rottamare l’auto. Il V2G dovunque funziona è ben remunerato, in California i Power Wall Tesla sono pagati profumatamente nei momenti di picco della domanda, anche 2 dollari al kWh. Inoltre una batteria di 60 kWh come quella di diverse auto elettriche potrebbe essere utilizzata come batteria d’accumulo per l’impianto casalingo in abbinamento ai pannelli, con fortissime possibilità di limitare i consumi dalla rete, portando il normale risparmio di un FV senza accumulo dal quello scarso 30-40% a più del 70%. Altro che doveri sociali o beneficenza, qua si tratta di fare fruttare a proprio vantaggio un bene pagato profumatamente
Come ho detto al Signor Massimo, che immagino sia d’accordo con me, che ahinoi ma non viviamo in California.
Sono pronto a scommettere che qui in Italia i vari enti e pseudoministeri i kw prelevati li pagherebbero la metà dei kw venduti, e per di più a 180 giorni tanto per non farsi mancare nulla.
Intimando in soprammercato di inserire la cifra percepita nella dichiarazione dei redditi.
E metterebbero delle servitù-capestro sui prelievi, avendo finalmente l’alibi perfetto per non investire sugli accumuli di rete, potendo approfittare a babbo morto delle batterie pagate dagli altri.
Perchè è questo che mi aspetto in Italia.
(Poi un giorno mi spiegate come fate ad usare l’automobile come batteria di accumulo dei pannelli di casa, se di giorno siete in giro a lavorare. E scanso agli equivoci: se potessi fare un fotovoltaico con accumulo a casa, lo farei domattina)
Ma stai calmo, nessuno ti obbliga.
Alessandro
ci sono batterie d’accumulo fisse (sicuramente costose) ma anche quelle più economiche “portatili” (tipo trolley, uso camping… alcune pure con kit piccoli pannelli FV.. Fino a 2 si possono attaccare al balcone di casa esposto) che possono essere messe in casa in uno sgabuzzino ad esempio, o nella lavanderia così da collegarci lavatrice ed asciugatrice ad esempio; con un servizio tipo PowerUp di Octopus si possono caricare su loro segnalazione “al momento giusto” (in base alle loro statistiche l’energia erogata in extra-consumo non vien fatta pagare) per poi utilizzarla quando fa più comodo (ed anche altrove, se si usano i battery-trolley ad esempio in campeggio o seconda casa… ove le tariffe son sempre praticamente “doppie”).
Son d’accordo che in Italia non sarebbe conveniente “guadagnare” con lo spread tariffario… sarebbe comunque tassato rendendolo insignificante per i più.
nb: alcuni proprietari di BEV (che conosco) hanno molti giorni in telelavoro (o addirittura lo studio a casa) oppure una seconda piccola BEV che ha uso meno intenso; al momento chi ha potuto scegliere auto elettriche ha sfruttato le proprie peculiarità di spostamento oltre che dotazioni di casa (fv magari con accumulo); purtroppo in Italia fan di tutto per impedire di allargare la disponibilità erga omnes (compreso il contrasto alle C.E.R.).