Sicilia ancora acerba per l’auto elettrica, parola di siciliano



Sicilia ancora acerba per l’auto elettrica: le ricariche ci sono, ma troppo spesso inutilizzabili perché oggetto di furti di rame o vandalizzate. A dirlo non è uno schizzinoso turista del nord, ma un siciliano doc. La sua lettera a pochi giorni dallo sfogo sullo stesso tema di un imprenditore dell’isola.

Troppi ladri, vandali e incuria per le ricariche

sicilia ancora acerba

“Forse veramente nel profondo sud non siamo pronti alla transizione elettrica. Non tanto per l’infrastruttura poco sviluppata, ma per la civiltà della popolazione (o meglio per la sua assenza). Al momento abito al nord Italia. Ma il mio sogno è quello di rientrare nella mia realtà Siciliana una volta completato il mio percorso a breve, per portare un po’ di valore al mio territorio. Il mio stile di vita ed i miei spostamenti sarebbero pienamente ‘elettrocompatibili’. Tuttavia resta l’incertezza di poter rimanere bloccato nel caso di spostamenti nemmeno troppo eccezionali. Come quelli di una gita fuori porta nel week-end, dove magari la ricarica notturna potrebbe non essere disponibile. La continua vandalizzazione dell’infrastruttura fast, la lentezza di risposta degli operatori ed uno Stato che sembra quasi assente nel garantire la sicurezza, purtroppo mi farà optare probabilmente per una vettura plug-in. Almeno per quanto riguarda l’auto familiare. E riservare l’elettrico puro alla seconda auto dedicata a spostamenti più a corto raggio.

Sicilia ancora acerba. E si danneggia anche il turismo

Nel frattempo spero che operatori e forze dell’ordine riescano a mettere un freno ad un fenomeno forse fin troppo dilagante. Per evitare che la mia terra si trovi a fare da spettatore ad una rivoluzione ormai pressoché certa del settore automobilistico per colpa di un’infrastruttura presente, ma inutilizzabile. E che finirebbe probabilmente per danneggiare anche il settore turistico, specialmente durante il periodo estivo. Tuttavia, ho l’impressione che il mio appello sarà purtroppo ignorato, o comunque di difficile applicazione. Giuseppe Guarneri

Risposta. È un tema controverso, questo della Sicilia, che già in passato ha fatto molto discutere. Ci piacerebbe, prima di dare il nostro parere, di sentire il punto di vista di chi ci vive e di chi invece la visita occasionalmente. 

Visualizza commenti (7)
  1. Siciliano anche io, felicissimo possessore di Opel Frontera BEV con Range Extender. Nella mia zona, Sicilia occidentale, non ho ancora vissuto problemi nel trovare colonnine disponibili ; nella mia esperienza sono per la maggior parte disponibili e funzionanti. Certo ho solo una colonnina fast nei paraggi e le cittadine più piccole spesso hanno una solo colonnina (a carica lenta) disponibile in tutto il comune ma finora tutto bene. Quello che confermo è però la incomprensibile lentezza nel ripristinare le colonnine che vanno fuori servizio. Notare comunque che uso le app dei gestori (e charge map) per pianificare dove andare a ricaricare per non trovare brutte sorprese all’ultimo minuto.

  2. Faccio presente che, se non fosse stato per questi furti di rame, la situazione della infrastruttura di ricarica era già discreta, ma da migliorare in alcune zone. Diverse colonnine fast sono state in attivazione per lungo periodo e certamente si nota una certa lentezza da parte dei gestori nella gestione dei guasti. Il problema è che è bastato che uno o più soggetti, si siano messi a tagliare i cavi, finora in maniera indisturbata, per mettere in ginocchio tutta la rete di ricarica veloce, e centinaia di migliaia di euro di investimenti. Mi auguro che le autorità intervengano perché danneggiare una infrastruttura intera è molto grave.

    1. i furti di rame perseguitano la mia regione (Toscana) già da un decennio.. son cominciate a sparire grondaie in rame da case e pure chiese, poi anche da impianti ferroviari (con blocchi dei treni in transito) etc
      Il problema dei furti è difficilmente risolvibile (bisognerebbe che ci fosse tanto lavoro onesto e correttamente retribuito).

      A parziale soluzione per la rete di ricarica bisogna che provvedano direttamente tanti soggetti assieme: imprese turistico-ricettive (Hotel, ristoranti, stabilimenti balneari, musei ), centri commerciali ed aree industriali e artigianali (per clienti, fornitori e lavoratori); con impianti a minor impiego di rame (o anche altri conduttori adatti ) ed a bassa potenza (DC ma anche AC) si riduce la profittabilità del furto ma si massimizzano i veicoli ricaricabili con minor complessità delle reti da allestire rispetto a quelle ad altissima potenza, oltre che a poter proporre tariffe di ricarica molto più vicine a quelle domestiche (io da 4 anni ricarico gratis in certi supermercati dotati di FV, accumulo e AC22kW… le HPC son quasi sconosciute alla mia BEV 😉)

      1. Il problema dei furti è difficilmente risolvibile (bisognerebbe che ci fosse tanto lavoro onesto e correttamente retribuito).
        C’è pero’ chi non ha voglia di lavorare onestamente e preferisce questi furtarelli…

  3. Posto che le considerazioni sulla situazione siciliana sono sostanzialmente condivisibili, interpreto (probabilmente sbagliando) una leggera incoerenza nel ragionamento finale, mi spiego: dal testo si evince che parla della “prima” auto di famiglia ed i casi sono due o può ricaricare a casa o dipende in toto dalle colonnine pubbliche.
    In entrambi i casi trovo stridente la scelta di una plug in (senza entrare nel capitolo costi e vantaggi accessori) perché se può ricaricare a casa ha tutta l’autonomia (ormai tutte le auto dal seg C in su hanno autonomie di rispetto) che serve e se non può ricaricare a casa sarebbe un problema anche per la plug in….
    Personalmente leggo questa demonizzazione dello stato delle ricariche siciliane come un ulteriore alibi per giustificare i timori dell’elettrico.
    Comunque a questo punto mi permetto di suggerire al sig. Giuseppe una fullhybrid.

    1. Purtroppo devo confermare che la situazione in Sicilia (vivo a Messina e sono quasi tutte danneggiate le colonnine di ricarica) è ormai insostenibile. Sono un felice possessore di Tesla da quattro anni e al prossimo anno, quando scadrà il leasing, con molta probabilità tornerò al termico (o ibrido) perché per quanto io possa caricare a casa senza problemi non posso crearmi il problema di sapere se alla colonnina troverò o meno il cavo di ricarica, se l’auto è scarica non c’è un piano b purtroppo. In generale in Italia, non solo in Sicilia, non siamo culturalmente pronti per l’elettrico e nessuno fa nulla (le istituzioni) di concreto per rendere fattibile questa transizione. La scelta migliore per una famiglia è probabilmente avere un’auto piccola elettrica per la città, ed un auto termica o ibrida per le lunghe percorrenze, così non ci si stressa troppo.

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