Shell: dal petrolio all’agrivoltaico, 2 impianti a Rovigo

Shell agrivoltaico



Shell dal petrolio all’agrivoltaico, e finalmente sindaci e amministratori locali brindano all’energia solare.  Succede in provincia di Rovigo, e a guidare questo cambio di passo è Shell con un investimento che non divide i territori, ma li coinvolge. Populismo e disinformazione sulle rinnovabili restano forti, e molte aziende sbagliano comunicazione. Qui si è evitata la contestazione. 

Shell agrivoltaico
L’agrivoltaico permette di unire produzione energetica ed agricola

In 60 ettari energia per 40mila famiglie e produzione di  pomodori, cavoli…

Sui quasi 60 ettari occupati dagli impianti si continua a coltivare. Pomodori, cavoli, piselli, frumento, soia, erba medica e altre rotazioni. Non è un “regalo” di Shell, ma un obbligo di legge: la continuità produttiva deve essere garantita e certificata ogni anno da una relazione agronomica. Il risultato è concreto: la produzione agricola non si perde, anzi migliora grazie all’effetto protettivo dei pannelli. Il bilancio delle aziende agricole si rafforza e le compensazioni per i Comuni sono visibili e misurabili. È in questo contesto che sono stati inaugurati i primi due impianti agrivoltaici di Shell in Italia.

Shell agrivoltaico
Inaugurazione agrivoltaico Shell a Rovigo

Vediamo i dati degli impianti. Quello di Canda ha una capacità di generazione pari a 34,3 MWp, e produce circa 55 GWh all’anno di energia fotovoltaica, pari al fabbisogno medio di circa 18.000 famiglie. Alla produzione di energia si affianca quella agricola con circa 25 ettari di terreno destinati a coltivazione a rotazione. Con  frumento, soia, erba medica, colture orticole, (come ad esempio il pomodoro), crucifere (cavoli e verze), leguminose da granella (pisello e fagiolo) e specie affini. Secondo quanto indicato dalla relazione agronomica stilata in collaborazione con l’Università di Padova.

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A Loreo il progetto agrivoltaico Marco Polo Solar 2 ha una capacità di generazione pari a 42,1 MWp e produce ogni anno circa 70 GWh pari a un consumo medio di circa 23.000 famiglie. Anche in questo caso l’impianto permetterà la coltivazione di circa 37 ettari di superficie, seminati a frumento, soia ed erba medica a rotazione.

Le compensazioni: efficienza energetica in primo piano

Come parte degli accordi con i Comuni, Shell realizzerà interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico del sistema di pubblica illuminazione e di strutture pubbliche, tra cui la Palestra Comunale, per Canda. Verrà inoltre realizzato un impianto fotovoltaico della potenza di 21,4 chilowatt di picco (kWp) con un sistema di accumulo per una capacità complessiva di 21 chilowattora (kWh) nella scuola secondaria di Castelguglielmo, infine un intervento di efficientamento energetico della sede Municipale di San Bellino.

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Per il Comune di Loreo infine, sono stati messi a disposizione fondi che consentiranno interventi di messa in sicurezza di un incrocio stradale per il traffico cittadino lungo la Strada Provinciale 45 (Via del Mare), mediante la realizzazione di una rotatoria, nonché la costruzione di un sottopasso e di una pista ciclopedonale per il collegamento tra Via Veneto e Via Retinella.

Gli impianti fotovoltaici  di Shell in Italia

Oltre i due di Rovigo, ci sono altre tre impianti in costruzione. Li cita Romina Giuliano, power generation manager Italy di Shell. «La nostra pipeline italiana conta ormai cinque impianti fotovoltaici operativi, tre in fase di costruzione e un’ulteriore pipeline autorizzata di progetti fotovoltaici e BESS».

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Per rendere coltivabile i terreni quali sono stati gli interventi realizzati? «Entrambi gli impianti hanno una distanza interfilare pari a circa otto metri ed un’elevata altezza dal suolo (circa tre metri quando i pannelli sono in posizione orizzontale), garantendo così il passaggio dei mezzi agricoli di medie dimensioni. Inoltre, per mitigare la presenza visiva degli impianti sono stati impiantati filari alberati lungo il perimetro composti da diversi assortimenti di piante, incrementando così la biodiversità dell’area e la qualità dei terreni».

Questa volta i sindaci sono favorevoli. Doveroso, quindi, riprendere le loro dichiarazioni. «Il Comune di Canda contribuisce al rilevante processo di transizione energetica e di sviluppo delle rinnovabili del nostro Paese, quanto mai necessario anche alla luce dei recenti preoccupanti scenari internazionali» commenta il sindaco Simone Ghirelli.

«Le compensazioni ambientali hanno consentito al Comune di Castelguglielmo di vedere realizzato un impianto fotovoltaico da 23 KW, completo di sistema di accumulo, a servizio del plesso scolastico» dichiara il sindaco Giorgio Grassia. Infine Aldo d’Achille, sindaco di San Bellino: «È fondamentale garantire uno sviluppo sostenibile che tuteli il suolo agricolo e porti benefici concreti ai cittadini».

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Visualizza commenti (2)
  1. dai dati dichiarati, i due impianti citati, hanno queste rese annue :

    – 1603 KW-h annui x KW installato
    – 1663 KW-h annui x KW installato

    Capacity Factor 18,3 % e 19%, entrambi gli impianti al Nord Italia;
    al Centro e al Sud sono ancora più alti (in Sicilia sino a 23%)

    il merito di queste alte rese è dei pannelli solari di tipo recente e bifacciali, e montati su inseguitori monoassiali, che al mattino li orientano ad Est, e alla sera ad Ovest

  2. Recita giustamente il cappello introduttivo che «…a guidare questo cambio di passo è Shell con un investimento che non divide i territori, ma li coinvolge. Populismo e disinformazione sulle rinnovabili restano forti, e molte aziende sbagliano comunicazione. Qui si è evitata la contestazione.»

    Molto interessante!
    Sarebbe altrettanto interessante se, per un prossimo articolo, riusciste ad intervistare Shell per capire meglio come abbiano evitato la contestazione e quale sia stata la comunicazione “corretta” utilizzata. Grazie anticipate!

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