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Senti senti che dice PSA-Peugeot su emissioni&multe

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La Peugeot e-2008, una delle nuove auto elettriche lanciata dal Gruppo PSA.

Senti senti che dice PSA-Peugeot su emissioni&multe. Il capo per l’Europa del Gruppo francese, Maxime Picat, ha detto che la sua azienda non ha problemi nel rispettare il limite medio di 95 g/km già nel 2020. E di non temere quindi le collegate sanzioni della UE.

Senti senti il promesso sposo di FCA…

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Maxime Picat, capo per l’Europa di PSA Group (Peugeot, Citroen, Opel e DS).

Picat ha spiegato qual è la situazione del suo gruppo in un’intervista alla testata inglese AUTOCAR. Nel colloquio non si fa mai riferimento alla lettera che il numero uno di FCA- Fiat Chrysler, Mike Manley, ha scritto come presidente dell’associazione europea dei costruttori, ACEA, alla Commissione di Bruxelles. Chiedendo un rinvio dell’entrata in vigore delle multe. Ma la posizione espressa da Picat è molto netta e fa ancor più scalpore se si considera che PSA e FCA sono promessi sposi in una maxi-fusione a cui mancano solo i passaggi autorizzativi. Il limite delle emissioni, per la verità, per PSA è ancora più basso, dato che cambia per ogni Gruppo a seconda della taglia delle automobili che produce: 93 g/km. Ma già nei primi due mesi dell’anno il Gruppo francese ha centrato l’obiettivo e si aspetta di farlo anche per l’intero 2020, in modo da non pagare alcuna sanzione.

Timori di pagare multe? No, anche dopo lo choc da Corona Virus

Come hanno fatto i francesi? Con una programmazione che viene da lontano, sei-sette anni addietro, quando fu fissata questa asticella per il 2020. Già da allora fu programmato il lancio di una serie di modelli elettrici e ibridi plug-in, da mettere sul mercato entro fine 2019. Non solo: quando la Opel (con il marchio inglese Vauxall) è entrata a far parte del Gruppo tre anni fa, PSA ha provveduto a eliminare dalla gamma alcuni modelli di grandi dimensioni e forti emissioni.

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La DS3 Crossback e-tense, uno dei modelli elettrici di PSA, con le Peugeot e-208 e e-2008, la Opel Corsa-e…

E AUTOCAR ricorda anche che recentemente il numero uno del Gruppo PSA, Carlos Tavares, ha spiegato anche come cambia lo scenario-emissioni con l’arrivo del Corona Virus e il calo delle vendite. Ovvero: nulla cambia, perché le immatricolazioni ne risentiranno proporzionalmente in tutte le motorizzazioni, tradizionali ed elettriche. E comunque l’idea è di centrare l’obiettivo anche se le vendite di diesel (attualmente al 30% del totale) dovessero calare ancora a favore dei modelli a benzina, che notoriamente producono più CO2. Senti senti…

SECONDO NOI. A questo punto viene più di un dubbio: davvero all’interno dell’ACEA la posizione espressa da Manley alla Commissione Europea è condivisa da tutti i costruttori? Nei giorni scorsi Transport&Environment aveva fatto trapelare una notizia secondo la quale i tre big tedeschi (Volkswagen-Audi, BMW e Mercedes) hanno espresso pubblicamente molte riserve sulla richiesta dell’ACEA (leggi qui).

Mike Manley, n.1 FCA e presiedente dei costruttori europei ACEA.

Ora arriva questa presa di posizione di PSA, su una testata molto influente nel mondo automotive. Che ne dirà la Commissione? Alla fine rischia di essere FCA a restare con il cerino in mano, finendo per pagare multe salatissime per l’ostinazione  con cui per anni si è rifiutata di inserire l’elettrico nella gamma.

 

 

 

3 COMMENTI

  1. FCA non dovrebbe pagare multe grazie all’accordo con Tesla per calcolare una media comune. Piuttosto i tedeschi gli hanno fatto lanciare il sasso per poi nascondersi.

    • Ma che c’entra FCA con ste benedette multe, in Europa vende in maggioranza 500 e Panda e non transatlantici come BMW, MB, AUDI e WV!!!

      • E invece c’entra, tanto che per non pagare le multe deve acquistare crediti “Green” da Tesla, per cifre importanti.

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