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Segrate: riqualificazione della cava con le barche elettriche

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Il progetto Oasis si basa sulle barche elettriche
Charxcontrol

A Segrate la riqualificazione della (ex) cava  si fa (anche) con la mobilità elettrica. Con le barche a emissioni zero. E’ il progetto Oasis che punta alla rigenerazione della sponda sud del lago del  Centroparco del comune lombardo.

Isole artificiali e sostenibili collegate con le barche elettriche in sharing

Il progetto è stato presentato di recente alla cittadinanza dall’architetto danese Marshall Blecher dello Studio MAST e dall’architetto Paolo Palmulli dello Studio AG&P Greenscape, i protagonisti di questa opera di rigenerazione ambientale, insieme al sindaco Paolo Micheli e il vicesindaco e assessore al territorio Francesco Di Chio. Cosa prevede l’intervento? Leggiamo dalla pagina comunale dedicata: “Riqualificare la sponda sud del lago, finora inaccessibile, rendendola fruibile a tutti. L’idea è quella di realizzare una piazza pubblica con bar vista lago e una passerella lungolago in legno immersa nella vegetazione che unirà le varie funzioni di Oasis: un imbarcadero dove poter noleggiare barche elettriche per le escursioni sull’acqua e sulle isole galleggianti“.

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Le barche elettriche nel progetto collegano le diverse isole del parco

Sul lato mobilità quindi “le isole ideate dallo Studio Mast: strutture galleggianti realizzate con materiali ecocompatibili ancorate al fondo del lago, saranno raggiungibili a bordo di piccole barche elettriche. Un’estensione del parco sull’acqua e un punto di vista diverso e affascinante del lago del Centroparco“.

Elettrico anche per rispettare la fauna locale

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L’architetto Marshall-Blecher durante la presentazione del progetto

La scelta dell’elettrico è importante per azzerare le emissioni inquinanti, ma anche l’inquinamento acustico. Nocivo per noi, soprattutto in un luogo dove si dovrebbe godere dell’ambiente naturale, ma anche per la fauna che soffre il rumore generato dai motori termici. Su questo tema: “Il progetto Oasis prevede la messa a dimora di piante ed essenze autoctone, terrestri e acquatiche, in grado di svilupparsi velocemente e diventare un rifugio naturale e sicuro per la fauna del posto“.

Una rete di oasi collegate

Bene il progetto che si vuole estendere. “Il Nuovo Centroparco nasce per essere un ponte verde di connessione tra i quartieri e i parchi della città“. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è realizzare una rete ecologica locale: “In grado di ramificarsi verso i confini e le periferie”. E c’è tutta una lista di siti: “Laghetto di Redecesio, Golfo Agricolo, parco Alhambra, parco dei Mulini, parco Europa e parco dell’Idroscalo“. Tutti collegati “attraverso i nuovi percorsi ciclopedonali collegati alla viabilità speciale verso lo stabilimento ex Fischer di via Morandi che da bene confiscato alla mafia diventerà un polo d’eccellenza per gli sport indoor“. Insomma un progetto di rigenerazione e riqualificazione che si sposa con la mobilità elettrica.

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