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Senza box per ricaricare ha senso prendere un’elettrica?

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La Volkswagen ID.4 del test: val la pena comprare un'elettrica se non si può ricaricare a casa?

Senza box per ricaricare ha senso un’elettrica? Molti se lo chiedono e noi spesso l’abbiamo sconsigliato. Per approfondire tutte le problematiche, ho guidato una Volkswagen ID.4 (qui la nostra videoprova) per 10 giorni. Simulando la situazione di chi ne acquista una e può rifornire solo nelle colonnine pubbliche. 

Senza box per ricaricare: un test con la VW ID.4

Niente ricarica notturna per la Volskwagen ID.4 nel nostro test: di punta solo  sulle colonnine pubbliche.

L’auto in questione è equipaggiata con un motore da 150 kW, montato al posteriore. E di una batteria da ben 82 kWh (77 kWh realmente utilizzabili). E’ accreditata di un’autonomia di 511 km WLTP nel ciclo combinato e di ben 701 km nel ciclo urbano.

Senza box per ricaricare / Si parte con batteria al 97%

Giorno 1, venerdì – L’ho ritirata con la batteria carica al 97% presso la sede di Volkswagen Italia a Verona. E ci sono tornato a casa, a Riva del Garda. Poco più di 80 km quasi tutti di autostrada, per arrivare a destinazione con la batteria al 76%. 19,7 kWh/100km la media di consumo per questa tratta. La sera ho cenato fuori e avrei potuto lasciarla in carica presso una delle colonnine del centro, a pochi passi dal ristorante. Ma ho evitato. Per due motivi: la batteria era ancora molto carica (76% appunto) e ho voluto simulare la situazione in cui la possibilità non ci fosse. Rientrato a casa, ho parcheggiato nel cortile, senza collegare l’auto alla mia wall-box.

senza box per ricaricareNei primi tre giorni l’autonomia scenda al 40%

Giorno 2 sabato – il giorno successivo ho preso l’auto e sono andato a fare colazione ad Arco (TN). Ho proseguito poi fino a Rovereto e poi Trento per spese varie e  rientrato a casa per il pranzo. Nel pomeriggio ho raggiunto gli amici a Fiavé (circa 600 m. di dislivello) per poi rientrare a casa la sera. A Fiavé nessuna ricarica, nonostante vi sia rimasto per tre ore (che avrei potuto sfruttare…). 145 km totali percorsi senza ricariche. Carica residua 51%. Consumo medio 13,3 kWh/100km, su tratte urbane e interurbane di montagna.

Giorno 3 domenica – solita colazione a Arco, visita ai genitori a Riva e poi gita al lago di Ledro (600 m. di dislivello) e rientro a Riva. Qui avrei avuto la possibilità di lasciare l’auto presso una colonnina in paese, a Molina. Ma sarebbe stato scomodo, ero in spiaggia, a qualche km di distanza. Ho lasciato perdere. 44 km percorsi. Rientro con il 40% di batteria19,2 kWh/100km la media, con 32 gradi, condizionatore costretto agli straordinari e auto a pieno carico.

Prima ricarica: 11, 2 kWh in una colonnina Neogy

Pneumatici Bridgestone con bassa resistenza e cerchi aerodinamici aiutano ID.4 nelle sue performance

Giorno 4 lunedì – Sono uscito per fare la spesa ad Arco. Poi una giornata di smart working di 9 ore filate (quindi auto ferma, ma non in carica). La sera cena fuori a Riva e poi rientro a casa. Durante la cena, che è durata un’ora, ho potuto ricaricare 11,2 kWh presso una colonnina Neogy a poche decine di metri dal ristorante. SOC all’arrivo alla colonnina 38%. Alla ripartenza 52%. Km percorsi 10. Consumo medio 15,4 kWh/100km in un tratto esclusivamente urbano.

Giorno 5 martedì – Puntata in pasticceria a Arco per colazione e rientro per mattinata di smart working. Poi alle 13.00 spostamento fino a Isera (TN) per pranzo di lavoro. Nessuna possibilità di ricaricare nei pressi del ristorante. Rientro a casa. Km percorsi: 48. Carica residua a casa 41%. 17,6 kWh/100km il consumo medio su strade extraurbane.

Si viaggia in media su consumi di 22-23 kWh/100 km

Giorno 6, mercoledì – Giornata di lavoro a Bolzano. Riva del Garda – Bolzano, via Rovereto. Quasi completamente autostrada. Distanza 106 km. Partenza con il 38% e arrivo a Bolzano con il 10% di batteria. 22,5 kWh/100 il consumo medio su questa tratta. Mi sono permesso di arrivare con così poca batteria perché sapevo di poter contare su un posto riservato con wall-box al lavoro. Lì ricarico dal 10 al 100% in 8 ore. Ripartenza la sera con la batteria piena. arrivo a Riva con il 74% di carica residua.

Giorno 7 giovedì Altra giornata di lavoro a Bolzano. Riva del Garda – Bolzano, via Rovereto. Questa volta partenza con il 74% di batteria e arrivo a Bolzano con il 42%. Ricarica presso la wallbox aziendale dal 42% al 100% in 5 ore. Ripartenza la sera con batteria al 100%. E arrivo a casa con il 76% residuo. Ovviamente, ancora una volta, nessuna ricarica a casa. 23,2 kWh/100km la media autostradale di questa giornata.

Fine test: un po’ di montagna e un po’ di…riposo

Giorno 8, venerdì La sera uscita in centro e rientro a casa. 10 km percorsi. Sta il 74%. Consumo medio 15,3 kWh/100km in un percorso esclusivamente urbano.

Giorno 9, sabato – Ad Arco per una grigliata con amici. Poi spostamento fino a Pranzo di Tenno e rientro a Arco. In serata rientro a casa. Km percorsi 23. SOC 67%. 23,4 kWh/100km la media su un percorso extraurbano di montagna, con guida sportiva.

Giorno 10, domenica – Auto ferma. Ogni tanto è bello anche non guidare. 🙂

Quindi? Si può fare? E a quali condizioni? Vediamo…

Senza box per ricaricare, dunque, ha senso prendere un’elettrica? Il mio test ha avuto esito positivo. Ho fatto tutto quello che dovevo e non sono mai andato in difficoltà. Dalla mia parte, però, hanno giocato la disponibilità di punti di ricarica nei luoghi di svago e di lavoro. Non è così per tutti. Ma soprattutto, sulla prima disponibilità non si può contare. Le colonnine pubbliche sono appunto tali. E anche se ne avessimo una vicino casa, non potremmo certo monopolizzarla per le nostre necessità. Ma quando, come in questo caso, le autonomie sono generose, anche in assenza di un box privato ci si può pensare. Sono 784 i km percorsi in 10 giorni in questo test, con una media quindi 78,4 km/giorno. Un’utilizzo ben superiore alla media italiana. Non si può dare una risposta univoca alla domanda “si può fare?”. Ma forse i dati qui sopra riportati, confrontati con le vostre necessità di mobilità, vi potranno aiutare a trarne le vostre considerazioni

senza box per ricaricareSenza box per ricaricare: non va sottovalutato l’aspetto economico

E i costi? Sappiamo che ricaricare l’auto a casa costa attorno ai 16/17 centesimi a kWh. Il costo medio per una ricarica presso le colonnine quick è invece  di circa 40 centesimi. Quindi più del doppio del costo che si ha a casa. Vale a dire che, se di solito il rapporto tra il costo/km di un’auto endotermica e della controparte elettrica è di uno a tre, in questo caso diventerà di due a tre. Guidare un’elettrica ricaricandola sempre alle colonnine pubbliche potrebbe arrivare a costare solo circa un 33% in meno  (invece che il 66% in meno). Se poi dovessimo utilizzare di tanto in tanto anche colonnine FAST o Ultra FAST, rischieremmo di avere costi uguali o leggermente superiori a quelli di un’auto termica. In realtà, però, sarebbe normale dotarsi di un abbonamento Flat. Molte produttori forniscono insieme all’auto la possibilità di abbonamenti a tariffe più vantaggiose. E anche sul libero mercato, a fronte dell’acquisto di un pacchetto di kWh, è possibile ottenere tariffe fino al 50% più basse rispetto al listino. E questo riporta i costi molto vicino a quelli della ricarica casalinga.

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46 COMMENTI

  1. Io ho una Zoe da 40 kWh e ci faccio circa 2000 km/mese. Ricarico esclusivamente alle colonnine che peraltro da me non sono macché tantissime. Abito ad Asti, per chi vuole controllare l’effettiva disponibilità. Potrei mettere la ricarica domestica ma per ora non l’ho fatto e non penso di farlo. Con i piani Enel e/o Duferco non ci vedo macché problemi economici. Ognuno deve giustamente ragionare sulla propria situazoone, ma direi di non escludere a priori l’elettrica solo perché non si ha il box

  2. Sig. Pico, l’intento era solo quello di dare una risposta a quanti ce lo chiedono: vorrei un’elettrica ma non ho il box. È possibile farlo ugualmente? Lo chiede chi evidentemente si rende conto dei vantaggi che l’elettrico può offrire e vuole capire se lo può adottare.
    Tutto qui.
    Ogni giorno noi lavoriamo duramente per offrirvi delle informazioni chiare, vere e imparziali. Se lei ha dei dubbi sulla nostra indipendenza e imparzialità, smetta di leggerci, ma, cortesemente, anche di disturbare inutilmente.

    • Per carità. L’intento non era disturbare. Da semplice ingegnere meccanico appassionato di auto ho espresso le mie opinioni in merito. Forse si è già capito quale sia la mia posizione. Come sempre per fortuna non siamo tutti uguali e ci sono quelli che la pensano in modo opposto. Gli oltranzisti ci sono in tutti i campi. Se si va sul sito dei metanisti ci sono persone disposte a mettere quintali di bombole su una Vespa pur di poter andare a metano e sostengono che sia pure una scelta razionale. Con l’elettrico è lo stesso. Chi lo vuole usare a tutti i costi si inventa di tutto pur di giustificarlo. Sono assolutamente senza pregiudizi, anzi, tempo fa valutai persino di sostituire lo scooter con una Twizy (che mi piace molto), ma alla fine, conti alla mano, sarebbe stato solo uno sfizio senza nessun vantaggio nè economico nè di comodità. Ho 4 auto e uno scooter e penso che fino a fine vita (la mia) non ci sarà posto per l’elettrico. Potrei sostituire la più piccola con una elettrica, visto che viene usata prevalentemente in città, ma poi ragionando ritengo sia inutile precluderne l’utilizzo a 360 gradi. Con l’utilitaria mi è capitato di andarci in Grecia e con l’elettrica non avrei potuto farlo. E usarla dovendo pianificare le ricariche e sperare di trovare colonnine libere per me è inaccettabile. E quando le batterie saranno alla frutta e sostituirle costa più del valore residuo della macchina cosa faccio? La rottamo? Assurdo. Tra 50 anni si vedrà, ma non ci sarò. Resta il fatto che se il sito fosse davvero imparziale non chiamerebbe “disturbare” chi esprime pareri contrari. Dovrebbero servire di spunto per discussioni costruttive e obiettive. Invece non si vogliono sentire campane contrarie altrimenti si disturba. Allora ognuno resti nella sua parrocchia e buon proseguimento.

      • No, Pico, non è così. Non siamo tifosi abbiamo pubblicato decine di articoli con problemi avuti con auto elettriche e spesso sconsigliato persone che non avevano le caratteristiche giuste per acquistarne una. L’elettrico è un work in Progress, che ogni giorno fa passi avanti e a noi piace raccontarlo. Tutto qui, non vorremmo essere coinvolti in polemiche da cortile e rispettiamo le opinioni di tutti, purché gli altri rispettino le nostre.

      • E lei che sarebbe senza pregiudizi (“un’auto elettrica non la coprerò mai”) accusa di faziosità una sito che si chiama Vaielettrico? Lei, ingegner Pico, ha solo una grandissima confucione in testa. Noi non siamo imparziali, perchè dichiariamo fin dal nome come la pensiamo. A differenza sua, però, abbiamo convinzioni che dimostriamo, che si basano sulla conoscenza di entrambe le tecnologie, le esperienze dirette, i dati tecnici e scientifici. Lei sarà un ottimo ingegnere meccanico, ma di auto elettriche proprio non capisce nulla (detto con tutta la nostra simpatia)

        • Non è che ci sia molto da capire 🙂
          Io non dimostro le mie convinzioni? Semplicemente perchè non posso fare qui un trattato di 100 pagine. Però se legge vede che ho scritto di fare una semplice ricerca in rete se non si crede a quanto dico.
          Il sottoscritto di pregiudizi non ne ha tanto è vero che ne ho ipotizzato persino l’acquisto da bravo appassionato di qualsiasi trabiccolo su una o più ruote.
          Voi invece da come scrivete a chiare note non siete interessati ad essere imparziali (“dichiariamo fin dal nome come la pensiamo”).
          Quindi abbiamo detto tutto.

          • Si, lei ha detto tutto. Le manca solo un pò di esperienza sul campo. La faccia e poi ci risentiamo

          • Una semplice ricerca in rete e prendiamo per buono qualsiasi cosa troviamo?
            Perché, da quando in qua in rete tutto ciò che si trova è buono?
            Sig. Pico, quando vorrà tornare con argomenti e non affermazioni generiche, quando deciderà di portare degli esempi a supporto di quanto afferma, io sarò qui.
            Fino a quando si limiterà a sentenziare a casaccio, per me questo equivale unicamente a disturbare.

          • Volete dati? Posso sommergervi. Devo postarli qui? Se non intaso il forum ditemelo che lo faccio. Li ho pronti. Ma qui prodest? Non mi sembra che intereressi a qualcuno e non vorrei far crollare acquisite convinzioni…

          • Cui prodest, se proprio vuole. Ma “a chi serve?” sarebbe stato sufficiente.
            Come detto, questo spazio è per il confronto. Se, in modo civile ed educato, si vuole confrontare, è benvenuto.

  3. Buongiorno, riporto volentieri la mia esperienza per far capire che il non aver la possibilità di ricaricare a casa non è una causa ostativa per non avere l’auto elettrica.
    Io abito in centro città, in un condominio concepito negli anni ‘60 quindi senza box auto e senza parcheggio condominiale. Nel dicembre 2019 ho acquistato una Hyundai Kona da 64 kWh da allora (a causa del lockdown e dell’emergenza sanitaria) ho percorso circa 15K km.
    Ho quindi sempre sfruttato le colonnine pubbliche usando quelle libere più vicino a casa e, nel caso fossero un po’ troppo distanti per tornare a casa a piedi e poi andare a riprendere l’auto carica, ho usato un monopattino elettrico come “commuter”. Se avevo un po’ di tempo allora caricavo in DC e mi guardavo su Netflix una puntata della mia serie preferita.
    Certamente bisogna organizzarsi un po’ è qualche sera, dopo cena, ho dovuto vestirmi ed andare a spostare l’auto che avevo lasciato in carica ma con la batteria da 64 kWh è quindi circa 450 km di autonomia le volte che mi è capitato di dover fare così sono state davvero rare.
    Insomma io sono assolutamente soddisfatto e non posso che consigliare un’auto elettrica dato che sicuramente l’infrastruttura da qui ai prossimi anni migliorerà moltissimo.

  4. Il suo racconto è stato molto istruttivo perché il problema è proprio quello! Per me la domanda è sempre la stessa: a chi rivolgersi per farsi installare una.wallbox?

    • Buon giorno, mi fa piacere che abbia apprezzato. Per farsi installare una wallbox può rivolgersi a un qualsiasi elettricista.

  5. Skoda citigo da 1 anno abbondante e carica in garage non ancora disponibile causa burocrazia (area box interrata con più di 25 box, la linea privata non si potrebbe portare altrimenti impianto non sezionabile in un solo punto e linea condominiale sarebbe da rifare per cavi vetusti con conseguente ricertificazione); consumi più bassi della id4 mi permettono di fare A/R dal lavoro tutta la settimana con un singolo pieno 20->80%. 3 colonnine in centro a 800mt-1km da casa, la porto al sabato mattina, passeggiata a casa e riprendo dopo pranzo piena. Certo con ricarica la notte o in ufficio sarebbe più comodo, ma si può fare.

  6. Mariano la maggior parte dei kWh li ha imbarcati a lavoro, così è un po’ come ricaricare a casa, si dispone di una postazione fissa e certa. Ma chi non ha wallbox ne a casa né a lavoro, potrebbe affidarsi solo a colonnine pubbliche. e io direi di no, a meno che si sia degli appassionati. Anche se hai una colonnina sotto casa,non sai se da domani smetterà di funzionare. E fare affidamento alle fast che ogni tanto può capitare che o non vanno o che siano occupate va bene nei viaggi, non nel quotidiano.

    • Sono perfettamente d’accordo con quanto ha scritto che peraltro rispecchia la mia situazione: niente garage e niente wallbox a lavoro; le colonnine pubbliche che ho vicino casa sono quasi sempre impegnate. Per me è un passo non percorribile per il momento.

  7. Io ho una Zoe e non ho posto a casa per caricare. Non ho proprio box auto.
    Il caricatore da 22kw è una meraviglia. Per ora è un anno che carico solo quando faccio la spesa ed incamero energia a sufficienza per girare la settimana.
    Se serve la biberonata extra ho colonnine in giro da usare.
    Costo per ora 0€/km, ma i due negozi con le colonnine gratis mi hanno guadagnato come cliente fisso e non sto spendendo più per la spesa rispetto a prima.
    Quando finirà la pacchia con la flat di enel x da 25€ ho visto che coprivo il mio fabbisogno mensile senza grossi problemi.

  8. Io sto dipendendo dalle colonnine enel x perché finché non finirò la ristrutturazione di casa non disporrò di possibilità di ricarica domestica. Fortunatamente di fronte al luogo di lavoro di mia moglie c’è una colonnina, ma non è proprio economico. Diciamo che va bene come soluzione di emergenza. Gli abbonamenti sono convenienti per chi fa molta strada, ma se fai pochi km rischi di pagare kWh che non consumi.

    • Di Flat ce ne sono molte, anche più piccole. Quello che ho citato io, 300 kWh per 61,00 Euro al mese, nel caso di ID.4, corrisponde a 4 “pieni” di una ID.4

  9. Per me oggi la risposta è no: già il solo costo al kwh giustificherebbe la risposta, ma una delle cose impagabili è il fatto di poter fare quello che vuoi durante il giorno senza doversi preoccupare di cercare una ricarica, magari trovarla occupata o non funzionante o lontana.
    Arrivi a casa, colleghi l’auto…colleghi il telefonino..e ti dedichi ad altro senza pensieri.

  10. Una domanda: si parla sempre di box privati e non capisco se sia possibile installare una wallbox in giardino. Io non ho un box chiuso ma solo uno spazio esterno, in giardino appunto, dove parcheggio di solito e mi chiedo se potrei installare una wallbox all’ aperto come quelle pubbliche insomma, non protetta dagli agenti atmosferici. Mi chiarite questo dubbio?

    • Buona sera Alessandro,
      certo che può! Deve solo assicurarsi di scegliere un modello progettato per essere montato all’esterno.

  11. Io ho una Zoe da una anno, non ho colonnine a casa o vicino. Mi trovo benissimo la ricarico quando vado a fare spesa o in giro. In un anno ho fatto 11.000 km anche in vacanza nessun problema

    • Ottimo Andrea. Posso chiederle se si tratta di una scelta o se non ha la possibilità di un box auto o un posto auto con ricarica?

    • Quello è proprio il campo della Zoe, 22 kW sono perfetti per chi non ha punto di ricarica a casa né a lavoro.

    • Resto allibito… come si fa a comprare una macchina così limitata pagandola un occhio della testa, per poi avere la schiavitù di non poter andare dove vuoi quando vuoi? Tra pochi giorni partirò per un viaggio di 1300 km tutti in una tirata…. la libertà è impagabile. L’elettrica va bene solo al posto dello scooter se hai soldi da buttare…non fa per me.

      • Resto allibito. per quale motivo commentare in modo tanto superficiale?
        cosa significa un’occhio della testa? Con cosa la sta paragonando? Perché non potrebbe andarci dove vuole quando vuole? Ha mai guidato quest’auto? Ha mai indagato su dove e come può ricaricare?
        Partirà per un viaggio di 1300 km tutti in una tirata? Mi auguro di non trovarmi sulla sua tratta.
        Chi compra un’elettrica, alle volte non avrebbe i soldi per guidare una pari auto termica. E nemmeno la voglia.

        • Confermo. Allibito. Oppure paradossale se preferisce.
          Comprare una utilitaria a 30.000 euro per me è un occhio della testa se con la stessa cifra posso prendere una gran bella macchina normale.
          Voglio inquinare poco? Benissimo. Magari prendo un V8 e lo metto a gas, ma ho una macchina che mi porta ovunque e non sono io a dovermi adattare alle esigenze della macchina. Vogliamo parlare di smaltimento o industrializzazione delle batterie? Solo ipocrisia e marketing. Non risparmio, inquino più delle altre e devo pure stare attento a non restare per strada. Se ho la batteria al 20% e mi chiama mia moglie che è caduta e si è fatta male cosa le dico? Tesoro aspetta che cerco un taxi perché ho la macchina scarica? Ma ci stiamo con la testa? Una barzelletta.
          Ah… mi capita spesso di fare viaggi lunghi più di 1000 km… 30 anni di guida e mai una multa o un incidente quindi…. di elettrico al massimo il frullatore!

          • Vai a leggere “A Cavallo” che è il sito che fa per te. “A Somaro” purtroppo non l’hanno ancora aperto.

          • Perdonate… pensavo di essere su un sito indipendente e oggettivo. Non mi ero accorto di essere su un sito di elettricisti. Se l’obiettivo è dimostrare che si può sopravvivere anche con una macchina elettrica allora avete ragione. Rinunciando a risparmio, praticità, libertà, autonomia si può pure riuscire. Però se vogliamo fare puro esercizio di sopravvivenza proporrei anche la sfida “si può vivere anche SENZA macchina”, “si può vivere anche solo con la bicicletta” o “si può vivere pure in camper senza casa”. Tutte cose fattibilissime. Saluti e buon elettrico a chi si sente appagato.

          • Scusi, ma di quale citycar elettrica sta parlando che costa 30.000,00 Euro? A me non ne risultano.
            Un V8 a gas secondo lei inquina meno di un’elettrica?
            Di smaltimento delle batterie parliamo molto spesso qui su vaielettrico. E anche del risparmio. Il rapporto di costi tra termico e elettrico è in media di 3 a 1 (solo considerando il costo del carburante vs quello dell’energia).
            L’auto di questo test, con il 20%, percorre oltre 70 km nelle peggiori condizioni.

          • il nostro frullatore non paga il bollo per due anni, ad oggi costa 0,03 euro al km (10,6kw/100km di media, prevalentemente ricarica in casa) ed è costato meno di una panda a benzina. serve per uso quotidiano in città e frullati fino ad un raggio di 100km… i classici frullati fuori porta (i rarrissimi frullati a lungo raggio li facciamo con il frullatore ibrido, anche se per questo sta facendo le ragnatele).

          • Giusto per onor del vero… costi, convenienza e inquinamento non vanno valutati “solo considerando il costo del carburante vs quello dell’energia”, ma sull’intero ciclo vita della macchina, da quando viene prodotta a quando viene rottamata. Se fa una ricerca in rete trova vari studi condotti anche in nord Europa, dove sono persino avanti a noi sull’elettrico e hanno dimostrato che una elettrica inquina più di una macchina a gasolio. Con 30.000 euro di elettriche non si compra molto. Con la stessa cifra, valutando anche un fresco usato di 3 o 4 anni con pochi km, l’utente medio compra di tutto, anche auto di lusso. Il V8 è chiaramente una esagerazione voluta ma la risposta è comunque affermativa. Se il V8 è a gas inquina meno di una elettrica (sempre inteso sul ciclo vita complessivo della macchina), visto che inquina anche meno della diesel di cui sopra. Queste non sono opinioni personali, se non ci si fida si possono trovare dati e prove di tutti i tipi. Poi se uno vuole l’elettrico lo stesso benissimo, padronissimo.

          • Pico, ho scritto che il rapporto è di uno a tre tenendo conto solo del costo dell’energia in rapporto a quello del carburante. Non ho scritto che questo è l’unico parametro di cui tenere conto.
            Se legge i miei articoli, vedrà che quando effettuo i raffronti, elenco e raffronto tutti i costi.
            Ad esempio qui:
            https://www.vaielettrico.it/facciamo-due-conti-auto-elettrica-o-termica/
            https://www.vaielettrico.it/id3-vs-golf-gtd/
            https://www.vaielettrico.it/lusso-elettrico-prestazioni-e-risparmio-al-top/
            Può inserire nel foglio di calcolo tutti i dati e trarre le sue conclusioni. Senza dover credere a me, né ad alcuno studio.
            Riguardo alle emissioni, di quali studi parla in particolare?
            A me risulta il contrario.
            https://theicct.org/publications/eu-co2-FS6-jul2021
            Poi, cortesemente, non rimescoli le carte in tavola. Nell’intervento precedente parlava di utilitaria elettrica da 30.000,00 Euro. Non mi ha detto quale utilitaria elettrica si paga 30.000,00 Euro. Qual è? Ora invece scrive che con 30.000,00 Euro non si compra molto. Perché non mi fa degli esempi concreti?
            Visto che ci sono dati e prove di tutti i tipi sul fatto che le elettriche sono le auto più inquinanti secondo lei, li citi. Restiamo in attesa.

  12. la risposta, secondo me, è NO a meno che non ci sia una colonnina nei pressi di casa o vicino al luogo di lavoro oppure una colonnina fast facilmente raggiungibile e comoda per attività in attesa del completamento della ricarica.
    altrimenti dopo qualche tempo che hai acquistato il gicattolo nuovo ti rendi conto di aver sbagliato, perché scleri per le ricariche da programmare sempre.
    ps felice utilizzatore di Twingo ZE con (finalmente) wallbox ABB Terra in garage

    • Porto la mia esperienza di 2 mesi senza carica domestica con auto di 460km di autonomia e circa 40km al giorno. Avendo punti in abbondanza di ricarica in tutti i posti dove mi fermavo normalmente non è stato un dramma. Ovviamente devono essercene a sufficienza e posizionate bene. Fondamentali presso i supermercati, palestre, campi da calcio, parcheggi del lavoro. luoghi dove ci si ferma un oretta o piu. Ora carico circa una notte a settimana nei due stalli che il condominio ha messo a disposizione nel nostro parcheggio condominiale (servono in tranquillità una decina di auto elettriche). Il tempo perso al benzinaio e un lontano ricordo.

        • in realtà l’ho acquistato e ho fatto installare una linea dedicata dal mio contatore sul posto auto di mia proprietà nel garage condominiale.

    • Giovanni, mi perdoni, ma, come scritto, non credo che sia opportuno contare sulla presenza di una colonnina vicino casa. Per vari motivi: potremmo trovarla occupata. Anche trovandola libera, non potremmo arrivare a casa la sera, e abbandonare lì l’auto fino all’indomani mattina. Ultimo ma non meno importante, le colonnine pubbliche sono, appunto, pubbliche. Non si possono monopolizzare per le nostre necessità.ù
      E’ evidente, e lo abbiamo sempre scritto (e ribadito anche nello stesso articolo) che la cosa migliore, potendo, è ricaricare a casa. Ma, per una volta, abbiamo provato a simulare come sarebbe la vita di chi dovesse voler comunque scegliere l’elettrico, pur sapendo di non poter caricare a casa. Tutto qui.

      • ho letto l’articolo con interesse, come molti altri in precedenza, e ho espresso il punto di vista di un neo utilizzatore di auto elettrica. il tema della ricarica è il nodo centrale in termini di fruibilità normale e continuativa di questo mezzo di trasporto. a mio parere il tempo di ricarica è da considerarsi “tempo perso” (ovviamente facendo confronto con le auto termiche). la vicinanza dei punti di rifornimento di società di vendita su suolo pubblico, da utilizzare per il tempo necessario alla ricarica (vicino a casa o al lavoro), è requisito essenziale se non si ha a disposizione un proprio punto di ricarica. in futuro sarà più semplice, ne sono convinto, oggi è richiesta una pianificazione che rende tale scenario complicato e, purtroppo, scoraggiante.

        • Il tempo di ricarica, Giovanni, è tempo perso se lei utilizza l’auto elettrica come se fosse una termina e va alla colonnina per “rifornirla”.
          Se invece la utilizza per come è stata progettata e sfrutta i momenti in cui comunque sarebbe parcheggiata, ecco che il tempo di ricarica si riduce a zero.
          Chiaro che per chi ha la possibilità di una ricarica nel luogo di ricovero notturno dell’auto è tutto più semplice. Se non c’è questa possibilità, ci devono essere dei momenti, durante il giorno in cui possiamo sfruttare i momenti di sosta dell’auto per ricaricare.

          • credo che, alla fine, stiamo dicendo la stessa cosa (o molto simile in fondo) ma, probabilmente, non riesco a spiegarmi bene. aggiungo che ad oggi non tutta l’Italia ha la distribuzione di punti di ricarica della sua prova, ma questo è un altro tema.

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