Solaris: la moto elettrica italiana che si ricarica al sole

Il concept Solaris è una delle prime moto solare al mondo. Ricarica le batterie grazie ad ali fotovoltaiche che si aprono durante la sosta

 

Mask Architects ha sede a Olbia, non è un costruttore tradizionale di veicoli, ma uno studio di architettura e design che ha deciso di cimentarsi in un progetto semplice quanto innovativo. L’obiettivo dichiarato? Creare un veicolo elettrico davvero indipendente dalle infrastrutture, capace di ricaricarsi grazie alla luce solare, gratuitamente e in modo completamente CO₂-neutrale. 

Il sistema “ali solari” e le scelte tecniche

Per farlo c’è bisogno di un’ampia superficie fotovoltaica. Ovviamente una moto ha tutto tranne che ampie superfici e allora l’idea di dotare la moto di due “ali” laterali che si dispiegano solo quando la moto è parcheggiata. 

Il telaio è composto di alluminio e fibra di carbonio e punta su leggerezza e rigidità strutturale. Il motore elettrico e batteria sono posti in posizione centrale e la trasmissione è a cinghia.

Facciamo due calcoli

Nonostante l’idea sia affascinante, mancano dati concreti: non si parla né di capacità in kWh della batteria, né di autonomia stimata, né di potenza effettiva del motore. Qualche supposizione però possiamo farla.

Trattandosi di una moto ipotizziamo una batteria da almeno 7-8 kWh, giusto per garantire 100-150 km di autonomia. Passiamo ai pannelli solari. Stando alle proporzioni con una moto normale, dalle foto si può stimare un diametro di circa 150 cm. Fatti di debiti calcoli e sottratto lo spicchio mancante da entrambi i pannelli, la superficie totale dovrebbe essere intorno ai 2,65 metri quadrati. In condizioni ideali (una giornata estiva, senza nuvole, a mezzogiorno) una superficie di queste dimensioni potrebbe arrivare a produrre 0,5 kWh per ogni ora di ricarica.

L’idea quindi teoricamente potrebbe avere un senso. Se supponiamo prestazioni comparabili a quelle di un 250 cc con motore da 11 kW si potrebbe supporre un consumo intorno ai 6 kWh per 100 km. Rigirando il tutto con un’ora di “abbronzatura” la Solaris potrebbe ricaricare circa 8 km. Detto così sembra ridicolo, ma se pensiamo di lasciare la moto parcheggiata mentre siamo al lavoro, la ritroveremo con 4,5 kWh in più e una settantina di km di autonomia ricaricati. Non male!

Che senso ha?

Abbiamo visto i numeri, ora dimentichiamoceli. Il senso di una moto come questa non sta nell’efficienza o nel risparmio di CO₂. È piuttosto quello di tenere in esercizio il pensiero laterale e ravvivare il senso della ricerca del nuovo. Il compito dei concept non è quello di trovare soluzioni, ma è quello di condurci nel mondo del possibile, di proporre visioni, non dare delle risposte. Se ci mettiamo in quest’ottica, Solaris è già un successo.

Visualizza commenti (10)
  1. Va bene salvare il pianeta…ma farsi ridere (e bestemmiare) dietro da tutti anche no.
    Ricorda gli orrendi esperimenti futuristici che si facevano negli anni ’70

  2. Fabrizio Isacchi

    Ma scusate, andiamo a dar fastidio ad altri motociclisti o scooteristi con ste ali? O a gente che cammina sui marciapiedi? Provare a parcheggiare un simile veicolo a Genova, poi ci racconterete l’esperienza. E alla prima folata di vento te le ritrovi accartocciate come foglie secche. E dove metti le ali quando ti sposti?
    Le si usa come vele forse?
    Una panzana da dieci e lode.

    1. Sono d’accordo sulla (scarsa) praticitá delle “foto-ali”, fra l’altro bisogna vedere quanto costano.. Come ho scritto piú sotto, le vedo piú adatte ad alimentare punti di ricarica “low cost” (in luoghi pubblici e parcheggi di ditte private) da distribuire sul territorio per aiutare a risolvere le esigenze di ricariche parziali o lente.

      1. una di queste occuperebbe posto per tre moto…….. idea bislacca solo puro foggio di un prototipo non producibile.
        Lame Rotanti!!!!!

    2. Invece rompere i timpani e impestare i polmoni con i gas di scarico agli altri va bene, certo…. ma fammi il piacere!

      1. @Christian : credo che si potrebbe salvare capra e cavoli con una rete diffusa di punti di ricarica per veicoli a due ruote, sicuramente piú pratica dei pannelli “a ventaglio”…

  3. Idea interssante, potrebbe anche svilupparsi in verticale il sistema di pannelli e con l’efficienza dei pannelli in crescita e un sistema di ricarica alternativo le renderebbero molto appetibile

  4. La moto in sé mi piace.. ma le “ali” fotovoltaiche non mi convincono molto. Mi sembra piú fattibile una rete “parallela” di colonnine con pannello che sarebbero piú economiche di quelle classiche non dovendosi allacciare alla rete “classica”. Potrebbero essere proposte a tariffe concorrenziali anche perché per forza di cose offrirebbero una ricarica piuttosto lenta..

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