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Si comincia a vedere uno ‘stile elettrico’

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Si comincia a vedere uno ‘stile elettrico’? I segnali arrivano da più parti. L’ultimo dal CES di Las Vegas, con una moto tedesca che fa molto discutere, la Novus.

Molti veicoli elettrici, a due o quattro ruote, non hanno detto molto sul piano del design. La stessa Tesla è stata molto conservativa nel creare i suoi modelli, forse per non disorientare I potenziali clienti, già alle prese con la novità della propulsione a batterie. Novus non ha avuto questi problemi. È partita proprio dal foglio bianco, (“out of the box”, direbbero gli inglesi”), senza nessun timore o legami col passato. Senza limitazioni di budget, dato che il prezzo finale annunciato per gli Usa è spaventoso: 39.500 dollari più le tasse. Il telaio è una monoscocca in carbonio, con motore posteriore e una coppia massima terrificante, 200 Nm. La potenza massima è di 14 kW (19 CV): non poco per un aggeggio che pesa 39 kg! Velocità di punta di 97 km/h, autonomia dichiarata non arriva a 100 km). Il pacco-batterie è montato nel telaio, in basso, per ridurre il centro di gravità. Non c’è chiave: si gestisce tutto, apertura e chiusura, col telefonino.

Ma ecco, tra i tanti, cinque casi di design non convenzionali:

1- Lo Streetmate Volkswagen. È stato presentato come prototipo all’ultimo Salone di Ginevra (qui l’articolo), con questa bellicosa dichiarazione: <Il messaggio dello Streetmate è netto anche a livello estetico. Forte di un design di prodotto pulito e ispirato a una moto, il look si discosta nettamente da quello un po’ sgraziato degli scooter convenzionali, grazie anche al piccolo motore da 2 kW di potenza inserito nel mozzo della ruota posteriore>. Non solo il design è coraggioso: lo è anche la scelta della Volkswagen di non limitarsi alle quattro ruote, ammettendo che in certe caotiche città le auto sono di troppo. Si guida stando seduti (velocità max 45 km/h), ma è predisposta una funzionalità che consente di ribaltare il sedile per poterlo guidare, in alternativa, in piedi. Pesa 65 kg. La batteria agli ioni di litio è integrata nella struttura del pianale. La potenza nominale della batteria è di 1,3 kWh.2.

2- La Uniti. È stata concepita proprio per le grandi città e pensata per un utilizzo condiviso, come il car sharing. Nata da una start up svedese finanziata con il crowdfunding, è stata adottata dall’Inghilterra, con facilitazioni di tipo economico e tecnologico. Lo stabilimento di costruzione sarà a Silverstone, nome mitico nella storia delle corse in auto (guarda) . Tutta l’esperienza di guida è nuova: non un volante, ma un joystick.

3 – BMW i3. Il gruppo di Monaco è stato un pioniere nella ricerca di uno stile elettrico. Decidendo fin dall’inizio di non fare la semplice versione a batterie di un modello termico esistente, ma andando alla ricerca di forme e materiali diversi. Non a caso si dice la BMW i3 è “l’auto più amata dagli architetti”. Il Modulo Life su cui è costruita indica la  cellula-abitacolo realizzata in plastica rinforzata con fibra di carbonio (CFRP). “Questo materiale“, assicura la BMW, ” non solo è particolarmente leggero, ma ha anche una maggiore resistenza e resilienza rispetto all’acciaio. Il peso minore e il baricentro basso aumentano sia l’agilità che l’autonomia della vettura“.

4- Volkswagen ID. Non è facile modificare un’auto di enorme successo come la Golf. La Volkswagen ha deciso di aggirare l’ostacolo prendendo al volo il treno dell’elettrico con una nuova generazione di vetture tra cui spicca la ID., in arrivo, tra un anno. Le dimensioni sono molto simili a quelle della Golf, il prezzo non poi così lontano. Ma le linee sono completamente nuove: una boccata d’aria fresca, dopo decenni di piccoli, prudenti ritocchi. A noi piace molto e siamo sicuri che lascerà la Golf alla meritata pensione prima di quanto si pensi.

5- Jaguar I-Pace. La Casa inglese ha seguito la strada tracciata per prima dalla BMW, con un modello nato e pensato solo per l’elettrico. Un cross-over, che assomiglia a un Suv, ma non è un Suv. Con linee arrotondate che favoriscono la penetrazione aerodinamica. Ian Callum, il carismatico capo del design Jaguar, padre dell’I-Pace parla di modello “unconventional”, non solo per la sua azienda, ma per l’intero mondo dell’auto. Spiegando: <E’ molto più facile e divertente disegnare un’auto elettrica, Non avere l’ingombro del motore termico ti dà molta più libertà. Qui si vede nell’anteriore, che ha dimensioni contenute, a tutto vantaggio degli spazi interni>.

 

— Agli studenti e ai giovani designer: come dovrebbe essere secondo voi lo “stile elettrico”? Mandateci le vostre idee e proposte a info@vaielettrico.it, le pubblicheremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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