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Seabubbles, il taxi che “vola” nell’acqua

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Un velista e un campione mondiale di windsurf si mettono insieme e partoriscono Seabubbles, il taxi urbano 100% elettrico che grazie ai foils “vola” sull’acqua dei fiumi metropolitani

Una piccola capsula che comodamente, velocemente, totalmente in elettrico vi fa muovere lungo i fiumi e i canali metropolitani. Si chiama SeaBubbles ed è un taxi elettrico pensato, ideato e testato da due uomini di mare _  e non è un caso _  ben conosciuti tra gli sportivi: Alain Thébault (velista) e Anders Bringdal (windsurfer). La loro idea in avanzato stato di realizzazione, oltre al business, è di rendere sostenibile la nautica e snellire il traffico automobilistico delle grandi città offrendo un’alternativa ai residenti per gli spostamenti quotidiani, sull’esempio, seppure in quel caso si parla di un traghetto, di Stoccolma.Redering Parigi

 Dalle strade ai fiumi ma a emissioni zero

Questa la sintesi della loro visione. “Riteniamo che l’inquinamento ed il traffico non minaccino solo il nostro benessere ma anche la nostra libertà di movimento. Tenuto conto che nel 2050 ci saranno 4 miliardi di automobili, anche se tutte motorizzate con energie proprie, ciò darà luogo tuttavia a moltissimo traffico. Pensiamo che il futuro della mobilità viene dall’utilizzo dei corsi d’acqua, una via naturale e storica nel cuore delle città, sottostimata per troppo tempo”.

Il sindaco di Parigi a bordo
Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo con Thébault

Siamo nel campo del trasporto collettivo, il sindaco di Parigi Anna Anne Hidalgo ha voluto testare i primi prototipi lungo la Senna.  Il fiume dove i due marinai hanno pensato di sistemare non solo il mezzo ma pure il  pontile/stazione di ricarica avanzato dove si fanno salire  i clienti – nella versione attuale 5 più il conducente – e si fa il pieno di energia: “I mezzi di produzione energetici dei pontili sono l’idroelettrico, l’eolico e il solare – illustrano il sistema i fondatori -. Per il solare saranno posizionati dei pannelli fotovoltaici sui tetti dei pontili e funzioneranno per tutta la giornata; per l’energia eolica: saranno installati degli impianti eolici sui pontili nelle regioni in cui il vento è piuttosto forte per produrre energie in continuazione: per l’energia idroelettrica sono previste turbine immerse nell’acqua che girano grazie alla corrente marina e le rotazioni creano energia all’infinito poiché contrariamente al sole o al vento, l’energia dell’acqua è molto più costante”. Infine si sta preparando l’App per la prenotazione online del taxi/capsula.

Si vola grazie ai foils

Bubble è 100% elettrico, ma la sua particolarità è che superati i 10 km/h, plana e inizia a “volare” sopra l’acqua evitando,  secondo i costruttori «il mal di mare, i movimenti improvvisi o le ondate». La tecnica arriva dall’industria aerospaziale, ma è sempre più usata nel mondo della vela, ormai nelle regate più importanti le imbarcazioni più competitive utilizzano questo sistema che prende il nome di foils. Thébault e Bringdal dichiarano altre due influenze industriali: “Il sistema di propulsione, il sistema idraulico e il design idrodinamico di SeaBubbles proviene dall’industria navale, mentre il design degli interni e la parte superiore della Bubble provengono dal settore automobilistico“.

Si prova la barca

Di Bubble si parla da tempo, sono state numerose le presentazioni del prototipo e proseguono i test in diversi corsi d’acqua, a dicembre sono terminati quelli invernali con Bertrand Cardis tra i costruttori della mitica barca a vela Alinghi  e conosciuto anche per solar impulse, l’aereo solare.

Non può mancare un cenno alle interessanti biografie dei due imprenditori. Alain Thébault  è tra gli inventori di Hydroptère, per semplificare traduciamo con la barca che vola. E’ stato recordman del mondo di velocità, superando la barriera dei 50 nodi. Anders Bringdal, invece, è stato due volte campione del mondo di windsurf, nel 2009 e 2010, su onde di oltre 20 metri di altezza. Anders è vissuto in Australia, nelle Hawaii e ha navigato su tutti i mari del mondo prima di arrivare in Francia, dove ha incontrato Alain Thébault e insieme hanno dato vita al progetto di taxi elettrico che potrebbe essere utile in contesti come Venezia, dove l’inquinamento creato dalle barche è altissimo. Anche se per la nostra città, visti i flussi turistici, è necessaria l’introduzione di traghetti elettrici.