Servono ricariche nei distributori di benzina, per far decollare le modeste vendite di auto elettriche in Italia? È il parere di Ignazio, un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
La transizione green? Servono ricariche nei distributori…

“Servono colonnine rapide nei distributori di benzina, gasolio, metano e GPL . Se non viene fatto, la transizione green ce la sognamo. Saluti !” Ignazio Alfarano
Risposta. Le ricariche nei distributori di benzina ci sono. Le troviamo in autostrada, installate da Free to X, Atlante, Ewiva, Ionity e altri operatori. E le troviamo fuori autostrada, come le Plenitude nelle stazioni Eni o le IPlanet nelle IP. È questa la soluzione per gar crescere l’elettrico oltre l’attuale quota di mercato del 10% scarso? Per rispondere bisognerebbe conoscere il tasso di utilizzo di queste ricariche, un dato che gli operatori si tengono gelosamente per sé. In genere si ritiene che, per essere profittevole, una colonnina dovrebbe essere in ricarica almeno tra il 15 e il 20% delle 24 ore. E in Italia siamo ben al di sotto di questo dato. Il nostro parere è che le ricariche al distributore servono se sono accompagnate da servizi che rendono utile o piacevole la sosta. E quindi se si trovano in aree di servizio con bar, ristorante e negozi vari. Sono meno utili, e meno frequentate, se sono in mezzo al nulla. In ogni caso non ci sembra questa la molla che può far scattare la popolarità delle auto elettriche. E portare le vendite al 30% a cui già sono arrivate Francia e Regno Unito (la Germania è lì lì). A partire da prezzi della ricarica più convenienti.
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