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Shell “scopre” Ample e punta sulle batterie intercambiabili

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Il colosso petrolifero britannico-olandese Shell continua ad investire nell’auto elettrica, cercando di anticipare il momento in cui la diffusione della mobilità sostenibile comprometterà irrimediabilmente il suo business.

L’ultimo colpo è stato l’ingresso, con 31 milioni di dollari, nella Ample, una start up che si pone l’obiettivo di mettere le auto elettriche a disposizione di tutti. L’operazione è stata condotta attraverso la controllata Shell Ventures che ha partecipato ad un round di finanziamento lanciato dalla piccola società, della quale per la verità non sono noti ancora  prodotti e soluzioni tecniche. Perfino il sito è ancora in costruzione e consente soltanto di avviare un contatto.

L’unica cosa resa nota dai due fondatori Khaled Hassounah e John de Souza, due ingegneri che hanno già fondato MedHelp, una community di health online, è che Ample metterà  a punto un sistema robotizzato per sostituire le batterie nelle auto elettriche in qualche minuto. Questo consentirà di annullare l’ansia da ricarica e i tempi morti per le soste nei lunghi viaggi. Come sottolinea Shell spiegando le ragioni dell’investimento, un sistema del genere presuppone una capillare rete di stazioni attrezzate per il ricambio rapido, e la Shell dispone già di un proprio network di circa 30 mila stazioni di rifornimento.

L’idea di sostituire le batterie anziché ricaricarle non è affatto nuova. Ci starebbe lavorando la cinese Nio e ci lavorarono a suo tempo Renault e la stessa Tesla, abbandonando però la soluzione per una serie di insormontabili problemi tecnologici e logistici. Ora Ample sostiene di poter risolvere i problemi tecnologici con un sistema batteria-impianto robotizzato di rimozione che, una volta adottato come standard, potrebbe garantire il rifornimento in poco più di un minuto, risolvendo alla radice il problema della lunghe percorrenze. Resta da capire, invece, come si pensa di affrontare la complessa logistica per lo stoccaggio e la ricarica di centinaia di diversi pacchi batteria, ciascuno voluminoso e pesante quasi come un’automobile.

Con uno stringato comunicato i due fondatori di Ample informano gli investitori di aver inventato una «piattaforma economica, rapida, scalabile e accessibile per consentire il rifornimento di ogni auto elettrica, come alternativa alla classica ricarica».  Il tutto grazie a robot automatici e tecnologie smart nell’assemblaggio dei pacchi batteria.
Hassounah, attuale direttore generale di Ample, ha commentato: «Lo sviluppo e la realizzazione del nostro sistema richiede la partnership di un soggetto industriale che abbia a cuore lo sviluppo dell’elettrificazione come nuovo paradigma della mobilità». Steve McGrath, direttore degli investimenti di Shell Ventures aggiunge che «combinando la tecnonlogi di Ample e la rete esistente di Shell tutto ciò è possibile». Al round di finanziamento di Ample hanno partecipato anche Repsol Energy Ventures, Hemi Ventures, and TRIREC.

Shell ha già investito molte decine di milioni sulla frontiera dell’auto elettrica, comprendo quote in piccole società che sviluppano sistemi di accumulo, reti di punti di ricarica e atre tecnologie legate alla mobilità sostenibile.