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Servono elettriche piccole, sono favolose

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La Peugeot iOn di Paola: 75 mila km, pienamente soddisfatta.

Servono elettriche piccole, come la mia Peugeot iOn, ci scrive Paola. Magari un più moderne e con qualche km di autonomia in più. Un tema a noi caro, quello delle citycar. Ricordiamo che i messaggi vanno inviati a info@vaielettrico.it

servono elettriche piccole
Ricarica in garage per la Peugeot di Paola.

Servono elettriche piccole, io con la mia vecchia iOn…

Posseggo una iOn Peugeot (derivata dalla Mitsubishi i-MIEV 2009) da 7 anni ed ho percorso circa 65.000 KmLa mia auto purtroppo, data la vetustà del progetto, ha una autonomia di poco più di 100 Km. Per me non è un grosso problema essendo stata acquistata come auto da città. In concomitanza con l’acquisto dell’auto, ho installato 4 KW di pannelli fotovoltaici sul tetto e fatto un contratto di fornitura dell’energia elettrica con la francese Engie. Ci vende la corrente a prezzo bassissimo la notte, festivi e prefestivi, un po’ più cara dei prezzi di mercato il giorno (contratto pensato per chi ha fotovoltaico). Di conseguenza io carico l’auto al 99% in garage, perciò non ho alcuna pratica di colonnine varie, pur informandomi con la lettura del vostro sito“.

E’ la nostra unica auto di casa, se no treno o aereo (o noleggio)servono elettriche piccole

“Mio marito ha fatto 2 “viaggi” con la iOn: Forlì-Rimini e Forlì Jesi, che hanno richiesto di caricare lungo il percorso. Diversamente non ci allontaniamo mai più di 45 Km da casa e viaggiamo senza problemi, caricando l’auto con la presa Schuko dedicata. La nostra anormalità sta anche nel fatto che quando l’auto a GPL di mio marito è stata rottamata non ne ha comperata un’altra. E così il nostro unico veicolo è la ION. Siamo pensionati, ce lo possiamo permettere. Per viaggi lunghi facciamo cambio con mio figlio, che ha un diesel, o chiediamo a prestito un’auto a qualche amico o la noleggiamo. Quest’ultima soluzione è particolarmente comoda quando raggiungi la località delle vacanze in treno o aereo”.

Come auto di casa è favolosa, ma ci vorrebbe più autonomia

Piccola, ma spaziosa: Paola ci carica di tutto.

“Come auto da città la iOn è FAVOLOSA: 4 posti reali comodi e, non avendo muso, uno spazio di carico veramente grande. Con gli schienali abbassati ci ho caricato un frigorifero da 1,40 m. Raggio di sterzata piccolissimo, ingombro minimo. È un vero peccato che non sia più in produzione (coma la e-UP) perchè, secondo me, sono queste le vere ciy-car. Penso che non sarebbe stato difficile aggiornare il pacco batterie per portarla a 250 Km di autonomia. E magari dotarla di tutti quei giochini elettronici che hanno oggi le auto e dei quali la mia iOn è completamente sprovvista. Grazie per l’attenzione”. Paola Zaccarelli

La Dacia Spring, la meno costosa: 21 mila euro.

Servono elettriche piccole, ma a listino ce ne sono 4

Risposta. Paola ha ragione da vendere: le citycar elettriche sono favolose, consumano poco e si possono ricaricare a casa. Ma i costruttori non la pensano così: si guadagna di più con i Suv e le auto sportive e così l’offerta si concentra su questi modelli. Attualmente in vendita ci sono solo 4 EV (su un totale di 63) con prezzi di listino entro i 30 mila euro (a cui togliere gli incentivi). Sono la Dacia Spring (da 21.000 mila euro), la Renault Twingo (da 22.950), la Smart ForTwo (da 25.210) e la 500 (da 27.300). in compenso ci sono 6 modelli con versioni oltre i 100 mila euro, targati Audi, BMW, Mercedes e Porsche. I grandi gruppi, come Volkswagen, promettono per il 2025 una nuova generazione di piccole con prezzi entro i 20 mila euro. Speriamo che mantengano le promesse, perché è di queste citycar a emissioni zero che c’è bisogno nelle nostre città, non di costosi e ingombranti macchinoni.

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26 COMMENTI

  1. Antologia delle desiderate.

    La citycar pensato per il mercato cinese, REDS (Revolutionary Electric Dream Space) di CHTC e Chris Bangle con le dimensioni di una Smart Fortwo (meno di 3 metri di lunghezza) capiente fino a cinque persone quando è ferma, quattro quando è in movimento con ricarica fotovoltaico?
    (Mi si conceda il video di design automotive per capirne i contenuti prima dì obiettare sull’esteriorità)
    https://www.youtube.com/watch?v=RWlWlFZbb4g

    L’altra citycar, la conosciamo tutti, Downtown la Fiat che non fu.
    Sempre lui, Chris Bangle e Roberto Giolito.
    https://www.youtube.com/watch?v=BRyNcx5oQeM

    La familycar Centoventi di Klaus Busse con il muso Star Wars per le battaglie cittadine che tutti vorremmo?
    https://www.youtube.com/watch?v=h2wGA-1WBjM

    L’altra familycar, la rivale teutonica più cross?
    https://www.youtube.com/watch?v=lyHBRSGuFmQ

    Tutte rimaste nelle intenzioni o prossime realizzazioni?

  2. La “triplette” (la chiamano così i francesi, dove se ne sono vendute abbastanza, grazie ad una campagna di marketing convincente) è un capolavoro di bilanciamento: piccola, leggera e con tantissime scelte furbe. In teoria si può “aggiornare”, mandandola in Francia o in Nuova Zelanda: chi ha realizzato l’impianto (che costa 7.000 dollari ed il pacco batterie originale), garantisce 250 km di autonomia. Certo, non la caricherò più in tre ore e magari smetterò di fare calcoli per programmare percorsi oltre (il problema non è la mancanza di colonnine, ma l’occupazione abusiva degli stalli che, nel caso specifico rende complessi i vari piani B e C e costringe a portarsi dietro il carichino) ma potrebbe anche diventare eterna, tanto le emissioni sono sempre le stesse. Anche io l’ho caricata all’inverosimile, mettendoci dentro una lavatrice, così i petrolhead possono capire la differenza. A novembre festeggerò i suoi 11 anni e, con tutta probabilità, 122mila km, gli ultimi 16mila con me.
    Chissà che in Giappone non pensino di riproporla con la tecnologia odierna…

  3. da ex proprietario di una C-Zero (gemella della Ion) concordo con le considerazioni di Paola, macchina stupenda, capiente (io ho caricato un forno all’andata e un forno imballato al ritorno…), maneggevole, parcheggiabile facilmente, ma ahimé, a causa del cambio di lavoro di mia moglie (che richiede spostamenti quotidiani oltre la soglia della C-Zero) l’abbiamo dovuta rimpiazzare con una Zoe (cambio del quale, in ogni caso, siamo ampiamente soddisfatti).
    Concordo anche sulla “spartanità” del veicolo (la definivo un aspirapolvere con le ruote per quanto era basica, nemmemo la cappelliera viene fornita)

  4. Non servono elettriche piccole né grosse. Servono elettriche alla portata delle tasche degli italiani in modalità inverno 2022-2023

  5. A meno di soggetti particolarmente anziani e debilitati ricordo che esistono piccole elettriche per la città molto meno energivore per andare in giro da soli o al massimo con un paio di pargoli. Si chiamano cargobike! si possono usare anche in condizioni meteo avverse e in salita, dato che il motore consente di indossare indumenti antipioggia anche di tipo non particolarmente costoso ( cerate vs goretex) senza sudare. Va bene l’auto elettrica, ma per chi abita o deve recarsi fuori dai centri urbani quotidianamente su distanze importanti e/o con grossi carichi.

  6. Del tutto d’accordo, io ho una Twingo elettrica e ci faccio 50 km al giorno, metà in città e metà extraurbano, carico in garage senza problemi con la shuko e l’autonomia non è mai stata un problema. In famiglia abbiamo anche una comodissima familiare diesel, per quando serve spazio o viaggi lunghi, ma quando sarà il momento di sostituirla prenderemo una elettrica più grande e terremo la praticissima Twingo per gli spostamenti quotidiani.

  7. concordo sulla riflessione e la estendo alla mia esperienza su due ruote. Partito anni orsono con una Zero S adesso gl’ho affiancato un piccolo scooter Niu (GtQ), leggero e comodissimo in percorsi urbani. Anzi nn escludo di levare a breve la Zero, sicuramente meno adatta al mio uso prevalente.

  8. Concordo pienamente.
    Purtroppo nel segmento citycar i produttori sono abituati a giocare a braccio di ferro spremendo il prezzo finale fino all’ultimo euro. Su un prodotto per loro innovativo, e che stravolge metà supply chain, preferiscono andare su prodotti con margini maggiori e quindi siamo invasi da auto premium.
    Il mercato deve ovviamente maturare e non lo farà dall’oggi al domani, in ogni caso il successo della 500 fa ben sperare.

    • Ragionando come stanno facendo i costruttori oggi nell’elettrico, macchine come la 500 (quella originale del 1957) e la Citroen 2Cv non sarebbero mai nate. Il vero progresso, grazie agli ingombri più contenuti del motore, sta nel mettere in macchine di tre e metri e mezzo lo spazio interno (e la sicurezza) che prima richiedeva dimensioni esterne di almeno 4 metri.

      • -Ragionando come stanno facendo i costruttori oggi nell’elettrico…-

        … creano i presupposti per far fallire qualsiasi idea concreta e reale di passaggio all’elettrico di massa.
        Contenti loro… saranno loro a sbattere contro un muro.

        Anche perchè quando un (bel?) giorno le classi medie e medio basse si accorgeranno che concretamente non sono in grado di acquistare un’automobile perchè non c’è nulla che possono acquistare con le loro disponibilità, voteranno in massa il primo “Salvini” che gli dirà “torniamo indietro”.

        Quindi se non arrivano presto delle vetture serie e comprabili, in Italia questo succederà molto più rapidamente per i ben noti motivi di disponibilità economiche. Ma anche all’estero (dove i redditi sono più alti ma non tutti ovviamente sono “milionari”) la questione non tarderebbe a manifestarsi.

        Quindi bravo Vaielettrico, che un giorno sì e l’altro pure martella sulla questione.

      • partendo dalla sua ultima frase direttore si capisce perché al contrario non vengono prodotte auto elettriche di piccole dimensioni. Sicuramente i grandi costruttori non riescono ancora ad avere i giusti margini, ma oltre a quello le batterie, più che il motore, sono ancora troppo grandi e di dimensioni più contenute garantiscono solo autonomie ridicole. Svilupparne di più performanti richiede ulteriori investimenti e erode margini già inesistenti. Ecco perché non esistono tante citycar elettriche.

        • Beh, margini inesistenti non direi. Gruppi come Volkswagen e Stellantis stanno facendo profitti enormi, potrebbero dedicare un po’ di solidi a investire su elettriche di piccole dimensioni, che magari non renderanno subito, ma nel giro di qualche anno possono diventare profittevoli. Quando fecero la 500, Valletta e Giacosa (il progettista) si presero dei pazzi, dopo 65 anni siamo ancora qui a parlarne come una delle auto più venduta in Europa.

        • Prendiamo l’esempio della Ion, progetto vecchio di più di 10 anni. La Nissan Zoe, più grande, aveva 22 kWh disponibili…è passata a 52 kWh. La Ion ne aveva 16. Avessero sviluppato allo stesso modo il pacco batteria, facendo le dovute proporzioni, si tradurrebbe nel riuscire a piazzare un pacco batteria di 37,8 kWh (ora che ci penso più o meno come la eup in effetti).

          Una cZero con un pacco del genere sarebbe perfettamente utilizzabile, garantendo minimo 200 km di autonomia reali.

          Senza contare ciò che ci aspetta per il futuro, con ulteriori migliorie nella chimica delle batterie…

          • Rispondendo sia al direttore che a te Andrea: i margini possono esserci, ma non sulle city car. Macchine grandi assorbono meglio il costo della batteria e il cliente non si lamenta del prezzo alto perché ritiene intrinsicamente che ciò che compra lo vale. Questo avviene raramente in macchine piccole, dove, pensando ad esempio all’assurdissima Aston Martin Cignet, il cliente pur avendo un aston martin (tarocca, ma pur sempre AM) tra le mani, fatica a spendere certe cifre.

            Per Andrea: mi porti l’esempio della eup per la capacità di batteria, ma quest’auto è in un rapporto di amore odio con vw perché ne vende tante, ma probabilmente in perdita.
            Questo è tanto più vero per le macchine elettriche dove il costo della batteria ed il suo sviluppo non sono ammortizzabili con le macchine cittadine.
            Mi ricorda un po’ la smart: nonostante avesse un 3 cilindri super collaudato e dal costo esiguo, nonostante la macchina non fosse economica, nonostante abbia avuto un successo stratosferico, la Mercedes per praticamente tutta la produzione l’ha venduta in perdita.
            Oggi nessun costruttore sarebbe così masochista, considerando che a differenza dei motori ice le batterie sono decisamente più costose da sviluppare e produrre.

      • Beh si può anche dire, che finché non sono nate auto come la vecchia 500,o in generale le varie auto del popolo come la Reno 4 la seicento, la prima panda etc etc le auto erano in mano solo ai ricchi o fortemente benestanti… Esattamente quello che sta succedendo ora col passaggio alla elettrificazione.
        Ci vorranno anni prima che l’elettrico sia realmente per tutti, i problemi son da ricercare altrove, mi spiego meglio..
        Come dice anche più sotto, spendere molto molto di più per la ricerca e sviluppo, questo vale per tutto pure per l’intero stato italiano ma andiamo fuori tema.. Questo si collega indirettamente ad altri due problemi, che c’è una difesa allucinante da chi ha già elettrico tale dal fargli considerare i prezzi che son dati oggettivi come normali o per fino consoni a un auto di quel segmento (qua c’è tanto marketing negli anni per legare le auto a certe emozioni, ma siamo quasi nel 2023 un po dovremmo aver imparato a filtrare certe cose viste in tv o sui giornali) con la domanda che accetta quei prezzi le case non si fan certo ripetere due volte la solfa, aggrediscono alzano i prezzi più del dovuto per le mancanze di componenti, arrivano addirittura a dichiarare apertamente che guardano solo il margine d’ora in poi, i progetti delle auto del popolo restano congelati o fortemente rallentati tenendo il focus sul segmento alto che tanto al marketing basterà dire “Green” “economia circolare” “zero emissioni” perché sfruttando il senso di colpa, danno agli acquirenti la scusa facile per giustificare la spesa in famiglia o anche solo a se stessi, non è un caso che spendono in marketing quanto in ricerca e sviluppo se non di più.
        L’altro fattore è la sicurezza e le imposizioni di adas sostanzialmente poco utili, come il riconoscimento dei cartelli etc.. Per carità meglio una cosa in più che una in meno son assolutamente d’accordo, ma se da un lato obbligo ad aumentare le dotazioni in un momento di carenza di chipperia tale che le tessere sanitarie non han più nfc, perché non agire anche a monte del problema? Le auto elettriche han coppie e potenze mostruose rispetto al target a cui vanno, gente che cambia la propria Twingo vecchia per quella nuova elettrica passa dal fare 0/100 in 5 minuti a 5 secondi, in due secondi ha superato i limiti con tutta la differenza di riflessi necessari (ed esperienza di guida, ricordo che c’è un limite per i neopatentati non a caso) per gestirla, perché nom agire anche su quel lato? La velocità è la prima causa di incidenti, magari dare indicazioni politiche affinché un pensionato abituato alla seicento da 40cv (la sparo ma saran lì) non debba per forza passare a un auto che per l’età non sarà così sicuro nel gestirla, il marketing ci ha abituato che se non hai 150cv sotto le chiappe sei una sega incapace al volante, le case non lo faranno mai di propria iniziativa soprawperche non han altre armi a disposizione.. La qualità prezzo non è un opzione lo han dichiarato più volte, almeno non nel breve medio termine, finché c’è ciccia si spreme

        • Dimenticavo un passaggio, la difesa del prezzo in modo così assurdo, ci sta facendo ragionare come una normale evoluzione del mercato verso l’assenza di auto di proprietà, trasformando l’auto in un servizio da pagare in continuazione, in pratica ci si fa accettare la maggior spesa eliminando la possibilità di un acquisto personale, non esiste formula migliore del pagamento in contanti, ma appunto dato che le auto sono un valore a perdere, la gente non stupida le tiene molto molto più a lungo di quanto serva alle case per fatturare miliardi in più per i dividendi degli azionisti, da qui oramai da che ho memoria, incentivi a pioggia per sostituire le auto, la gente è talmente stronza che non ti cambia l’auto solo perché gli fai lo sconto su quella nuova, e quindi si è passati al vietare gli euro 0 poi 1 etc, questo in tempi in cui dell’ambiente non fregava una fava a nessuno, dovevi cambiare l’auto vecchia o la Fiat saltava per aria e tutti a casa senza lavoro, solo anni dopo si è usato come arma per abbattere inquinamento, infatti i parametri son diventati estremamente più restrittivi (giustamente). Tutto questo per concludere dicendo che sta a noi usare la testa per avere da questi grandi produttori, un prodotto come serve a noi al prezzo che siamo disposti a pagarlo, è un continuo tira e molla per un giusto compromesso per entrambi, ma se anziché tirare c’è una bella fetta che va dall’altra parte a tirare per loro quel compromesso non sarà mai conveniente per noi acquirenti… Alzano un filo le autonomie? Migliorano la durata delle batterie? Alzano le capacità di carica? Bene benissimo, pretendiamo che continuino a farlo, non aspettiamo che mettano leggi euro xy per obbligare le case a puntare su efficienza in modo molto più serio

        • Sulla cavalleria e la coppia il fatto è che con un motore elettrico salire di kW e Nm non costa molto, e siccome la gente vuole le batterie grandi (anche sulle citycar, tocca leggere anche questo!), una volta messa una batteria grande non ha senso mettere un motore piccolo e tirato per il collo, che poi magari si surriscalda e dura poco…

          • Certe auto elettriche hanno onestamente potenze esagerate, ma (fino a un certo livello) il motore grande serve anche per generare tanta elettricità in fase di frenata, quindi non è completamente sbagliato avere un motore di grossa potenza. Ovvio, poi su alcuni modelli si è esagerato.

          • Giustissima osservazione Luca.
            Il fatto è che sarebbe semplicissimo limitare coppia e potenza (via software) ma è commercialmente poco sensato, fosse anche solo per giustificare un prezzo d’acquisto più alto. E anche se lo si volesse fare magari finirebbe come per le modifiche delle mappature sugli endotermici: molti (e in genere quelli meno indicati perché amanti di un guida più spregiudicata) cercherebbero il modo di eliminare il blocco.

          • @luca vero, il motore grosso serve per recuperare di più, ma appunto è una cosa su cui lavorare come ricerche per il futuro, magari sbaglio e confondo due cose diverse, ma se non ricordo male la potenza di ricarica gestibile dal motore non è comunque pari a quella erogabile in scarica per la trazione, tipo che è la metà o comunque parecchio meno… Basterebbe lavorarci per pareggiare, anche perché salvo in discesa senza auto davanti e potendo superare i limiti, comunque grandissima parte dell’energia non può essere recuperata in quando dispersa per il movimento, basterebbe la volontà di lavorarci e migliorare la cosa.. Ma ahimè son certo che a queste “piccolezze” ci si arriverà in futuro con degli obblighi di legge sulla scia euro dei termici proprio per andare ad abbattere i consumi dei trasporti il più possibile quando saranno molto diffusi, che un conto è non raddoppiare il fabbisogno statale, un’altro è sprecare energia preziosa utilizzabile per altro

          • @Xardus, no i motori elettrici sono macchine reversibili e non cambia nulla tra trazione e recupero (perdite escluse).

      • /// il vero progresso, grazie agli ingombri più contenuti del motore, sta nel mettere in macchine di tre e metri e mezzo lo spazio interno (e la sicurezza) che prima richiedeva dimensioni esterne di almeno 4 metri \\\ Osservazione tecnicamente interessante.. Per quanto riguarda il futuro del segmento A, l’offerta nel settore potrebbe arricchirsi se arriveranno in Europa la Nissan Sakura e l’equivalente Mitsubishi, al momento “confinate” in Giappone (se non sbaglio VE ne aveva parlato ma non trovo l’articolo)

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