Si chiamerà Luce la Ferrari elettrica

Si chiamerà Luce la Ferrari elettrica: il nome è stato svelato dalla Casa di Maranello, assieme a un’immagine del design degli interni (sopra). 

Si chiamerà LuceSi chiamerà Luce, a maggio la presentazione con gli esterni

L’evento di presentazione è avvenuto a San Francisco, in collaborazione con LoveFrom, collettivo di creativi fondato dai designer Jony Ive e Marc Newson. Ovvero il duo che da 5 anni lavora sul design della nuova vettura. La tecnologia di base della Luce era già stata svelata a ottobre 2025 nell’e-building di Maranello. La terza e ultima fase del lancio, presentazione degli esterni, si terrà in Italia a maggio 2026.  La società spiega che l’abitacolo è “un volume unico e pulito, con forme semplificate e razionalizzate al servizio della guida per creare un ambiente tranquillo, funzionale e spazioso“. Hardware e software sviluppati in house. Gli elementi essenziali (come il Binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale) sono autonomi. E organizzati attorno al concetto di input (comandi) e output (display). La lega di alluminio utilizzata, riciclata al 100%, è fresata dal pieno utilizzando una tecnologia CNC a 3 o 5 assi. E sottoposta a processo di anodizzazione. Il trattamento crea una microstruttura a celle esagonali ultrasottile sulla superficie, per resistenza e durezza definite “eccezionali”.

si chiamerà Luce
Presidente e ad della Ferrari (Jon Elkann e  Benedetto Vigna, a sinistra) con il capo del design, Flavio Manzoni, e   Jony Ive e Marc Newson di Lovefrom. Sopra le immagini del volante e del cambio. Fonte: Ferrari Media.

Tre i display di bordo e volante semplificato a tre razze

Per il volante della Luce, Ferrari ha optato per una forma semplificata a tre razze, reinterpretando il volante Nardi in legno degli anni ’50 e ’60. La struttura in alluminio delle razze è intenzionalmente priva di rivestimento per mettere in evidenza solidità e finitura del materiale. Il volante è formato da 19 componenti lavorati con tecnologia CNC e pesa 400 grammi in meno rispetto al volante di gamma Ferrari. I tre display di bordo – il Binnacle del guidatore e i pannelli di controllo anteriore e posteriore – sono progettati per garantire chiarezza e funzionalità. Il Binnacle si muove insieme al volante, ottimizzando la visibilità della strumentazione e facilitando la guida. Il quadro strumenti montato sul piantone dello sterzo rappresenta una novità assoluta per una Ferrari di gamma. È dotato di due display OLED sovrapposti. Il pannello di controllo è montato su un giunto sferico che consente di orientare lo schermo verso il guidatore o il passeggero.

La Luce: mille Cv, velocità max 310 km/h, da o a 100 in 2,5″

mille cavalli
Visualizza commenti (1)
  1. Alessandro D.

    È già stata annunciata la versione Luce Caponegro, che nello specifico dei veicoli elettrici Ferrari andrà ad occupare la nicchia di prodotto corrispondente a quella delle Testarossa per le auto a pistoni

  2. Non mi convince… sembra davvero di avere attorno una schiera di iPhone. Non discuto la qualità, e magari anche la praticità, ma su un auto di tal lignaggio mi aspetterei qualcosa di più audace e meno convenzionale.

  3. Guido Baccarini

    Potrei commentare tante cose ma sarebbero aria fritta, i numeri alla fine dicono tanto ma anche poco, ne scelgo tre.
    Una è la potenza max di carica, 350kW, onestamente da una batteria di quella taglia e considerando che già oggi sono in commercio auto che superano tranquillamente i 400kW con batterie più piccole, è un po’ deludente. Bisognerà vedere la curva di ricarica, mettiamola così.
    La seconda è che.. non ha la leva delle frecce ma i pulsanti al volante: la Model 3 per questa cosa è stata massacrata e adesso ti salta fuori una Ferrari…?
    Indicatore di G-Force: mi sembra poco immediato, forse una rappresentazione grafica con area che si colora in gradienti dal verde al rosso, oltre al numerino, sarebbe stata di più facile lettura soprattutto quando sei, diciamo, impegnato.
    Aspettiamo.
    Soprattutto aspettiamo di vedere la risposta dei Ferraristi. E anche cosa ci sarà a corredo dell’auto: tipo, dopo X anni mi permetteranno di cambiare la batteria? Troverò il ricambio disponibile per i successivi 50 anni? Garanzia della batteria a 1 milione di chilometri o 20 anni, sarebbe una bella mossa di marketing.
    Vedremo.

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