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Scooter WOW alla prova su strada: ok, il carattere è italiano

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Progettati e costruiti interamente in Italia, gli scooter elettrici della start-up lombarda WOW! sono senza dubbio una delle novità più interessanti nel mercato delle due ruote a zero emissioni. Li abbiamo provati, ed ecco le nostre impressioni alla guida.

Nel 2021 l’azienda di Saronno ha lanciato la sua personale proposta di mobilità green: il binomio tra un ciclomotore con anima prettamente urbana (WOW 774) e uno scooter più prestazionale adatto anche a gite fuori porta (WOW 775). Due modelli innovativi, dai contenuti moderni, che in poco tempo hanno fatto parlare di sé.

Per saperne di più, noi di Vaielettrico abbiamo deciso di testarli entrambi, mettendone alla prova le indubbie qualità.

Stile moderno, con batterie ben in vista

L’occhio vuole la sua parte, quindi partiamo dagli aspetti puramente estetici. I due modelli WOW! hanno un design identico, moderno, con forme abbastanza squadrate e semplici, e qualche tocco stilistico che non guasta. Insomma, fin dal primo sguardo si avverte l’impronta del made in Italy. Per esempio, il look dei fari anteriori, ridotti ad una sorta di feritoia rettangolare, non è per nulla spiacevole. Poi ci sono le batterie “a vista” – la grande particolarità di questi veicoli – che di fatto vanno a comporre la parte posteriore del mezzo.
Una soluzione atipica guardando alla concorrenza, ma scelta apposta perché pratica. Le batterie sono infatti più facili da estrarre e al contempo lasciano totale spazio nel sottosella – dove abitualmente vengono alloggiate negli scooter elettrici – per lasciare spazio al casco e ad altri oggetti.

Le due batterie sono quindi in posizione esterna, protette da robusti vani di alluminio e a prova di furto, dal momento che possono essere rimosse solo dopo averle sbloccate con il telecomando di attivazione del veicolo. Sono collegate in serie, quindi vanno ricaricate in contemporanea: direttamente a bordo (con apposito carica-batterie in dotazione) o su un supporto specifico (opzionale) se portate a casa/ufficio. Il peso di 8 kg l’una non è eccessivo per l’eventuale trasporto a mano.

Pensati per la città

WOW 774 è sicuramente molto più ‘cittadino’ del fratello 775. È un classico ciclomotore (L1e) da 45 km/h, con potenza nominale del motore di 2,5 kW (4 di picco) e autonomia di 80 km con le batterie standard agli ioni di litio da 32 Ah (2,3 KWh). C’è la possibilità di montare anche quelle più prestazionali (Plus) da 3 kWh, con cui la Casa garantisce autonomie fino a 110 km.

Batterie Plus che, invece, sono di serie sul WOW 775, lo scooter di categoria superiore (L3e). Equiparabile ad un 125 termico, questo modello monta un motore centrale da 5 kW di picco, che lo spinge fino ad un massimo di 85 km/h. L’autonomia sale a 95 km nel misto grazie alle batterie da 72 V–42 Ah, che si ricaricano 0-100% in circa 4 ore.

Performante anche la ciclistica di entrambi, con l’impostazione motociclistica del telaio, a doppia culla in acciaio, ruote alte da 16” e doppi freni a disco (nel 775 c’è anche il sistema di frenata combinata CBS). Anche in questo caso non sfugge lo sforzo dei progettisti per offrire veicoli adatti alle strade italiane ed europee, spesso tortuose, strette, con fondi sconnessi e zeppe di saliscendi.

Come vanno

Una volta in sella la sensazione di stabilità è eccellente. La pedana è ampia e la seduta è ben dimensionata, anche per il passeggero. In strada la praticità di guida e la maneggevolezza sono qualità che abbiamo riscontrato in entrambi modelli. Che di fatto sono identici, come detto, anche in termini di peso, chilo più chilo meno (tra i 110 e i 113 con le batterie).

Abbiamo testato WOW 774 e 775 sia nel traffico urbano che su strade più aperte, non trovando particolari pecche in nessun caso. Le ruote alte e le sospensioni lavorano bene anche tra le buche cittadine e l’agilità di “smarcamento” dalle auto è impeccabile. Forse il raggio di sterzo non è proprio strettissimo e in fase di manovra da fermo un po’ si sente. Ma è veramente una piccola cosa. Anche perché c’è la retromarcia, che non guasta mai.

In salita – anche quelle lunghe e faticose (l’ascesa a San Luca, per chi conosce Bologna) – gli scooter non patiscono più di tanto. Anche con passeggero annesso, sul 775. In discesa è consigliabile utilizzare il freno rigenerativo elettromagnetico, azionabile con un pulsante sul manubrio, per rendere molto più efficace la frenata e riguadagnare un po’ di autonomia. L’80% dell’energia cinetica viene infatti trasformata in ricarica della batteria.

Ovviamente il WOW 775 ha molta più grinta del fratello 774 quando le strade si fanno aperte e si può “accelerare”. La presenza di tre modalità di guida (Eco, City, Sport) aiuta comunque entrambi ad adattarsi ad ogni contesto. In fase di accelerazione la mappatura Sport ha veramente un gran bello spunto.

Smart-key ma niente connettività

Per il resto, sono modelli molto silenziosi e ben equipaggiati: da un ampio sottosella alla presa USB per collegare lo smartphone, dall’antifurto al display digitale intuitivo.

Particolarità: gli scooter WOW non hanno una chiave vera e propria ma una smart-key: un piccolo telecomando che attiva le funzioni di avvio e spegnimento a distanza. Senza non si va da nessuna parte. Una volta attivato, il veicolo si accende girando la manopola del commutatore.
Importante: dal telecomando si sblocca anche il sistema che sgancia il sellino del passeggero (la sella è sdoppiata), sotto il quale riposano le batterie. Per estrarle è l’unico modo.

Ci ha un po’ sorpresi, invece, soprattutto pensando ai recenti trend, l’assenza di un sistema di connettività. Una scelta voluta, almeno per ora.

Ok il prezzo è giusto

Premettendo che questi scooter propongono configurazioni adatte sia per lo sharing che per il delivery, parliamo in conclusione dei prezzi.

Il ciclomotore WOW 774 con batterie standard parte da 4.580 euro e ce ne vogliono 400 in più se si opta per le batterie Plus. Il WOW 775 ha invece un costo base di 5.410.
I modelli sono proposti in 6 colorazioni diverse, tre delle quali (petrol, blue e dark grey) hanno un sovrapprezzo di circa 150 euro.

Alla fine, sfruttando l’arrivo degli incentivi statali del 30% o 40% (con rottamazione) sull’acquisto, il prezzo medio scende tra i 3.500 e i 4.000 euro, in linea con la concorrenza.

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24 COMMENTI

  1. Per andare al lavoro lo scooter elettrico mi sembra una grande scelta, la migliore in tanti casi. Non appena avrò individuato il modello più adatto ne acquisterò uno e manderò in pensione l’auto. Ma per le gite fuori porta vedo ancora grossi limiti, soprattutto di autonomia, al di là di soste al ristorante che non tutti vogliono/possono fare. D’altronde al momento la tecnologia è questa, matura per certi aspetti, acerba o acerbissima per altri. Secondo me.

  2. due critiche, una al prodotto e una alla trasparenza sulle prestazioni.
    Il fatto che debbano essere caricate entrambe le batterie contemporaneamente, quindi con pari carica, vanifica un po’ il vantaggio della facile trasportabilità della batteria per la ricarica in ufficio (o casa per chi non ha il box). Senza zaino o borsone non si trasportano. O si trasportano con entrambe le mani occupate e appoggiando a terra una batteria ad ogni apertura porta.
    Critica più grande però al produttore, come tutti non dichiarano l’automonia a velocità superiori ai 45 km/h. Se nel tratto casa/lavoro ho un bel rettilineo dove le macchine vanno a 90, e io voglio spalancare a 85 km/h, quanti km faccio? 10? 20? 40? devo comprarlo per scoprirlo?

    • Purtroppo la necessitá di ricaricare le batterie in contemporanea impedisce di usarne una alla volta e “swapparla” con l’altra quando la prima è scarica.. L’autonomia dichiarata della versione L3e è quella in percorso misto e modalitá city, non so se equivale di fatto a quella a 45 kmh costanti ma in effetti non guasterebbe saperne il valore a norma WMTC.

  3. Mi lascia perplesso il peso delle batterie che grava a mo’ di leva sugli ammortizzatori posteriori, che, se sommato al passeggero, al pavè, alle buche, ai rallentatori, ecc., li porterebbe a fondo corsa con grave rischio della sicurezza…

    • Gli ammortizzatori posteriori sono tarati perchè questo non accada. Abbiamo testato lo scooter anche per questo.

  4. mha, secondo voi un ragazzetto di 16 anni, si prende questo o una Mito che raggiunge i 170? che poi, spiegatemi il peso con quelle batterie ridicole… ho visto una elettrica da maggiorenni, con 22kWh di batteria pesare poco più di una BMW GS, come si spiega tutto sto peso in un cinquantino? e poi, le batterie a vista, facili da staccare = facili da rubare… mmmm… my2cent

    • Le batterie sono bloccate dalla sella, come in tutti gli scooter elettrici. A un ragazzetto lo scooter lo prendono i genitori: se sono pazzi cosa possiamo farci?

    • Se ti vogliono rubare le batterie e sono “nascoste” nella carena, o ti spaccano la carena (di plastica) o ti prendono direttamente il motorino, che essendo senza connettività non han problemi a rivenderlo così com’è tanto da remoto non lo potrai mai rintracciare o bloccare.
      Averle a vista e bloccate da una gabbia in metallo è probabilmente più sicuro almeno per il furto magari in acciaio sarebbe stato meglio anche in caso di caduta ma avran usato alluminio per contenere costi e pesi , un atto vandalico poco cambierebbe tra le due soluzioni.

      • Un altro vantaggio delle batterie esterne potrebbe essere il migliore raffreddamento delle stesse in estate e/o quando si chiedono le massime prestazioni. Fra l’altro l’uso dell’alluminio migliora lo smaltimento del calore rispetto all’acciaio o ancora di piú i materiali sintetici. Purtroppo credo che per lo stesso motivo l’autonomia tenda a peggiorare in inverno quando da questo punto di vista diventa preferibile il classico alloggiamento nella “carrozzeria” di plastica. Per quanto riguarda la protezione dagli urti forse sarebbe stato meglio un tubo saldato al telaio ma evidentemente avrebbe rovinato lo stile del veicolo.

        • Beh oddio, le batterie esterne han il sole diretto che picchia contro anziché una protezione data dalla carena, dato che di suo l’elettrico non produce grande calore in inverno dentro o fuori fa nessun a differenza penso.
          l’alluminio per dissipare deve essere a contatto con la fonte di calore principale, attraverso tutto l’isolamento della batteria penso la differenza che fa sia quasi zero, ma chissà

          • Diciamo che, batterie esterne o interne, in estate è sempre meglio non parcheggiare al sole come con tutti i veicoli elettrici. In movimento, con l’aiuto del vento della corsa, il discorso cambia.. In ogni caso ê vero che la trazione elettrica è piú “fredda” di quella termica ma nell’uso intenso batterie e centralina si scaldano eccome.

    • -secondo voi un ragazzetto di 16 anni, si prende questo o una Mito che raggiunge i 170?-

      Secondo me, ammesso di trovarla ancora, il ragazzetto che si prende la Mito che fa 170 all’ora ci può girare giusto in pista.
      Firmato: uno che una Mito Lucky Explorer ce l’ha davvero.

      • Io se fossi quel ragazzetto, prenderei quello che ha autonomia che mi basta, e magari 80 son più che sufficienti, e che mi permetta di caricare a sbafo a casa per non dover scalare dalla paghetta il pieno di benzina hehe
        A scuola ti porti nello zaino la stazione di carica (che spero non sia gigante ma trasportabile) e ti attacchi alla presa della scuola, anche se lo vedo più pratico per ufficio come cosa hehe

  5. Finalmente degli scooter con una autonomia base quantomeno decente, con la maggior parte di quelli visti fin ora, vedendomi in era scolastica, non sarei riuscito ad andare e tornare dalle superiori 😅
    Anche a prezzi non sono così diversi rispetto a dei termici, ma non seguo da anni potrei sbagliare.
    Mi spiace solo per gli attuali quattordicenni che non avendo strozzi da levare saran costretti ad andare passo lumaca, che nelle città va benissimo ma fuori può essere parecchio noioso, sicuramente aiuterà gli incidenti (e a non far fuori la batteria prima di uscire dal parcheggio hehe)

      • Pensavo a quei miei amici 15enni che con una vespa50 ( con il 60 sotto ) due fifty con la quarta marcia e un si della Piaggio si sono fatti un Savona-Malaga ( Spagna ) e ritorno …… Credimi non si sono annoiati, ma la cosa brutta è che con questi mezzi a pile la cosa diventa impossibile….lo so è un caso limite, ma al momento è così !!! Altro caso più normale, raduno moto Honda sugli Appennini liguri, ogni tipo di Honda….. Io e la mia fidanzata dell’epoca ci andammo con un Bali 50cc colore rosa shocking e fiori gialli e arancioni a decorazione fatti con l’aerografo!!! Voi capite che con un mezzo del genere non si passa certo inosservati….e io che ero alla guida una volta arrivato sul luogo dell’incontro, e con la strafottenza di un adolescente,mi parcheggiati in mezzo a due Honda Gold Wing enormi e bellissime! Così la mia fidanzata scese dal Bali e disse siiiiiii c’è l’abbiamo fatta!!!!! Al che i proprietari delle Gold Wing attempati signorotti rimasero un po’ stupiti e dopo qualche secondo, uno prese due sedie , l’altro ci prese due birre ci fecero sedere e poi furono grasse risate per tutto il pomeriggio!!!! Ecco il raduno era a 70 km da casa a 1300 m.l.m!!!!! Io sono per i mezzi elettrici ma secondo non sono ancora maturi…..
        Aspetterò qualche anno

        • Perchè non l’avrebbe potuto fare con uno scooter WOW? Pensa di non trovare una presa elettrica in 70 km o a destinazione, visto che l’autonomia è di 85-95 km?

          • Ecco, ma “trovare” una presa elettrica è impossibile. Avrà sicuramente un proprietario che paga la bolletta. Come funziona, ci affidiamo al buon cuore di costui oppure gli paghiamo la corrente? E quanti soldi gli dobbiamo dare? Ora forse è possibile anche “scroccare” qualche ricarica, ma quando saranno in molti a chiederla mi sa che le cose cambieranno

          • Gli scooter hanno batterie da 1,5-2,5 kWh (il WOW 2,3 o 3 nella versione plus); quindi parliamo di cifre attorno a un euro anche nel caso limite di una carica da 0 al 100%. Non mi pare molto se rapportato al conto di un ristorante. Per l’esercente, più che di buon cuore, parlerei di un buon affare.

  6. Basta un istante e si capisce che è la versione evoluta ed elettrica del mitico Moto Guzzi Galletto.
    I progettisti hanno trovato ispirazione a Mandello del Lario per realizzare un grande mezzo elettrico capace di sfondare il mercato europeo se ci fosse una rete commerciale importante.
    Ora non resta che farne un’ulteriore versione più potente con ammortizzatori, forcella di diametro maggiore, cerchi e pneumatici più larghi.
    Non mi stupirei se la start up venisse acquista proprio da Colannino e il prodotto si fregiasse dell’aquila di Madello del Lario.

      • Mi riferivo alla sostanza, ai contenuti tecnici, non al design figurativo.
        Detesto il design nostalgicamente retrò proposto come iconico.
        Fiat 500, Mini, Maggiolino tutte gonfiate all’inverosimile.
        Triumph Bonneville, Honda CB1100 RS, Kawasaki Z900RS e consorelle varie rinominate Classic Edition.

        Ruote, pneumatici, freni, forcella ed ammortizzatori da motocicletta non sono caratteristiche per tutti gli scooter a ruote alta.
        Ciò che non è stato considerato è il telaio.
        Non tubolare a doppia culla, bensì una monoscocca a guscio con trave scatolata centrale longitudinale elevata in altezza entro cui collocare il battery pack swap.
        Materiale?
        Un tecnopolimero ad elevata resistenza meccanica, tipo il PEEK polietere etere chetone per evitare nella produzione: tagli, stampaggio e saldature. Durabilità maggiore dell’acciaio e leggerezza.

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