Sempre boom per gli autobus elettrici: +148%, tonfo per gli autocarri. Servono gli incentivi

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Ancora boom per gli autobus elettrici che, secondo i dati di Anfia, ad agosto segnano un +148% rispetto ai primi otto mesi del 2025. Gli elettrificati – includendo gli ibridi – arrivano al 41,7% (erano al 29,4% nello stesso periodo del 2025). Da segnalare anche i 179 autobus a idrogeno, contro i 7 del 2025 (+2.457,1%), anche se la spesa è concentrata soprattutto su Bologna. Debuttano i biodiesel, da zero a 53 unità; cala del 14% il metano e cresce il diesel del 13%. Resta da capire quanto incida la coda del Pnrr, ma sono in arrivo le risorse del Piano sulla qualità dell’aria e del Piano Sociale per il Clima. Drastico invece il dato degli autocarri elettrici, che si dimezzano: scendono da 472 a 229 unità. Come denuncia l’associazione, mancano tempi e informazioni sul fondo pluriennale: le aziende attendono e restano ferme non comprando.

 Nel 2026  un + 148% rispetto al 2025, tutto merito del Pnrr?

«Il mercato degli autobus continua a crescere, con un +39,6% nei primi otto mesi dell’anno, ma si tratta ancora una volta di una crescita fortemente sostenuta dalla coda delle immatricolazioni legate al Pnrr – afferma Paolo Marini, presidente della sezione autobus di Anfia -. I dati di agosto, con un incremento del 148% degli autobus elettrici rispetto al cumulato dello scorso anno, ne sono una chiara conferma».

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Nuovi autobus elettrici e Pavia che sta decarbonizzando le tratte urbane

Il boom dei bus a batteria è legato alle risorse europee. I dati dei prossimi mesi renderanno più chiara la tendenza. Per il momento la quota degli elettrificati supera il 41%.

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Attenzione è vero che non ci sono più le risorse europee, ma ci sono altri programmi che permettono di finanziare il trasporto pubblico pubblico.  «Da anni chiediamo risorse strutturali per il TPL, indispensabili per dare continuità al rinnovo del parco e garantire una programmazione stabile alla filiera. Accogliamo quindi con favore la misura pubblicata ad agosto nell’ambito del Piano sulla qualità dell’aria: pur trattandosi di risorse ancora esigue, la disponibilità degli stanziamenti già dal 2027 rappresenta una boccata d’ossigeno importante per il settore. Positivo anche il recepimento, da parte del MASE (ministero dell’Ambiente), delle nostre osservazioni nell’ambito del Piano Sociale per il Clima, che prevede circa 800 milioni di euro per il TPL, sufficienti a sostenere il rinnovo di circa 1.000 veicoli».

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Bene, ma si chiede «un quadro di risorse strutturali e pluriennali in grado di premiare le produzioni Made in EU, perché la transizione e il rinnovo delle flotte non possono dipendere esclusivamente da interventi straordinari».

Tonfo autocarri elettrici, zero notizie sui fondi per la transizione

I numeri dicono tutto. Se nei primi otto mesi del 2025 si sono acquistati 472 autocarri a batteria, nel 2026 si è caduti a soli 229. La causa? Il differenziale di prezzo molto alto e la mancanza di politiche a sostegno della elettrificazione delle flotte. In Gran Bretagna gli incentivi superano i 100mila euro per veicolo, in Italia sono stati un successo, polverizzati in pochi minuti, quelli per i veicoli commerciali leggeri. Ci sono anche altri interventi ma limitati. Si aspetta, invece il fondo pluriennale. 

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Far coincidere le soste con le ricariche permette di non incidere sull’operatività dei camion elettrici

«La contrazione delle immatricolazioni di autocarri registrata tra luglio e agosto conferma gli effetti di una prolungata assenza di politiche pubbliche efficaci a sostegno del rinnovo del parco circolante – commenta Luca Sra, delegato ANFIA per il trasporto merci. Un settore chiamato ad affrontare investimenti senza precedenti per la transizione energetica non può continuare a operare in un quadro caratterizzato da incertezza normativa e mancanza di strumenti concreti di supporto».

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Il riferimento è all’annuncio del fondo pluriennale, ne abbiamo scritto a fine 2025,  con i suoi 590 milioni a partire dal 2027. Ma «a distanza di mesi, tuttavia, non sono ancora stati definiti modalità operative e tempi di attuazione. Questo stallo sta inevitabilmente frenando le decisioni di investimento delle imprese e rallentando il processo di rinnovo del parco veicolare». Il solito stop che distorce le dinamiche di mercato. Ci si richiama sempre alla neutralità tecnologica, ma nella nota di Anfia si legge anche: «favorire l’adozione di veicoli a zero emissioni attraverso tutti gli strumenti disponibili, incluso il noleggio a lungo termine».

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Visualizza commenti (1)
  1. beh se si pensa che una transizione elettrica debba obbligatoriamente essere finanziata da aiuti di stato viene ovvio pensare che non abbia ragione di esistere eh! 😀

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