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Shanghai apre l’era del “internet of vechicles”

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Shanghai apre l’era del “internet of vehicles”. Ovvero un’enorme rete di ricarica che raccoglie i dati di chi se ne serve, compresi consumi e abitudini.

Shanghai va oltre la ricarica: contano i dati raccolti

Shanghai
I punti di ricarica in Cina diventeranno stazioni intelligenti, uno dei perni della smart city.

Un progetto del genere sarebbe impensabile da noi, visto che qui la tutela della privacy è arrivata persino a bloccare la app che servirebbe per tracciare i contagi. Ma la Cina è veramente un altro pianeta. E il Governo Municipale di Shanghai ha potutoannunciate in settimana l’avvio di un nuovo step che fa parte del piano d’azione per divenire una smart-city. Nella Provincia verranno allestiti 100 mila nuovi punti di ricarica per auto elettriche, chiamati non a caso “corsie del “Internet-of-Vehicle“, più 34.5000 stazioni-base del sistema 5G. In questi hub si potranno anche prelevare batterie cariche per le auto predisposte al battery-swap. Ma, soprattutto, i proprietari dei veicoli potranno ricevere un’assistenza su misura, grazie all’uso dei dati personali, compresa l’offerta di veicoli nuovi e usati.

Non sarà la privacy a fermare il progetto smart city

ShanghaiIn realtà Shangai è solo la città-pilota di un progetto sulle smart city che comprende tutta,  la Cina, ha spiegato il vice ministro per Industria e Information Technology, Xin Guobin. Con un ampio ricorso all’intelligenza artificiale. Il senso di tutta l’operazione l’ha riassunto bene a China Daily (qui) Ding Rui, amministratore delegato delle rete di ricarica X-Charge:Queste stazioni non saranno solo dei semplici di rifornimento. La ricarica sarà appena il 2% delle loro funzioni, il restante 98% sarà fatto di interattività“. Il patrimonio di dati raccolto sarà enorme e potrà guidare le successive decisioni su come e dove articolare le reti di ricarica. Certo, tutto è facilitato dal fatto che è l’autorità pubblica a guidare queste decisioni. Ed è inimmaginabile in Cina pensare a una controversia come quella che in Italia oppone Enel X e Google. Con al centro proprio la proprietà dei dati dalla app Enel X Recharge nel caso di un’integrazione sul sistema Android Auto.

 

 

 

 

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