Home Nautica Si naviga ibrido allo Stretto di Messina con Iginia di RFI

Si naviga ibrido allo Stretto di Messina con Iginia di RFI

0
CONDIVIDI
Iginia

Uno Stretto senza ponte e con meno emissioni. A Messina si vedono le prime navi meno inquinanti e ci sono tanti soldi pubblici per ridurre l’inquinamento: ben 510 milioni dal Pnrr e dal Pnc (Piano Nazionale Complementare). Bene, anche se in Italia si sceglie sempre l’ibrido o il gas mentre l’elettrico per il trasporto pubblico ancora non si sperimenta. 

nave ibrida
La barca ibrida di RFI

Al varo di Iginia, la barca ibrida, a Messina era presente il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, con l’amministratrice delegata di Rete Ferroviaria italiana (Rfi), Vera Fiorani ovvero l’armatore della barca.

Zero emissioni in porto, investimento da 7 milioni di euro

giovannini
Il ministro Enrico Giovannini al varo della nave

Iginia è dedicata al trasporto di treni merci e passeggeri sulla rotta Messina-Villa San Giovanni, sostituisce la vecchia nave Villa del 1983, porta in pancia le batterie che si ricaricano sia con pannelli solari sia un caricatore a terra. Promette zero emissioni, almeno in porto e nelle manovre di entrata e uscita. La barca è lunga 107 metri, larga 19 per un portata da 2500 tonnellate e navigherà a 18 nodi. Una creatura dei cantieri San Giorgio e Mariotti di Genova.

Iginia ha una capacità massima pari a 27 carri ferroviari su 4 binari. Può ospitare 700 persone, compreso l’equipaggio. All’interno un salone principale con sala bar da 339 posti a sedere, di cui 29 postazioni dedicate alle persone a mobilità ridotta, 7 postazioni per carrozzelle, 101 i posti a sedere nel salone di poppa e 198 nel salone aperto all’esterno.

A questa prima ibridizzazione ne seguiranno altre due e in programma c’è la realizzazione di stazioni per la ricarica, per un investimento complessivo di 20 milioni di euro, finanziato dal Pnc. Ricordiamo anche l”operazione della Grimaldi che in porto spegne i generatori per i motori termici e tutto funziona con l’energia elettrica.

LEGGI ANCHE: Ponte sullo Stretto? Macché, meglio i traghetti elettrici

Ma non è finita qui, nel comunicato del ministero si legge che “per migliorare il servizio di trasporto veloce dei passeggeri sullo Stretto di Messina è poi previsto l’acquisto da parte di Rfi, con il finanziamento di 60 milioni di euro del Pnc, di tre mezzi navali di nuova generazione a propulsione NLG/elettrica che consentiranno di ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti e il rinnovo delle flotte navali private adibite all’attraversamento“.

Elettrici pure i treni: “Dalla prossima estate entreranno in esercizio i primi treni dotati di batterie che consentiranno di velocizzare le manovre di carico e scarico, oltre che di eliminare la trazione diesel inquinante. Con l’impiego di treni con le batterie autonome saranno dimezzati i tempi di attraversamento da circa due ore a poco più di un’ora”.

Stretto Green: banchine elettrificate

L’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto ha avviato anche il progetto “Stretto Green”. Prevede la realizzazione di un deposito costiero di LNG e l’elettrificazione delle banchine. L’attivazione del cold ironing riguarderà i porti di Messina, Milazzo, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Ciò consentirà alle navi di spegnere i motori diesel mentre sono in banchina. Una misura del Pnnr (leggi qui).

L’inaugurazione della nave Iginia è la dimostrazione che il piano delle iniziative finanziate dal governo per migliorare in tempi brevi l’attraversamento dinamico dello Stretto di Messina, con effetti positivi sul benessere dei cittadini e la competitività delle imprese, era realistico”- Queste le parole del ministro Giovannini.

—-Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome