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Senza incentivi non conviene più un’elettrica? La Twingo…

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Senza incentivi, l’auto elettrica può essere comunque un buon affare? Cerchiamo di capirlo, sapendo che nel 2022, (almeno nei primi mesi) non c’è bonus statale. Confrontando una citycar come la Renault Twingo nelle versioni EV e benzina.

senza incentivi
RENAULT TWINGO ELETTRICA vs BENZINA / Alla lunga quale conviene?

Senza incentivi… / Il prezzo non è l’unico parametro

Quel che allontana dall’auto elettrica, non sempre a ragione, è il prezzo di acquisto. Sono in tanti a considerarlo l’unico parametro di valutazione. A volte a ragione, se ad esempio non si dispone di un capitale sufficiente e contemporaneamente non esiste nemmeno la possibilità di un finanziamento. Altre volte senza un giustificato motivo. Ad esempio ragionando così: “So di potermi permettere (in acquisto e gestione) un’auto da 15.000 euro. Quindi guarderò solo ad auto che hanno questo prezzo“. Trascurando totalmente tutti gli altri costi di gestione dell’auto nel tempo, prima fra tutti la voce consumi (che potrebbe, in alcuni casi, ribaltare completamente la situazione).

senza incentiviSenza incentivi…/ Come ragiona (male) il sig. Rossi

Quello che succede spesso in Italia oggi, per capirci meglio, è questo. Il sig. Rossi desidera acquistare una nuova citycar. Considerando che generalmente per la sua macchina spende, tra bollo, assicurazione, manutenzione e carburante, circa 150,00 Euro al mese, punta a un’auto che non costi oltre 15.000,00 Euro. Perfetto. Ma… nel momento in cui considera l’acquisto di un’auto elettrica, inconsciamente, il sig. Rossi tiene comunque conto di una spesa mensile di gestione (quella dell’auto endotermica) che, con l’elettrica, sarebbe giocoforza di gran lunga inferiore. E quando guarda al prezzo di una citycar elettrica, diciamo da 22.000,00 Euro, la considera quindi estremamente cara. Ma è davvero così? Non sempre. Dipende!

L’elettrica è costosa? Forse, ma facciamo bene i conti!

Raffronto sulla Renault Twingo nella versione elettrica e nella versione benzina. In sei anni (con percorrenza di 15.000 km l’anno) si pareggiano i conti, anche senza l’aiuto dell’incentivo governativo, non rinnovato nel 2022.

Escludiamo le situazioni nella quali il budget iniziale sia limitato. Nel nostro esempio, 15.000 euro e senza la possibilità di avere un finanziamento per l’acquisto. In questi casi, evidentemente ci si ferma. E poco aiuta che l’auto potrebbe farci risparmiare nel tempo, se non possiamo portarcela a casa perché costa troppo. Ma se invece è possibile spendere un po’ di più del nostro budget per l’acquisto, potrebbe essere comunque una buona idea? A entrare in gioco a questo punto sono due fattori principali: per quanti anni guideremo l’auto e quanti km intendiamo percorrere. Non è possibile generalizzare la risposta, ma un semplice foglio di calcolo può aiutare a fare qualche valutazione. Diamo un’occhiata alla tabella sopra. Abbiamo messo a confronto Renault Twingo in versione elettrica e benzina, su un periodo di 6 e poi (sotto) di 8 anni. Per i consumi abbiamo considerato il dato dichiarato nel ciclo WLTP per la Twingo benzina. Per la versione elettrica abbiamo fatto una media tra consumo estivo e invernale, sulla base dei dati rilevati nelle nostre prove. Un consumo quindi ben più elevato rispetto al dichiarato.

Risultato: dopo 6 anni si pareggia, dopo 8 conviene

Dopo 8 anni il risparmio che si ha con l’elettrica diventa cospicuo.

Riassumo i risultati per chi non ha voglia di addentrarsi nelle tabelle.A sei anni dall’acquisto, con l’elettrica, abbiamo pareggiato i costi e iniziamo a risparmiare. A 8 anni dall’acquisto, il risparmio è di quasi 3.000 euro. Ovviamente questi calcoli non valgono in generale. Ognuno dovrà fare le proprie considerazioni sulla base dei km che percorre e di quanti anni tiene solitamente l’auto. Attenzione però a confrontare auto con caratteristiche simili, in termini di dotazioni e prestazioni. E a considerare che, almeno a oggi, un’elettrica non la compri senza aver prima ponderato l’esistenza di un opportuno ecosistema che ne consenta l’utilizzo corretto. La possibilità di ricaricare, in parole povere. Ma senza esagerare nell’altro senso. Un’auto elettrica già oggi, può rappresentare una valida soluzione per molte più persone di quante la prendono in considerazione. Anche senza incentivi. E questo, prevalentemente, per mancanza di informazioni.

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117 COMMENTI

  1. Bel articolo.
    Concordo con la linea di pensiero che NON va considerato solo il prezzo iniziale ma attenzione ai calcoli esposti.
    Ognuno dovrebbe farseli “in casa”, questi a mio avviso sono un po’ troppo ottimistici (in primis il prezzo dell’energia) e “studiati” per rafforzare la tesi che ancora conviene l’elettrico.
    Visti i rincari attuali che probabilmente sono indizio di un trend che non migliorerà molto in futuro, bisogna prestare molta attenzione al valore dell’energia…
    Inoltre non vedo nel conteggio alcuna menzione per i costi di adeguamento dell’impianto elettrico o dell’acquisto di una wallbox domestica, non sempre necessari ma caldamente consigliati visto che si assume che la carica venga fatta esclusivamente a casa.
    Personalmente feci lo stesso genere di calcoli qualche mese fa per valutare l’acquisto della mia auto elettrica convenendo che il gioco vallese la candela solo in presenza di cospicui incentivi…

    • Buon giorno Marco.
      Non ho studiato i calcoli. Li ho pubblicati così come sono usciti. Non manipoliamo i dati per dimostrare ciò che non è. E mi dispiace molto che lei pensi questo.
      Il dato relativo al costo dell’energia è trasparente. Non l’ho occultato. Ho inserito il mio prezzo, quello che ho avuto fino a oggi. Se il suo è più alto inserisca quello.
      E l’auto elettrica, Marco, potrebbe non essere la scelta adatta o più conveniente per tutti. Non abbiamo mai detto che lo sia. Ad esempio non è economicamente conveniente per chi percorre pochissimi km l’anno, nella maggior parte dei casi, e in assenza di incentivi.
      Quando considera il costo dell’energia faccia attenzione a considerare solo il maggior costo in bolletta dato dal maggior numero di kWh prelevati, e non i costi fissi, che comunque avrebbe anche senza un’elettrica.

  2. Non concordo con l’articolo. Bisogna considerare che per prendere la stessa auto tra pochi mesi massimo un anno dovranno mettere per forza gli incentivi. Anche fossero 4000€ non rientri mica in un anno solamente.

      • Si, solo che, come con il fotovoltaico per via del RED II (eliminazione dello SSP 🙁 ), anche per la EV è il momento di attendEre ora. Purtroppo.

        Le vendite di EV e le installazioni di fotovoltaico non possono crollare senza che poi vengano individuati responsabilità politiche, e non penso che non correranno ai ripari da ripercussioni. Forse con il FV un po’ di più ci vuole (la gente installa lo stesso perché viene regalato col 110) ma con la macchina elettrica tra sei mesi (quando termineranno gli ordini dei concessionari per gli incentivi sfumati in pochi giorni) avremo un pesante arresto delle immatricolazioni.

  3. Ieri quando i vari TG comunicavano i nuovi prezzi dell’elettrone stavamo su scherzi a parte ? Non è possibile che una persona, che dovrebbe essere informata,non riporta le notizie diffuse ieri nei tg. Mi meraviglio che una persona istruita come lei, per giunta ha la gestione del parco elettrico….. valuti ancora il costo dell’elettrone a 0,16 !!!!!!! VERGOGNA !!!! non venga a raccontare la storiella del contratto “si”,”ma”,”forse” l’aumento è limpido.
    L’auto elettrica per il momento ha solo svantaggi: costo iniziale elevato, ricarica lunga e costosa, emissioni di CO2 in produzione e anche per lo smaltimento delle batterie. Lo sa che ci sono molti produttori elettrci che stanno iniziando a bruciare petrolio per produrre l’elettrone a lei tanto caro. La Russia escludendo le quote di contratto non vuole vendere. Prima di rivoluzionare il mercato dovevamo essere autosufficienti nella produzione dell’elettrone (fotovoltaico, eolico, idrico) sia per consumi storici (industria e domestico) che per il nuova domanda del auto elettriche. Allora si davamo un bel calcio a tutti.

    • Sig. Ignazio, posso chiederle il perché di tutto questo astio?
      Sono forse venuto a casa sua a sostituire a sua insaputa la sua auto con un’auto elettrica e addebitandone il costo sul suo conto?
      Sia gentile. Moderi i toni.
      Siamo qui per confrontarci. E io non ho nessun interesse a spingere verso l’una o l’altra soluzione.
      E’ frustrante dover sopportare tutto questo odio gratuito. Mi creda. Oltre che inutile.
      Lo scopo di questo articolo e della tabella di raffronto è quello di fornire uno strumento valido per calcolare l’opportunità dell’una o dell’altra soluzione.
      Non è da intendere come una verità assoluta valida per qualsiasi persona, qualsiasi auto, qualsiasi prezzo del gasolio e dell’energia, ecc. ecc.
      Detto questo, il mio contratto di riferimento, a oggi mi permette ancora di pagare circa 16/17 centesimi di Euro/kWh e questo è il prezzo che ho usato nel mio calcolo. Ma, come si può vedere è trasparente. Ognuno potrà conteggiare con il suo prezzo.
      E per calcolare quale sia, è possibile dare un’occhiata qui: https://www.vaielettrico.it/quanto-costa-ricaricare-a-casa-e-la-zoe-vaielettrico-risponde/
      Detto questo, a oggi non è difficile sottoscrivere un contratto con prezzo bloccato per 24 mesi con un costo della materia energia attorno ai 0,12 Euro/kWh.
      Come varieranno i prezzi in futuro lo vedremo. Ad esempio, un aumento del 50% del costo della materia energia significherebbe da 0,12 a 0,18 Euro/kWh, e quindi un prezzo medio finito attorno ai 25 centesimi. Cioè per percorrere 100 km con Twingo elettrica servirebbero poco più di 4 Euro.

      • Lei deve fare riferimento al prezzo ufficiale.Perché il suo contratto non l’ha sottoposto al nostro Primo Ministro? Così risolveva il problema di tutti gli italiani. Inoltre avrebbe avuto una bella onorificenza.. Le aziende stanno chiudendo. L’aumento della domanda di energia, per ricaricare i giocattoli elettrici, ha fatto esplodere il prezzo del gas, che serve anche per produrre il suo amato l’elettrone.

        • Sig. Ignazio, i leoni da tastiera li lasciamo magari ad altri portali, che dice? Se vuole che continuiamo a confrontarci sia gentilmente un po’ meno supponente.
          Quello che lei chiama il prezzo ufficiale è il prezzo per il consumatore in maggior tutela, comprensivo della quota di spese fisse, opportunamente ripartita.
          Esiste poi il libero mercato, dove le proposte commerciali sono diverse, da fornitore a fornitore. E, a oggi, esiste la possibilità (è sufficiente consultare i siti istituzionali dei fornitori di energia) di sottoscrivere contratti a prezzo fisso, bloccato per 12 o 24 mesi, a valori attorno ai 12 centesimi a kWh per la componente energia.
          Non li chiami giocattoli elettrici. E’ offensivo. E io credo che lei non voglia offendere nessuno. Giusto?
          Non sono le auto elettriche che hanno fatto aumentare il prezzo del gas.

          • Ho comprato un po’ di tempo fa una casa a 100.000, oggi le case schizzano a 300.000, io la vendo sul “mercato libero” a 100.000 ? Come la chiama ? Opera di carità

          • Magari ha comprato a 100.000 e rivende a 200.000. Finché ha venduto tutte le case che aveva comprato a quel prezzo. Si intende.

          • Oramai ARERA ha fissato il prezzo ufficiale. Oggi il GAS sta crollando del 23% 0,67 mc.. Da un massimo di 1,95 della settimana scorsa al prezzo attuale ha perso 2/3 del suo valore. Come lo chiama questo mercato ? E’ speculazione allo stato puro.

          • Io ultime bollette tolti i fissi ho pagato 0,2 in F1 e 0,185 in f2-3. E non ho il prezzo bloccato

            Ma ogni anno in inverno e specie a dicembre i prezzi salgono. Questo anno un po’ di più (lo scorso mi pare che eravamo sui 0,18 e 0,185, praticamente quasi uguale F123), ma non è detto che non riscendano nuovamente…. bisognerebbe puntare sulle rinnovabili cosa che, purtroppo, non fanno più.

    • Aggiungo che, seguendo l’articolo, dopo 8 anni risoarmio “ben” 3000 euro. Certo, ma dopo 8 anni, o 120.000 km nel vostro esempio, dovrò cambiare il pacco batterie. Prego sig. Mariano, ci dica lei quanto costa e vediamo se è ancora vantaggioso l’acquisto.
      Lavoro nel campo energetico, vi posso assicurare che ad oggi la mobilità elettrica è solo una gran mossa di marketing per spingere a sostituire tutto il parco auto circolante nel giro di un decennio. Chi afferma il contrario non ha mai letto (o voluto leggere) i numeri, in termini di ciclo di vita o di bilancio di CO2, di un’auto elettrica.
      Atrenzione anche agli incentivi, in buona parte vengono “incorporati” nei prezzi di listino rendendoli vantaggiosi più per i produttori che per gli acquirenti.
      Tutta fuffa insomma.

      • Fabio, dopo 8 anni non deve cambiare nessuna batteria. 8 anni è la durata della garanzia, non della batteria.
        Il calcolo delle emissioni dalla culla alla bara è stato fatto centinaia di volte e centinaia di volte ne abbiamo parlato su questo sito. E si, è a favore dell’elettrica, anche con un mix energetico non 100% green.

        • So che non è ignorante ma solo “di parte”
          Le batterie al litio hanno una vita utile “teorica” di 10 anni (anche se non le usi e le lasci stoccate su uno scaffale) , ma è lecito dedurre che dopo 8 anni e un 500 cicli di ricarica la capacità sarà inferiore al 50% della nominale.
          Preferisco non prendere in giro la gente. Lei mi trovi un articolo scientifico che mi smentisce, ho detto scientifico non “il forum della brugola ad idrogeno”.

          • Se pensa che sono di parte, sig. Di Tommaso, è libero di non leggermi. Ma vorrei che lo dimostrasse, che sono di parte.
            Se il pacco batteria, dopo 8 anni, è al 50%, è previsto l’intervento in garanzia dal costruttore. Ovviamente anche prima degli 8 anni. Non appena scende al di sotto del 70%.
            Io non prendo in giro proprio nessuno.

          • Non conosco le performance delle celle montate su Twingo. Ma se fosse come dice lei, Renault sarebbe costretta a intervenire in garanzia sulla totalità delle auto vendute. Se facciamo una stima di 120 km di media per ricarica completa, significherebbe che dopo 24.000 km la batteria è al 50%.
            Se consideriamo che al 50% non ci arriva dall’oggi al domani, è lecito immaginare che dopo 10 o 15.000 km la batteria sia già sotto la soglia del 70% e quindi Renault la debba sostituire. Direi che non ci siamo. 🙂

          • Cosa vuol dire “non ci siamo”?!?
            È la realtà! Probabilmente Renault sa che pochi useranno la ricarica ultra veloce (a cui fa riferimento quel grafico) e quindi la durata della batteria si allunga.
            “Non ci siamo”.. Io cito degli articoli universitari lei faccia lo stesso.

          • Vuol dire che non ci siamo. 🙂
            La performance nel tempo di una cella non è la performance nel tempo di un pacco batteria.
            In un’auto elettrica il pacco batteria è composto da più moduli all’interno dei quali sono presenti più celle. Il sistema di gestione del pacco batteria, BMS, si occupa appunto di gestire nel modo più efficiente possibile i processi di carica e scarica al fine di ottimizzare la resa e la durata nel tempo delle celle. Inoltre, nei moderni pacchi batteria, come anche in quello di Renault Twingo, la stessa è climatizzata. Anche questo contribuisce al rallentamento dell’usura nel tempo.
            Se Renault garantisce una performance di minimo il 70% anche dopo 8 anni, evidentemente i dati statistici le dicono che in nessun caso si scende al di sotto dell’80 o oltre. I costruttori non vogliono cambiare nemmeno un pacco batterie a loro spese. Anche perché sanno perfettamente quale risonanza mediatica avrebbe la cosa.
            Se fosse come dice lei, ci sarebbe già la fila di Renault Twingo in coda dai concessionari per i primi cambi batteria. 🙂

          • Se così fosse sarebbe un grandissimo affare per chi acquista: Diciamo che fai una carica un giorno si ed uno no, 200 cicli lì raggiungi in poco più di un anno. A quel punto vai da Renault e ti cambiano la batteria perché sotto il 70%.
            Passa un altro anno e poco e sei punto e a capo, altro giro di batteria. Così via fino a quando non devi buttare la macchina (se cambi batteria la garanzia sulle batterie riparte perché quel pezzo è nuovo). Addirittura se riesci a farti sostituire la batteria 3 volte nel giro dei primi 2 anni (tipo facendo uno o due cicli di ricarica al giorno) dovrebbero anche essere obbligati a cambiarti la macchina.

            Insomma se è così la compro al volto ed avrò auto nuova ogni 2 anni 🤣🤣🤣

          • NGM89, cosa sta dicendo?? Come fa a fare 2 ricariche al giorno? Deve scaricarla la batteria prima di poter fare un ciclo di ricarica. Se la mette in carica al 95% il sistema di ricarica non la ricarica o la ricarica talmente lentamente da danneggiarla il meno posdibile. Io parlavo di “deep cycle”, cioè con batterie sotto il 20%. Ovviamente, e questo può dirlo chiunque, il numero di ricariche va minimizzato, quindi se lei vuole ricaricarla ogni 10 km faccia pure, se poi però le schiatta la batteria dopo 2 aani e non le passano la garanzia (che ha circa 30 clausole di esclusione) non si lamenti. Sarebbe come per un endotermico usare l’auto solo in prima, portando il motore a fondoscala. Quanto le dura? 5/10.000 km? Anche lì c’è la garanzia ma se l’uso che lei ne fa è “anomalo” e la casa madre avesse modo di saperlo, le assicuro che nessuna garanzia la coprirebbe. Insomma, ha detto un’idiozia.
            Tornando al discorso batterie, le celle a litio non superano i 10 anni indipendentemente dall’uso.. PUNTO. Questo vuol dire che dopo (al massimo) 10 anni dovrà affrontare una spesa pari alla metà del valore dell’auto nuova, che è mokto più del valore dell’auto dopo 10 anni.
            Accetti di buttare la tua auto dopo 10 anni? Si? Perfetto. No? Comprati una Panda multijet e tra 10 anni sarà a metà della sua vita utile.
            Fattuale ragazzi.
            Ho visto che qualcuno parla di idrogeno: l’azienda in cui lavoro è pioniera nel campo della sua produzione ma posso dirvi che l’utilizzo sulle auto è remoto, più che altro per problemi di sicurezza. È vero che è facile stoccarlo, ma leggete a che condizioni di pressione e temperatura va fatto 😉

          • Ma non ha la minima idea delle garanzie presenti, scrive che se uno ricarica ogni 10 km non passano la garanzia per le clausule, quando la carica parziale è quella più raccomandata, parla di ricarica veloce della Twingo??? Ma almeno prima di fare il troll si informi sul tipo di connettori che monta la Twingo, ha preso proprio l’auto adatta per parlare di carica veloce.

            Poi parla delle 622 che guardacaso sono anche nella leaf, che a sto punto avrebbe batteria da sostituire a 54000 km in base al suo wltp (e ben sappiamo vari esempi di leaf con batterie con molti più km che sono a ottimi valori di soh)…poi parla di 2 ricariche al giorno leggendo un commento che parlava di 200 cicli in poco più di un anno ….la informo che in un anno i giorni sono 365, mi pare di capire ignori anche questo.

            Ignora le basi più elementari ma scrive castronerie senza senso. Che gusto ci prova a trollare in malafede certa gente

          • Scusate, credevo ci fosse un livello meno infimo su questo sito. È impossibile avere una discussione se uno riporta dei dati di test e voi rispondete con “e secondo te la Renault..”.
            Abbiamo visto auto rottamate a 80.000km per i primi fap, perché vi sembra strano che dopo 8 anni, a garanzia scaduta, dobbiate buttare l’auto elettrica?
            Perché credete che alle case costruttrici dovrebbe interessare?
            Una batteria al litio, RIPETO, dura 10 anni, anche senza utilizzarla, oltre tale data le performance precipitano. È così, e infatti nessuna casa madre dice afferma il contrario.
            Quante auto elettriche girano con più di 10 anni?? L’1% del venduto nel 2012? Sembrate i no-vax.
            È il mio ultimo commento, qui non c’è NULLA di cui discutere. Come coi no-vax..

          • Per fare 2 ricariche al giorno, con una twingo, basta fare 200 km al giorno… Chi ha un utilizzo del genere, se fosse vero che dopo 200 cicli si ritroverebbe con la batteria al 50%, si ritroverebbe ad avere un’auto nuova ogni due anni, praticamente a vita (e, in questo specifico caso, non rientrerebbe nessuna clausola vessatoria in quanto si tratterebbe di GARANZIA DI LEGGE e non di quella del costruttore). Forse l’idiozia non l’ho detta io…

        • Il Sig. Paolo Marino sa tutto. Il vero green sai qual è ? L’idrogeno verde.
          Lo possiamo ottenere da processi che non prevedono emissioni di CO2. Si tratta di due tipi di processi : l’elettrolisi, da fonte esclusivamente rinnovabile e la gassificazione/pirolisi di biomassa.
          L’idrogeno verde è pulito perché completamente decarbonizzato: durante la sua produzione non viene immessa alcuna quantità di CO2 in atmosfera. Invece, per la produzione delle batterie si verificano ingenti emissioni di CO2. Inoltre i componenti per realizzarli vengono quasi esclusivamente dalla Cina. I vantaggi dell’idrogeno verde : sostenibile al 100%, l’idrogeno verde non emette gas inquinanti, né durante la combustione, né durante la produzione;
          l’idrogeno è stoccabile : ossia è di facile immagazzinamento, il che gli consente di essere utilizzato successivamente per altri scopi e in momenti diversi e successivi alla sua produzione;
          versatile: l’idrogeno verde può essere trasformato in elettricità o gas sintetico e utilizzato per scopi domestici, commerciali, industriali o di mobilità;
          trasportabile: viaggiare attraverso gli stessi tubi del gas e le stesse infrastrutture. A differenza delle batterie che non sono in grado di immagazzinare grandi quantità di elettricità per lunghi periodi di tempo, l’idrogeno può essere prodotto dall’energia rinnovabile in eccesso e immagazzinato in grandi quantità per lungo tempo.
          l’idrogeno può anche essere utilizzato nelle fuel cells per alimentare tutto ciò che utilizza l’energia, come i veicoli elettrici e i dispositivi industriali. Le celle a combustibile a idrogeno non hanno necessità di essere ricaricate e non si esauriscono finché c’è disponibilità di combustibile.
          Basta con questo elettrico, non è il futuro.

          • Il sig. Paolo Mariano non sa tutto.
            Il sig. Paolo Mariano osserva, prova, testa, verifica e scrive.
            L’idrogeno?
            Qui stiamo cercando di analizzare cosa oggi conviene acquistare a chi ha bisogno di acquistare oggi.
            E lei parla di idrogeno. Di idrogeno verde.

      • Ci riprovo: guardiamo le ibride che fanno 3-4 cicli di carica scarica al giorno. Guardiamo le PHEV che SICURAMENTE fanno un ciclo di carica scarica al giorno. Queste sono batterie che in scarica (accelerazione) e carica (frenata rigenerativa) lavorano anche a 5-7C (5-7 volte la capacità in Ah), ben oltre le cariche scariche anche delle più piccole BEV, la mia ZOE al massimo della richiesta di potenza (100kW) lavora a 2C! Conoscerete pur qualcuno che ha una PHEV! Sentitelo!

    • Visto che è così informato sa se il costo del protone rimane stabile o varia anche lui?
      I neutroni ho già visto che non aumentano.
      Inoltre ho visto che quark mesoni e muoni vari non sono al momento inseriti nel listino energia.

  4. Questa italietta…. Peccato per chi, come ho fatto io grazie agli incentivi, avrebbe avuto la possibilità di acquistare una nuova auto elettrica e, invece, sarà costretto, per i prezzi proibitivi, a prendere un termico.
    Il problema è, come sempre, per le person con redditi bassi, ossia operai, piccoli artigiani e giovani.
    Per chi può spendere dai 30000 e oltre i 50000 euro il problema non si pone.
    Comunque, non ne venderanno più molte, mi sa…
    Io, per primo, acquisterei la 500 ibrida, anziché elettrica…o, addirittura, un buon usato.
    E la mia Spring? Non ne venderanno più una!
    A meno che, i prezzi, magicamente, si abbassino…

  5. ENERGIA ELETTRICA – Dal 1° gennaio 2022, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il
    cliente tipo sarà di 46,03 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. Tenete presente che momentaneamente Draghi ci ha graziato degli oneri del sistema altrimenti il prezzo era molto ma molto più alto
    I nuovi contratti e quelli in scadenza convergeranno verso questo prezzo. Tutto il resto è chiacchiericcio. Certo fare un confronto falsando il prezzo di 0,16 è facile. Il consumo dell’elettrico lo devi moltiplicare x 3 poi mi dai il risultato.

    :

    • Antonio, lo può fare da solo. I dati inseriti sono trasparenti. Non ho nascosto nulla. Ho solo indicato un prezzo, quello che pago io, e molti altri utenti, al momento.
      Come scritto già a un altro lettore, al momento non è complicato sottoscrivere contratti con un costo della materiale energia attorno ai 12/14 centesimi a kWh, bloccando il prezzo per due anni.
      Se pagassimo 46 centesimi a kWh l’energia, percorrere 100 km, con un consumo medio di 16 kWh/100km, costerebbe 7,36 Euro. Quanti litri di benzina è possibile acquistare con 7,36 Euro? Al costo attuale poco più di 4 litri.
      Certo, per il pareggio dei costi tra elettrico e benzina sarebbero necessari più anni. Oppure percorrere un numero maggiore di km l’anno.
      E’ frustrante leggere certi commenti.
      Sembra quasi che vi si voglia imporre qualcosa. E’ davvero brutto vedere tutta questa aggressività. Fa male.
      L’unica ragione per la quale sono qui è quella di condividere le informazioni in mio possesso. E cerco di farlo nel modo migliore possibile. Per cui, Antonio, eviti gentilmente di dire che io “falso” i prezzi.
      Grazie!

  6. Buongiorno, sono un vostro lettore e felice proprietario di una vettura elettrica.
    Oggi mi sono spaventato leggendo sul sito Arera le tariffe trimestrali che a breve andranno in vigore.
    https://www.arera.it/it/com_stampa/21/211230cs.htm
    Purtroppo sono relative al contratto che ho con Servizio elettrico nazionale.
    Sarebbe possibile rifare i conti con le nuove tariffe?
    Cordiali saluti.

  7. Secondo me è un articolo sbagliato a partire dal titolo. Chi non si permette più di 15.000€ per una auto,di sicuro non ha una casa con garage o posto auto. A questo punto ricaricare l’auto costa quanto? 30c/kwh? 50 centesimi? 75?

    • In realtà io non potrei permettermi un’auto da più di 10k euro eppure ho garage da due posti e dalle mie parti, dove compri una villetta con 30\40k euro, nella mia stessa situazione sono in tanti. Attenzione a non generalizzare 😉

    • E che regola sarebbe mai questa? 🙂
      Ad ogni modo, Andrei, non funziona così. Se non si può ricaricare a casa, una citycar elettrica è sconsigliabile. Punto. Non è che si va a ricaricare alle colonnine pubbliche!
      In ogni caso, con le flat si spendono fino a 0,20 Euro a kWh…

  8. Nella tabella, se ho letto bene, compare un costo dell’energia elettrica pari a 0,16 euro/kwh: mi sembra quanto mai irrealistico, anche una ricarica domestica costa molto di più, per non parlare delle colonnine pubbliche. Dove è stato preso questo dato?

    • Infatti. Condivido.
      Tanti troppe caselle “ottimizzate” , poi ci saranno anche le spese su colonnine di ricarica che hanno un loro prezzo considerevole che a 1 capiterà di fare se fa un uso normale, e la scocciatura della scarsa reale autonomia riportata con esempi da tanti lettori, che “costo ha” ? Non posso uscire alla sera dopo che son tornato dal lavoro xke’ la macchina è in carica,devo adeguare il contatore o centellinare gli altri carichi/lavatrice/lavastoviglie, devo fare i conti del tragitto cercare colonnine scaricare App sperando avere sempre ricezione dati, centellinare riscaldamento/condizionamento etc. , se voglio andare in montagna 2h “normali” di strada devo studiare a tavolino il giorno prima se riesco, se ci arrivo, se ci torno a casa…, autostrade o si fa andatura da camion pagando cmq uguale il pedaggio o si ha un consumo mostruoso e pianificare a tavolino colonnine e “piano di riserva” e sperando non ci siano code fermi sotto sole o freddo d’inverno per non restare a piedi….300€ in 6 anni per stimati per quella taglia di macchina io ci sto alla larga moltissimo, purtroppo “aspetto 1 giro”

      • Stiamo parlando di una citycar. Con la quale si percorrono non oltre 40 km al giorno. Ricaricando alla potenza di 1,5 kw si impiegano un massimo di 5/6 ore. Nessun centellinamento, nessuna ricerca di colonnine pubbliche.
        Stiamo parlando di una citycar. Posso andarci in autostrada ma questo non è il suo habitat naturale. Come non lo è per Twingo benzina.

  9. Dopo 8 anni un risparmio di circa 2.880…euro wow!!! Giusto la durata tecnica di una batteria a litio 22kw della presente twingo… Non vedo il prezzo della nuova batteria da cambiare…. Che se non erro ammontano circa dai 8 ai 10 mila euro. Ora facendo dei conti approssimati, andrei a perdere circa 5 mila euro e più… Per una macchina marciante dopo 8 anni. 😂😂😂😂🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 Che tristezza fottere il prossimo.. vedo gente credere alle favole

    • Ancora con questa storia della vita tecnica della batteria di 8 anni che secondo voi vuol dire xhe è di sicuro da cambiare….. non se ne può proprio più di dirvi che a quella data la batteria finisce la garanzia il che non vuol dire che è da cambiare, semmai vuol dire l’esatto contrario e cioè che al 90% durerà altrettanto perchè nulla viene garantito per tutta la sua vita tecnica ma la garanzia non arriva mai apparire neanche la metà….
      Se così non fosse vorrebbe dire che i motori termici vanno completamente sostituiti ogni 2 anni perchè questa è la garanzia che di norma hanno…. io non penso che tu voglia sostenere che la vita tecnica di un motore termico sia di 2 anni quindi allo stesso modo smettila di sostenere che quella delle batteria sia al massimo di 8 anni altrimenti no. Farai altro che definire il tuo livello di intelligenza e non la durata di una batteria.

      • No no se leggi ora hanno migliorato, scrivono che la batteria della Twingo dopo 200 cicli è al 50% di soh, si spingono sempre oltre questi luminari. Per fortuna che le batterie essendo stupide non sanno che devono fare crollare così velocemente il soh.

    • Concordo e sottoscrivo.. senza contare il diverso servizio fornito da quella a benzina che può affrontare anche lunghi viaggi se servisse.. mentre quella a batteria lo farebbe solo con un supercalcoltore per programmare le soste

      • @Giorgio Con una Opel Corsa-e in prestito che ieri ho guidato per la prima volta ho fatto Bergamo-Ponte di Legno-Merano-Bolzano-Trento-Verona-Bergamo. Tutto questo in un solo giorno e senza super calcolatore. Vero, per affrontare il viaggio ho dovuto installare NEXTCHARGE sul telefonino.

    • @roby maxx pro Sei proprio così sicuro che fra 8 anni le batterie costeranno dai 8 ai 10k€ ?
      La benzina e il gasolio invece quanto costeranno? Assicurami che i prezzi sia delle batterie, dei carburanti e dell’energia elettrica resti invariata per tutti quegli anni che inizio ad investire in qualcosa che sarà veramente redditizio (fotovoltaico ed eolico), se invece non sei sicuro lascio perdere.

      • A dire la verità i costi stimati della corrente per il 2022 sono doppi o forse tripli. È da anni che i pionieri dell’elettrico discutono sul momento in cui ci avrebbero tassato a manetta la corrente perché se fanno meno entrate con i fossili in qualche modo devono pareggiare le entrate.
        Senza incentivi e con i costi al kilometro triplicati vedo difficile una transizione all’elettrico serena. La mobilità elettrica e quella privata in generale sarà sempre più una cosa per pochi.

        • @Emanuele Colombo Sai benissimo che l’aumento del costo dell’energia elettrica non è dovuto alla tassazione ma a quella che alcuni definiscono “la tempesta perfetta” cioè poche scorte di metano a livello europeo necessario a produrre il 50% dell’energia elettrica in Italia, il 10% delle centrali nucleari francesi che sono in manutenzione e quindi usano il metano per produrre quello che gli manca, la ridotta produzione dell’eolio in Germania, la tassa sulla CO2 che la Polonia deve pagare per poter bruciare carbone nelle proprie centrali termoelettriche e l’attesa per la messa in servizio del gasdotto Nord Stream 2. La tassazione delle EV arriverà di sicuro, ma non oggi e neppure domani, e a mio modesto parere il recupero del gettito fiscale non avverrà aumentando la tassazione dell’energia elettrica, tra l’altro già tassata e che metterebbe in ginocchio chi ne fa uso massiccio per la propria produzione industriale, ma probabilmente introducendo un superbollo.
          Concordo con te che senza incentivi non si vada molto lontano e che questa inerzia la pagheremo con gli interessi quando dovremo pagare multe per non aver rispettato gli accordi sulla riduzione delle emissioni clima alteranti.
          Quindi si tratta di trovare la ricetta giusta per evitare di regalare soldi ai produttori d’auto che non contribuiscono alla crescita del paese Italia (Americani, Coreani e Cinesi che arriveranno a breve) ed evitare di pagare multe, regalando soldi a chi è riuscito a rispettare i parametri delle emissioni. Ovvio che non conosco tale ricetta altrimenti non starei a scrivere qui.

          • Io non credo nelle fatalità. Il North Stream 2 è pronto ma tenuto fermo dalla burocrazia su pressione degli americani che guarda caso stanno arrivano con le navi costerna cariche fi LPG. Se il South Stream fosse stato pronto neanche staremmo a parlare di queste cose ora. Quindi, come sempre è un problema politico, e come sempre sono gli usa con il loro comportamento da prima donna a decidere delle nostre vite.

            L’ultima questione che affronti mi fa stare particolarmente male. Nel nord europa (Olanda e Germania) usano principalmente il carbone per produrre corrente, producono automobili, ma chissà come riusciranno a risultare i primi della classe. Noi che di carbone non ne usiamo invece dovremo scontrarci con mille difficoltà tecniche, prima su tutte morfologicamente non assomigliamo a un parcheggio, e già sappiamo che verranno a puntarci il ditino tra 30 anni.
            Continuerò a ripeterlo all’infinito: in Germania e Olanda le auto elettriche vanno al 50% a carbone. Come è possibile che venga permessa questa cosa?

  10. Articolo interessante, ma a mio parere manca un pezzetto importante: ho appena ordinato una Twingo elettrica (senza incentivi, sono finiti) ma la cosa più importante per il mio acquisto non è stato il prezzo, ma l’usabilità: ho necessità di andare molto di frequente nel centro di Milano, e con un auto elettrica oltre a non pagare l’Atea C (l’accesso) posso parcheggiare sulle striscie gialle e blu gratis, ma soprattutto striscie gialle (residenti) e sulle gialle si trova parcheggio, sulle blu no, oltre a essere costosissime

    • Cose che variano di persona in persona. Ero stato contattato per vendere la mia EV da uno appunto di Torino che aveva visto tutti i parcheggi attorno casa sua diventare a pagamento…si trovava costretto a cambiare auto da questi costi!

      Tuttavia sono situazioni che interessano solo alcuni, non valide per ragionamenti generali

      • Certo, infatti raccontavo la mia esperienza personale 🙂 secondo me comunque anche il costo del parcheggio va calcolato nei costi di gestione, in una città come Milano dove i parcometri sono assetati come gli sceicchi fai presto a fare diverse centinaia di euro all’anno.

  11. Il costo di una micro batteria ricaricata tutti i giorni da cambiare dopo 7 o 8 anni? Purtroppo c’è una enorme differenza di degrado nel tempo se ho una batteria da 25kw o 50kw facendo percorrenze giornaliere identiche, la seconda la ricarichero la metà delle volte.. Ciò significa che virtualmente (ma può essere sia meno che molto di più a seconda degli usi personali) a 6 anni una sarà come avesse fatto 12 anni di ricariche mentre l’altra no. Soprattutto una grossa con meno ricariche è molto più probabile avrà una autonomia residua superiore alle proprie esigenze mentre una che era già risicata nel momento in cui perde il 30% è quasi sicuro vada cambiata.
    Certo si può rivendere appena scaduta la garanzia, ma a quel punto il risparmio in 6 anni è stato appunto di 300€…50€ all’anno… A cui però vanno sommati i costi una wallbox/adeguamento potenza contatore/adeguamento impianto elettrico/cavi di buona qualità per uso esterno, il costo di una carta di credito legata al conto corrente e i margini applicati (certo ci sono le ricaricabili ma non han senso per usare l’auto)
    Oltre che una City car piccina è più probabile venga usata da chi fa molti meno km di 15k (che ricordo sono 1250 al mese)
    Onestamente di risparmio non cenè, costa comunque di più (oltre ad avere un debito finanziario più alto) anche se i costi extra sono una tantum, l’unica cosa che fa pendere la scelta è la motivazione personale a passare ad elettrico, gli incentivi servono a spingere chi non è così sicuro di voler cambiare ma col super sconto lo fanno

    Tralascio volutamente il fattore aumento costi del carburante/energia, perché al momento con mezza Europa che chiude centrali nucleari vetuste non ci sono le condizioni per fare previsioni di prezzo , l’unica cosa certa per ora è che le accise sulla corrente son molto inferiori a quelle sul carburante e potrebbe valer la pena approfittarne finché dura, i carburanti però aumenteranno sempre più man mano che i parchi auto termici diminuiranno, la questione è abbastanza spinosa ed è probabile avranno un aumento sostanzialmente simile almeno per questi primi anni di diffusione

    • Xardus, la garanzia del costruttore è in ogni caso di 8 anni o 160.000 km. Quindi quando l’auto avrà 6 anni, la garanzia sarà comunque di altri 2 anni.
      Se si percorrono 15.000 km all’anno, la media giornaliera è di 40 km. In nessun caso si scarica quindi la batteria a zero e la si ricarica al 100%.
      Ultimo, ma non meno importante, l’auto la si può tenere ben oltre il periodo di garanzia della batteria.

      • La garanzia dice che a 8 anni o 160k km averla al 70% è normale, l’autonomia del 30% più bassa, come dicevo, per chi ha la batteria già risicata per le dimensioni e quindi autonomia dovrà comunque cambiarla e a proprie spese, già ora vediamo chi si inalbera per l’autonomia calata in inverno, se quella autonomia invernale viene ulteriormente ridotta del 30% cosa crede che dovrà fare chi cel ha?

        • Xardus, la garanzia sulle auto endotermiche, è, nella maggior parte dei casi, di due anni. Questo significa forse che dopo due anni l’auto è da buttare? O che dopo due anni dobbiamo mettere in conto la sostituzione del motore? 🙂
          Se un costruttore garantisce che entro 8 anni la capacità di carica della batteria sarà superiore al 70%, si è preso i suoi margini. E infatti abbiamo molti esempi di batterie ben oltre i limiti di garanzia con capacità ancora vicine al 90%.
          Inoltre, l’ho scritto nell’articolo, l’ho ribadito nei commenti, lo ridico nuovamente: questo, signori, è un esempio. Ci saranno casi più o meno virtuosi di questo. Si tratta solo di apprendere il principio e poi possiamo fare il raffronto prendendo i dati della nostra situazione specifica. Non sto dicendo che qualsiasi auto elettrica pareggia i conti con qualsiasi auto endotermica entro sei anni e indipendentemente dai km percorsi. Sarei un folle.

          • Da bambino, quando tornavo a casa con un brutto voto e dicevo a mia madre che anche altri han avuto voti peggiori, mi rispondeva che non dovevo guardare gli altri ma i miei risultati ed erano insufficienti comunque.
            L’auto termica , non mi si dimezza il serbatoio dopo 10 anni sbaglio? Non mi mettono garantito che dopo 8 anni consuma il 30% in più (dato che il serbatoio non può ridursi) soprattutto questo non accade se l’auto viene usata poco, mentre sappiamo oramai tutti che le batterie al litio degradano anche se non vengono utilizzate per anni, non è un paragone fattibile, questo è un problema che sulle termiche non è mai emerso come un problema, mentre è assodato che per le elettriche è un problema forse il principale

          • Scusi, un problema assodato da chi?
            La vita della batteria supera quella dell’auto. La batteria generalmente non si sostituisce. Mai. E di certo non dimezza le sue performance dopo dieci anni.

          • Mah, io le auto le ho sempre cambiate tra i 350 e i 450k km, mai sostituito un motore su nessuna auto per precisare, quindi mi sta dicendo che l’auto elettrica ha una vita che è legata a quella alla batteria? Se dovessimo portare una batteria a quei km dubito ci arrivi con più del 30% di autonomia ed enormi problemi di erogazione discontinua (ricordo a chi non lo sapesse che il degrado non è lineare ma aumenta sempre di più) e io non sono un caso strano o anomalo, oltre a parlare delle auto di famiglia usate da tre persone diverse con ben diversi usi, si può dire lo stesso per tutta quella grande fetta di popolazione che non sente la scimmia di cambiare l’auto di continuo perché vuole quella più nuova ma la vede per quello che è, uno strumento che ha un costo, se non lo compro nuovo risparmio, motivo per cui tanti preferiscono spendere soldi per un folletto col filo piuttosto che per un ciclonico top con batteria pur costando il doppio, dopo pochi anni di uso la batteria la devi cambiare, l’altro va avanti finché il motore elettrico muore (e proprio voi mi insegnate quanto siano duraturi i motori elettrici rispetto ai termici)

          • Xardus, ascolti, è evidente che lei voglia trovare su queste pagine la giustificazione alla sua scelta di evitare l’elettrico come la peste. Per qualsiasi ragione lei voglia farlo. Bene. Non la troverà.
            E se il fatto di scrivere lei stesso che acquistare un’auto elettrica è una cattiva idea le da conforto, lo faccia pure. Ma sappia che questo non cambia la realtà.
            L’usura di un pacco batteria con oltre 250.000 km è vicino al 10%
            https://www.tomshw.it/automotive/degrado-batteria-tesla-solo-del-5-dopo-100-000-km/
            In Italia, Xardus, si percorrono in media 11.200 km all’anno e si cambia l’auto dopo una media di 12 anni e circa 135.000 km.

          • @paolo scusa non ti ho risposto a fine mex, la batteria ha una durata si maggiore dell’auto, ma la durata utile ad essere utilizzata per le auto non è esattamente la sua vita media, ma una frazione, infatti quando non vanno più bene per le auto (non c’è solo la capacità si stockaggio ma anche di carica e scarica che viene compromessa dallusura) verranno usate come maxi storage, a quel punto se non eroga più la potenza necessaria al motore frega poco o nulla a nessuno

          • -L’usura di un pacco batteria con oltre 250.000 km è vicino al 10%-

            L’usura di un pacco batteria di una tesla. Giova dire.
            Purtroppo non è automatico che le batterie le altre vetture si comportino esattamente nello stesso modo, tant’è che proprio nello stesso articolo da lei citato si legge

            “una recente ricerca, di Daniel Myall del New Zealand Brain Research Institute e altri specialisti di diverse facoltà, ha confermato che il pacchetto batteria da 24 kWh della Nissan Leaf perde una capacità del 20% in 5 anni. Con la nuova versione da 30 kWh il degrado è ancora più veloce.”

            Quindi, per quello che ci è dato sapere oggi, così come non è assolutamente certo e sicuro che una batteria di 8 anni e un giorno muoia all’improvviso, è altrettanto vero che per contro all’alba del 2022 la questione è assolutamente aperta e ahinoi siamo ancora ben lungi da avere una casistica tale da poter affermare con sicurezza che il problema in assoluto non esista. È tutto ciò purtroppo non per colpe, demerti o pregiudizi, ma perché la materia è ancora troppo fresca e in ultima analisi come si comporteranno le vetture che sono state vendute oggi… lo scopriremo solo fra un po’ di anni. Come si comportano le Tesla bene o male un po’ lo sappiamo già. L’incognita sono tutte le altre. Poi c’è anche da dire che l’articolo è del 2018, e negli ultimi tre anni di cose ne sono state fatte tantissime se parliamo di batterie. Vedremo. vi saprò dire cosa succede alla mia Kuga.

          • Ci sono czero del 2011 (batteria molto più piccola della Twingo) che sono ancora in circolazione. Il nemico di queste auto sono i passaggi di proprietà (perché stanno ferme a lungo e non al livello di carica adeguato), non l’uso.

    • Xardus,
      l’osservazione è corretta, ma in realtà la batteria da 25 kWh è comunque garantita 8 anni e 160.000 km come la grande, considerando un ipotetico consumo medio assurdo (esagerato) di 200Wh/Km per fare 160.000 km ci vogliono 32.000 kWh, cioè ricaricare la batteria completamente per 1.280 cicli: è una cifra che è pari alla metà della vita media delle batterie di vecchia generazione. Per quella da 50kWh ovviamente siamo ad 1/4 rispetto alla vita media e se la batteria fosse LFP che hanno almeno 4.000 cicli, siamo ad una frazione della sua vita: invecchia molto prima la macchina che la batteria, intesa come guarnizioni, sospensioni e obsolescenza tecnologica.

      • Questo è vero, nel senso che mi son posto anche io il problema, il fatto è che per questi dati, usano statistiche da laboratorio fatti sulla singola cella o al massimo piccoli gruppi, messi a caricare e scaricare di continuo e misurare i test… Questo cosa vuol dire, che si parte da un valore che di per sé non può dare garanzie sul kilometraggio reale ma solo teorico e con tante incognite che il laboratorio non presenta. E i totali garantiti dipendono troppo dalla bontà del bms e dalle condizioni di utilizzo, ora semplicemente moltiplicano i dati di una cella per il numero di celle (non proprio ma semplifica il ragionamento)
        Su questo punto, sono abbastanza certo che vedremo grossi problemi con le garanzie delle auto più piccole in mano a chi fa cmq tutta la batteria ogni giorno (perché per parità di costi con le termiche ha dovuto andare su batterie risicate su autonomia), son disposto a mettermi il dubbio perché non sono Nostradamus e onestamente non so come spiegare in modo efficace quello che per me sembra normale causa effetto

        • Certo che si fanno i test su singole celle/gruppi di celle: perchè in caso di fault di una cella/gruppo di celle, viene semplicemente eliminata, fino ad una certa percentuale di celle guaste diminuisce solo la capacità complessiva, non si arriva al blocco dell’intera batteria. Questo lo fa qualsiasi BMS, anche il peggiore e la logica di assemblaggio celle a livello di serie/parallelo. Gli inverter hanno ampia gamma di funzionamento in termini di voltaggio in input (anche se ovviamente hanno un voltaggio ottimale di massima efficienza) e la perdita di una parte di batteria riduce l’efficienza e la capacità complessiva (cioè l’autonomia) ma non provoca il guasto totale.
          Sulla bontà di un BMS di una “cinese” da 6000$ magari non ci metterei la mano sul fuoco, ma su quello di una Zoe o anche della Dacia Spring, sì. Non sarà a livello VW, Tesla o Hyundai, ma è sempre un BMS un po’ migliore di quello dei nostri cellulari!!

    • Secondo me sarà il contrario, l’elettricità aumenterà e i carburanti diminuiranno, seguendo la vecchia legge della domanda e dell’offerta. Inoltre a spaventare oltre all’assenza di colonnine di ricarica anche nelle principali città italiane sono le incognite spese di manutenzione impreviste che sulla twingo endotermica sono grossomodo immaginabili, ma su un’elettrica sono un incognita.

  12. Quindi se non si ha il box e si ricarica alla colonnina a 0.40 € a kw, il pareggio si allontana.

    Io credo che nessuno comprerà una elettrica perché nel giro di 8 anni pareggerà i costi. Le motivazioni ancora a lungo saranno altre: il piacere di guida, la coscienza ecologica

    • Buon giorno Giuseppe,
      se non si dispone della possibilità di ricaricare la notte a casa, o ad esempio di giorno presso il luogo di lavoro, l’adozione di un’auto elettrica va valutata molto attentamente, e, nella maggior parte dei casi, è, almeno oggi, sconsigliabile.
      Ad ogni modo, ricaricare presso le colonnine pubbliche può arrivare a costare attorno ai 20 centesimi con una flat.
      https://www.vaielettrico.it/ecco-i-veri-prezzi-della-ricarica-ultra-fast/
      Il pareggio di costi si ottiene, in questo caso specifico (quello considerato nell’articolo) a 6 anni e non a 8. Ovviamente dipende dall’auto, dal suo costo e dal numero di km. In alcuni casi arriva molto prima (ad esempio con più km). In altri molto dopo, oppure mai.

      • Buonasera sig. Paolo, quando dice che l’adozione di un’auto elettrica è ad oggi sconsigliabile, a chi non ha la pissibilità di ricaricare a casa o sul posto di lavoro, cosa di preciso dovrebbe accadare domani per renderla conveniente? Scusi se la domanda può sembrarle banale mi ha sempre incuriosito capire cosa si intenda con la formula “non e ad oggi conveniente”, visto che dai proclami saranno imposte nel giro di 15 anni. Grazie

        • Non intendo che ad oggi non sia conveniente. Intendo che ad oggi, se non la si può ricaricare a casa o al lavoro, o comunque nel luogo dove l’auto sarebbe comunque parcheggiata per la maggior parte del tempo, allora diventerebbe scomodo utilizzarla.
          A meno che, ad esempio, non si percorrano pochi km al giorno e non si abbia la possibilità di effettuare una ricarica FAST o ultraFAST diciamo una volta ogni due settimane. Ad esempio.
          Questo dipende dal rapporto tra i consumi dell’auto, la sua autonomia e il numero di km giornalieri percorsi. Ma si tratta ad oggi di casi limite.
          Dico ad oggi perché, ad oggi, pensare di avere un’auto che possiamo ricaricare solo presso una colonnina pubblica e non a casa potrebbe trasformarsi in un grosso disagio a livello di utilizzo.

        • Non credo che tra 15 anni le macchine saranno tutte EV, semplicemente lo saranno le nuove e quindi nello scenario peggiore avremo chi potrà permettersi una EV e chi girerà con una vecchia ICE.
          Ma, personalmente sono ottimista, e credo che 15 anni siano sufficienti (se ci diamo una mossa!) per permettere a quasi tutti di ricaricare l’auto:
          le batterie miglioreranno in capacità e/o velocità di ricarica, avremo colonnine più diffuse (c’è la speranza dei lampioni, chissà se sarà possibile) e forse un po’ meno burocrazia per chi il box ce l’ha, ma ha bisogno di portarci un cavo elettrico (!!!).
          Senza ricarica “di prossimità”, mi sento di poter dire che non conviene.
          Io ho fatto conti per un anno, perché non vedevo l’ora di avere una BEV, ma senza la ricarica a casa, non era fattibile.
          Sarei dovuto andare ad una FAST circa ogni 3 giorni e i costi dell’energia sarebbero raddoppiati, oltre alla scomodità della cosa.
          Vero è che se uno fa pochi km, alla FAST potrebbe andare molto meno, ma se si fanno pochi km il punto di pareggio si allontana comunque.

    • Giuseppe,
      ha detto una cosa molto giusta che non si può capire se non guidando una elettrica.
      Salvo amatori e appassionati, oggi guidare una macchina non è più un piacere, solo una necessità, almeno per tanti, soprattutto in uso urbano. Quindi si cerca di farlo nel migliore dei modi possibili intesi come confort di guida e stress. Le elettriche sono ben accessoriate, silenziose per definizione, si guidano con un singolo piede o quasi. Le code ai semafori diventano accettabili, lo start e stop continuo non richiede il logorio di una frizione e, ovviamente per chi può caricare in casa, dimenticarsi per sempre di doversi fermare a fare rifornimento. Aggiungiamo, non per tutte le macchine, certe comodità come il potere accendere da remoto il climatizzatore o avere la macchina calda in 10 secondi dalla partenza senza dovere aspettare 5 minuti buoni. E anche le visite dal meccanico si diluiscono.
      Magari non oggi, ora che mancano gli incentivi non si ha alcuna urgenza di cambiamento, però è giusto pensarci.
      PS: io sono uno di quelli che i conti sul cambio macchina li ha fatti anche per le termiche… e aveva (ho ancora) due macchine senza cinghia di distribuzione e con le candele in tungsteno. Della prima macchina, che ha 14 anni, ho speso mediamente 125€ all’anno di manutenzione, gomme escluse (ho tutte le spese documentate), della seconda, che ne ha 12 ed è una citycar, ancora meno. E la terza (siamo in 4 con la patente in famiglia) è una elettrica (acquistata con gli incentivi dopo avere rottamato una termica di ben 17 anni, che non si dica che io produco CO2 più del necessario buttando veicoli ancora nuovi) e spero fra 10 anni di potere dire le stesse cose, ma migliorative!

  13. Buongiorno Paolo,
    continuate a proporre questo metodo di calcolo, ma a me ancora non convince, e noto dai commenti che non sono il solo. Matematicamente il ragionamento di scorporo che fate ci sta anche, ma alla fine quello che si paga è assolutamente il “totale in bolletta diviso per il numero di kWh prelevati” come dice lei. Altrimenti dovremmo scorporare anche i kwh prelevati per qualsiasi altro apparecchio alimentato con l’elettricità.

    Lei dice “Ci sono costi fissi che avremmo anche se non possedessimo un’auto elettrica”, è verissimo, ma potremmo dire la stessa cosa per qualsiasi altro elettrodomestico. Alla fine, a quale dei vari apparecchi “imputiamo” la colpa dei costi fissi? Secondo me, a tutti!

    Ma soprattutto, finiti tutti i calcoli finissimi di scorporo, alla fine portafoglio alla mano, il costo dell’elettricità in casa mia è ESATTAMENTE il costo della bolletta diviso i kw prelevati, perchè quello è quanto mi viene chiesto di pagare.

    Qui ovviamente si parla di auto elettriche, ma si immagini lo stesso ragionamento vostro in un sito dove si parla di forni a induzione, dove danno la colpa di tutti i costi fissi agli “altri” apparecchi, tra cui l’auto elettrica. Secondo me è un ragionamento “biased”. La ricarica casalinga dell’auto elettrica è stra-conveniente anche senza forzare così i calcoli.

    PS: io con A2A pago “tutto compreso” 0.23€/Kwh.

    • Non sono d’accordo, nel momento del passaggio ad un’auto elettrica il contratto è già esistente?
      Se si, il costo che comporta sta solo nel consumo di kW/h, i costi fissi c’erano già, e ci sarebbero ancora.

      • Se è per questo non puoi entrare in una casa appena costruita senza attivare l’utenza elettrica, quindi i costi sono tutti imputabili ai vari professionisti che usano l’elettricità della casa per tagliare le piastrelle o montare i mobili col trapano elettrico? Secondo il vostro ragionamento dovrei farlo pagare a loro il mio costo fisso, la prima lampadina che metto è accendo non deve pagarli visto che già c’erano
        Lammortamento si fa su tutti i costi e su tutti gli utilizzatori, se questo scorporo lo facesse una azienda si troverebbe buchi enormi nel bilancio perché ci son soldi che non si sa dove siano andati oppure direttamente una indagine per falso in bilancio o dichiarazioni fallaci

        • Scusi Xardus, ma cosa sta dicendo?
          La questione è molto semplice. Lei oggi ha l’energia elettrica a casa? Si. Se decide di acquistare un’auto elettrica e ricaricarla, al costo fisso che già oggi ha, si aggiunge quello del kWh extra. Punto.

        • Ok allora ragionamento inverso. Io ho la macchina elettrica e ricarico a lavorare gratis. Ho anche mettiamo caso una seconda casa, da sempre, dove tengo sempre attivo il contatore ovviamente. Complice il covid e la vita ci vado sempre meno. Un mese in estate quando si consuma meno e sto tanto fuori casa, quindi il consumo annuo imputabile alla casa mettiamo 100 kWh solamente. Pochi, potrei togliere il contatore ma così non userei la casa. Ora, mi reco con l’EV e carico 100 kWh nel mese: siccome la bolletta annua sará di 200€ cosa calcolo? Ho speso 1 € al kWh? Ok allora meglio che carico alle colonnine…ma così invece di essere da 100€ la bolletta poi scopro che diventa da 180, e ho nel frattempo speso 45€ di ricariche. In totale ho speso 225€, ma il costo al kWh è sceso secondo la vostra logica da 1€ a 0,45…ma allora… perché non ci ho risparmiato? Semplicemente perché voi scrivete che sono opinioni, io che è matematica, e la matematica è cruda, non tiene conto della filosofia e delle varie opinioni

    • So che è difficile da accettare, ma è come dice Mariano.
      Spiego: prima di acquistare una elettrica, la mia bolletta “tutto compreso” era 0,21€/kWh (Edison Energia), con un consumo annuale di circa 3000kWh.
      Ora che consumo circa 300kWh al mese solo per la macchina, pago… 0,17€/kWh.
      Perchè si è aggiunto il solo costo dell’energia aggiuntiva, il resto è immutato, quindi il costo unitario è diminuito. In particolare, la mia bolletta media è aumentata di 28€ a fronte di 317kWh consumati in più. Fanno circa 0,08€ al kWh. Quello è il conto reale… 28€ in più per 317kWh (ho già normalizzato nel conto il costo puro dell’energia tra le due bollette oggetto del raffronto).

      • Guido, il suo è un ragionamento accettabilissimo, ma non è quello che viene proposto con questi complicatissimi articoli che sono apparsi settimane fa. Sono assolutamente d’accordo che i costi fissi, “grazie” al consumo elettrico necessario a ricaricare l’auto, vengono spalmati su un numero maggiore di kwh, e quindi il costo medio dello stesso si abbassa. A casa mia ad esempio, a dicembre su 854 kwh prelevati dalla rete, 463 sono serviti a caricare la nostra id.3.
        Ma non possiamo sempre far finta che questi costi fissi siano imputati su un altro conto e che l’auto elettrica costi unicamente per la quota energia.

        • Beh, giriamo il ragionamento e semplifichiamo dicendo che io ogni mese consumo 30€ in più rispetto a quando non avevo l’elettrica e che i kWh sono 300.
          Se non avessi avuto la macchina, avrei speso 360€ in meno in un anno, ma avrei comunque speso, perchè il frigorifero e la TV ce li abbiamo tutti…
          Alla fine io in un anno spenderò 360€ per caricare la macchina, usando 3600kWh.
          Quindi la macchina mi costa 0,10€ al kWh, comunque la si voglia girare…
          Completamente diverso il discorso se avessi attivato un nuovo contatore: allora avrebbe assolutamente ragione!

    • Carissimo, il suo punto di vista di per sé è correttissimo e addirittura le confermo che anch’io stamattina a mente facevo i medesimi ragionamenti. Poi però sono arrivato a una conclusione: è anche pur vero che, a prescindere dalle auto elettrica, a meno di voler vivere in una casa senza elettricità o uno la corrente elettrica se la produce per i fatti suoi oppure in un modo o nell’altro i maledetto costi fissi per avere un contatore in casa con relativo abbonamento bisogna pur metterli nel conto. Quindi questi costi fissi, piaccia o no e a prescindere dalla auto elettrica o meno, se uno vuol vivere come si vive normalmente nel 2021 purtroppo ci sono a prescindere. Il resto vien da sé. Poi non è che il suo ragionamento sia del tutto campato per aria.

    • Sono assolutamente d’accordo con te, tutti i costi devono essere utilizzati nei calcoli di ammortamento, ho il fotovoltaico? Bene sommerò il costo pagato, la manutenzione annuale, l’assicurazione dei pannelli, gli adeguamenti che chiede il gse per continuare a pagare ssp o altre formule di indennizzo.
      Oltre che se chiedo un aumento di contatore da 3 a 6kw cmq oltre a una tantum i costi fissi aumentano (se poi è un secondo contatore quindi per forza altri usi non ne parliamo).
      Anche i costi della carta di credito che devi fare per forza per caricare fuori casa van contati, io ad esempio mai avuto la necessità di farla e una ricaricabile basic free per acquisti online basta e avanza, ora son sicuramente meno costose di una volta, però ci sono cmq i margini applicati per la dilazione della spesa che penso non siano spariti del tutto soprattutto non ovunque.
      Al massimo quello che si può fare è, successivamente, pesare il costo fisso del contatore, dei pannelli, della batteria di accumulo etc etc sulla % di utilizzo effettiva.. Se consideriamo che una famiglia media ha un consumo di 2700kw annui, quello di una vettura elettrica con kilometraggio non fuori scala, di 6k kw (ho contato 50kw di ricarica ogni tre giorni credo possa essere realistico), chiaro che con questi consumi il costo medio (compreso di costi fissi e soprattutto della Iva) si abbassa drasticamente perché diluiti, quindi è sostanzialmente già pesato in bolletta senza fare calcoli difficili con % basta moltiplicare i kw ricaricati per il costo medio finito in bolletta, ovviamente i kw erogati dalla wallbox (anch’essa da sommare ai costi) perché al lordo delle dispersioni di ricarica, il dato preso dal computer di bordo non può tenerne conto ovviamente, in questo modo si tengono conteggiati anche i kw spesi per pre riscaldare/raffreddare l’auto quando ancora collegata per aiutare l’autonomia

      • 50kWh ogni 3 giorni significa, con una macchina che consuma molto cioè 200Wh/Km, 80 km al giorno, cioè 29.000 km all’anno. Non è una famiglia media….
        E non pensare che ci sia tutto ‘sto eccesso di consumo… se metti 50kWh in batteria, ne hai consumati 53-55, salvo che tu stia caricando la batteria dopo avere lasciato la macchina a temperature inferiori alla zero. Non ho mai superato i 5kWh di extra consumo per caricarne anche 40, molto spesso lo scostamento è inferiore al kWh.
        Ma compenserai, in un anno, con l’estate, dove la batteria si troverà alla perfetta temperatura con il massimo rendimento e consumato/caricato sostanzialmente coincidenti.
        Wallbox? Io non ce l’ho, non è necessaria. Con 3kWh di una shuko in 10 ore notturne carichi 30kWh. Averne una di quelle “intelligenti” (che assorbono solo la corrente residua non utilizzata) evita patemi sul consumo istantaneo, ma non è obbligatorio, soprattutto se carico di notte. In fondo anche oggi tu non userai il ferro da stiro, l’aria condizionata e la lavastoviglie contemporaneamente, no? (domanda retorica: se lo facessi ovviamente salterebbe la luce)

    • Il punto è che chi ha un auto a benzina paga già la bolletta elettrica. Sostituisce l’auto a benzina con una elettrica. Considera solo l’energia elettrica che deve pagare in più per caricare l’auto elettrica.

  14. Io un foglio di calcolo lo feci prima di acquistare la Mokka-e inserendo 3 opzioni: usato diesel da 15 mila euro (motore 2.0 e almeno 120cv), manutenzione completa della rav4 con 14 anni e, 220mila km e mantenimento per altri 8 anni (con molta fortuna) oppure acquisto della Mokka-e. Grazie agli incentivi alla fine ridurrò il costo di ammortamento in molto meno tempo ma anche senza incentivi e con impianto fotovoltaico mi sarebbe convenuto lo stesso.

  15. Se le auto elettriche si affermano senza incentivi è meglio ancora nel lungo termine, anche se le auto a combustione interna gli incentivi li hanno sempre avuti..ma non importa, era da mattere in conto una forte resistenza politica a questo cambiamento tecnologico, se non altro da parte delle forti lobby petrolifere.
    Ciò che mi dispiace è che con Marchionne l’Italia abbia fi fatto preso la decisione di abbandonare l’industria automotive piuttosto che trasformarla. Il danno più grave è quello e ormai purtroppo è già stato fatto nel decennio scorso.

  16. Gli algoritmi di calcolo mi sembrano corretti.
    Da proprietario di una Twingo ZE mi sembra corretto variare/aggiungere qualche parametro, in modo da rendere più “verosimile” la simulazione.
    -Diminuirei i km percorsi annualmente: 12’000 km mi sembrano più appropriati per una auto così compatta e con una simile autonomia.
    +Aumenterei il consumo della auto a benzina di un buon 20- 25% in quanto il dato WLTP è molto sottostimato rispetto alla realtà (vedi consumo della elettrica)
    +Aggiungerei il costo del Cavo di ricarica occasionale Flexicharger (500 €) necessario e sufficiente per ricaricare a casa (per poter pagare l’energia 0,16).
    +Aggiungerei il costo dell’aumento di potenza elettrica impegnata: diciamo da 3 a 4,5 kW (150€) per poter ricaricare a casa senza problemi.
    -Diminuirei il prezzo di acquisto della auto elettrica: un qualsiasi gruppo di acquisto permette di risparmiare almeno 600 – 700 €
    +Aggiungerei una previsione sugli aumenti dei costi dei “carburanti”: di sicuro nei prossimi anni il costo della benzina aumenterà sicuramente di più che il costo della corrente elettrica .
    +Aggiungere il costo di qualche ricarica occasionale presso colonnine pubbliche a pagamento, che potrebbe essere compensata però dalle ricariche gratuite presso i supermercati (Lidl, Aldi, …)

    Rifacendo i conti, con tutta probabilità, la convenienza dell’elettrico potrebbe aumentare leggermente
    Auguri da Paolo

    • Buon giorno Paolo!
      il numero di km ovviamente è diverso per chiunque. Qualcuno potrebbe dire che sono troppi e qualcun altro che sono pochi. 🙂 Ho ritenuto che questo fosse un dato medio.
      Per il consumo dell’auto ho preso volutamente il dato wltp. In questo modo sappiamo che difficilmente la Twingo benzina potrà consumare meno di quanto stimato. Per l’elettrica ho preso il dato reale (non consumerà più di quanto indicato qui).
      Non ho inserito un costo per il cavo di ricarica, visto che la maggior parte delle concessionarie lo fornisce in omaggio al momento della vendita.
      Non necessariamente è necessario effettuare un aumento di potenza, specialmente per auto di questo tipo.
      Per quanto riguarda il costo di carburante e energia in futuro, non ho elementi per fare delle stime realistiche, che comunque sempre stime sarebbero.
      Non ho considerato ricariche presso colonnine pubbliche in quanto, per tipologia di utilizzo, quest’auto generalmente non ne effettua.
      Auguri anche a lei!

      • Ok,tra 6 anni si può anche pareggiare la differenza,ma il valore residuo dell’auto? Non penso proprio che daranno uguali,visto che l’elettrica varrà zero.No,secondo me gli incentivi li daranno ancora,non abbiate fretta

        • Perché mai tra sei anni il valore dell’elettrica dovrebbe essere pari a zero?
          Tra sei anni l’auto avrà ancora due anni di garanzia residua della batteria e una vita residua utile di almeno altri 6 anni.
          Piuttosto avrei qualche dubbio sul valore della termica, tra sei anni.

          • Su un’auto di questo tipo é una scommessa. Concordo che il valore della termica, magari non a 6 ma a 8 anni potrebbe davvero azzerarsi, anche con possibili ulteriori limitazioni alla circolazione nei centri storici ecc.
            L’elettrico però spero perderà di valore, non fraintendetemi, perché spero continui la velocità di evoluzione attuale e arrivi ad aumentare diciamo di un 50% il rapporto autonomia/prezzo.
            Una Twingo che ora fa 200(?) Km al costo di 22750€ potrebbe costare 15/18000 con autonomia di 250km, rendendo di fatto la vecchia auto con 120000km e autonomia ridotta ormai senza valore.
            Vedi le c zero del 2012 vendute ora

  17. Buongiorno,
    premetto che sono proprietario di auto elettrica (Ioniq 5) e che non tornerei mai al motore endotermico.
    Leggendo il suo articolo che confronta una twingo elettrica con una a benzina ha inserito come costo al litro 1,75 (prezzo attuale) e 0,16 come costo al kwh (prezzo non attuale).
    Io al momento con il contratto tutelato il kwh lo pago 0,28 e non sono riuscito a trovare nessuna offerta nel mercato libero che mi certifichi un prezzo inferiore, tutti riportano il solo costo della materia prima ma non riportano tutti gli altri.
    Se ha un fornitore che offre il kwh compreso di tutto a 0,16 le sarei grato se mi fornisse il contatto, anche privatamente, via mail.
    Buon anno

    • Buon giorno Alberto,
      è evidente che ognuno paga un prezzo leggermente diverso per l’energia elettrica. Tuttavia 0,16 Euro/kWh è un prezzo medio attuale.
      Il prezzo a kWh che paghiamo per ricaricare l’auto non è dato dal totale in bolletta diviso per il numero di kWh prelevati. Ci sono costi fissi che avremmo anche se non possedessimo un’auto elettrica.
      Qui può trovare indicazioni su come calcolare il suo costo.
      https://www.vaielettrico.it/quanto-costa-ricaricare-a-casa-e-la-zoe-vaielettrico-risponde/
      E c’è chi spende addirittura molto meno: https://www.vaielettrico.it/quanto-costa-ricaricare-a-casa-facciamo-due-conti/

    • Mi trovo d’accordo con il signor Alberto…. Tutti quelli che dicono che pagano meno di 20 cent (senza fotovoltaico) non sò come fanno. Tenete conto che le spese fisse in un anno ammontano a circa 60 euro. Io ho una casa vuota in cui pago 200 euro all’anno senza mai usare la corrente. Tenete conto che circa 130 euro sono perché non residente. Le spese di trasporto vanno calcolate per kw, quindi anche quelle sono da contare. Anzi, più si consuma e più si paga al kW, quindi bisognerebbe calcolare il prezzo più alto. Anche a me viene sui 28 cent al kw

    • Io pago 0,14 al Kw comprese le spese accessorie.
      0,10 costo energia.
      Il fornitore dichiara che è prodotta con fonti rinnovabili al 100%.
      A dicembre ho percorso 1200Km con meno di 30€.
      Provi ad utilizzare un comparatore on Line per trovare un fornitore migliore.

      • 0,14 mi sembra un costo basso.
        io ho rifatto tutti i conti e sotto a 0,25 con il mercato tutelato non scendo neanche in fascia 3.
        magari quello che avete è un vecchio contratto con costo fisso al kwh.
        il costo di Arera a dicembre è di circa 0,20 solo per la materia prima, un anno fa era 0,06 al kwh.
        comunque accetto consigli sul fornitore da scegliere perchè oramai il mercato tutelato è diventato tra i piu’ cari.

    • L’auto elettrica (per ora) non ce l’ho, ma la bolletta ricevuta giorni fa del mio fornitore (mercato libero) è di € 108 per un consumo di 605 kWh. Ad € 0,28/kWh avrei pagato 169 €… 😉 – Energia rinnovabile 100% certificata.

      La bolletta, nel dettaglio:
      Spesa per la materia energia: € 68,17
      Spesa per il trasporto/contatore: € 19,42
      Imposte: € 10,62
      Iva= 9,82

      Se lei paga € 0,28 c’è da fare una ricerca più approfondita…

      • Decisione ARERA
        ENERGIA ELETTRICA – Dal 1° gennaio 2022, il prezzo di riferimento dell’energia sarà di 46,03 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse
        Gotetevi il contratto che avete a prezzi bassi, quando scadrà l’elettrone vi farà piangere.

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